Archivio per il 'Arraffapopoli' Categoria
Pubblicato da ambienti su Aprile 16, 2008
Oggi la Repubblica on line riepiloga in poche righe: «L’effetto rifiuti ha spostato decine di migliaia di voti. Il Pdl ha ottenuto la sua migliore performance nella circoscrizione Campania 2 con il 49,5% dei voti (51,5% con il Mpa). Nella circoscrizione Campania 1 (Napoli) il Pdl ha raggiunto il 48,6% dei voti (51,3% con il Mpa). Nel 2006 Fi, An, Dca-Npsi, As e Pensionati ottennero complessivamente il 42,9% nella circoscrizione Campania 2 ed il 42,1% nella circoscrizione Campania 1».
Sono state elezioni essenzialmente punitive, soprattutto per la Campania, con il voto “contro” e con la percentuale di astensioni più alta d’talia. Non è che sia l’ideale della democrazia dover usare le elezioni anziché per scegliere un modello di futuro solo per provare a fare pulizia dei malfattori, di chi ha lungamente, deliberatamente tradito la fiducia dei cittadini e neanche per un momento ha provato a fare finta di vergognarsi o a mollare la presa del potere. Ma almeno questo dovrebbe insegnare che quando la gente infine capisce che si sta avvelenando la sua aria, la sua acqua, la sua terra, con puzzolenti discariche e stoccaggi fuori norma a due passi dalle case, con l’assedio folle dei rifiuti, con i servizi pubblici fallimentari usati soprattutto come occasione di arricchimenti illeciti, con le promesse di megainceneritori e di nuove nubi tossiche, non c’è chiacchiera di politico-affarista o di ideologo che tenga. E che ogni tanto sarebbe il caso di prendere sul serio chi protesta per motivi così gravi. Avranno imparato i prossimi la lezione?
Pubblicato su Arraffapopoli, Report | 2 Commenti »
Pubblicato da ambienti su Aprile 11, 2008
È stato sospeso dal suo incarico Antonio Limatola, direttore del consorzio ACSA CE3, comprimario di spicco del Caserta Monnezza Show di cui sono protagonisti il presidente della Provincia Sandro De Franciscis ^ e il sindaco Nicodemo Petteruti ^ - entrambi del PD, il partito di Veltroni e di Bassolino - e sono cresciute ancora le complicazioni per l’avvio della differenziata. Lo spettacolo di questa città rischia sempre più di trasformarsi in un nuovo caos dei rifiuti. Vista l’ordinanza N.3639 di Prodi ^, il commissariamento ad acta del Comune dovrebbe essere prossimo. O si cavillerà su questioni burocratiche per lasciare i casertani immersi nello schifo che le amministrazioni sono riuscite a organizzare? Tutta merdaccia che va dalla discarica criminale a Lo Uttaro alle nuove puzze in arrivo dall’ex Ucar ^ e alla finta differenziata che – ora si comincia a vedere chiaro – non funziona quasi per niente, non certo per colpa dei cittadini - che in maggioranza stanno giudiziosamente tentando di fare del loro meglio - ma perché è sbagliato il sistema.
Oggi il Mattino edizione Caserta dedica una pagina intera agli affari di monnezza casertani. Da leggere e da meditare. Per molti versi si stanno materializzando i pericoli che avevamo previsto. Non osserviamo il futuro in una sfera di cristallo, ma ormai siamo abituati a decifrare le bugie che questi amministratri cercano di rifilarci. Chissà poi con che speranza lo fanno. Prima o poi ce ne accorgiamo tutti di quello che succede. Probabilmente preparano il solito gioco dello scaricabarile: colpa del commissario, colpa del governo, colpa dei “fondamentalsti dell’ambientalismo”. Non credeteci neanche una volta: governo e commissariato hanno le loro chiare responsabilità, ma nel guazzabuglio locale, in cui sarebbero stati possibili interventi risolutivi, hanno fatto, disfatto e omesso di fare tutto loro, tra Comune e Provincia, e a quanto pare ora si permettono anche di entrare in conflitto “politico”. In quanto agli ambientalisti, noi siamo qui, siamo evidentemente dei moderati rispetto a questi trionfanti politici estremisti della malamonnezza, e sugli ultimi sviluppi per ora abbiamo potuto fare poco di più che avvertirvi, dare voce ad alcune obiezioni dei cittadini puntualmente ignorate (il sindaco non risponde proprio alle argomentate lettere dei comitati), assistere a questo teatro. Che sarebbe tutto da ridere se non fossimo sempre più preoccupati per il futuro del nostro territorio e della nostra salute.
Clicca sull’immagine della pagina per leggere i tre articoli ^

Pubblicato su Arraffapopoli, Report | Non ci sono Commenti »
Pubblicato da ambienti su Aprile 8, 2008
A NAPOLI BASSOLINO HA PROMESSO CHE SI DIMETTERÀ
A CASERTA DE FRANCISCIS PROMETTE SOLO ALTRI GUAI
La cambiale di dimissioni firmata lunedì scorso pubblicamente da Bassolino ^ (“tra un anno mi dimetterò”) e il parziale sollievo con cui l’annuncio è stato accolto ai vertici del PD, da Veltroni a Follini, dimostrano che nel nuovo partito è chiara la consapevolezza che la questione dei rifiuti campani peserà sull’esito elettorale più fortemente di quanto non si voglia ammettere. Il disastro dei rifiuti, le tortuose dinamiche che sono state infine svelate nei suoi retroscena ^, hanno segnato una delle più clamorose serie di autogoal realizzati da una dirigenza politica in una moderna democrazia. Eventuali responsabilità penali a parte, si tratta di una perfetta dimostrazione di ottusità e di arroganza. Questa classe dirigente ha tradito senza ritegno i propri elettori, in particolare quelli che esprimono un voto di opinione, ovvero di ragionamento sulla società e sulla civiltà, non determinato da interessi corporativi o clientelari.
Verso questi elettori la chiamata al voto “contro” Berlusconi potrà servire a poco. Berlusconi non è rientrato in campo per caso, ma perché gli è stata spianata la strada dall’incongruenza infine fallimentare di un governo che era stato eletto sull’onda di una speranza. Nell’attuale situazione italiana, e meridionale in particolare, questa speranza è stata resa vana dalle evidenti analogie che caratterizzano spesso la gestione del potere per il potere, e per gli “affari”, da parte di forze politiche nominalmente contrapposte e anche da parte di chi era stato delegato ad esprimere una concezione diversa del bene pubblico, per il quale appaiono sempre più decisive le questioni ambientali.
Prima o poi certi errori si pagano. Ma se a livello nazionale alcuni rappresentanti illustri del centrosinistra e della sinistra hanno una chiara percezione del prezzo che ora si rischia di pagare, negli ambiti del potere periferico locale, nel Sud e nella Campania in particolare, i piccoli satrapi della politica si arroccano nelle loro bugie e nella loro arroganza contro i cittadini più consapevoli e contro i loro stessi elettori, che vengono così ulteriormente spinti a trasformarsi in ex elettori. Un buon esempio è il comportamento del presidente della Provincia di Caserta Sandro De Franciscis, uno dei maggiori responsabili della tormentata vicenda dei rifiuti in un territorio ripetutamente condannato a subire i danni peggiori della crisi tuttora in corso.
Leggi il seguito di questo post »
Pubblicato su Arraffapopoli, Ma che dice!?, Report | 6 Commenti »
Pubblicato da ambienti su Aprile 3, 2008
“L’EX UCAR E IL PANETTONE VE LI DOVETE TENERE!”
A UN INCONTRO DI CITTADINI SULLA DIFFERENZIATA
L’ASSESSORE ALL’ECOLOGIA DEL ROSSO TENTA UNO SHOW
MA IL SUO SPROLOQUIO NON HA MOLTO SUCCESSO
Un vero piano operativo per la differenziata a Caserta non esiste ^. Lo ha confermato ieri l’assessore comunale all’ecologia Luigi Del Rosso, nel corso di un incontro alla parrocchia Nostra Signora di Lourdes, al rione Acquaviva, tra cittadini interessati a fare il punto sulla situazione rifiuti. Erano presenti diversi volontari del centro per la raccolta differenziata attivo presso la parrocchia ^. All’assessore la mancanza di un piano non sembra importante: “Le indicazioni sono nel bando di gara per l’appalto del servizio - ha dichiarato - e il piano completo lo farà la ditta vincitrice della gara, che avrà sicuramente competenza in materia”.
Non può non suonare strano un simile ragionamento ai cittadini preoccupati per il futuro dei rifiuti. Una logica normale - seguita in genere da altre amministrazioni - vorrebbe che il comune stabilisse obiettivi e modi ai quali poi la ditta incaricata dovrebbe adeguarsi. Ma qui siamo a Caserta, la città in cui il dirigente tecnicamente competente della materia presente in comune ha preferito - di fronte ai vaneggiamenti degli amministratori politici - fare le valige ed emigrare. Chi valuterà le proposte dei partecipanti alla gara? Con quali criteri? Su questo il mistero resta fitto. Come resta poco chiaro - niente ne dice il sito del Comune ^ - il motivo del rinvio di dieci giorni per l’avvio di esame delle proposte. Si sa solo che al momento ci sono in gara due ditte. Una è la Sa.Ba srl di Ercolano, l’altra, quella considerata più probabile vincitrice, è la Ati, associazione di imprese a cui aderisce la Sace, che attualmente ha, tra molte polemiche, la gestione in proroga del servizio raccolta rifiuti a Caserta e che fa capo all’imprenditore casertano Mario Pagano, arrestato proprio ieri (vedi articolo su Casertac’è ^) con l’accusa di truffa per finanziamenti pubblici ex 488 ottenuti dalla sua azienda per la lavorazione dei rifiuti Le Calorie ^, collocata in zona Lo Uttaro. Niente di rassicurante per i cittadini.
Leggi il seguito di questo post »
Pubblicato su Arraffapopoli, Report | 1 Commento »
Pubblicato da ambienti su Marzo 4, 2008
Le notizie che arrivano da fonti ufficiali sull’effettiva situazione dei rifiuti a Caserta, e sulle prospettive di soluzione, continuano ad essere tortuose, poco significative rispetto all’esperienza quotidiana dei cittadini che vedono ancora le strade invase di cumuli maleodoranti e si chiedono quando tutto questo finirà o se hanno da aspettarsi ancora il peggio. Mentre continuano le difficoltà di sversamento ora all’impianto CDR di Santa Maria Capua Vetere, ora allo stoccaggio di Parco Saurino – segno che il piano De Gennaro perde colpi – i minacciati cassoni per la “quasi differenziata” nelle vie ancora non si vedono.
Intanto di piano provinciale dei rifiuti – essenziale per uscire in modo duratura dalla crisi – non si sente più parlare. Il presidente della Provincia Sandro De Franciscis è stato in tutt’altre faccende elettorali affaccendato e ha fallito anche in quelle: se aveva sperato che i suoi meriti monnezzari – l’accordo per l’apertura della discarica maledetta de Lo Uttaro ^ – gli avrebbe reso in termini di carriera politica personale o di potere d’influenza è rimasto fortemente deluso.
A Lo Uttaro il panettone ^ di cui si è lacerato l’incarto riprende a vomitare sostanze tossiche e nell’area Saint Gobain il Crowne Plaza per monnezza e topi realizzato all’ex Ucar ^ fa già sentire nelle case vicine il fetore che secondo i programmi dell’amministrazione dovrebbe accompagnarci almeno fino all’estate. Mentre si blatera di progetti per impianti comunali che potrebbero sostanziarsi per qualcuno in nuovi lucrosi affari, per la maggioranza dei cittadini - che non sono stati in alcun modo consultati - in nuove minacce all’olfatto e alla salute. Restano vaghe e contraddittorie le notizie sull’unica iniziativa che potrebbe portarci fuori dall’incubo: un rapido incremento della raccolta differenziata vera.
L’ art. 3 dell’Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3639 dell’11 gennaio prevede che: “I comuni campani provvedono ad elaborare entro sessanta giorni, anche in forma associata, un piano delle misure necessarie per la raccolta differenziata, e ad avviarne la realizzazione nei successivi trenta. In caso d’inadempimento, il Commissario delegato nomina un commissario ad acta che provvede entro centoventi giorni dalla presente ordinanza”. Quindi entro l’11 marzo i Comuni devono elaborare i piani per la raccolta differenziata ed entro l’11 aprile deve esserne avviata la realizzazione. Oramai sono passati cinquantuno giorni, ma oltre ad annunci trionfalistici non si vede come il Comune di Caserta si sia preparato a rispettare i termini dell’ordinanza.
Dalla lettura di varie interviste al sindaco Nicodemo Petteruti e all’assessore Luigi Del Rosso, sembra che solo da maggio partirà la raccolta differenziata “porta a porta”. Del Rosso ha detto testualmente: “(l’acquisto di cassoni) … per noi è il passo precedente al “porta a porta” che partirà da maggio, non appena conclusa, nel mese precedente, la gara che abbiamo bandito”. Se ne ricava che il Comune di Caserta solo da maggio prevede di far partire la raccolta differenziata e quindi non rispetterà i tempi previsti dall’Ordinanza. Forse inconsciamente si spera che l’arrivo del Commissario ad acta sollevi l’amministrazione da fastidiose perdite di tempo e difficili(!) scelte gestionali. E a proposito: da chi sarà pagato eventualmente il Commissario ad acta, dal Sindaco, dalla Giunta, dall’assessore Del Rosso o, ancora una volta, dalla popolazione?
In tutto questo, altra trovata sciagurata, perché tardiva ed onerosa, è la decisione di collocare in varie zone di Caserta 50 cassoni che ad ieri, 3 marzo, non erano stati ancora sistemati. Dal momento che costano ben 1250 euro al giorno, e già sono stati noleggiati da metà gennaio, si vede chiaramente che anche questo è un affare a perdere (almeno per la cittadinanza). Perché non realizzare invece altre isole ecologiche, sotto controllo e con orari definiti di raccolta? Nei cassoni incertamente custoditi – almeno secondo gli annunci – ognuno potrà, per ignoranza o per strafottenza, lanciare rifiuti indifferenziati. Che andranno a fare compagnia agli altri rifiuti di cui è ancora piena Caserta.
Sembra proprio impossibile interloquire con questi nostri amministratori sordi e inetti. Di fronte a ogni civile protesta non fanno altro che continuare a dichiararsi vittime e a censurare tutto e tutti, come al solito senza dare risposte serie alle aspettative dei cittadini. Qualche settimana fa tacciavano di “terrorismo” chi cercava di contrastare l’azione scellerata dell’amministrazione per il capannone ex Ucar, poi sono passati al silenzio e all’atteggiamento omissivo ed omertoso quando si parlava della possibile riapertura della discarica a Lo Uttaro (fermata solo grazie all’onestà di De Gennaro, non certo per l’intervento silente del Comune). Infine hanno espresso solidarietà al sindaco per qualche candela lasciata sotto la sua abitazione al termine di un corteo di protesta del tutto civile e pacifico. Quando capiranno che i cittadini sono stufi delle non scelte e delle non decisioni degli amministratori di oggi e di ieri?
Pubblicato su Arraffapopoli, Report | 2 Commenti »
Pubblicato da ambienti su Febbraio 8, 2008
Si era diffusa la voce che la parte sui rifiuti di Mi manda Raitre sarebbe stata “censurata” perché tra gli invitati ci sarebbe stato il sindaco di Caserta e nessun cittadino dei comitati. In realtà il programma ha dato un quadro abbastanza preciso, molto in breve, della situazione nelle strade del casertano, soprattutto attraverso immagini e voci di Santa Maria Capua Vetere. Erano di un condominio di Santa Maria i cittadini in studio che si sono lamentati con veemenza dell’aumento della TARSU. A loro ha risposto, abbastanza incongruamente, il loro assessore in materia. Ha parlato anche, ripreso in video a casa sua, Antonio Rossi del Comitato di San Nicola la Strada, che ha chiesto accoratamente aiuto a tutta Italia contro l’assedio della monnezza
Che diavolo c’entrava il sindaco di Caserta Nicodemo Petteruti? Tra l’altro la TARSU a Caserta, già la più alta d’Italia, non è aumentata. Probabilmente si è “buttato avanti” e chi ha preparato il programma ha pensato che fosse un richiamo avere il primo cittadino del capoluogo. Comunque Petteruti, presente in studio, ne ha approfittato per fare una sparata demagogica. Lui ha sostenuto di essere dalla parte dei cittadini e vittima come loro. Ha dichiarato che i cittadini hanno ragione, ma che il problema non è quello della raccolta rifiuti, di competenza comunale, bensì quello dello smaltimento, di responsabilità del Commissariato. Perciò lui avrebbe chiesto al Commissariato 13 milioni e mezzo di risarcimento. Se i soldi arriveranno saranno “spalmati” tra la popolazione che avrà un anno di franchigia dalla TARSU.
A chi non lo conosca, Petteruti può essere apparso un sindaco bonario dalla parte dei cittadini. Ma qui a Caserta sappiamo quel che ha combinato avvelenandoci con la discarica a Lo Uttaro e che la sua gestione dei rifiuti – responsabilità del commissariato a parte – è stata pessima, anche quando non eravamo nel peggio della crisi. Sappiamo che sulla differenziata ha dormito per un anno. Sappiamo degli affari che sta combinando tra ex Ucar ^ e progetto di inceneritore ^. Per smentire le sue panzane non c’era nessuno.
Pubblicato su Arraffapopoli, Report | 1 Commento »
Pubblicato da ambienti su Febbraio 6, 2008
Parecchi politici continuano a parlare a vanvera di incenerimento dei rifiuti o “termovalorizzazione”, o “termodistruzione”, come se si trattasse di un’attività necessaria e senza alternative. Ieri sera a Matrix, su Canale 5, Pierluigi Bersani ^ e Giuseppe Pisanu concordavano sul bruciare a più non posso, al punto da far pensare che se si trattasse di incenerire l’Italia centrosinistra e centrodestra finirebbero per trovare allegri accordi, senza tutte le storie che hanno fatto per darci una legge elettorale decente. Stasera a Ballarò anche Pierferdinando Casini ha proclamato la necessità dell’incenerimento, facendo un po’ retrocedere Antonio Di Pietro, il quale molto convinto non era apparso.
Nessuno sembra rendersi conto che l’attuale disastro in Campania deriva in buona parte dal mito di un megainceneritore - non ancora realizzato soprattutto per cause ingegneristiche e affaristiche - che con le sue ambizioni onnivore ha paralizzato per anni ogni migliore pratica alternativa di smaltimento. Per qualcuno è consolante illudersi che tutto brucerà e tutto così si risolverà. Questa illusione è frutto solo di sconsideratezza e di ignoranza.
Per capire che, al contrario di quanto sostengono certi politici, l’avversione per gli inceneritori non è un “capriccio” ambientalistico tutto italiano si può leggere l’articolo Incinerators and their Health Effects di Juliet Duff, medico e membro dell’Irish Doctors Environmental Association (IDEA) ^, che ha affrontato la questione perché c’è chi vorrebbe riempire di inceneritori anche la verde Irlanda. La traduzione italiana è di Roberto Topino, medico anche lui, membro del Comitato tecnico giuridico dell’Osservatorio sulla legalità e sui diritti dal cui sito ^ abbiamo tratto il testo.
Ai nostri politici incendiari di monnezza è probabilmente anche sfuggita la notizia della condanna per l’Italia da parte della Corte Europea per lo scarso coinvolgimento permesso ai cittadini nelle questioni ambientali ^. L’Italia ora formalmente si è adeguata, sia pure in ritardo, alla specifica Direttiva del Parlamento Europeo (2003/35) sulla questione, ma nella pratica molti nostri politici si mostrano irritati quando i cittadini pretendono di dire la loro sulle questioni dell’ambiente in cui devono vivere.
Pubblicato su Arraffapopoli, Report | Non ci sono Commenti »
Pubblicato da ambienti su Gennaio 31, 2008
Una nota di Palazzo Chigi ha fatto sapere poco fa che il quasi del tutto ex presidente del Consiglio, “al fine di assicurare la rapida conclusione dello stato di emergenza nel settore dei rifiuti in Campania”, ha firmato l’ordinanza che garantisce le agevolazioni tariffarie per la vendita dell’energia elettrica, Cip 6. In questo modo, spiega la nota, sarà possibile procedere più rapidamente alle realizzazione degli impianti di termodistruzione o di gassificazione che saranno realizzati nei territori dei comuni di Acerra, di Santa Maria La Fossa e nella provincia di Salerno.
E allora può venire addirittura il sospetto che qualcuno la crisi dei rifiuti l’abbia voluta apposta per arrivare a questo, per accontentare la lobby degli inceneritori. Ma con la normativa europea, che non prevede più contributi, come la mettiamo? Sarà un contenzioso che andrà ad aggiungersi a quello già grave per i rifiuti campani. Prodi si vuol vendicare di qualcosa facendoci ora espellere dall’Europa in cui si è vantato di averci condotto? Ed è comunque discutibile che un premier decida un provvedimento di questo rilievo quando è stato già costretto a fare la valigia. Con la sua mossa Prodi ha deciso d’arbitrio un futuro molto lungo di una regione e di un paese.
Un motivo molto probabile dell’assenza di concorrenti interessanti al completamento e alla gestione del termodistruttore di Acerra sta nel fatto che senza l’artificio dei contributi pubblici - vale a dire li paghiamo tutti - non è conveniente incenerire i rifiuti. Sono più convenienti il riciclo dopo la differenziazione e il trattamento meccanico-biologico, che per giunta non provocano catastrofi nell’ambiente. Ma in Italia continuano a trionfare gli inceneritori che garantiscono profitti sicuri grazie al Cip 6 caricato ai cittadini sulla bolletta elettrica. Ci avvelenano e dobbiamo anche pagare.
Un articolo su La Nuova Ecologia
con i commenti di Legambiente e del senatore Tommaso Sodano ^
Perché gli inceneritori non sono economicamente convenienti
(a meno di non derubare i cittadini attraverso il Cip 6) ^
Pubblicato su Arraffapopoli, Report | Non ci sono Commenti »
Pubblicato da ambienti su Gennaio 26, 2008
IL PIANO DE GENNNARO È SBAGLIATO,
MA ANCHE GLI AMMINISTRATORI LOCALI
HANNO A CASERTA COLPE GRAVI
PER GLI SPRECHI E LE INEFFICIENZE,
PER L’ASSENZA DELLA DIFFERENZIATA
E DI UN PIANO RIFIUTI PROVINCIALE
di Giuseppe Messina ^
“Si lasci in pace il Volturno, si ridia la giusta importanza all’agricoltura casertana, si bonifichi il territorio inquinato e si attui il piano rifiuti della provincia”. Sono queste le parole che chiunque si sarebbe aspettato dal presidente della Provincia De Franciscis in occasione dell’insediamento dell’ennesimo commissario di governo per l’emergenza rifiuti. E invece, nell’incontro tenuto alla Prefettura di Caserta lo scorso fine settimana, il nostro presidente ha, tra l’altro, dichiarato: “…il commissario ci aveva anticipato dell’imminenza della partenza del programma di interventi, interventi che ancora oggi sono elaborati in assoluta autonomia dalla struttura commissariale. Con il consueto senso di responsabilità e nell’esclusivo interesse delle nostre comunità, come Provincia accompagneremo il percorso delineato da De Gennaro nella consapevolezza che l’obiettivo cui stiamo già lavorando è quello di vedere restituiti ai territori poteri e risorse per poter programmare in proprio una rinnovata ed efficace politica legata allo smaltimento dei rifiuti”. Ossia: “Siediti sulla sponda e aspetta il cadavere del tuo nemico”. O in altri termini ancora: aspettare che passi la buriana, aspettare che De Gennaro se ne vada, aspettare il ripristino dei poteri agli enti locali, gestire la montagna di soldi che arriveranno, comunque, alla provincia e recuperare, come usa dalle nostri parti e in questo sfarinato paese, il consenso perduto, realizzare le opere indicate dal piano commissariale e, alla bisogna, prendersela con quelli che hanno deciso quelle opere osteggiate dalle popolazioni … . Così il gioco è fatto.
In un paese normale, dove dovrebbe, invece, prevalere il bene comune e il senso di responsabilità, la Provincia avrebbe dovuto elaborare il piano rifiuti - come si era peraltro impegnato a fare lo stesso presidente sottoscrivendo il protocollo d’intesa l’11 novembre 2006 - presentarlo al confronto democratico con gli enti locali e la società civile, quindi prospettarlo al commissario di governo e risolvere così, correttamente e in modo condiviso, la cosiddetta emergenza.
De Franciscis, invece, non ha indicato neanche i siti dove stoccare i rifiuti e “con garbo istituzionale”, come usa dire, aspetta di gestire “poteri e risorse”. Così su Ferrandelle nessuna posizione della Provincia, come silenzio assoluto su ogni questione che interessi i rifiuti nel territorio di competenza. L’unica eccezione è il girare a vuoto di un assessore provinciale all’ecologia, ma senza poteri in materia di rifiuti, impegnata a fare un piano della differenziata che esiste forse solo nella testa di chi ne parla.
Leggi il seguito di questo post »
Pubblicato su Arraffapopoli, Report | Non ci sono Commenti »
Pubblicato da ambienti su Gennaio 20, 2008

Lo ha annunciato lo stesso Sandro De Franciscis ai giornalisti: ”Ieri la segreteria del sostituto Alessandro Cimmino ha consegnato al mio avvocato un avviso di conclusione delle indagini relativo a un’inchiesta sul sito in località Lo Uttaro”.
Leggi il seguito di questo post »
Pubblicato su Arraffapopoli, Report | Non ci sono Commenti »
Pubblicato da ambienti su Gennaio 17, 2008
A CASERTA NEL GRANDE ASSEDIO DEI RIFIUTI
L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE VANEGGIA
QUELLA PROVINCIALE È RIMASTA IN LETARGO
NESSUNO HA DATO ASCOLTO AI CITTADINI
ECCO COME E PERCHÉ ABBIAMO IL DISASTRO
di Giuseppe Messina ^
Lo Uttaro ^, l’Ucar Carbon ^, cava D’Agostino ^, l’inceneritore ^, via Talamonti ^ … l’assessore all’ambiente (già componente autorevole del CdA del consorzio volontario RSU CE – vedi inceneritore in località Gradilli di Caserta) come un’anima in pena vaga, quasi solitario, per il territorio comunale cercando soluzioni, inventando suggestive quanto incredibili e illegali ipotesi per affrontare, in regime autarchico, la vergogna rifiuti.
Si potrebbe dire che se la giunta avesse fatto subito, all’indomani dell’insediamento di Petteruti a sindaco, il nuovo appalto per il servizio di igiene urbana, se avesse costruito le quattro isole ecologiche necessarie per non far fallire tutto il ciclo dei rifiuti, se avesse fatto la raccolta differenziata, se non avesse contribuito alla realizzazione della discarica illegale e abusiva di Lo Uttaro e la Provincia. E se De Franciscis all’indomani dell’insediamento a presidente della Provincia, con i poteri della giunta, avesse subito elaborato il piano provinciale del ciclo dei rifiuti urbani, individuando e indicando i siti leciti e idonei (pur presenti – vedi piano afferente le circa 500 cave abbandonate, abusive e dismesse casertane già nel 2003) per realizzare una vera discarica provinciale, se avesse controllato (compito istituzionale – vedi tra l’altro DPR 915/82, autorizzazione all’esercizio discarica Ecologica Meridionale – vedi alta sorveglianza ecc. ecc.) quando e dove era necessario, se avesse fornito agli enti locali utili informazioni per passare dalla TARSU alla tariffa, per realizzare le isole ecologiche, per la realizzazione anche di stoccaggi provvisori. Se avessero controllato chi metteva in atto una corretta ed efficace raccolta differenziata, se si fossero interfacciati istituzionalmente con la magistratura per fare chiarezza e prendere posizione contro la malavita organizzata che trasversalmente attraversa la nostra società casertana, se tutto questo fosse avvenuto oggi di quella che chiamano “emergenza rifiuti” non ci sarebbe neanche il ricordo.
Ma la politica non si fa con i se e con i ma. L’ultima idea di Petteruti che, scimmiottando il suo collega De Luca, osa proporre la realizzazione di un inceneritore nel nostro territorio, dimostra quanta scarsa considerazione ha della legge questa persona e quale distanza/baratro politico/sociale si è creata tra una maggioranza locale e quella provinciale, originariamente univoche, quanta arroganza e indifferenza nel non tenere in considerazione le proposte della società civile, del movimento ambientalista (non del partito dei Verdi con il quale non vi è relazione alcuna), della Chiesa. Soggetti, questi, che a vario titolo e in diversi modi, e con articolate competenze tecniche, hanno cercato e cercano, in modo del tutto disinteressato, scientificamente e ambientalmente impostato, di contribuire a superare questa crisi che è sanitaria, ambientale ma in cui c’è anche come enorme importante posta in gioco la credibilità delle istituzioni.
Leggi il seguito di questo post »
Pubblicato su Arraffapopoli, Report | Non ci sono Commenti »
Pubblicato da ambienti su Gennaio 17, 2008
VOLEVAMO FARNE UN VOLANTINO PER COMMENTARE LE ULTIME TROVATE SUI RIFIUTI DEL SINDACO DI CASERTA NICODEMO PETTERUTI E DELLA SUA AMMINISTRAZIONE. SUL RETRO AVREMMO MESSO QUESTO^. MA PURTROPPO È STATO PROIBITO ^. PENSA DI RISOLVERE COSÌ IL PROBLEMA? GIÀ CHE C’ERA POTEVA PROIBIRE ANCHE I GIORNALI, CHE FANNO PIÙ MONNEZZA DI UN VOLANTINO (QUANDO NON SI ALLINEANO AI SUOI PROCLAMI?), E SOSPENDERE “PROVVISORIAMENTE” LA LIBERTÀ DI PAROLA. L’HA GIÀ DETTO IN PUBBLICO CHE QUELLI CHE DISSENTONO “STRUMENTALMENTE” DA LUI SAREBBERO “RIFIUTI MORALI” ^ E CHE LUI NE RIPULIRA’ LA CITTA’. QUALCUNO DI NOI SI ERA ILLUSO DI VOTARE UN SINDACO “PROGRESSISTA” OLTRE CHE COMPETENTE A RISOLVERE I PROBLEMI DI CASERTA?
E PER CORTESIA, QUALCUNO PROVI A SPIEGARGLI DI NUOVO CHE COS’È LA DIFFERENZIATA E QUANDO E COME AVREBBE DOVUTO AVVIARLA PER RISPETTARE LA LEGGE E SALVARCI DA QUESTO SFACELO E DA ULTERIORI AUMENTI TARSU ^. NOI NON CE LA FACCIAMO PIÙ.
Pubblicato su Arraffapopoli, Report | 6 Commenti »
Pubblicato da ambienti su Gennaio 15, 2008
Pubblicato su Arraffapopoli, Report | 2 Commenti »
Pubblicato da ambienti su Gennaio 9, 2008
Poco fa il sindaco di Caserta Nicodemo Petteruti ha concluso la conferenza stampa per annunciare i suoi provvedimenti urgenti per la situazione rifiuti a Caserta. Piena conferma sull’utilizzo del capannone ex Ucar per lo stoccaggio provvisorio. Dovrebbe essere pronto già stasera. Potrebbe essere riempito nel giro di 4/5 giorni. Si spera in un aiuto dell’esercito.
Numerose le invettive di Petteruti contro chi sta contestando la soluzione ex Ucar, un’iniziativa presa “con l’acqua alla gola” senza l’aiuto del Commissariato. Purtroppo a Caserta ci sono, secondo Petteruti, “forze cattive che vogliono la città in ginocchio” contestando qualunque soluzione. Sembrava che ce l’avesse soprattutto con il direttore della Coldiretti regionale Vito Amendolara. Il sindaco non ha menzionato direttamente Amendolara, ma ha detto che in Comune sono giunte “comunicazioni terroristiche” sull’ex Ucar e tutti i presenti hanno pensato alla lettera inviatagli lunedì da Amendolara^ anche in qualità di coordinatore dell’Osservatorio Campano per il Territorio e l’Ambiente.
Non è molto chiaro quello che succederà una volta effettuata la raccolta dei rifiuti attuali. Il sindaco ha detto che si stanno cercando altri siti di stoccaggio e che la prefettura sta indagando per il reperimento di una discarica provinciale, da realizzare molto probabilmente in una cava.
Per la differenziata i tempi non possono essere accelerati, perchè ci sono da rispettare le procedure di espletamento per la gara d’appalto. Nel frattempo altri “tamponi” da concordare con il Commissariato.
Il sindaco ha detto che in 6 mesi ripulirà Caserta non solo dalla spazzatura materiale ma anche dalla “spazzatura morale” di chi sta speculando sulla situazione per attaccare la sua amministrazione.
Pubblicato su Arraffapopoli, Report | 2 Commenti »
Pubblicato da ambienti su Dicembre 31, 2007
di Gerardo D’Amore, di a-margine.org ^
La stangata del’aumento TARSU in Campania non è stata evitata, ma soltanto rinviata al gennaio 2009. Il Consiglio dei Ministri del 28 dicembre scorso, convocato per l’approvazione del decreto cosiddetto “milleproroghe”, ha sciolto un nodo legislativo permettendo di allineare alle altre regioni la Campania, divenuta pattumiera d’Italia, e di impedire aumenti ingiustificati per un servizio di raccolta e smaltimento rifiuti non reso e già pagato a caro prezzo ^.
Al danno delle emergenze avrebbe potuto aggiungersi la beffa dell’aumento della TARSU per effetto dell’art. 7 del decreto Bertolaso, convertito in legge a Luglio 2007, dov’è previsto che la TARSU, in deroga al decreto legislativo 152 del 2006, si trasformi da tassa in tariffa.
«I comuni della Campania” – detta la legge – adottino immediatamente iniziative per assicurare che, a decorrere dal primo gennaio 2008 e per un periodo di cinque anni, ai fini della tassa di smaltimento dei rifiuti solidi urbani, siano applicate misure tariffarie atte a garantire complessivamente la copertura integrale dei costi di gestione del servizio di smaltimento dei rifiuti».
Non più, quindi, coefficienti per stabilire l’importo della TARSU, ma la necessità di applicare tariffe idonee a coprire i costi di gestione del servizio e, al contempo, provvedimenti per i comuni inadempienti.
Le continue emergenze costano tanto ai cittadini e, secondo la norma, avrebbero dovuto essere pagate attraverso la TARSU. Infatti, la Finanziaria prevede, per tutto il territorio nazionale, una proroga delle tariffe per l’imposta sui rifiuti che, però, non riguarda la Campania proprio in virtù della deroga disposta dal decreto Bertolaso.
Nel citato Consiglio dei Ministri si è deciso, altresì, di sostituire Pansa (in scadenza di mandato il 31/12/07) con il suo vicario, il neoprefetto Umberto Cimmino, in carica fino al 30/11/08 con compiti di “gestione”. Dovrà aiutare comuni e regioni ad uscire dall’attuale, infinita, fase di straordinarietà e sarà affiancato da un’altra figura, nominata successivamente da Prodi, che provvederà, invece, a liquidare economicamente la pesante eredità di 14 anni di debiti contratti dai precedenti commissari. I nomi che circolano, al riguardo, sono quelli di Giovanni Corona (dirigente di Palazzo Chigi) o di altra persona esperta in materia contabile (magistrato della Corte dei Conti).
Anziché eliminare, come da più parti richiesto, l’istituto fallimentare del commissariato, si è provveduto a sdoppiarlo (all’insegna della riduzione dei costi della politica).
E attenzione: il raddoppio della TARSU non è stato scongiurato anche perchè tra i poteri del nuovo commissario, successore di Pansa, rientra quello di emettere una nuova ordinanza, in sostituzione del decreto Bertolaso, per adeguare le tariffe agli elevati oneri di smaltimento.
Pubblicato su Arraffapopoli, Report | Non ci sono Commenti »
Pubblicato da ambienti su Novembre 23, 2007

*
A dire la verità su Lo Uttaro Sandro De Franciscis, il nostro presidente della Provincia, proprio non ci riesce, neanche una volta, neanche quando tutto sommato non gli costerebbe tanto, visto che ormai in molti abbiamo capito quante ce ne ha raccontate di bugie sulla discarica. Oggi De Franciscis è stato in Commissione Ambiente regionale e poi ha fatto diffondere, anche attraverso il sito ufficiale della Provincia, il seguente comunicato:
Rifiuti, audizione in Commissione Ambiente regionale
De Franciscis: “Le istituzioni sono state lasciate sole”
Il presidente della Provincia, Sandro De Franciscis, ha ribadito la contrarietà a ogni ipotesi di delocalizzazione di ulteriori quantitativi di ecoballe sul territorio di Terra di Lavoro, nel corso dell’audizione di oggi pomeriggio alla Commissione Ambiente della Regione Campania, presieduta da Michele Ragosta. Alla presenza dei consiglieri regionali casertani, dell’assessore provinciale all’Ambiente, Maria Carmela Caiola, e di alcuni sindaci, tra cui quello di Carinola (Di Biasio), De Franciscis ha denunciato la solitudine istituzionale: “Siamo stati lasciati soli - ha detto - privi di poteri, senza alcuna possibilità di incidere nei processi. Una solitudine che ci rende incapaci di dare la benché minima risposta alle nostre comunità e che mi porta oggi a solidarizzare con i sedici sindaci del mio territorio, i quali, di fronte alla nuova ondata di emergenza, hanno rimesso il mandato nelle mani del prefetto”.
De Franciscis aveva esordito ricordando ai componenti della Commissione di essere “il presidente della Provincia in cui la metà dei Comuni sono inseriti nel Sito d’interesse nazionale per le bonifiche, ma dove nessuna bonifica è partita concretamente; il presidente della Provincia in cui è stato scelto un sito per le ecoballe senza alcuna concertazione con il territorio. Un territorio che ospita il numero più alto di ecoballe stoccate attualmente in regione, circa 3milioni e mezzo, sul cui destino non si sa nulla. Di fronte a tutto questo, affermare che chi ha già collaborato non può essere ulteriormente gravato non è un segnale di mancata solidarietà. Io non posso fare mediazioni, devo dare risposte”.
Il presidente De Franciscis è tornato ad esprimere un giudizio negativo sulla lunga gestione commissariale del ciclo dei rifiuti in Campania, “che non solo non ha dato frutti, ma ha lasciato sul campo solo macerie: inchieste giudiziarie, milioni di debiti, assenza di impianti, nessuna prospettiva di programmazione. Chiedo da mesi che il Parlamento torni ad assumersi la responsabilità di dare risposte vere a questo dramma, modificando la legge del luglio scorso , che non ha sciolto i veri nodi dell’emergenza”. De Franciscis ha poi aggiunto: “Vi sono oggi procedimenti giudiziari incrociati che hanno alzato un forte sospetto anche sulla realizzazione della discarica provinciale di Lo Uttaro, un sito indicato dal Commissariato di Governo di fronte a cinque diverse alternative; realizzato da un’impresa individuata dallo stesso Commissariato, che lo ha fatto pertanto allestire e infine collaudare”. Al termine dei lavori, il presidente della Commissione, Ragosta, ha annunciato che la stessa Commissione comunicherà al commissario per l’emergenza rifiuti Pansa, il dissenso del territorio casertano ad ospitare un nuovo sito per le ecoballe sia a Carinola sia altrove.
Naturalmente qui sappiamo tutti che pensare delle affermazioni di De Franciscis. È chiarissimo che una discarica a Lo Uttaro non avrebbe dovuto neanche essere presa in considerazione nella “rosa” da proporre a Bertolaso. Ammettiamo pure che De Franciscis di rose non se ne intenda molto, visto che lo specialista in materia è il sindaco Petteruti ^. Ma perché di fronte alle forti contestazioni dei cittadini, già supportate da molti dei documenti che poi hanno esaminato i magistrati, De Franciscis ha sempre fatto finta di non capire? Gli sarebbe bastato annusare l’aria in certi giorni d’estate, o seguire il tour suggeritoci dalle sue rassicurazioni ^, per farsi venire qualche dubbio serio su quel che era successo e stava succedendo a Lo Uttaro. Senza contare che fino al 10 luglio di quest’anno De Franciscis è stato commissario del consorzio pubblico ACSA CE3, che ha gestito la discarica, perciò è stato ancor più diretto responsabile, con pieni poteri per ogni tipo di verifica. Verificando avrebbe potuto cominciare a rimediare approntando il piano dei rifiuti regionali che gli competeva e che adesso è drammaticamente a zero.
A De Franciscis piace fare l’anima candida, sempre trombonegggiando almeno un po’, perciò ci ha fatto venire in mente l’onorevole Trombetta, che però al cospetto del nostro presidente della Provincia, e di molti politici attuali, abituati a ben altri tipi di viaggi, fa ormai tenerezza. E ha almeno il merito storico di aver ispirato un celebre sberleffo di Totò che potete ritrovare qui ^.
Pubblicato su Arraffapopoli, Ma che dice!?, Report | Non ci sono Commenti »