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Blog di Resistenza Ambientale

PER LO UTTARO I GARANTI DIVENTANO SETTE

Posted by ambienti su luglio 3, 2007

ARRIVANO NEL COMITATO PROVINCIALE DI CONTROLLO
I SINDACI DI SAN NICOLA, MADDALONI, SAN MARCO.
COSA POTRANNO GARANTIRE PER LA GRANDE PUZZA
E PER QUELL’AREA GIÀ DICHIARATA CONTRO OGNI NORMA?
IN VISTA GRANDI NOVITÀ NELL’INTERESSE DEI CITTADINI?
O CI SARANNO NUOVE E PEGGIORI PRESE IN GIRO?
IL SINDACO DI SAN NICOLA, PASCARIELLO, È SODDISFATTO.
IL CITTADINO ANTONIO ROSSI ATTENDE TRA DUBBI E SPERANZA.

I sindaci di San Nicola La Strada, Angelo Pascariello, di Maddaloni, Michele Farina, di San Marco Evangelista, Vincenzo Zitiello, sono cooptati nel Comitato dei Garanti per il controllo della regolare attuazione del Protocollo d’intesa per la gestione dei rifiuti nella provincia di Caserta. Lo ha stabilito un’ordinanza del 29 giugno scorso firmata dalla vice commissario Marta Di Gennaro. Il “Protocollo d’intesa” è quello sottoscritto l’11 novembre 2006 tra Sandro De Franciscis, Nicodemo Petteruti e Guido Bertolaso, che ha portato alla riapertura della discarica lo Uttaro e al potenziamento dell’intera area tossica di cui la discarica è al centro, a due passi dalle case di quattro comuni, compresi quelli amministrati dai suddetti sindaci.

La cooptazione sarebbe avvenuta in risposta alla richiesta dei sindaci – nel corso di un incontro in Prefettura avvenuto oltre un mese fa – di poter esercitare un controllo sul rispetto del Protocollo in relazione ai loro territori. In particolare per la bonifica dei siti in cui è essa prevista (Centro di trasferenza, Foro Boario etc.), per le attività negli impianti di lavorazione o di servizio (Sace, Acsa e altri), per l’avvio da parte della società incaricata dal Commissario di Governo della bonifica dei siti abusivi. I sindaci avevano inoltre sollecitato la concertazione di tutte le iniziative che potranno avere effetti sull’ambiente dell’Unione Calatia in cui i loro tre comuni sono associati e avevano prospettato l’attivazione di forme di vigilanza in funzione preventiva da parte degli organi di polizia sovracomunale nel campo della gestione dei rifiuti.
Del Comitato garanti i cui sono entrati i tre sindaci facevano già parte Sandro De Franciscis, presidente della Provincia di Caserta, Nicodemo Petteruti, sindaco del capoluogo, il dottor Giuseppe Lembo e il dottor Nicola Santagata, i soli due tecnici competenti presenti, scelti con l’accordo dei comitati civici in difesa della salute pubblica e dell’ambiente.
Alla cittadinanza dei tre comuni, e a quella del capoluogo, non è ancora chiaro che cosa significhi l’allargamento del Comitato dei garanti. Soprattutto in considerazione del fatto che le perizie tecniche effettuate dagli specialisti – fino all’ultima del dottor Santagata il 27 giugno scorso ^ – hanno detto che a lo Uttaro c’è solo “una scimmiottatura di discarica”. Ovvero che ci sono fogli di geomembrana a protezione del terreno non saldati, che c’è percolato non recuperato ma lasciato a colare verso il fondo, che il piano operativo non è rispettato, che vengono sversati rifiuti “tal quali”, che a tutto ciò si aggiungono notevoli negligenze nell’osservanza delle norme per il lavaggio e la disinfezione degli automezzi che trasportano i rifiuti e poi tornano su strade pubbliche e in centri abitati.
Tutti i gravi rilievi sono rimasti finora senza efficaci risposte da parte di responsabili della discarica e di autorità. Da ricordare che De Franciscis, presidente della Provincia e membro del Comitato, è anche commissario del consorzio pubblico ACSA CE 3 che gestisce la discarica, con un’evidente confusione di ruoli tra controllore e controllato.
L’allargamento del “Comitato dei garanti” potrà segnare una svolta della sua operatività? E in che direzione? Nel senso che gli conferirà un maggiore e immediato potere d’intervento di fronte a osservazioni tanto allarmanti? O nel senso di un ulteriore ingarbugliamento istituzionale-burocratico che potrà creare maggiori occasioni di scaricabarile e tenderà a mettere da parte il parere degli esperti?
Il sindaco di San Nicola, Angelo Pascariello, si è dichiarato soddisfatto per l’ingresso nel Comitato e ha assicurato che il compito suo e dei suoi due colleghi sarà: «Controllare e vigilare affinché venga osservato in pieno il Protocollo d’Intesa siglato lo scorso mese di novembre, nel pieno rispetto e con la massima tutela dei nostri concittadini».
Da notare che finora i tre sindaci hanno evitato apprezzabili iniziative istituzionali in difesa dei loro cittadini che vivono sotto la cappa della Grande Puzza de Lo Uttaro e dei connessi veleni, tanto meno si sono schierati alla guida o al fianco dei Comitati popolari convinti che riaprire la discarica lo Uttaro – già chiusa per legge – e addirittura potenziarla è stato un grave errore, che l’unico rimedio sarebbe chiuderla e bonificare e mettere in sicurezza tutta l’area.
Il cittadino di San Nicola Antonio Rossi, di recente protagonista di iniziative No Uttaro anche a nome del Comitato Emergenza Rifiuti di cui fa parte, ha dichiarato: «Non so se essere contento di questa nomina o essere preoccupato, vista la scarsissima attenzione al problema discarica Lo Uttaro manifestata fino ad ora dai sindaci cooptati. Ma che dire? La speranza è l’ultima a morire. Può darsi che avendo finalmente il potere di entrare in quel girone infernale chiamato discarica Lo Uttaro, sentendo da vicino quella puzza che ti blocca il respiro e la vita, possano rendersi finalmente conto dei pericoli per la salute che corrono i cittadini da loro amministrati e magari pensare che le denunce e proteste fatte da molti non sono infondate».

4 Risposte a “PER LO UTTARO I GARANTI DIVENTANO SETTE”

  1. nicola said

    E’ l’ennesima pagliacciata. Equivale affidare le pecore,anche per un tempo breve da parte del pastore per espletare dei bisogni fisiologici, al famelico lupo!!!
    Di male in peggio.

  2. Luigino said

    Non può essere l’anticipo della programmazione del ciclo made in Caserta?
    In attesa che, come suggerito dal presidente della commissione parlamentare in prefettura e raccolto dal pres. della Provincia (vedi articolo Mattino), si chiedano e arrivino fondi Ue.

  3. ambienti said

    Tutto è possibile, ma per ora la nuova funzione riconosciuta ai sindaci è solo di membri del “Comitato dei garanti”. E solo su questo insiste l’unico comunicato ufficiale arrivato finora, quello del Comune di San Nicola.

  4. nicola said

    Il mio ragionamento si basa sulle vicende vissute in prima persona in questa impari lotta ( fermate il Mostro!!!) dove solo una volta, e cioè domenica 15/5/07, il Sindaco Zitiello indossò la fascia e partecipò alla marcia con in testa S.E. Nogaro che con alcuni ministri di Dio celebrò la Santa Messa nella cava Mastroppietro. Per il resto non si è avuto nessun appoggio, nessuna parola di conforto e di difesa del territorio e dei suoi cittadini. I sindaci dovrebero essere i primi tutori della SALUTE pubblica anche se professionalmente non hanno niente a che fare con una laurea in Medicina.
    Detto ciò, se non si prendono in considerazioni i rilievi effettuati da due tecnici qualificati e visibili su questo blog, mi potete spiegare gli altri “ignoranti” su questa materia, della nomina che cosa se ne fanno?

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