AMBIENTI

Blog di Resistenza Ambientale

È IL CNR CHE VANEGGIA?

Posted by ambienti su giugno 5, 2007

IL NUOVO “DECISIONISMO DEMOCRATICO” DI DE FRANCISCIS
NON AMMETTE I DISSENSI DEI CITTADINI E DELLA SCIENZA

Chi ha dovuto sorbirsi, in aggiunta alla Grande Puzza proveniente da Lo Uttaro, l’ultima uscita sulla questione rifiuti e ambiente del presidente della Provincia, Sandro De Franciscis, avrà notato, dentro il fumo del suo linguaggio neopolitichese, il maldestro tentativo di argomentare che dire no a Lo Uttaro “non può che essere posizione di retroguardia” rispetto alla quale dovrebbe imporsi un nuovo “decisionismo democratico”. Decisionismo di che? Di vantarsi d’essere il primo della classe quando sul fronte commissariale-governativo si delira de Lo Uttaro come di una soluzione “virtuosa” e “a basso impatto ambientale”? E senza perdere alcuna occasione per dire invece su altro fronte, a chi vive avvolto dalla Grande Puzza velenosa, che a lui presidente la scelta di quel “sacrificio” è stata quasi imposta dal Commissariato?
Ma lo scandalo maggiore è che un medico, com’è questo presidente, si ostini a parlare per Lo Uttaro di “presunti rischi per la salute delle persone” che sarebbero agitati a scopo allarmistico, per assecondare chissà quali arcani interessi.
È il caso di chiarire di nuovo che le legittime preoccupazioni dei cittadini di Caserta, San Nicola La Strada, Maddaloni, San Marco Evangelista, non provengono dalla consultazione di maghi e cartomanti, ma dalla lettura di un rapporto dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) e dai dati di indagini scientifiche in campo epidemiologico che stanno sempre più articolatamente segnalando quali rischi gravissimi comporti per la salute l’inquinamento ambientale derivante dalle discariche. In particolare da quelle fuori controllo com’è, storicamente e attualmente, Lo Uttaro con i suoi annessi.
Proprio stamattina il CNR presenta a Roma – dalle 10 alle 12,  nella Sala Stampa della Camera dei Deputati – una sintesi delle attività realizzate dai suoi Istituti nelle aree a rischio italiane.

Si tratta di un contributo dei lavori della Commissione Ambiente, territorio e lavori pubblici della Camera dei Deputati, che sta conducendo un’ “Indagine conoscitiva sulla valutazione delle conseguenze ambientali provocate dall’inquinamento urbano, dallo smaltimento dei rifiuti e dalle aree ad alto rischio”. Il rapporto fornisce una panoramica delle attività che riguardano in particolare la ricerca sulle tecniche di monitoraggio ambientale, per la bonifica dei siti contaminati, e la valutazione dello stato di salute delle popolazioni con indagini epidemiologiche mirate alle popolazioni esposte.
I dati che vengono complessivamente diffusi oggi – e dei quali circolavano già significative premesse e anticipazioni – non giustificano alcun ottimismo circa un postaccio come Lo Uttaro. L’indicazione è di alzare il livello di guardia, anziché di abbassarlo vertiginosamente come si è fatto riattivando una discarica per la quale erano già state decretate la chiusura e la bonifica.
Anche il CNR pratica “la cultura del sospetto”? E’ in posizione di retroguardia? Persegue gli interessi di non meglio identificati “gruppi” che vogliono male a De Franciscis?
Stiamo parlando di preoccupazioni per Lo Uttaro basate su serie ricerche scientifiche. Sugli studi più avanzati intorno al problema in ambito nazionale e internazionale. L’unico sospetto resta, in realtà, quello che sia molto esile il confine tra il “decisionismo democratico” ora propugnato dal presidente e una pericolosa megalomania.

Nota: De Franciscis e De Fracìdis sono per noi la stessa persona. Usiamo spesso, tra noi dei comitati, il secondo nome in chiave polemico-satirica, per indicare il carattere associabile della puzza che arriva dal fracido de Lo Uttaro e di quella che arriva dal  fracido di una politica che ha deciso la riattivazione della discarica. Però alcuni lettori ci hanno fatto osservare  che gli argomenti quassù sono troppo seri per rischiare di confondere le idee con uno scherzo a chi càpita nel blog per la prima volta e non è abituato alla nostra terminologia. Potrebbe sembrare quasi che parliamo di personaggi di fantasia, mentre questi personaggi esistono purtroppo nella realtà. Abbiamo capito che i nostri lettori hanno ragione. Perciò abbiamo aggiornato il post e da ora in poi i nomi De Fracìdis e Petteluttaro (Petteruti) li  useremo eventualmente solo per interventi prettamente satirici.

4 Risposte a “È IL CNR CHE VANEGGIA?”

  1. F.Caruso said

    E dal Cnr venne poche settimane fa, su commissione anche dello stesso commissario Bertolaso, l’altro rapporto molto allarmante sui possibili rischi per la salute nelle aree ove sono installate discariche.

    Anche questo scorda De Franciscis.

    Una pessima trovata quella del post sul suo blog.

    I suoi collaboratori dovrebbero capire che non basta fargli leggere un ritaglio del Messaggero per imbastire, anzi abbozzare una “risposta” alla protesta.

    Nè – come viene fatto dal suo portavoce Piero Rossano nell’apertura dell’ultimo numero della rivista mensile della Provincia – “preferire” la Caserta di Lo Uttaro alla Second Life virtuale tanto di moda.

    Nè “esibire” nuovamente l’affermato scrittore Antonio Pascale – di nuovo sull’argomento nell’editoriale di apertura della stessa rivista.

    Il loro mensile arriva solo nelle mani degli “eletti” destinatari.

    I cittadini intorno a Lo Uttaro – e gli stessi condomini del portavoce di De Franciscis nel centro storico di Caserta dove pure di tanto in tanto arriva la Grande Puzza – aspettano altre risposte.

    I cittadini sono preoccupatissimi per le illegalità che vedono documentate da video e foto.

    Camion scoperti che trasportano tal quale e perdono percolato: è questo il “decisionismo poliico” di De Franciscis?

    O De Franciscis invoca (anzi lamenta) dal Governo regionale e da Bertolaso ciò che probabilmente gli avevano promesso all’atto delle consultazioni precedenti il protocollo per l’apertura di Lo Uttaro?

    Che cosa c’è veramente sul piatto?

  2. F.Caruso said

    “Il Napoli”, free press distribuito a Napoli, alla pagina 28 di oggi, racconta i costi dell’emergenza rifiuti (www.ilnapoli.sm).

    Si racconta che Lo Uttaro è più capiente di Serre (5 milioni di euro) e ne è costata solo 3 milioni.

    Si vede e si sente.

    Si è risparmiato su tutto?

    Solo perchè c’era l’accordo enti locali-commissariato?

  3. velox said

    Non basta essere avventati. Non basta criticare. Una via di mezzo?

  4. ambienti said

    La posizione dei Comitati è improntata alla massima moderazione. Le proteste si sono sempre svolte in maniera pacifica e civile. Purtroppo si è riscontrata nella controparte un’assoluta sordità ai disagi gravi e alle serissime preoccupazioni dei cittadini. Che dovremmo fare? Dire che tutto è a posto e che abbiamo il migliore dei presidenti della Provincia possibili?
    Da parte di chi ha scelto di riaprire Lo Uttaro, anziché il confronto si sono preferiti la minimizzazione e l’occultamento dei fatti, in qualche caso l’insulto. Vedi De Franciscis che strombazza ancora che il no a Lo Uttaro “non può che essere posizione di retroguardia”. Se l’avanguardia è lui, stiamo freschi.
    Tutta la vicenda ora ci allarma per un altro aspetto. Se questi sono i livelli di qualità di scelte e di confronto di cui sono capaci questi amministratori (il sindaco Petteruti non è stato da meno), che cosa dobbiamo aspettarci per ogni altra scelta necessaria per il governo locale?
    Tieni conto che, pur essendo la composizione dei Comitati molto variegata (ci sono persone di qualunque idea che non ce la fanno più a vivere in disagio e in allarme per la Grande Puzza), per la maggior parte siamo stati elettori delle attuali compagini alla guida di Comune e Provincia. Insomma, siamo stati elettori, più o meno direttamente, di De Franciscis e di Petteruti. Ci riteniamo persone raziocinanti e attente ai valori dell’ambiente e della civiltà. Eravamo indignati per la situazione in era Falco e avevamo creduto alle promesse di comportamenti migliori da parte dei suoi oppositori. Invece abbiamo scoperto che, insegne e promesse elettorali a parte, al peggio può non esserci mai fine.
    Noi, quando è stato il caso, di aver commesso gravi errori lo abbiamo ammesso. Ne abbiamo fatto certamente uno enorme contribuendo a scegliere questi amministratori. Loro invece sarebbero infallibili.
    L’estremismo non è certamente il nostro. E’ quello di chi non vuole neanche discutere – dimostrando così che le proprie scelte sono indifendibili – e preferisce replicare con soliloqui propagandistici. Spesso con la complicità di una stampa vergognosamente allineata con i potenti di turno. È difficile su un giornale o in tv vedere concessi alle serissime ragioni della protesta spazi equivalenti a quelli invece offerti zelantemente ai comizi autocelebrativi di Petteruti e di De Franciscis.

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