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Blog di Resistenza Ambientale

PRESENTATA LA MANIFESTAZIONE NO LO UTTARO DI SABATO PROSSIMO

Posted by ambienti su giugno 7, 2007

CI SARÀ IL VESCOVO NOGARO. IL COMITATO EMERGENZA RIFIUTI DICE CHE SE NON SI ASCOLTANO I CITTADINI È A RISCHIO LA DEMOCRAZIA. I “MEDICI PER L’AMBIENTE” DENUNCIANO L’ATTENTATO ALLA SALUTE. A SOSTEGNO ANCHE GLI ALLEVATORI BUFALINI.

È stata un nuovo e documentatissimo atto di accusa la conferenza stampa dei Comitati per l’ambiente, nella sede casertana di Italia Nostra, che ha illustrato motivi ed obiettivi della manifestazione NO LO UTTARO di sabato 9 giugno a cui parteciperà il vescovo Nogaro. Il corteo partirà alle 9.30 da piazza Parrocchia a San Nicola La Strada per muoversi verso l’ormai famigerata discarica spacciata dal Commissariato per l’emergenza rifiuti, con la complicità degli amministratori locali, come modello “a basso impatto ambientale”.
Altro che “basso impatto”. La Grande Puzza, ormai nota a tutti i cittadini di Caserta, San Nicola La Strada, Maddaloni, San Marco Evangelista, è solo l’aspetto più immediatamente rivoltante e dannoso della situazione. La riapertura de lo Uttaro, la mancata bonifica e messa in sicurezza, secondo legge, della discarica e dei suoi annessi, costituiscono, puzza a parte, permanenti e gravi minacce per la salute. Lo dicono forte molti medici casertani, basandosi sulla loro esperienza e su recenti ricerche scientifiche firmate OMS e CNR.
Nella conferenza si è appreso che l’Associazione Medici per l’Ambiente, in seno all’Ordine dei Medici, su lo Uttaro sta approntando una denuncia per disastro ambientale e attentato alla salute pubblica. Basterebbe questo a motivare la manifestazione di sabato.
All’interno dei Comitati contro lo Uttaro non tutti danno la stessa interpretazione dell’ambigua lettera pubblica mandata ieri dal sindaco di Caserta Petteruti al Comissario per l’emergenza rifiuti Bertolaso. Tutti però sono sdegnati per le solite accuse di “strumentalizzazione” sfoderate da Petteruti.
Il dottor Giuseppe Messina, professionalmente esperto e studioso della questione rifiuti, uno degli animatori del Comitato Emergenza Rifiuti casertano, ha detto: «La sordità degli amministratori, il sindaco e il presidente della Provincia De Franciscis, alle voci legittime dei cittadini è inaudita. Non è solo una rottura politica. Che sarebbe già grave, dal momento che quelli che protestano sono per la maggior parte loro elettori che si aspettavano comportamenti illuminati. La loro sordità è una rottura culturale e un rischio per la democrazia».
Messina ha anche voluto rispondere alle osservazioni del colonnello Carmelo Burgio, comandante provinciale dei carabinieri di Caserta, sulla scarsa incisività della società civile nei drammatici problemi di legalità della Campania e del territorio casertano. Ha detto Messina: «Se la società civile resta tanto inascoltata e mortificata, com’è avvenuto per lo Uttaro, come si può poi pensare che sia in grado di assumere un ruolo efficace nel ripristino della legalità? Se non vogliono che la società civile sparisca, le istituzioni dovrebbero incoraggiarla e sostenerla quando le sue ragioni sono valide e legittime come per lo Uttaro».
Sono state presentate nuove relazioni dei dottori Santagata e Lembo, del “Comitato dei garanti” provinciale per la questione rifiuti. Le loro conclusioni sono sconcertanti. Detto in breve: il CDR di Santa Maria Capua Vetere non produce FOS ma solo “tritovagliato”, cioè quasi “tal quale”, senza processi di sanitarizzazione. Questo materiale putrescente incredibilmente va nella “discarica modello” a produrre tossico percolato che finisce anche nella falda d’acqua. Il subcommissario Marta Di Gennaro, come risulta da una lettera ufficiale, è al corrente da maggio dello stato di inefficienza dell’impianto CDR e di conseguenza di ciò che in realtà avviene a lo Uttaro.
Alla conferenza c’era anche Lino Martone, presidente provinciale del SIAAB, sindacato degli allevatori bufalini. Ha esemplificato casi di comportamenti assurdi e controproducenti degli amministratori pubblici nel suo settore. Martone ha concluso dicendo che la lotta è comune: «Se in questo territorio non pensiamo all’ambiente, finiremo per distruggere tutto e anche noi stessi».

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