Una nota di Palazzo Chigi ha fatto sapere poco fa che il quasi del tutto ex presidente del Consiglio, “al fine di assicurare la rapida conclusione dello stato di emergenza nel settore dei rifiuti in Campania”, ha firmato l’ordinanza che garantisce le agevolazioni tariffarie per la vendita dell’energia elettrica, Cip 6. In questo modo, spiega la nota, sarà possibile procedere più rapidamente alle realizzazione degli impianti di termodistruzione o di gassificazione che saranno realizzati nei territori dei comuni di Acerra, di Santa Maria La Fossa e nella provincia di Salerno.
E allora può venire addirittura il sospetto che qualcuno la crisi dei rifiuti l’abbia voluta apposta per arrivare a questo, per accontentare la lobby degli inceneritori. Ma con la normativa europea, che non prevede più contributi, come la mettiamo? Sarà un contenzioso che andrà ad aggiungersi a quello già grave per i rifiuti campani. Prodi si vuol vendicare di qualcosa facendoci ora espellere dall’Europa in cui si è vantato di averci condotto? Ed è comunque discutibile che un premier decida un provvedimento di questo rilievo quando è stato già costretto a fare la valigia. Con la sua mossa Prodi ha deciso d’arbitrio un futuro molto lungo di una regione e di un paese.
Un motivo molto probabile dell’assenza di concorrenti interessanti al completamento e alla gestione del termodistruttore di Acerra sta nel fatto che senza l’artificio dei contributi pubblici – vale a dire li paghiamo tutti – non è conveniente incenerire i rifiuti. Sono più convenienti il riciclo dopo la differenziazione e il trattamento meccanico-biologico, che per giunta non provocano catastrofi nell’ambiente. Ma in Italia continuano a trionfare gli inceneritori che garantiscono profitti sicuri grazie al Cip 6 caricato ai cittadini sulla bolletta elettrica. Ci avvelenano e dobbiamo anche pagare.
Un articolo su La Nuova Ecologia
con i commenti di Legambiente e del senatore Tommaso Sodano ^











su Emergenza Rifiuti

RASSEGNA RIFIUTIDecidiamo Insieme




CASERTA – Al consiglio provinciale di ieri a Caserta non si è sentita nessuna delle decisive comunicazioni che erano state annunciate. Allo stoccaggio “provvisorio” di Ferrandelle arriveranno rifiuti soprattutto da Napoli, i siti di Carinola per le ecoballe e di Pignataro (la cava o altro) restano in sospeso, essendo stata respinta la richiesta dell’opposizione di azzerare il piano Pansa escludendoli. Eventuali scelte differenti del commissario potranno dipendere da considerazioni di ordine sanitario – alle quali Gianni De Gennaro sostiene di tenere molto – o da nuove esigenze. Alla faccia della “provincializzazione” su cui bizzarramente si è continuato a insistere. La provincia di Caserta è ancora la pattumiera di Napoli, ma a dirlo troppo si rischia di guastare l’omertà che per anni c’è stata intorno a scelte strutturalmente sbagliate e confuse che tali continuano ad essere. Approvato un 

Napoli 29/1/08 – Un’altra giornata di proteste in Campania contro il piano di azione del commissario straordinario all’emergenza rifiuti, Gianni De Gennaro. A Marigliano e Giugliano in provincia di Napoli, ad Ariano Irpino (Avellino) le popolazioni si sono mobilitate contro la riapertura di discariche e siti di stoccaggio decisa per risolvere la crisi della spazzatura. A Marigliano la polizia ha caricato donne incinte e bambini e ci sono stati feriti. De Gennaro ha manifestato preoccupazione sulla situazione in Campania in un’ audizione di circa quattro ore davanti alla Commissione parlamentare di inchiesta sul ciclo dei rifiuti.
Della riunione di vertice con il commissario De Gennaro tenuta stamattina alla Provincia di Caserta si è saputo che a Ferrandelle-Santa Maria La Fossa arriveranno rifiuti soprattutto da Napoli e probabilmente non ci sarà abbastanza spazio per gli sversamenti dalla provincia casertana. Perciò si faranno altre due piazzole di raccolta, ma non si sa dove e questo lascia presagire altri “disagi” per la popolazione. Quando i Cdr ritorneranno a funzionare occorrerà individuare in provincia più di un sito per le ecoballe. L’indicazione dovrebbe arrivare dal tavolo tecnico costituito dall’amministrazione provinciale insieme ai sindaci. Per giunta il supercommissario De Gennaro si sarebbe detto disponibile a promuovere proposte locali di ogni tipo, comprese, 

Ci sono rifiuti anche nel nostro futuro. Se riusciremo ad avere un futuro. L’articolo che segue, trovato su
A Benevento ieri, sabato, il supercommissario ai rifiuti Gianni De Gennaro ha trovato un grande schieramento di folla, uno stuolo di amministratori locali, rappresentanti di comitati e persino due parlamentari pronti a contestargli l’opportunità delle sue scelte per la provincia e a pretendere almeno garanzie. De Gennaro ha resistito e ha promesso. Ha detto che desisterà se accerterà un rischio per la salute dei cittadini, che le riaperture di discariche sono “a tempo” eccetera eccetera. 
Chi getta qualcosa nel sacchetto dei rifiuti il più delle volte non ha un’idea precisa dell’affare che sta contribuendo ad alimentare. Di più si può capire quando arrivano le bollette per pagare la TARSU o TIA che sia. Si può provare a moltiplicare la cifra per il numero dei nostri concittadini, dei nostri connazionali, di tutti gli europei … È un sistema molto approssimativo, giusto per avere un’idea delle dimensioni colossali del movimento di denaro che ci sarà intorno al nostro sacchetto. A fare i conti con metodi più attendibili ha provveduto nel 2007 la 

IL PIANO DE GENNNARO È SBAGLIATO,