AMBIENTI

Blog di Resistenza Ambientale

IL COSIDDETTO PARTITO DEL NO

Posted by ambienti su luglio 10, 2007

La cosiddetta “emergenza rifiuti” in Campania non sarebbe da imputare ad amministratori e politici incapaci, non sarebbe da mettere in conto ad imprese più o meno legali e più o meno criminali che hanno speculato sui rifiuti, incuranti del domani. Se siamo ancora in piena “emergenza”, anzi peggio, sarebbe invece colpa soprattutto del “partito del no”: di quanti si sono opposti ad avere a due passi da casa, magari in oasi naturali, raffazzonati depositi e impianti di avvelenamento. È questa la tesi che parte della politica sta tentando di rifilarci ora che – dopo quasi quattordici anni di inettitudine e di malaffari – si sente messa con le spalle al muro dall’evidenza dei fatti e dall’intervento della magistratura.
Attribuire la colpa al “partito del no” sembra l’ennesima invenzione per scantonare e realizzare chissà quali altri “affari”. Non bisogna essere simpatizzanti di un “Caruso di turno” (come ha immaginato qualche giorno fa Umberto De Gregorio in un commento su la Repubblica Napoli ^ ) per voler evitare di morire di tumore.
Per quanto riguarda Caserta, il Comitato Emergenza Rifiuti e altre associazioni per l’ambiente hanno fatto proposte positive da molto tempo. Relative alla differenziata e al compostaggio. Anche relative a discariche, ma secondo norme, non secondo il metodo bertolasiano “al primo fosso che trovo”. Sono proposte tecnicamente e scientificamente articolate, con contributi di esperti qualificati e di docenti universitari.

Da parte degli amministratori locali e del Commissariato per l’emergenza non c’è stata alcuna risposta. La verità è che puntare celermente alla differenziata imporrebbe una svolta nella mentalità e nei “percorsi d’affari” che le vecchie scarpe della politica e della burocrazia non hanno voglia e interesse di affrontare. Come hanno dimostrato in oltre 13 anni.
Intanto a lo Uttaro di Caserta, celebrato spesso come “modello”, abbiamo un’area puzzolentissima e avvelenata – la discarica è gestita disastrosamente, con percolato che scorre nella falda d’acqua – a 4/500 metri da quartieri densamente abitati di quattro comuni e a un paio di chilometri dal centro del capoluogo. Accanto a questa fetenzia de lo Uttaro dovrebbe misteriosamente sorgere il Policlinico della II Università. Chi tirerà fuori la bacchetta magica per rimediare ai guai che i signori della spazzatura continuano a combinare?
Queste cose non le dice nessuno, né a Napoli né altrove. La stampa non le scrive, per barcamenarsi con i potenti di turno e per ignoranza, ma sarebbe istruttivo saperle anche per chi non è interessato a distanza ravvicinata. Per capire con quanti imbrogli si sta continuando a gestire la cosiddetta emergenza. Che per giunta viene tutt’altro che risolta, visto che persino nella “virtuosa” provincia di Caserta la monnezza resta nelle strade.
A Caserta tutto questo avviene con la piena complicità degli amministratori locali, che hanno pensato solo ad arraffare un po’ di soldi per coprire voragini di bilancio, create da loro o da loro simili, a programmare e ad acquisire benemerenze politiche non si sa più presso chi, a gestire e ad ampliare i loro apparati clientelari. Venirsi a fare un giretto intorno a lo Uttaro, tra centinaia di condomini con migliaia di case, portandosi una maschera antigas (spesso una normale mascherina non basta) può aiutare a capire.

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