AMBIENTI

Blog di Resistenza Ambientale

INCENERITORI O TERMOVALORIZZATORI?

Posted by ambienti su giugno 11, 2007

Definire “inceneritore” o “termovalorizzatore” un impianto per bruciare i rifiuti in Italia è spesso – come ha ben  notato il lettore Kreo in un commento al precedente post – il segno di due posizioni molto differenti. Scegliere l’una o l’altra posizione, il contro o il pro, non dovrebbe dipendere da un pregiudizio “politico” nel senso deteriore. Esiste un dibattito internazionale in ambito scientifico, economico e medico, sull’opportunità di continuare a utilizzare gli inceneritori o termovalorizzatori. È in base a questo che si dovrebbe decidere. La democrazia moderna consiste – o dovrebbe consistere – anche nella capacità del sistema di usare l’attività della ragione, e perciò delle scienze, nell’interesse di tutti i cittadini.
Di giorno in giorno gli argomenti contro gli inceneritori, o termovalorizzatori, diventano più forti. Anche perché sono nuove le ricerche sulle temibilissime “polveri sottili” che escono dagli impianti di combustione, compresi quelli di automobili e inceneritori. Di tali pericoli non si sapeva niente quando generalmente si consideravano gli impianti per bruciare i rifiuti una buona soluzione. Tutto questo si può verificare in recenti studi del CNR e dell’OMS, organismi che non si preoccupano certo di fare propaganda a questo o a quell’altro politico locale.
I termovalorizzatori funzionanti in Europa sono, è vero, “a norme europee”. Però è da considerare che in risposta ai pericoli segnalati dalla scienza le norme possono cambiare. Sta succedendo per la serie di norme “Euro” sulle automobili. Per gli inceneritori, o termovalorizzatori, imporre un bollino nuovo sarebbe più complicato. Intanto in molti paesi europei si è già deciso di non considerarli più efficienti impianti di trasformazione dei rifiuti in energia, e di conseguenza di non concedere contributi pubblici alla loro costruzione e al loro funzionamento. A concedere i contributi è rimasta l’Italia. Questo può aiutare a capire perché qui c’è chi insiste con gli inceneritori.
Fuori d’Italia chi ha gli inceneritori li chiude o, per ora, li tiene attivi con molta cautela e non vede l’ora di potersene liberare. In questa situazione, che senso ha costruirne uno nuovo e gigantesco come quello di Acerra?

Per Acerra è da notare che non solo il progetto del “termovalorizzatore” risale a dieci anni fa, ma che la tecnologia con cui il progetto venne elaborato è stata giudicata risalente agli anni ’60 (Commissione VIA presso il Ministero dell’Ambiente – relazione del 20 dicembre 1999), cioè a quando gli impianti sprigionavano normalmente quantità ingenti di diossina.

A tutti suggeriamo la lettura del Viaggio nella spazzatura campana di Achille Della Ragione, un medico napoletano che si è appassionato al problema e ha studiato i risultati delle recenti ricerche scientifiche. Della Ragione scrive in modo chiaro ed elenca i pro e i contro dei “termovalorizzatori” in modo che chi legge possa farsi un’idea propria. Lui è più persuaso dai motivi contro. Non per partito preso politico, ma perché è un medico ed è convinto che debba prevalere il principio di tutela della salute.

qui il link al Viaggio nella spazzatura in Campania ^ 

Tutti quelli che volessero ulteriormente approfondire potranno consultare i citati rapporti OMS e CNR, facilmente reperibili in rete e dotati di utili bibliografie

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16 Risposte to “INCENERITORI O TERMOVALORIZZATORI?”

  1. Kreo said

    Egregi signori

    che dire!!!

    qualcuno mi spiega perchè si parla del termovalorizzatore di ACERRA e non di quello di SPARANISE???

    Poi nel contesto del progetto, le caratteristiche dell’impianto, a me risulta altro, non sono degli anni ’60 altrimenti come potremmo dire che tali strutture sono a norma CE.

    Da caratteristiche che sono a mia conoscenza credo che quello che si divulga non risponda alla realtà, infatti questi impianti hanno sistemi di abbattimento che si avvicinano al 100%, quindi uno dei costi di gestione sono i sistemi di filtraggio per le emissioni derivanti dalla combustione.

    Mi fermo per non mettere troppa carne a cuocere.

    Invece, egregi signori, giacchè parlate di valutazioni ambientali, V.I.A., sarebbe appagante sapere il rapporto scaturito da questa procedura, e non si può dire a priori che la V.I.A. è stata negativa.

    Se mi posso permettere, umilmente, il problema di ACERRA è tutt’altro, l’inceneritore, pardon, il termovalorizzatore ha altre cause perchè sia accettato e non è il caso qui di disquisire.

    Volevo, invece, portarvi all’attenzione l’ambito limitrofo, della Montefibre, una discarica di rifiuti pericolosissimi, dove tutti sanno, tutti hanno “azzuppato”, tutti hanno avuto piaceri, e i medici ed esimi professori universitari dove erano???

    Senza suscitare ilarità di qualcuno, ma penso che la pagliuzza non sia così fastidiosa come la trave che acceca, pertanto il discorso sarebbe il caso che fossse affrontato da persone serie ( a proposito, non ho alcunchè contro esimi “luminari” – che non servono neanche alla festa di Piedigrotta – ma la realtà non li da’ ragione; sono nauseanti e poco addotti al rispetto della collettività, eccetto qualche mosca bianca).

    Egregi signori

    Illustrate la differenza d’interesse fra ACERRA e SPARANISE, laddove si potrebbero comprendere molte cose.

    Per il resto l’ambiente è stato deturpato e messo sotto i piedi dai politici e non dalla camorra, quest’ultima è stata solo il braccio operativo, e ancora qualcuno parla, parla, parla, ….. butta il fiato senza sapere quello che dice, e la collettività è inebriata.

    Buon lavoro

  2. Kreo said

    Scusate
    volevo solo annotare una grave omissione, il libro “Viaggio nella spazzatura in Campania” caso strano parla di tutto fuorchè del termovalorizzatore di SPARANISE, chissà come mai non fa parte del quadro preso dallo scrittore???
    Spero che qualcuno sappia darci dei chiarimenti ( il sottoscritto già ha notizie in merito), ma per non sollecitare iniziative per partito preso, spero vivamente che tanti emisi “luminarie” ci diano chiarimenti e imparzialità di notizie.
    Poi in merito al termovalorizzatore di SPARANISE ci sono altre notizie di tipo culturale, che sono state deturpate dalla società gestrice e investitrice.
    Mah, è proprio vero che lo sciacallaggio fa parte di una certa cultura politica.
    In attesa di risposte, cordiali saluti

  3. The Boss said

    Chiedo scusa ma mi dice qual’è l’inceneritore di Sparanise? Non ne ho mai sentito parlare. E siccome mi occupo di rifiuti da un pò mi sembra singolare.

  4. Kreo said

    Ancora!!!
    Il termovalorizzatore è collocato nella zona industriale ex Pozzi.
    Spero che non sia una presa in giro è così enorme che si vede anche dall’autostrada, cavalcavia di Casagiove/Curti.
    Scusate, non è un inceneritore.
    Saluti

  5. The Boss said

    La mia era una richiesta seria. Se mi fornisse qualche altra notizia in merito le sarei grato. Quando è stato realizzato? Chi l’ha costruito? Che tecnologia utilizza? Che rifiuti brucia? Che potenza ha?
    Saluti

  6. Kreo said

    Scusa i dati tecnici non li conosco, ma so che è gestito da una società svizzera dove il maggior azionista è coop emilia o meglio la multiservizi emiliana.

    Ma poi è alla portata di tutti, hanno distrutto anche reperti archeologici di notevole interesse culturale.

    Saluti

  7. The Boss said

    Scusa ma stai forse parlando della centrale termoelettrica?
    Ti do io qualche informazione:
    centrale termoelettrica da 800 MW di potenza realizzata nell’area Ex Pozzi di Sparanise contigua ad un’area archeologica.
    Si tratta di una centrale alimentata a metano che presenta problemi ambientali soprattutto per quanto riguarda le emissioni di ossidi di azoto (tra i responsabili delle piogge acide).
    L’ha realizzata la società CALENIA ENERGIA SPA i cui azionisti sono la svizzera EGL AG per una quota del 85% e l’italiana (emilia-romagna) HERA Spa per il restante 15%.
    La centrale ha un fortissimo impatto ambientale sul territorio èd stata realizzata in assenza di un piano energetico regionale. Effettivamente inquina molto. Però non è una discarica e con il problema dei rifiuti mi sembra che non c’entri.

  8. Kreo said

    Boss

    non è una centrale termoelettrica, è un termovalizzatore combinato.

    Come al solito aprire gli occhi subito si sottolinea.

    E’ un termovalorizzatore.

    Caso strano tutti la indicano come termovalizzatore combitnato e poi ……….

    Cia’

  9. The Boss said

    Scusa ma che intendi per termovalorizzatore? Brucia rifiuti? Ne hai le prove? Fammi sapere.

  10. The Boss said

    Vista la mancata risposta di Kreo mi pare di poter confermare che l’impianto dell’area Ex Pozzi di Sparanise non è un inceneritore (che sul piano tecnologico è la stessa cosa di un termovalorizzatore se non fosse che quest’ultimo recupera una parte minima dell’energia prodotta dalla combustione dei rifiuti) ma è una centrale Termoelettrica (come risulta dagli atti di progettazione e anche dai comunicati dei comitati di protesta) a ciclo combinato. Per i non esperti del settore trattasi cioè di un impianto che bruciando gas metano produce energia elettrica attraverso il vapore che muove le turbine. In più (e lì stà il ciclo combinato) sfrutta il calore prodottosi per il teleriscaldamento. A quanto ne so però al momento la centrale non è collegata ad un sistema di teleriscaldamento. Detto questo bisogna dire che quella centrale è una fonte di inquinamento considerevole per l’ambiente circostante (ossidi di azoto etc.) e che è stata realizzata in assenza di un piano energetico regionale che definisse il fabbisogno energetico della regione (ergo quella centrale probabilmente è assolutamente inutile quando non dannosa soprattutto per una zona a forte vocazione agricola). Tuttavia non penso che sia il caso di dare informazioni strumentali solo per sostenere le proprie idee. O si hanno a disposizione perlomeno indizi concreti su quanto si afferma o è meglio evitare di fare affermazioni non attendibili.
    Ne va della nostra credibilità.

    Saluti
    The Boss

  11. ambienti said

    Non possiamo provare ad essere meno rigidi? Voglio dire che questo blog, evidentemente, non è un’accademia delle scienze. Può essere un luogo in cui si incontrano cittadini che si sanno guardare intorno con attenzione e hanno fondate preoccupazioni, come Kreo, e poi qualcuno, come The Boss, che riesce a dare in modo chiaro notizie più precise, perché ha conoscenze particolari e ha approfondito.
    Come sa benissimo The Boss, nel campo dell’ambiente spesso la stampa normale pratica una pura disinformazione. E se circolano informazioni sbagliate è facile che su alcune questioni importanti la consapevolezza sia scarsa e inefficace. È proprio quello che è successo per lo Uttaro. Nel blog c’è almeno la possibilità di discutere e di chiarire, per chi ne ha voglia.

  12. Kreo said

    “Boss”

    siccome ci sono fonti del Ministero dell’Ambiente, autorizzazione ad un impianto di termovalorizzazione, mi fermo qui. Quindi l’accusa di notizie non pertinenti o non corrette te le rispedisco.

    Che poi sia inquinante, quanto dici non penso che si possa sostenere come fai tu.

    Cmq, non è detto che ci vuole un piano energetico regionale, e qui è identificabile la tua visione e posizione politica.

    Infatti, egregio signore le leggi parlano di liberalizzazione, prima ancora dell’attuale norma Bersani; il discorso che tu sostieni va all’intervo del decentramento amministrativo, ma soprattutto le norme sulla fonti di energia altenativa non impongono piani specifici, anzi sollecitano il contrario.

    Se poi vuoi parlare di programmi è tutt’altro aspetto, ma penso che il Governatore BASSOLINO stia andando contro legge e contro la Costituzione accentrando tutto alla Regione.

    Meglio che mi fermo altrimenti si confondone le idee e le visioni.

    P.S. le notizie io non le invento per attirare l’attenzione, ma ne conosco le fonti, gli aspetti oggettivi, infatti non parli di fotovoltaico; allora!!!

    Se vogliamo fare a chi ne sa di più non è il caso; se ti fa piacere svolgo un’attività di consulenza ambientale.

    Saluti

  13. The Boss said

    Infatti il mio era un chiarimento per evitare che su questioni inportanti si faccia sterile disinformazione. Non c’è bisogno di associare una centrale termoelettrica ad un inceneritore per dimostrare che è potenzialmente pericolosa. E siccome la stampa normale non aspetta altro che screditare i comitati, stiamo attenti quando facciamo informazione. Chiariamo le idee anche a chi per colpe non sue non le ha troppo chiare.
    Approfitto per rinnovare il mio invito, apparso altrove su questo blog, a Kreo a segnalarci le sue preoccpupazioni e i suoi dubbi su questioni legate alla tutela ambientale e di cui, in qualità di Comitati per l’ambiente, non possiamo non occuparci. La nostra salute e la nostra coscienza non ce lo perdonerebbero.

    Saluti
    The Boss

  14. marco said

    Gentili Signori,
    mi permetto di aggiungere la mia breve considerazione. Questo non é un blog scientifico né raccoglie testimonianze scientifiche, di conseguenza credo sia opportuno rimanere al livello del buon senso comune:
    1 – In Europa si stanno costruendo parecchi inceneritori, in particolare Danimarca, Svezia, Norvegia e Germania (Se vi interessa, posso tranquillamente aggiungere i nomi dei siti e stato d´avanzamento degli stessi). Non mi sento di ritenere tali paesi non aggiornati scientificamente o non attenti alle politiche ambientali. Mi sbaglio?
    2 – L´equazione per cui i sostenitori dell´incenerimento sono oliati dal finanziamento italiano pubblico ai “termovalorizzatori” (indiretto, mi viene da aggiungere, poichè fatto attraverso tariffa speciale sulla energia elettrica prodotta) potrebbe essere facilmente contestato da un´áltra equazione: chi si scaglia contro gli inceneritori, non ha forse tutto il sostegno della camorra, che fa ricchi affari con la spazzatura campana? Questo é il mio grande sospetto, vorrei aggiungere, perché chi manifesta contro Acerra, volente o nolente, appoggia visibilemnte gli interessi mafiosi nel settore (o meglio, il monopolio mafioso).
    3 – Basta ai monopoli, qualunque essi siano: culturali, economici e politici. Vi prego informatevi.

  15. ambienti said

    Egregio signor Marco,
    che non siamo un centro di ricerca o un dipartimento universitario è molto chiaro. Come è sempre chiaro che per la questione inceneritori riprendiamo tesi che sono frutto di esperienze ed indagini scientifiche di cui forniamo numerosi riferimenti, rinviando, per esempio, a ricerche e relazioni del CNR sulla qualità dell’aria. Affrontiamo il problema in chiave di divulgazione e di impegno civile, ma abbiamo il sostegno di esperti di medicina e ambiente dotati di qualifiche accademiche
    Come lei dovrebbe sapere, in campo scientifico la pericolosità irrimediabile degli inceneritori è una questione controversa, che divide gli scienziati almeno metà e metà. E le più recenti ipotesi sulle nanoparticelle, per le quali non ci sono filtri che tengano, stanno facendo decisamente spostare la bilancia verso il “contro”. Questo nonostante il movimento d’opinione internazionale contro gli inceneritori – ben presente anche nei paesi che lei cita – sia avversato con “ricerche” finanziate e strumentalizzate da chi ha interessi economici molto consistenti nella costruzione e nella gestione degli impianti. Da chi, tanto per cominciare, e fumi a parte, non spiega mai alle persone che anche il più efficiente inceneritore per ogni 100 kg di rifiuti bruciati produce circa 30 kg di rifiuti tossici che devono essere smaltiti in discariche speciali, non facili da individuare e da allestire, comunque molto costose. A meno che i rifiuti tossici non li si voglia sversare nei campi coltivati, come nel territorio in cui viviamo ha fatto, appunto, la camorra.
    A noi cittadini, proprio perché non siamo scienziati, basta sapere questo. Preferiamo il principio di precauzione. Tanto più che, a conti fatti, se si eliminano le sovvenzioni statali, che comunque paghiamo noi, la cosiddetta “termovalorizzazione” non risulta per niente un “buon affare” per la collettività.
    A ciò si aggiunga che per il megainceneritore di Acerra, il più grande d’Europa, che farebbe scendere in strada a contestare anche molti cittadini di Copenaghen o di Vienna, abbiamo seri dubbi – visto l’iter progettuale ed esecutivo, con le sue gravi appendici giudiziarie – sulla possibilità che potrà mai funzionare secondo i più aggiornati standard di sicurezza la cui necessità viene riconosciuta dagli stessi sostenitori della “termovalorizzazione”. Da notare che se l’inceneritore di Acerra non funzionerà a breve non è perché gli ambientalisti hanno fatto qualche corteo, ma perché sono venuti a galla gravi errori di progetto.
    Aggiungiamo, a beneficio di altri lettori, visto che anche questo lei dovrebbe saperlo, che la criminalità organizzata non ha particolari interessi a sostenere l’una o l’altra soluzione tecnologica. È diventata finanziariamente ed organizzativamente molto dinamica e si preoccupa soprattutto di poter entrare in qualche modo, sia pure indirettamente, purché lucrosamente, in “affari” di qualunque tipo. Preferibilmente affari che contengano ampie zone di scarsa trasparenza, in modo che i controlli siano più difficili. In quasi 14 anni di farraginosa gestione commissariale dell’emergenza rifiuti Campania, volta a una fasulla soluzione del problema attraverso il termovalorizzatore di Acerra e attraverso la grande follia delle ecoballe, si sono create nel settore molte zone oscure in cui sono state possibili le infiltrazioni della delinquenza. Lo ha in varie occasioni rilevato la magistratura.
    Lei dovrebbe leggere con più attenzione sia la letteratura scientifica sia le cronache giudiziarie.

  16. Marco said

    La costruzione della centrale a turbogas di Vigliena (litorale di San Giovanni a Teduccio) non conosce sosta. La politica prima ne ha reso possibile la realizzazione e ora continua a spendersi molto affinche’ si porti a termine, dimostrando di avere piu’ a cuore gli interessi dei poteri forti (grandi gruppi industriali e banche) che la salute dei cittadini. VIENE DA CHIEDERSI… COSA CI GUADAGNANO A ESSERE COSÌ ACCANITI?
    Perche’ si sono persi di vista i valori veri? Perche’ il dio denaro ha preso il sopravvento? Perche’ hanno deciso di violare costantemente la natura? Perche’ non si ascolta il Papa quando attira l’attenzione sulla salvaguardia dell’ambiente?
    Il Comitato Civico di San Giovanni a Teduccio intanto porta avanti la propria battaglia, organizzando nuovi incontri pubblici per sensibilizzare l’intera citta’ sugli effetti nefasti che la centrale produrrebbe sul territorio e sulla salute pubblica, per ribadire che le nanoparticelle, propagate in un raggio di almeno 40 km, diffonderebbero per ancora alcuni decenni TUMORI, ICTUS, INFARTI, STERILITA’, MALFORMAZIONE NEI NEONATI
    Proprio in quest’ottica si sviluppera’ l’incontro di riflessione e preghiera che si terra’ il prossimo Giovedi 6 Dicembre 2007, alle ore 18:00, presso la Chiesa delle
    Suore Carmelitane Missionarie B.G., in piazza Pacichelli, 8 – Napoli (accanto al vecchio Municipio di S.Giovanni a Teduccio)
    Hanno assicurato la loro presenza: padre Alex Zanotelli – missionario comboniano, voce della solidarietà, della pace, dell’impegno in difesa dell’ambiente, del bene comune, dei diritti umani, don Tonino Palmese, salesiano, responsabile dell’Associazione “Libera”contro le mafie, il professor Giuseppe Comella, direttore del Dipartimento Terapia Medica Istituto Nazionale Tumori G.Pascale.
    L’incontro è stato organizzato dal Comitato Civico di San Giovanni a Teduccio e dall’associazione Voce nel Deserto , ha già ricevuto la completa adesione delle seguenti associazioni: Ambientalisti liberal, Altiero Spinelli, Arenaccia, Cambiamoci Napoli, Napoli punto a capo, Napoli per le periferie, Nuova Campania, Sant’Alfonso, Napoli Liberal, Verdiecologisti.

    Sono invitati tutti i cittadini, le associazioni e i movimenti che sono sensibili ai temi legati alla salute pubblica e alla salvaguardia dell’ambiente. NON MANCATE!!!

    Per una maggiore conoscenza della materia, consigliamo una visita al sito, dove sara’ possibile trovare tutte le (apocalittiche) novita’ legate alle vicende che vedono protagonista l’area orientale di Napoli: http://www.napoliestnoveleni.it

    Comitato Civico di S.Giovanni a teduccio
    http://www.napoliestnoveleni.it
    info@napoliestnoveleni.it
    (comunicato stampa)

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