AMBIENTI

Blog di Resistenza Ambientale

CONTRO LO UTTARO PROTESTA DI TUTTI I COLORI

Posted by ambienti su giugno 1, 2007

L’INFURIARE DELLA GRANDE PUZZA
SPINGE I CITTADINI DELLA ZONA
A BLOCCARE DI NUOVO I CAMION

Caserta, Lo Uttaro – Si è trasformato in un blocco dei camion di tre ore e mezza, dalle 16 alle 19.30, l’appuntamento a Lo Uttaro con la tv. Che era poi la Tv delle libertà, emanazione mediatica dei circoli forzitalici di Michela Brambilla. Ma tra chi protesta contro la discarica ormai non si fa caso alle etichette, si pensa solo a difendersi dalla Grande Puzza. Così capita di trovare fianco a fianco, insieme a molta gente che non aveva mai partecipato prima a proteste, i ragazzi di Millepiani di area no global e i parroci che non vorrebbero più vedere malattie e bare da veleni tra i loro parrocchiani, democristiani quasi DOC e rifondaroli in libera uscita, qualche verde e, com’è capitato oggi, l’ex assessore di Alleanza Nazionale Pio Del Gaudio in tenuta casual rigorosamente nera.
«Per Lo Uttaro i nostri amministratori ne hanno combinate di tutti i colori», dice un manifestante. «Mi sembra giusto che la protesta sia di tutti i colori. Respiriamo tutti la stessa puzza e abbiamo tutti le stesse paure».
I manifestanti erano una trentina. Il blocco dei camion carichi di spazzatura è stato soft. Oggi, al contrario di ieri, non ci sono stati interventi maneschi della polizia. Forse perché c’era qualche funzionario esperto che ha evitato forzature. Alla fine sono arrivati i rinforzi a formare un cordone che si è piazzato davanti ai manifestanti e li ha spinti con delicatezza a fare retromarcia e ad andar via. «Ora la vostra protesta civile l’avete fatta, i vostri documenti li avete letti. Noi abbiamo disposizioni per riattivare la discarica e dobbiamo rispettarle».
Il bl
occo non era programmato. È venuto spontaneo inscenarlo alla gente che è arrivata a Lo Uttaro spinta da sconforto e rabbia. Oggi è stata una delle giornate in cui in molte case della zona non è bastato serrare le finestre per bloccare la Grande Puzza.

«Vi denunciamo i responsabili dei veleni che ci torturano e ci minacciano in casa nostra», ha gridato qualcuno ai poliziotti. «Si, chi ha deciso questo è peggio di un ladro», ha detto un altro, «perché almeno il ladro prende qualcosa e se ne va. Questi invece ci rubano la salute e la vita e ci lasciano in casa puzza e intossicazione! Noi siamo qui per legittima difesa!». Argomenti che in qualche poliziotto provocavano forse imbarazzo. «Lo dite a me, che abito pure qui», ha arrischiato uno, «ma noi dobbiamo fare rispettare l’ordine secondo le disposizioni delle autorità».
Già, le autorità. Meritano ancora la qualifica di autorità quelli che permettono l’infamia de Lo Uttaro? L’hanno detto persino il vicepresidente del Consiglio Francesco Rutelli e il sub commissario per i rifiuti Marta Di Gennaro che le discariche addosso alle case sono impensabili. Qui l’impensabile è stato pensato e realizzato.
Ci sono pacchi di documenti che dicono che Lo Uttaro è illegale, che l’area andava per legge solo bonificata, che altrimenti c’è pericolo per la salute della popolazione. Per i tanti che vivono nel raggio di un chilometro, e spesso a poche centinaia di metri, ci sono nausea continua e pericolo concentrato; per gli altri della città e di comuni adiacenti ci sono minacce diluite in anni ma non meno allarmanti. Questi sono argomenti che nessun “Protocollo d’intesa” e nessuna ordinanza di supercommissario può cancellare. E invece eccoli qui i camion che arrivano uno dopo l’altro per sversare. Pieni di rifiuti putrescenti che comunque in una discarica come questa non dovrebbero né arrivarci né restarci accumulati.
Da sotto il cassone di qualche camion scola liquido scuro e puzzolente, probabilmente il tossico percolato. Cos’altro potrebbe uscire da quel carico? Alcuni dei camion non sono neanche coperti dal telone. Secondo le norme dovrebbero essere addirittura sigillati. C’è chi fa foto, c’è chi riprende con la telecamera. C’è sempre la speranza che qualche autorità si convinca con le “prove”.
Ma qui siamo a Lo Uttaro, un territorio in cui, grazie alle “autorità”, non vale più nessuna legge che protegga i cittadini. Lo schifo degli schifi. Da chi avranno imparato queste “autorità” che si può andare avanti infischiandosene della legge, facendo soffrire tante persone e mettendo in pericolo la loro salute e le loro vite?
A illudersi di far funzionare la legge sono rimasti da un lato i cittadini vittime, dall’altro i tutori dell’ordine. Per tre ore e mezza a guardarsi. Perplessi.

2 Risposte a “CONTRO LO UTTARO PROTESTA DI TUTTI I COLORI”

  1. F.Caruso said

    Per “stimare” o meno la subcommissaria Marta Di Gennaro mi bastano le incredibili dichiarazioni fate su Lo Uttaro a “Repubblica” il 25 maggio scorso e subito scannerizzate da De Franciscis che se ne vanta sul suo blog http://www.provincia.caserta.it/blog/content/uploads/2007/05/rep.pdf

    Si capisce che la Di Gennaro è stata “presa in giro” da qualcuno che le racconta balle, tranquillizzandola pure sull’adesione dei cittadini.

    Un passo falso che, per un subcommissario, significherebbe le dimissioni.

    Ma, qui, non si dimette più nessuno. Non siamo come in Giappone, dove chi ha sbagliato addiritura si suicida.

  2. F.Caruso said

    La “grande puzza” di Lo Uttaro (fino al Monumento)è gratis.
    I soldati di guardia alle corone meteranno la mascherina?

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