AMBIENTI

Blog di Resistenza Ambientale

Archive for 24 Maggio 2007

NON È SOLO QUESTIONE DE LO UTTARO

Posted by ambienti su Maggio 24, 2007

A San Nicola La Strada di recente le foze dell’ordine hanno scoperto e sequestrato un sito di stoccaggio abusivo realizzato da privati in un’area di proprietà comunale. Il Comitato Emergenza Rifiuti esprime la propria posizione ed esprime una proposta con il seguente comunicato.

DA DISCARICA DELLA CAMORRA A PARCO VERDE PUBBLICO. ORA!

La vicenda dello stoccaggio abusivo di rifiuti “scoperto” a San Nicola su un terreno di proprietà comunale evidenzia – semmai ce ne fosse stato bisogno – la scarsa capacità/volontà da parte delle autorità preposte (Comune e Provincia) ad effettuare un controllo reale e serio del territorio.
Non dobbiamo nascondere anche uno scarso senso civico e di riprovazione sociale da parte dei cittadini che sembrano subire ogni arbitrio che viene perpetrato senza che si senta il bisogno di protestare o denunciare.
La presenza così pervasiva della camorra come di palazzinari senza ritegno sul territorio mette in luce un’altra questione: una cementificazione senza speranza di un territorio comunale massacrato dalla “legale” e condivisa speculazione edilizia che ha fatto di San Nicola L.S. una delle città al mondo al più alto tasso di abitanti per Km2 (oltre 4000 per Km2) comparabile solamente a città come Hong Kong e Calcutta.

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CONTROLLORI E CONTROLLATI

Posted by ambienti su Maggio 24, 2007

Il comunicato dell’ACSA che dovrebbe “tranquillizzarci” su Lo Uttaro è stato controcontestato. Un articolo su Il Mattino di oggi, edizione Caserta, riepiloga la questione. All’articolo si può aggiungere che l’ACSA è l’azienda che gestisce Lo Uttaro, e ha perciò un interesse evidente a difendere il proprio operato. Mentre la perizia che dichiara irregolare la discarica è stata effettuata da due qualificati tecnici, Giuseppe Lembo e Nicola Santagata, membri del “Comitato dei garanti”, un organismo ufficiale di controllo. Sono due persone che non hanno evidentemente alcun interesse personale ad esporsi agli attacchi concentrici del fronte politico-affaristico pro Lo Uttaro.
Santagata era presente alla conferenza stampa di presentazione della propria preoccupante relazione, diversamente da Lembo, trattenuto altrove da altri impegni. In quella sede Santagata ha tenuto a chiarire che non ha agito per conto di questa o quella parte ma come “tecnico”. Insomma, lui, un medico che per anni si è occupato di salute pubblica in posizioni di responsabilità, sarebbe stato ben felice di trovare tutto a posto a Lo Uttaro.
L’ACSA è il controllato e il “Comitato dei garanti” che ha prodotto la relazione sulle irregolarità è il controllore pubblico, nell’interesse dei cittadini. Perciò la risposta dell’ACSA non può essere considerata tranquillizante. In ogni caso non è sufficiente.

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MA CHE SPLENDORE LO UTTARO!

Posted by ambienti su Maggio 24, 2007

Con un comunicato diffuso oggi la ACSA, l’azienda che gestisce la discarica Lo Uttaro, contesta la perizia di Lembo e Santagata che indica nella discarica un pericolo di disastro ambientale e sanitario ^ . Cominciano i giochetti burocratici. Ora sarebbe il caso che la magistratura intervenisse d’urgenza per chiarire. Anche con accertamenti nei dintorni della discarica. Dove serrare le finestre non impedisce alla puzza di entrare e di stagnare in casa, mentre nel cielo si vedono stormi di gabbiani attirati dal fetore, per le vie spuntano topi enormi e mai visti prima, nei giardini cadono uccelli morti.
Ecco il comunicato ACSA.

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A LO UTTARO 2+2 FA MORTE

Posted by ambienti su Maggio 24, 2007

NON C’È ALCUN ALIBI PER I RESPONSABILI
LA DISCARICA È UN DISASTRO SANITARIO

Il cuore nero dell’”affare monnezza” in Campania è Lo Uttaro, a Caserta. Qui, intorno alla discarica, gli abitanti di interi quartieri del capoluogo e di tre comuni adiacenti – San Nicola, Maddaloni, San Marco – vivono con la Grande Puzza in casa. Qui ci sono i maggiori rischi permanenti di malattia e di morte per la popolazione a causa della spazzatura. Qui semplicemente la spazzatura viene tolta dalle strade – quando viene tolta – e, insieme a quella proveniente dall’intera provincia e da chissà dove, viene accumulata un po’ più in là. Dovrebbe essere trattata in un impianto per CDR, ma il trattamento se c’è è inefficace, ne cambia poco la sostanza. Con il fetore e con tutti i rischi di infezioni e di altre aggressioni alla salute spostati infine solo di poche centinaia di metri. A distanza di niente dal punto di vista sanitario.
Finora c’erano l’ossessione della puzza e la preoccupazione per i danni a medio e lungo termine provocati dalla varia contaminazione dell’ambiente in corso. Ora, dopo la perizia di Lembo e Santagata, le cui conclusioni si trovano in un post precedente, il disastro diventa immediato. I due esperti hanno affermato che Lo Uttaro è una “scimmiottatura” di discarica e che a loro giudizio lì finiscono rifiuti “tal quali”, oppure sottoposti a sommaria vagliatura. Loro tra l’altro hanno visto stracci, bottiglie di plastica e scarpe. Tutti oggetti che non potrebbero esistere interi in rifiuti “trattati” come dovrebbero essere.
Che significa per la salute avere a pochi passi da casa un deposito di rifiuti “tal quali”, in condizioni di assoluta inefficienza? Un deposito dentro il quale – come è stato documentato – non si provvede nemmeno ad effettuare le operazioni di copertura protettiva quando non è in corso lo sversamento.  E in più ci sono accanto un “sito di trasferenza” malamente gestito e inverosimili siti di stoccaggio tra cui uno, quello chiamato “panettone” →, che da anni marcisce sotto teli di plastica e lascia scorrere percolato all’aria aperta nel terreno circostante, a nutrimento di flora e fauna.

Una breve intervista al professor Marcello Piazza, illustre medico e scienziato specialista di malattie infettive, apparsa oggi sul quotidiano Il Mattino, a firma Bruno Buonanno, chiarisce la situazione.

Ecco il testo dell’intervista.

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