AMBIENTI

Blog di Resistenza Ambientale

Archivio per Maggio, 2008

A VOLTE RITORNANO 2

Pubblicato da ambienti su Maggio 12, 2008

EH! EH! CLICCA

Non permettiamoglielo, mobilitiamoci tutti prima che sia troppo tardi

ASSEMBLEA PUBBLICA VENERDÌ 16 MAGGIO ALLE 19
nel Salone Parrocchiale della Chiesa di Santa Maria della Pietà
Largo Rotonda - San Nicola la Strada

Il 16 giugno prossimo il Tribunale Civile di Napoli deciderà, su richiesta dell’Avvocatura dello Stato, se riaprire la discarica di Lo Uttaro per utilizzarla per lo sversamento di ulteriori migliaia di tonnellate di rifiuti.
Chi ha voluto questo autentico “pozzo di veleni” sta tentando di farlo riaprire per cancellare le proprie responsabilità.

scarica il volantino in PDF ^

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QUANTO SIAMO BELLI

Pubblicato da ambienti su Maggio 11, 2008

La regista Lina Wertmuller è autrice del documentario Munnezza e Bellezza in onda per lo Speciale Tg1 di domenica 11 maggio alle 23.35.
Con la Wertmuller hanno collaborato al documentario il giornalista Francesco Brancatella e il sociologo Domenico De Masi. L’intento è stato di raccontare la tragedia dei rifiuti a Napoli attraverso uno spaccato sulla città e la sua gente tentando anche una riflessione sui segnali di crisi del sistema industrializzato del mondo occidentale. Secondo la regista Napoli potrebbe reagire riscoprendo la propria bellezza e attingendo alla propria ricca tradizione storico-culturale. Speriamo che non sia l’ennesima menata dell’intellettuale che viene a sproloquiare su immagini di Napoli ricavate da cartoline per turisti culturali. Al momento qui la munnezza fa sbiadire ogni bellezza e ogni illusione di primati culturali. La munnezza campana è anche indice dell’inettitudine e dell’ignoranza della classe dirigente di Napoli e di buona parte della regione da almeno 15 anni a questa parte. Un problema che certo non si potrà risolvere rivisitando monumenti e musei eventualmente con sottofondo di mandolini.

dopo la visione
La Wertmuller è riuscita, con l’assistenza di De Masi e di Zanotelli, a dire alcune verità, peraltro abbastanza note a chi conosce la questione. Per esempio a proposito del collasso dei modelli di consumo, di cui lo scenario campano costituisce un delirante avamposto, o  a proposito delle responsabilità anche nazionali per il disastro in corso. Però ha rimescolato tutto in un ingorgo di ruffianeria napolicentrica che ha persino offerto una piccola tribuna alle insostenibili ragioni di Bassolino. Senza trascurare Pulcinella e un repertorio di immagini e musiche napoletane molto di maniera. Per i mandolini poco c’è mancato.

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ALLARME ECOBALLE AD ALIFE

Pubblicato da ambienti su Maggio 10, 2008

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PER I RIFIUTI DATEVI UNA MOSSA

Pubblicato da ambienti su Maggio 9, 2008

Il Comitato Emergenza Rifiuti e Cittadinicasertani avviano la raccolta di firme

PER IL COMMISSARIAMENTO DEL COMUNE DI CASERTA
APPUNTAMENTO DOMENICA 11 MAGGIO ALLE 10 IN PIAZZA DANTE

 il testo completo della denuncia ^ 

La politica ambientale a Caserta è un fallimento. Viviamo tuttora per periodi prolungati in mezzo a montagne di rifiuti, c’è sempre il rischio che il sistema si blocchi e che arriviamo a una nuova catastrofe. Questo dipende solo in parte dalla situazione regionale. Le amministrazioni locali potevano e dovevano, per legge, prendere provvedimenti allo scopo di ridurre drasticamente il problema e i rischi. Dovevano preparare un vero piano per i rifiuti, dovevano avviare una vera raccolta differenziata. Molti cittadini glielo stanno ripetendo da oltre un anno. Perciò ora invitiamo la popolazione a sottoscrivere una denuncia: perché venga tolta di mano a degli irresponsabili un problema così grave, così importante per la nostra vita quotidiana e per la nostra salute.

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IL RESTO DI NIENTE

Pubblicato da ambienti su Maggio 9, 2008

L’amministrazione comunale casertana continua a rivoltolarsi nelle proprie bugie e attraverso dichiarazioni di suoi rappresentanti, l’assessore all’ambiente Luigi Del Rosso in prima fila, cerca di dare a intendere alla cittadinanza che la situazione rifiuti è sotto controllo. Fortunatamente l’effetto anestetico che dovrebbero avere queste strampalate dichiarazioni lo subiscono solo alcuni pretesi comunicatori illusi e/o collusi. I comuni cittadini invece, per la maggior parte, si guardano intorno e vedono ora per ora come si sta provvedendo: sul fronte comunale si registra il resto di niente, cioè la premessa di un disastro. A parte un servizio di raccolta sempre più sgangherato, con l’aggravio di un bizzarro sistema di “differenziata semplificata” che ha raggiunto l’unico obiettivo di rendere la vita più complicata a tutti facendo spostare momentaneamente cumuli di immondizia indifferenziata in un certo numero di luoghi in cui lasciarli a marcire. E non sta risultando di alcuna utilità, ma solo un danno e una spesa supplementare, lo stoccaggio al capannone ex Ucar, una specie di supermegacassone ancora a due passi dalle case ^. Forse riuscirà economicamente utile al proprietario dell’area – che già era da bonificare – ora che a giugno scadrà il termine del comodato d’uso a titolo gratuito con cui il capannone era stato “generosamente” concesso al Comune.
In tutto questo scorgiamo anche il rischio che l’amministrazione comunale tenti di spacciare come propria impresa per la differenziata la raccolta per il riciclo in tre parrocchie ^, l’unica iniziativa che finora ha funzionato e che è basata sul lavoro volontario degli organizzatori e dei cittadini. Si tratta di un’esperienza importantissima, perché dimostra che la differenziata a Caserta è possibile e che molti cittadini la vogliono. Ma certo, con i suoi limiti territoriali, non potrà risolvere la sostanza del problema se il Comune non si affretterà a metterne a frutto su larga scala tutto il valore dimostrativo e “didattico”.
Nessuna delle questioni cruciali per risolvere la crisi dei rifiuti viene seriamene affrontata dall’amministrazione. Il bando per l’affidamento della raccolta differenziata vera – il cui avvio ci era stato promesso per l’1 maggio – continua ad andare allo sbando ^. Intanto sulla città incombe la minaccia di una richiesta di dissequestro della discarica disastrosamente velenosa a Lo Uttaro, richiesta dietro la quale si scorgono oscuri intrighi di “corpi separati” dello stato e dell’amministrazione che fingono di non aver letto ciò che a proposito di questa discarica è scritto nella Relazione della Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti ^. E di nuove concrete iniziative per la bonifica de Lo Uttaro neanche a parlarne, così rischiamo di restare fuori dagli ingenti finanziamenti previsti per le bonifiche in tutta la Campania.
Le foto che seguono sono state scattate nel primo pomeriggio di giovedì 8 maggio all’ex Ucar e in zona Lo Uttaro, nei paraggi della discarica, al sito di stoccaggio e al vicino sito di trasferenza.
Al contrario di quel che ha asserito l’assessore Del Rosso, l’ex Ucar è pieno di rifiuti fino alla cima. In zona Lo Uttaro il vecchio stoccaggio soprannominato “panettone” ^ è sempre più scoperto e nessuno se ne preoccupa. Al sito di trasferenza si nota che sono stati abbancati rifiuti indifferenziati non vagliati. Questo potrebbe configurare un reato penale visto che il sito è sotto sequestro. Infine i cassoni della “differenziata semplificata” all’inizio dell’area Saint Gobain.
Il sopralluogo e le foto sono di The Boss

 

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A VOLTE RITORNANO

Pubblicato da ambienti su Maggio 6, 2008

Che vorrà dire che torna in corsa l’ACSA CE3, il consorzio campionissimo nell’accumulare debiti e avvisi di garanzia? Ma non lo dovevano sciogliere per passarne le competenze alla Provincia? Non ci sarà più che uno zampino dell’ACSA nella richiesta di dissequestro della discarica a Lo Uttaro?
Il Mattino di oggi offre esaurienti cronache, ma la matassa appare sempre più ingarbugliata e aggiunge un colpo di scena per il bando allo sbando^. Addrittura qui si parla di un affidamento provvisorio della raccolta differenziata all’ACSA, come se fare la differenziata fosse vendere noccioline a una fiera di paese. Oggi tu e alla prossima festa un’altra bancarella. Come stanno realmente le cose? Perché nessun amministratore si prende la briga di spiegarcelo? O sono, come al solito, solo “affari loro”?

Cliccare sull’immagine della pagina per andare all’indice dei relativi articoli su Il Mattino on line ^

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AHI AHI BRUXELLES

Pubblicato da ambienti su Maggio 6, 2008

Spazzatura, l’Italia deferita dall’Ue
da Il Giornale

Bruxelles - Doppio schiaffo della Commissione Europea all’Italia per la gestione dei rifiuti: con una mossa attesa da giorni, l’organismo presieduto da Barroso questa mattina ha infatti deferito il nostro Paese alla Corte Europea di Giustizia per la crisi dei rifiuti a Napoli e nella regione Campania, in particolare a causa delle misure ancora insufficienti per rispondere al problema in modo duraturo. L’Italia, comunque, in questa fase non rischia l’imposizione di multe, che potrebbero invece scattare se vi fosse, eventualmente, una condanna della Corte e relativo inadempimento.

leggi tutto l’articolo su il Giornale ^

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UN CONVEGNO AFFOLLATO E UN DOCUMENTO

Pubblicato da ambienti su Maggio 6, 2008

A Caserta folla traboccante dalla sala del Teatro Izzo per il convegno sui rifiuti “Dal disastro al piano” promosso dalla Caritas ^. Il vescovo monsignor Nogaro e gli altri intervenuti hanno parlato a una platea di oltre 600 persone, evidentemente molto partecipe. Tra i relatori in programma mancava solo padre Zanotelli che ha dovuto subire d’urgenza un intervento per peritonite, ma ha fatto comunque arrivare i saluti. Degli amministratori politici non c’era traccia, anche se erano stati invitati come tutti i cittadini. Presenti invece molti rappresentanti delle associazioni impegnate per la difesa dell’ambiente.
Il convegno ha avuto un’intenzione propositiva: sbrighiamoci con la differenziata vera per evitare ulteriori disastri. Si è parlato anche di bonifiche e della vigilanza e dell’impegno necessari da parte di tutti per uscire dalla crisi.

Si ha la sensazione che l’assenza di disponibilità dei possibili interlocutori delle amministrazioni casertane abbia segnato un’altra frattura difficilmente sanabile. È un segnale molto preoccupante mentre nelle strade ricominciano ad accumularsi rifiuti. Questi amministratori, in Comune e in Provincia, non possono seriamente pensare di risolvere un problema tanto grave asserragliandosi nei loro palazzi e nelle riunioni di loro gregari, senza un vero confronto con le richieste, le esigenze e i suggerimenti concordi della comunità. Al Teatro Izzo hanno perso un’occasione. Ma probabilmente ormai – come sta dimostrando lo sviluppo degli eventi – hanno perso tutte le occasioni. Ci dobbiamo rassegnare a restare ostaggi della loro inettitudine?

Resta aperta la sottoscrizione del documento proposto dal convegno. Chi non era al Teatro Izzo e vuole firmare può farlo oggi all’incontro del comitato Città Viva che si terrà alle 19 di oggi, martedì 6 maggio, nella Biblioteca della parrocchia Nostra Signora di Lourdes in via Kennedy.

il documento da firmare:

QUEL CHE CI STA A CUORE

Questo documento nasce dall’amore e dalla passione che la Caritas diocesana, le realtà parrocchiali di N.S. di Lourdes, di SS. Maria del Carmine e S. Giovanni Bosco e SS. Nome di Maria, le associazioni ambientaliste ed educative di Caserta hanno profuso in questo periodo di grave emergenza che attanaglia la provincia di Caserta e l’intera regione, martoriata e mortificata dalle emergenze, che è oramai sotto i riflettori di tutta l’opinione nazionale, europea e mondiale e per la quale il processo di “ripristino” integrale, diventa sempre più complesso e complicato.
Con il convegno e con il documento vogliamo ribadire con forza che il nostro “Impegno politico e civile” non solo è un nostro diritto e mantiene tuttora la sua validità, ma rimane profetico richiamando l’utilità di:
- esprimersi prioritariamente su problemi che ci interpellano da vicino coinvolgendo la nostra coscienza di cristiani, di ambientalisti, di cittadini attivi ed educatori per evidenziarne con preferenza la portata educativa o diseducativa;
- orientarsi comunque sulla presentazione di contributi originali senza fermarci alla semplice accettazione o firma di documenti redatti da altri;
- verificare se la “presa di posizione” può innescare un dialogo fecondo con l’ambiente circostante, tale quindi da favorire e non da ostacolare l’azione diretta alla soluzione del problema;
Tutto ciò mentre il contesto sociale e politico di oggi ci sembra spesso non contribuisca alla costruzione di tale modello di partecipazione.

il documento si può leggere e scaricare integralmente cliccando qui ^

<<I casertani vogliono subito la differenziata>>
la cronaca di Silvestro Montanaro sul Mattino ^

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EXIT SUI RIFIUTI

Pubblicato da ambienti su Maggio 5, 2008

VEDI I FILMATI DEL PROGRAMMA ^

Lunedì 5 maggio la nuova puntata di Exit, il programma di informazione condotto da Ilaria D’Amico alle 21.10 su La7, è interamente dedicata ai problemi che il prossimo presidente del consiglio Silvio Berlusconi si è impegnato a risolvere, al primo posto l’emergenza rifiuti in Campania.
Al problema dello smaltimento dei rifiuti su tutto il territorio nazionale, e alla costruzione dei nuovi termovalorizzatori, è dedicata un’inchiesta filmata. Tra gli ospiti in studio, gli onorevoli Altero Matteoli, membro della Commissione parlamentare di inchiesta sul ciclo dei rifiuti, Ermete Realacci presidente onorario di Legambiente, Tommaso Sodano, presidente della Commissione Ambiente del Senato, l’assessore all’ambiente regione Campania Walter Ganapini, il geologo e divulgatore scientifico Mario Tozzi, e Mario Orfeo, direttore del quotidiano Il Mattino.

aggiornamento 5 maggio
E brava Ilaria D’Amico. È la prima volta che in tv qualcuno fa venire fuori in modo davvero chiaro quali sono i danni e le minacce degli inceneritori. Così l’ex ministro e forse prossimamente ancora ministro Matteoli - uno dei nostri parlamentari piazzisti di inceneritori - ha cominciato ad annnaspare e poi se n’è scappato adducendo impegni politici, una scena che finirà in Blob. Come se spiegare agli italiani se li avveleni o no bruciando i rifiuti non fosse anche una questione politica tra le più serie.
Ancora una volta, anche con qualcun altro degli ospiti, si è verificata la stranezza a cui più volte abbiamo assistito: i piazzisti di inceneritori - che esistono in entrambe le principali formazioni politiche (vedi Bersani) - spesso partono gagliardi trattando i loro interlocutori da ignoranti, poi quando, si accorgono di avere a che fare con persone ben informate sugli inoppugnabili argomenti “contro” ^, cominciano a fare retromarcia, a dire che inquina si … ma anche le automobili e le pizzerie. Discorsi del cacchio, perché gli inceneritori, che sputano veleni quanto centinaia di migliaia di motori e di forni a legna, immettono per giunta nell’ambiente sostanze con effetti imprevedibili e ci costano tanti quattrini con il contributo Cip 6. In Italia potremmo benissimo fare a meno di costruirne altri, risparmiando in soldi e in salute, se non avessimo tanti amministratori come minimo privi di capacità e di voglia di avviare e far funzionare la raccolta differenziata.

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DAL DISASTRO AL PIANO - Il convegno di oggi a Caserta

Pubblicato da ambienti su Maggio 5, 2008

A CASERTA E’ DI NUOVO CRISI, RICOMINCIA L’ASSEDIO DELLA SPAZZATURA
PER CAPIRE, PER DISCUTERE, PER SOLLECITARE VERE SOLUZIONI
PER DIFENDERE IL NOSTRO AMBIENTE E LE NOSTRE VITE
OGGI ALLE 18.30 AL TEATRO IZZO
UN CONVEGNO SULL’EMERGENZA RIFIUTI PROMOSSO DALLA CARITAS DIOCESANA
AL CENTRO DEL DIBATTITO L’ESPERIENZA DEI “MISSIONARI ECOLOGICI”
CHE IN TRE PARROCCHIE HANNO ORGANIZZATO LA RACCOLTA DIFFERENZIATA

CLICCA PER VEDERE ALTRE FOTOA Caserta e nel suo territorio è ancora emergenza rifiuti. La Caritas Diocesana affronta la questione in un convegno con la partecipazione di monsignor Raffaele Nogaro, vescovo della città, di padre Alex Zanotelli e di esperti di vari aspetti del problema. Il convegno, lunedì 5 maggio al Teatro Izzo in via Kennedy, alle 18.30, si intitola “Dall’attuale disastro ad un piano esemplare per i rifiuti in Campania”. Nel dibattito sarà centrale l’importante esperienza di tre parrocchie casertane che, con impegno di volontari e con la collaborazione dei cittadini, hanno realizzato negli ultimi tre mesi un programma dimostrativo di raccolta differenziata. Si tratta dell’unica esperienza del genere riuscita, per durata e dimensioni, nel panorama della crisi dei rifiuti campani. Le parrocchie sono Nostra Signora di Lourdes, Santissima Maria del Carmine, San Giovanni Bosco.
A gennaio scorso, di fronte alla sofferenza e alla paura della gente per i cumuli di rifiuti davanti alle case, alcuni sacerdoti, con il sostegno della Caritas Diocesana e con una forte partecipazione del comitato Città Viva del quartiere Acquaviva, hanno deciso di trasformarsi in “missionari ecologici” e di “mettere le mani nella monnezza” per vedere quel che si poteva fare con la buona volontà. Hanno piazzato cassoni per la raccolta nei cortili delle parrocchie, hanno preso contatti con aziende per il riciclo dei materiali, sono riusciti a ottenere dalle autorità i permessi necessari, hanno cominciato a spiegare agli abitanti dei loro quartieri come dividere carta, plastica, vetro, metallo. Il risultato è stato sorprendente: 197 tonnellate di rifiuti raccolti e avviati direttamente a riciclo, 138,5 carta e cartone, il resto plastica, alluminio e banda stagnata.
I sacerdoti e i volontari non potranno continuare l’esperimento a tempo indeterminato, né risolvere l’enorme problema dei rifiuti in Campania, però hanno reso per il momento meno invivibili alcuni quartieri e hanno dimostrato che sarebbe possibile, anche in tempi brevi, percorrere vie diverse da quelle delle finte ecoballe e delle discariche di “tal quale”. A conferma è stato invitato a parlare al convegno un rappresentante del comune campano “riciclone” di Mercato San Severino.
Ora il confronto con gli amministratori locali che, passata anche la scadenza dell’1 maggio – dapprima indicata dal Comune di Caserta per una “svolta” risolutiva –, sono in realtà apparsi finora incapaci di avviare nel territorio un piano efficace di vera raccolta differenziata per uscire dalla crisi dei rifiuti.
Promuovono il convegno anche le associazioni ambientaliste ed educative di Caserta ed è prevista la presentazione di un documento da consegnare alle istituzioni con le firme dei cittadini.
Segue il programma del convegno

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COSE VISTE E ANNUSATE 2 - 04/05/2008

Pubblicato da ambienti su Maggio 4, 2008

La raccolta dei rifiuti a Caserta si è fermata perché gli automezzi della Sace sono bloccati da difficoltà tecniche. La faccenda ha provato a spiegarcela un articolo del Mattino (La Sace blocca i mezzi, stop alla raccolta ^) . I rapporti tra il comune e la Sace si sono talmente ingarbugliati che a volte si ha l’impressione che neanche i responsabili del comune ci si raccapezzino.
Intanto la città si riempie di cumuli selvaggi. E i cassoni per la cosiddetta “differenziata semplificata” traboccano di fetenzia indifferenziata e in qualche caso ne vengono sommersi. Anche se il comune sostiene che vengono svuotati regolarmente.
Per parlare della crisi dei rifiuti, e di un possibile piano per venirne fuori, oggi a Caserta c’è il convegno al Teatro Izzo ^,  alle 18.30, promosso dalla Caritas Diocesana, con l’intervento del vescovo monsignor Nogaro e di esperti di vari aspetti della questione. Sarà centrale la domanda: che fine ha fatto a Caserta la differenziata vera, quella porta a porta?
Visto anche il contesto regionale (vedi articoli su la Repubblica qui^ e qui^), una riduzione drastica dei rifiuti attraverso la differenziazione vera sarebbe per Caserta l’unico rimedio efficace. A partire da subito.

 

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COSE VISTE E ANNUSATE

Pubblicato da ambienti su Maggio 3, 2008

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REPLAY

Pubblicato da ambienti su Maggio 3, 2008

TARSU - LA TARIFFA CHE ARRAFFA    SERIE NOIR    DIFFERENZIATA NELLE PARROCCHIE    UNA MISTERIOSA PUZZA DI BRUCIATO    CARTE FALSE PER UNA DISCARICA    NON VOTATE IL PROSSIMO BOSS

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MISSIONE DIFFERENZIATA

Pubblicato da ambienti su Maggio 2, 2008

Da Caserta parlo al telefono con un amico lontano e lo aggiorno sul disastro dei rifiuti in Campania. Gli dico che dove abito, nel quartiere Acquaviva, la parrocchia ha organizzato un centro per la raccolta differenziata, tra le poche cose che riescono a funzionare con continuità e ad alleggerire la situazione anche nei momenti peggiori. “Insomma, siete ridotti come in certi paesi africani – mi fa lui – per i servizi essenziali vi devono aiutare i missionari …”. Già, non è la prima volta che sento l’osservazione. Ripenso che qui l’arretratezza è “di ritorno” in una società pseudo-opulenta che non ha saputo calcolare gli effetti catastrofici di uno sviluppo del consumismo senza progetto e senza cervello.
Rispetto ai nostri nonni o bisnonni viviamo in un relativo “benessere”, nonostante il Sud. Tutti abbiamo i servizi igienici in casa, almeno tutti quelli che riusciamo ad avere una casa, però appena oltre l’uscio privato abbiamo riempito la natura di appestatoi che sembrano insanabili. Abbiamo quasi tutti l’automobile sotto casa, qualcuno ne ha due o tre, magari gigantesche che inquinano come micidiali e assurde fabbrichette ambulanti capaci solo di produrre fragili status symbol. E quanto puzza questo benessere. Dopo averlo malamente usato non sappiamo che farne se non trasformarlo in gigantesche montagne di putride cosiddette ecoballe, o sversarlo in discariche che avvelenano aria, terra e acqua, o sperare di incenerirlo dentro “impianti di termodistruzione” che distruggeranno anche la nostra salute. Mentre è ormai chiaro che molti figli vivranno, per quanto si sforzino, in condizioni materiali peggiori di quelle raggiunte dai padri, che potremo permetterci sempre meno benzina per le nostre automobili, che conquistarci cibo davvero commestibile – cioè non inquinato, non adulterato – diventerà sempre più una fatica, e che molti nostri politici in quanto a ottusità e a ingordigia non hanno niente da invidiare ai piccoli tiranni di staterelli di quart’ordine in zone del mondo fuori dalle grandi vie della civilizzazione.
No, non è strano che abbiamo bisogno di missionari. Che questa volta sono venuti ad annunziarci il miracolo della differenziata: ci hanno detto che potremmo evitare di precipitare sempre più nell’inferno delle finte ecoballe, delle megadiscariche, dei megainceneritori, se solo decidessimo di “riutilizzare” plastica, carta, legno, vetro, metalli, insomma quasi tutto. Organizzandoci per bene sarebbe facile riciclare persino i residui umidi in ottimi concimi per l’agricoltura. E il bello è che questi missionari il miracolo non si sono accontentati di predicarlo, ma si sono rimboccati le maniche accanto ai cassoni della differenziata, hanno messo le mani nella monnezza, per dimostrare che il metodo può funzionare, basta la buona volontà. Molti cittadini si sono convinti e hanno collaborato.
Ora non resterebbe che convertire quelli che governano città e paesi. Ma qui – si sa – è il più difficile. Perchè se tutti si convertissero davvero, che ne sarebbe degli affari da molti di loro sognati e avviati in un sistema che ha trafficato nei modi più rozzi e criminali per trasformare la monnezza in oro? Che ne sarebbe dei riti di corruzione che hanno celebrato per 14 anni intorno agli idoli bugiardi dell’emergenza rifiuti? Come potrebbero giustificare perché non hanno capito e agito prima? Ci vorrebbe umiltà da parte loro per ammettere fino in fondo quanto hanno sbagliato. Ma si sa, dalla storia, che non di rado è stata la superbia ad animare i governanti e poi a travolgerli, purtroppo a volte insieme ai loro popoli.

Qui un articolo sull’esperienza della differenziata nelle parrocchie casertane
Il Mattino on line 29/04/2008 ^

Lunedì 5 maggio si terrà a Caserta il convegno “Dall’attuale disastro ambientale a un piano esemplare per i rifiuti in Campania” promosso dalla Caritas diocesana. Uno dei temi di discussione sarà l’esperienza dimostrativa con la differenziata realizzata dalle parrocchie casertane. Aprirà i lavori un intervento del vescovo Raffaele Nogaro. Vedi il programma qui ^

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