AMBIENTI

Blog di Resistenza Ambientale

UN RICAMBIO PER L’ACSA NELLA BUFERA

Posted by ambienti su luglio 11, 2007

Ieri il presidente della Provincia di Caserta Sandro De Franciscis ha lasciato il suo incarico di commissario del consorzio pubblico per lo smaltimento dei rifiuti ACSA CE3 «per la sopravvenuta incompatibilità» con «il nuovo ruolo di subcommissario provinciale per la stessa materia dopo la recente conversione in legge del Decreto del Consiglio dei ministri 11 maggio 2007». Così recita un comunicato ufficiale della Provincia. Il comando per far navigare lo sgangherato barcone del consorzio ACSA CE3 nel gran mare della spazzatura, e sperabilmente per rimetterlo in sesto, passa a un nuovo commissario, il vice prefetto Luigi Palmieri, assistito da un subcommissario, il vice prefetto aggiunto Savina Macchiarella.
Dopo la rivelazione dei suoi catastrofici dati di bilancio – che vanno ad aggiungersi alle gravi contestazioni sulla gestione organizzativa e tecnica e allo stato di semiagitazione dei dipendenti che non ricevono regolarmente lo stipendio – l’ACSA CE3 rischia di trovarsi al centro di nuove incresciose burrasche. A questo punto a De Franciscis – che vuole persuaderci di avere sempre merito di tutto e mai colpa di niente – non sarà dispiaciuto troppo togliersi dal pasticcio, mettendo le mani avanti con l’avvertimento che lui stava lì «dietro richiesta dell’ex commissario per l’emergenza, Guido Bertolaso».

Il comunicato della Provincia è accompagnato da una lunga e virgolettata dichiarazione del presidente nel caratteristico stile schizo-autoincensatorio che ormai conosciamo:

«Nei mesi della conduzione del Consorzio – afferma De Franciscis – l’attività della struttura è stata in gran parte assorbita dall’avvio e dalla gestione della discarica provinciale in località Lo Uttaro di Caserta. Non ho mai polemizzato con quanti hanno avversato la scelta del Commissariato per l’emergenza di individuare in quella zona il sito per ospitare il materiale prodotto dal Cdr di Santa Maria Capua Vetere e non intendo farlo oggi. Mi piace solo rilevare – prosegue il presidente della Provincia – come la nostra scelta di collaborare in sintonia con i vari organi dello Stato per la realizzazione di una discarica legale e a norma – e colgo qui l’occasione per sottolineare la generosa e preziosa collaborazione del vice prefetto vicario Franco Provolo – abbia prodotto un duplice risultato: quello di tenere gran parte dei nostri territori al riparo dall’emergenza scoppiata in tutta la Campania e, contemporaneamente, la Provincia di Caserta esclusa dall’obbligo fatto alle altre di individuare siti per le discariche. Una condizione che ci viene ancora oggi riconosciuta ad ogni livello e che ci consente di essere un passo avanti nella gestione del problema e di programmare con più serenità la scelta di nuovi siti alternativi per la discarica provinciale quando Lo Uttaro avrà concluso il suo mandato, di avviare le procedure per dotare il territorio dell’impiantistica occorrente al ciclo per lo smaltimento e di definire la redazione di un piano provinciale dei rifiuti».

Dove si può subito osservare che:

  1. Se la struttura dell’ACSA si è tuttta dedicata alla gestione della discarica a Lo Uttaro, che funziona proprio uno schifo ^ , l’ACSA sta messa proprio male.
  2. De Franciscis ha polemizzato tutte le volte che ha potuto con chi contestava Lo Uttaro, a volte con toni estremamente aggressivi e sconsideratamente offensivi. Per esempio quando l’8 maggio scorso ha dichiarato, ben sapendo di mentire: «Chiesa e associazioni in questi ultimi tempi sono state pronte ad attaccare le istituzioni per la vicenda de Lo Uttaro, ma per la discarica illegale gestita da un clan e scoperta dai carabinieri, come leggo oggi sulla stampa, c’è un silenzio assordante». Basti solo ricordare che a San Nicola la Strada, luogo della discarica clandestina, che era in terreno di proprietà comunale, le associazioni non solo hanno apertamente contestato per la faccenda il sindaco Agelo Pascariello, anche durante una seduta del Consiglio Comunale, ma da anni sono in mobilitazione contro una politica del territorio molto distratta nei confronti degli abusi e della vivibilità urbana. Ultimamente sono stati proprio i cittadini di un’associazione di San Nicola a denunciare e a far porre sotto sequestro dai carabinieri un “sito di trasferenza” illegale, pericoloso per la salute pubblica, creato dalla SACE nel suo deposito automezzi. E questo a De Franciscis non è proprio piaciuto ^ .
  3. La scelta del Commissariato di riaprire Lo Uttaro è avvenuta in base a indicazioni menzognere di un gruppo di lavoro in cui è stato decisivo il parere di tecnici della Provincia ^ , dei quali De Franciscis non può permettersi di sostenere che ignorava l’operato per una questione così importante.
  4. È sempre più chiaro che la discarica Lo Uttaro è tutt’altro che legale e a norma.
  5. Quanto siamo al riparo dall’”emergenza rifiuti” che è, in realtà, l’effetto perverso di un intreccio politico-affaristico su cui ha ora cominciato a far luce la magistratura napoletana? Guardatevi intorno nelle strade per capirlo.
  6. Per aver offerto la discarica Lo Uttaro la provincia di Caserta sarebbe stata esonerata dall’obbligo di individuare siti per le discariche. Qui siamo al puro nonsenso, perciò rinuncio ad altre osservazioni possibili. Tranne che per chiedere:
  7. Perché, dopo tanti mesi, di un piano provinciale dei rifiuti non c’è ancora traccia?

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