AMBIENTI

Blog di Resistenza Ambientale

A LO UTTARO GIORNALISTI IN LACRIME

Posted by ambienti su maggio 26, 2007

TRA PUZZA, PERCOLATO E GAS C’È PROPRIO DA PIANGERE

La discarica lo Uttaro. photo ©

LO UTTARO, CASERTA – A Lo Uttaro i rifiuti “tal quali” continuano a imputridire, a emanare la puzza e i gas acri della decomposizione. I gabbiani pascolano a schiere sulla spianata dentro il fosso prima di riprendere il volo per andare ad infettare nei dintorni. Nelle zone che a mezzogiorno non sono ancora ricoperte di terra, i cumuli freschi superano i due metri di altezza e sembrano scaricati lì direttamente da sacchetti per l’immondizia: bottiglie di plastica intere, stracci, mocassini con suola di gomma, barattoli vuoti di alimenti di ogni tipo, un contenitore di margarina Vallè che appare nuovo, etichetta e tutto, neanche un po’ ammaccato, come se provenisse dallo scaffale di un supermercato.
Questi rifiuti certo non subiscono i trattamenti previsti dalle norme e dichiarati dai responsabili. Esattamente com’è scritto nella perizia del dottor Giuseppe Lembo e del dottor Nicola Santagata, intorno alla quale è cominciato un gioco delle tre carte di controcontestazioni. Il banco lo tiene il presidente della provincia di Caserta Alessandro De Franciscis, anche come “compare” di se stesso: responsabile-commissario dell’ACSA CE3, che gestisce la discarica, e membro del Comitato dei Garanti, incaricato di controlli a tutela della salute pubblica *. Nel Comitato Lembo e Santagata sono i soli due veri tecnici. De Franciscis è ufficialmente controllore del proprio operato. Sarà conflitto di interessi? Berlusconi ha fatto scuola nel centrosinistra.
Una visita a Lo Uttaro l’hanno compiuta stamattina un giornalista e tre fotografi provenienti da varie parti d’Italia, regolarmente ammessi dopo consultazione con le autorità.
I reporter non riescono a credere ai propri occhi. Uno di loro, che si è accostato di più ai cumuli, comincia a piangere per i gas irritanti della decomposizione. I quattro stentano anche a credere alle proprie orecchie. L’architetto Vagliviello, responsabile della discarica, che fa da guida, spiega: «Qui arrivano la FOS (Frazione Organica Stabilizzata) e il sovvallo dall’impianto per CDR (Combustibile Derivato da Rifiuti) di Santa Maria Capua Vetere». Probabilmente l’architetto conta sull’ignoranza dei giornalisti.
Un reporter chiede: «Ma la FOS non dovrebbe essere stabilizzata, non putrescente? E quelle bottiglie di plastica che c’entrano?» L’architetto dice: «L’impianto CDR non funziona proprio come dovrebbe. E il resto è sovvallo». «Ma per sovvallo lei cosa intende?». «Quello che vedete qui», risponde l’architetto.
«Quelle cisterne?», chiede un altro reporter. «In quelle raccogliamo il percolato, poi regolarmente lo portiamo via. I tubi a terra, invece, servono a trasportare il gas che si forma nel sottosuolo». «Percolato dalla FOS?». «Si. Percolato. È tanto. Per smaltirlo, presto aggiungeremo altre quattro cisterne».
Lo Uttaro è a due passi da quartieri densamente abitati di quattro comuni. Caserta, San Nicola La Strada, Maddaloni, San Marco Evangelista. Ora che è arrivato il caldo, molti che abitano intorno a Lo Uttaro possono scegliere tra due forme di insonnia: sudare con le finestre serrate o aprire all’asfissiante Grande Puzza della discarica e dei suoi annessi. Questo è il modello “a basso impatto ambientale” celebrato dal supercommissario Bertolaso, da De Franciscis e dal sindaco di Caserta Nicodemo Petteruti.
(Caserta, 26 maggio 2007)

* Il 10 luglio 2007  il presidente della Provincia di Caserta Sandro De Franciscis ha lasciato il suo incarico di commissario del consorzio pubblico per lo smaltimento dei rifiuti ACSA CE3 «per la sopravvenuta incompatibilità» con «il nuovo ruolo di subcommissario provinciale per la stessa materia dopo la recente conversione in legge del Decreto del Consiglio dei ministri 11 maggio 2007».

Sulla foto in alto c’è il copyright dell’autore E’ stata concessa in via amichevole solo al blog AMBIENTI. Per riutilizzi lasciare un commento in coda a questo post.

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8 Risposte to “A LO UTTARO GIORNALISTI IN LACRIME”

  1. F.Caruso said

    Non è che potete scrivere per chi lavorano questi quattro operatori dell’informazione?
    Chi è interessato potrebbe essere interessato a leggere o vedere i loro racconti anche altrove.

  2. ambienti said

    Non appena avremo notizie precise sulla destinazione dei servizi le comunicheremo nel blog. In questo periodo alcuni reporter indipendenti fanno lo “spazzatour” in Campania spinti da curiosità professionale e per offrire materiale insolito sulla questione rifiuti a diversi giornali. I fotografi di cui abbiamo indicato i nomi sono ben noti nel loro settore (si può verificare in Google) e forniscono foto, direttamente o attraverso le loro agenzie, a importanti riviste italiane e straniere.

  3. F.Caruso said

    Questa non è una notizia confortante (circa la buona informazione necessaria a battaglie come quella di Lo Uttaro).
    Che sarà successo?
    Casertasette

  4. ambienti said

    E’ successo che purtroppo siamo stati un po’ imprudenti. Non ci aspettavamo reazioni censorie così gravi. Probabilmente il Commissariato per l’emergenza rifiuti sta facendo pressione sui fotografi perché smentiscano le loro dichiarazioni. L’implicita minaccia è di ostacolarli, non concedendo loro ulteriori autorizzazioni, nel lavoro di documentazione sull’emergenza rifiuti in Campania. Ma i fotografi non hanno mai rilasciato dichiarazioni. Ed evidentemente noi non le abbiamo riferite. La cronaca ce l’ha fornita un altro gionalista, non fotografo, ben documentato sulla questione rifiuti, che ha partecipato alla visita.
    Il Commissariato ha fatto entrare i quattro a Lo Uttaro contando sul fatto che un comune giornalista difficilmente è in grado di capire che cosa può o non può considerarsi FOS. E allora deve attenersi alle spiegazioni dell’ “esperto”, che sarebbe il responsabile della discarica, il quale spiega a modo suo, dice che tutto è in regola e va a meraviglia.
    Se il fotografo riceve spiegazioni fuorvianti, dai mucchi di monnezza ricava immagini che, una volta inserite senza precisazioni nel gran flusso infomativo dell’”emergenza rifiuti”, non significano niente di particolare. Anche tra i normali lettori di giornali non sono molti quelli in grado di distinguere tra un cumulo di FOS e un cumulo di rifiuti “tal quali” o appena un po’ setacciati. In base a questo meccanismo sono stati confezionati per la maggior parte i servizi su Lo Uttaro, compreso quello trionfalistico trasmesso dal TG3 una decina di giorni fa.
    Per Lo Uttaro siamo, in generale, in una situazione di pura disinformazione. Che cos’è in realtà Lo Uttaro lo spiega la perizia di Lembo e Santagata del “Comitato dei garanti”. Ma questa perizia, che pure è un documento ufficiale, stanno cercando di screditarla e di insabbiarla.
    L’azione censoria tuttavia potrebbe avere effetti controproducenti. Stiamo raccontando a un po’ di giornalisti italiani e stranieri, competenti in materia, quel che è successo. Sono sconcertati. Qualcuno ha già detto che verrà a verificare. Con o senza autorzzazioni ufficiali. E’ questo il compito del’informazione.

    P.S. 28 giugno 2007 – Abbiamo in seguito accertato che il Commissariato per l’emergenza rifiuti non c’entra niente con il pasticcio. L’input per la bizzarra minaccia di querela indiretta è arrivato da qualche furbacchione locale. Al momento dei fatti, solo il Commissariato e la direzione dell’ACSA CE3 – di cui è commissario De Franciscis – conoscevano esattamente identità e qualifiche dei fotoreporter visitatori a lo Uttaro citati nel falso annuncio di querela.
    A un mese di distanza dalla nostra cronaca, ciò che abbiamo raccontato appare sempre più confermato, anche con la documentazione fotografica. A Napoli i magistrati hanno chiarito che il ciclo di smaltimeto dei rifiuti atrraverso impianti per CDR inefficienti, che non possono produrre FOS, è stato probabilmente tutto una truffa. E la stampa ha almeno smesso di ripetere l’assurdità che lo Uttaro di Caserta è una discarica “a basso impatto ambientale”.

  5. F.Caruso said

    Ora, da semplice lettore (che mi interessa assai) e da cittadino, mi sento più tranquillo.

    Ancora complimenti per l’idea di questo blog: si vede che avete passione anche per la “scrittura”.

  6. nicola said

    Siamo fortunati ad avere una persona che sintetizzi bene tutto ciò che è e che avverrà sul problema in questione (da cliccare anche http://www.finotti.info, nostro regista efficace e non meno importante dell’ideatore di questo blog).
    Quello che vorrei evidenziare, e che i cittadini del triangolo della morte, vengono “trattati” in questo modo perchè c’è un’ignoranza di base che porta ad avere questi atteggiamenti sbagliati nel risolvere tali problematiche.Esempio:la differenza tra Termovalorizzatore e l’Inceneritore; tra il CDR e il “frullatore” di S.M.C.V.;la FOS e il Sovvallo; le Balle (dei politicanti di turno)e le Ecoballe; il Compostaggio e il TMB; quante e quali “frazioni”servono per fare una seria raccolta differenziata; la FIBE,l’Impregilo,Romiti, la Fiat, Motezemolo, le Ferrari? Potrei continuare ( tralascio le L.che un giorno ci daranno ragione su questa tematica) ma mi fermo qui e invito tutti ad acculturarsi sull’argomento in modo che, serenamente, si possano fare le giuste valutazioni!!!

  7. Vittorio said

    ciao
    si possono riportare foto ed articolo nella rassegna stampa di peacelink campania?

    Saluti

  8. ambienti said

    Del materiale prodotto da Ambienti puoi prendere quello che vuoi per usi non commerciali, basta citare la fonte. Considera – ma l’avrai notato – che questo post è di maggio e perciò racconta che cos’era la discarica a Lo Uttaro prima del sequestro, quando, grazie alla censura di politici e media, nessuno lontano da Caserta si rendeva conto. Con nuova apertura in questi giorni ventilata sarebbe anche peggio. Il FOS (frazione organica stabilizzata) che De Gennaro dice di volere sversare a Lo Uttaro, gli impianti CDR continuano a non produrlo. La foto della discarica non l’abbiamo fatta noi, l’ha fatta Eduardo Castaldo di Acerra, fotografo professionista impegnato nella controinformazione. Se lo puoi scrivere è meglio. Noi a suo tempo non lo abbiamo scritto perché lui stava facendo un monnezza-tour con l’autorizzazione del Commissariato e volevamo evitare che avesse grane. Per quello che dicevamo c’erano state minacce di querele. Ma adesso, dopo le sentenze della magistratura che ci hanno dato ragione, non c’è più rischio.
    Dai un’occhiata agli ultimi post. De Gennaro finora sta solo rattoppando qua e là, senza prendere in cosiderazioe alternative vere (de’ Medici, Ortolani, vedi alla nostra sezione TESTI) e andando a testa bassa verso altri guai.

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