AMBIENTI

Blog di Resistenza Ambientale

CONTROLLORI E CONTROLLATI

Posted by ambienti su Maggio 24, 2007

Il comunicato dell’ACSA che dovrebbe “tranquillizzarci” su Lo Uttaro è stato controcontestato. Un articolo su Il Mattino di oggi, edizione Caserta, riepiloga la questione. All’articolo si può aggiungere che l’ACSA è l’azienda che gestisce Lo Uttaro, e ha perciò un interesse evidente a difendere il proprio operato. Mentre la perizia che dichiara irregolare la discarica è stata effettuata da due qualificati tecnici, Giuseppe Lembo e Nicola Santagata, membri del “Comitato dei garanti”, un organismo ufficiale di controllo. Sono due persone che non hanno evidentemente alcun interesse personale ad esporsi agli attacchi concentrici del fronte politico-affaristico pro Lo Uttaro.
Santagata era presente alla conferenza stampa di presentazione della propria preoccupante relazione, diversamente da Lembo, trattenuto altrove da altri impegni. In quella sede Santagata ha tenuto a chiarire che non ha agito per conto di questa o quella parte ma come “tecnico”. Insomma, lui, un medico che per anni si è occupato di salute pubblica in posizioni di responsabilità, sarebbe stato ben felice di trovare tutto a posto a Lo Uttaro.
L’ACSA è il controllato e il “Comitato dei garanti” che ha prodotto la relazione sulle irregolarità è il controllore pubblico, nell’interesse dei cittadini. Perciò la risposta dell’ACSA non può essere considerata tranquillizante. In ogni caso non è sufficiente.

da Il Mattino edizione Caserta del 24/05/07

 

RIFIUTI E POLEMICHE
Lo Uttaro, l’Acsa ai comitati: nessun rischio inquinamento

Sulla corretta messa a punto della discarica de Lo Uttaro è ormai guerra di bollettini fra comitati ambientalisti e Acsa. E mentre il dossier elaborato da Nicola Santagata e Giuseppe Lembo, due dei cinque componenti del comitato dei garanti, incaricato di verificare il livello dei controlli sull’impianto – nel quale si ipotizzano omissioni e irregolarità – finisce in Procura, l’Acsa Ce 3 risponde punto su punto e a sua volta definisce «infondati» i rilievi mossi dagli ambientalisti. «Le caratteristiche di permeabilità della barriera geologica su tutta l’area interessata dalla discarica – evidenzia l’Acsa in una nota – sono state opportunamente accertate mediante indagini e perforazioni geognostiche con gli accertamenti di collaudo. Nel sopralluogo – prosegue la nota dell’Acsa – il dottor Santagata ha potuto constatare che l’area del primo anello è stata completamente utilizzata e pertanto erano in atto i lavori di realizzazione del secondo anello perimetrale, lo stato dei lavori al momento del sopralluogo riguardava la configurazione della sponda in argilla non ancora coperta ed era evidente la fuoriuscita, alla base della suddetta sponda, della geomembrana del primo anello. Tale lembo risulta libero in quanto costituisce il punto di attacco della geomembrana che ricoprirà la sponda del secondo anello». Secondo l’Acsa, inoltre, «Santagata è sceso nell’invaso munito solo di un paio di stivali senza mascherina e guanti, girando sulla cella giornaliera dei rifiuti non ancora compattati e distesi. Tale ispezione è durata circa 30 minuti, ciò fa comprendere che i rifiuti erano costituiti da frazione organica stabilizzata, diversamente tale passeggiata non sarebbe stata possibile, in quanto in presenza di una frazione organica fresca l’odore acre non avrebbe consentito di sostare più di un solo minuto». L’Acsa inoltre esclude la formazione di percolato e danni alla falda. Santagata e Lembo invece insistono parlando di «impermeabilizzazione del secondo manto oltremodo carente e approssimativa; i fogli delle geomembrane in alcuni punti presentano discontinuità nelle saldature e non si ha quindi alcuna garanzia sulla protezione della falda acquifera sottostante che dovrebbe essere salvaguardata da ulteriori inquinamenti». Intanto dieci sindaci (Aversa, Carinaro, Castelvolturno, Macerata Campana, Orta di Atella, San Marcellino, Sant’Arpino, Succivo, Teverola e Villa Literno), in una nota congiunta, fanno appello «all’unità contro l’emergenza. È giunta l’ora che noi sindaci campani ci assumiamo le nostre responsabilità istituzionali».

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