AMBIENTI

Blog di Resistenza Ambientale

UNA MAPPA PER LA NOSTRA SALUTE

Posted by ambienti su luglio 13, 2007

ESISTONO RELAZIONI TRA DISCARICHE ILLEGALI E TUMORI.
DOBBIAMO ABBANDONARCI ALLA FATALITÀ O FARE QUALCOSA?
IL COMITATO EMERGENZA RIFIUTI PROPONE UNA RICERCA UTILE,
COINVOLGENDO CHI AVREBBE COMPETENZE E ATTREZZATURE:
IL CENTRO BENECON DELLA SECONDA UNIVERSITÀ DI NAPOLI

Di recente l’Istituto Superiore di Sanità ha lanciato nuovi allarmi sulla correlazione fra un trend in ascesa di decessi per tumore, sversatoi abusivi e discariche illegali. Il Comitato Emergenza Rifiuti di Caserta – che opera in una provincia massicciamente colpita dal fenomeno – ritiene che per la tutela della salute pubblica sarebbe doveroso approfondire le indagini nel campo. Per farlo, esistono oggi i nuovi strumenti del telerilevamento da piattaforma aerea. Strumenti già utilizzati per uno studio presentato a Seoul in Korea, il 5 giugno scorso, durante la 27th Annual Conference IAIA (International Association for Impact Assessment), con il titolo Remote sensing and photointerpretation as essential tools for the monitoring of illegal waste-disposal practices, dal dottor Massimo Morigi, del Dipartimento della Protezione Civile Nazionale, e dal professor Virginio Bettini, della Facoltà di Pianificazione del Territorio dell’Università IUAV di Venezia.
Lo studio è stato condotto per un’area tra il litorale e l’entroterra Domizio. Ha dimostrato che attraverso l’uso della fotointerpretazione dei dati telerilevati è possibile individuare e perimetrare le aree illegalmente utilizzate come discariche. È stata operata un’analisi multitemporale (dal 1986 al 2005), multisensore e multipiattaforma, e l’interpretazione è stata validata attraverso l’elemento principe del fotointerprete, “la verità a terra”.

 

Esistono molteplici studi sul legame tra inquinamento ambientale e discariche controllate (più o meno), com’è dimostrato da un’ampia bibliografia. Sono invece rari quelli sulle conseguenze per uomo e ambiente delle discariche illegali tombate. Sarebbe perciò auspicabile la promozione di una campagna di mappatura delle aree ove risultano significative le anomalie termiche e di caratterizzazione del suolo e del sottosuolo (potere di penetrazione/riflessione), partendo da misurazioni sulle aree già identificate. La ricerca sarebbe da condurre sui valori ancora rilevabili e prodotti nel tempo dall’attività generata dalla percolazione e dal biogas.
Tale ricerca si potrebbe effettuare anche con il coinvolgimento del Centro di Competenza Regionale Benecon, nell’ambito del Dipartimento di Cultura del Progetto della Seconda Università di Napoli. Il responsabile scientifico del Benecon, il pro-rettore professor Carmine Gambardella, ha già manifestato, in più occasioni, la sua disponibilità al progetto. Il suo Dipartimento è, tra l’altro, in possesso delle strumentazioni necessarie per l’espletamento della ricerca.
Tra gli obiettivi del Benecon ci sono promuovere la crescita competitiva del territorio attraverso il trasferimento di conoscenza e permettere una verifica totale dell’impatto determinato dagli interventi e dalle azioni di sviluppo. Perché non sfruttare più organicamente il suo tesoro di conoscenza e di competenze, anziché abbandonare – come ora si fa spesso – scelte decisive per la tutela e il risanamento del territorio in mano a persone poco informate, poco competenti e a volte poco responsabili?

Una Risposta a “UNA MAPPA PER LA NOSTRA SALUTE”

  1. Mario said

    Ma dello studio presentato a Seoul, in Korea,dal dott. Massimo Morigi dove si può trovare copia?Ve lo chiedo perché è condotto sulla mia zona.

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