AMBIENTI

Blog di Resistenza Ambientale

Archive for 29 giugno 2007

CHE VENTO CHE FA

Posted by ambienti su giugno 29, 2007

Walter Weltroni, dopo avere sciolto mercoledì scorso ogni riserva sulla sua candidatura a leader del Pd – di cui promette di essere autorevole rappresentante in Campania  l’attuale presidente della Provincia di Caserta Sandro De Franciscis – ieri ha dichiarato: «Sono molto soddisfatto, perché mi sembra che si sia percepito che c’è un vento nuovo, un dato che si può desumere da tutti i commenti dei giornali».
Vento nuovo? Sarà. Ma da queste parti, a Caserta, ci sembra la solita puzza di monnezza che arriva da lo Uttaro. E proprio l’altro giorno il suo socio di Pd De Franciscis ci ha detto: «La puzza ce l’avete e ve la tenete!». Onorevole Veltroni, visto che lei è un cinèfilo gliela diciamo così: questo Pd casertano ci sa di film già visto, un remake della vecchia DC. E, come lei sa, non è raro che i remake vengano peggio dell’originale.

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LE MANI SU LO UTTARO

Posted by ambienti su giugno 29, 2007

PER L’AREA DI CASERTA OCCUPATA DALLA DISCARICA TRAPELANO NOTIZIE DI MISTERIOSI PROGETTI PER IL “DOPO EMERGENZA”. PERCHE NON C’È UN CONFRONTO PUBBLICO? A CHI GIOVERANNO QUESTI PROGETTI? INTANTO ESSI APPAIONO IN CONTRASTO CON ACCERTATE ESIGENZE DI TUTELA E DI RIQUALIFICAZIONE DELL’AMBIENTE. SONO UNA VIA PER APRIRE ALLA PRIVATIZZAZIONE SELVAGGIA? PERCHÉ NON SI PUNTA INVECE AGLI ACCORDI AMBIENTALI, CONCORDATI TRA GLI INTERESSATI AL TERRITORIO, PREVISTI DALLA UE? E COSA PENSA DI TUTTO QUESTO LA COSIDDETTA SINISTRA?

del dottor Giuseppe Messina
Esperto del ciclo di smaltimento dei rifiuti, già assessore all’ambiente del comune di Caserta

Sul Mattino Caserta de 26 giugno scorso, nell’articolo “Oltre Lo Uttaro, alla ricerca di atri siti” a firma Antonio Pisani, si è letto: «Anche il sindaco Petteruti avrebbe proposto un sito per lavorare l’umido. Nei giorni scorsi si è parlato dei locali dell’ex macello, chiesto tra l’altro dall’Acsa per ospitare l’autoparco».
Non è dato sapere, al momento, quel che di vero c’è nella notizia, visto che questa amministrazione non ammette alcuna possibilità di confronto democratico, e visto che il programma elettorale per il quale Petteruti è diventato sindaco è stato già largamente disatteso. Vero è invece che finora le scelte adottate sono state caratterizzate da una sconfortante quanto preoccupante superficialità e demagogia, in cui sono stati semplicemente ignorati il rispetto dell’ambiente, dei bisogni della gente, della legge (accusata da De Franciscis, Petteruti e Del Rosso di creare problemi). A chi giova tutto questo? Le prime risposte pare che stiano incominciando ad arrivare. Forti e chiare.
La politica adottata da Petteruti & C. in materia di smaltimento dei rifiuti non tiene assolutamente conto delle matrici ambientali. L’insistere a premere su Lo Uttaro, zona già interdetta alle coltivazioni, poiché a rischio, e già dichiarata “sito di interesse nazionale”, per l’estremo livello di degrado e di inquinamento, potrà forse portare nell’immediato ad apparenti soddisfazioni delle esigenze di protezione, tutela, efficienza. Ma attraverso gli effetti indiretti si finirà per conseguire risultati opposti alle intenzioni. Naturalmente alle intenzioni dichiarate.

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CHIARIMENTI DI LEGGE

Posted by ambienti su giugno 29, 2007

A proposito di qualche polemica sul deposito automezzi SACE trasformato in deposito di rifiuti abusivo ^  e posto parzialmente  sotto sequestro dai carabinieri del NOE, può essere utile un recente chiarimento giurisprudenziale.

Il deposito di rifiuti in luogo diverso da quello di produzione presuppone raccolta e trasporto dei medesimi e non costituisce quindi “deposito temporaneo” ex articolo 183, Dlgs 152/2006. A ricordare i presupposti base del regime del “deposito temporaneo” è la Corte di Cassazione, che con sentenza 4 maggio 2007 n. 16955 ha sottolineato come sia tale ex lege solo il “raggruppamento dei rifiuti effettuato, prima della raccolta, nel luogo in cui gli stessi sono prodotti”.
Il raggruppamento di rifiuti effettuato dopo la raccolta ed in luogo diverso da quello di produzione, avverte il Giudice di legittimità, costituisce attività di gestione e necessita sempre della relativa autorizzazione pubblica. Per dovere di completezza, occorre ricordare che oltre i citati presupposti “base”, per rimanere nei confini del deposito temporaneo occorre anche il rispetto degli ulteriori parametri temporali e quantitativi chiesti dall’articolo 183, Dlgs 152/2006 in parola.

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