NO A LO UTTARO ANCHE IL 2 GIUGNO - FOTO
Pubblicato da ambienti su Giugno 2, 2007
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LA PROTESTA ANTIDISCARICA ALLA PARATA DI OGGI
CITTADINANZA ATTENTA ALLA PACIFICA MANIFESTAZIONE
CASERTA – “No a Lo Uttaro” anche per la Festa della Repubblica. Stamattina, a lato della parata celebrativa a Corso Trieste, è stato piazzato uno striscione di contestazione della discarica che butta puzza e veleni su Caserta e su tre comuni vicini. Pacifici autori dell’azione sono stati il Comitato Emergenza Rifiuti e altri rappresentanti dei Comitati per l’Ambiente di Caserta, San Nicola La Strada, Maddaloni, San Marco Evangelista.
Lo striscione è stato collocato davanti alla sede della Provincia. Per chiarire che in un giorno di richiamo ai valori della Repubblica, della democrazia e della legalità, non è possibile dimenticare Lo Uttaro. Dalla discarica derivano troppi disagi e danni per i cittadini, troppe minacce per la loro salute.
Al passaggio della parata i manifestanti hanno più volte gridato “Legalità! Legalità!”. Vogliono quella vera, altrimenti la celebrazione di un giorno come questo resta un rito vuoto. Solo al passaggio degli amministratori locali – corresponsabili della riapertura de Lo Uttaro - tra i manifestanti c’è stata qualche circoscritta intemperanza verbale. D’altra parte molti manifestanti, come molti altri cittadini, avevano trascorso - come in questo periodo accade spesso – una notte bianca nel tormento della Grande Puzza proveniente da Lo Uttaro.
Dopo la manifestazione il dottor Giuseppe Messina, del Comitato Emergenza Rifiuti, si è incontrato con il questore dottor Carmelo Casabona. Il questore ha espresso disappunto per le succitate intemperanze verbali di alcuni manifestanti. Il dottor Messina ha sollecitato l’intervento delle forze dell’ordine sulle questioni della legalità connesse a Lo Uttaro.
Il diritto alla salute è difeso dalla Costituzione i cui valori sono stati celebrati oggi. Non è possibile governare e amministrare senza tenerne conto. Come invece si è fatto con la decisione di riaprire la pericolosa discarica che per legge andava solo bonificata. E come si sta facendo con i ritardi inconcepibili – privi di ogni seria giustificazione – nella bonifica dell’adiacente sito di trasferenza.
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