AMBIENTI

Blog di Resistenza Ambientale

LE CENERI DELLA DEMOCRAZIA

Posted by ambienti su luglio 31, 2007

Gira e rigira, è sempre in territorio casertano che si organizzano i peggiori avvelenamenti da rifiuti. Quelli illegali e quelli “legali”. Sarà un destino? Ci scegliamo gli amministratori locali e i rappresentanti a Roma più inetti? Mancherà un tessuto della società civile capace di reagire?
Ora potrebbe arrivare anche l’inceneritore di Santa Maria La Fossa. Spedito qui da quel di Battipaglia. Perché lì non era possibile, in quanto si facevano mozzarelle che potevano risultarne compromesse … e qui se ne fanno di più.
Caserta si troverebbe, considerando l’inceneritore di Acerra, tra due fabbriche di veleni e di polveri sottili ^. Per non parlare de Lo Uttaro e dei suoi danni che dureranno a lungo. Con due bei bruciamonnezza a portata di mano, chi penserà più a far funzionare sistemi di smaltimento non intossicanti?
Le scelte che si fanno adesso potranno segnare ambiente, economia e salute di questo territorio per molti decenni, in modo probabilmente irreversibile. Devono decidere da soli gli stessi grandi personaggi che continuano a regalarci quest’estate di fetenzia e di puzza dopo 14 anni di malaffari dei rifiuti gestiti da incapaci e – sospetta la magistratura – da truffatori? Che democrazia è mai questa? Non sarebbe il caso di sentire su questioni simili anche la popolazione?
Un riepilogo della questione a Santa Maria la Fossa si trova negli appelli lanciati da Comitato Capuano Allarme Rifiuti & ARCICAPUA, inseriti in formato PDF nella pagina NUBI SU CAPUA ^ .
Per chi vuole approfondire le meraviglie degli inceneritori ci sono materiali nelle sezioni
TESTI e VIDEOLINK (pulsanti sotto la fascia superiore col titolo del blog).
A Salerno intanto si organizzano convegni per decidere sull’inceneritore che il sindaco Vincenzo De Luca aveva detto di volere subito subito. Lì  almeno si fa la mossa di un confronto con la scienza e con la società civile. Scommettiamo che a Salerno l’inceneritore – com’è giusto – non si farà mai?

7 Risposte a “LE CENERI DELLA DEMOCRAZIA”

  1. Kreo said

    Scusate
    ma non trovo altro termine, beceri.
    Egregi signori finchè ci sono ignoranti che terrorizzano o che divulgano notizie non veritiere staremo sempre a parlare.
    La tutela dell’ambiente passa anche attraverso i termovalorizzatori e non inceneritori, come li voglio chiamare chi svolge attività destabilizzante e fomenta la collettività con notizie beceri.
    Un blog è espressione di ogni libera mente, ma non si può accettare l’irrealtà o la falsità.
    Io sono stato corretto per dei termini che a parer del moderatore non erano consoni al contesto ed alla rispettosa lettura di chi acquisisce notizie; beh, egregi moderatori sarebbe il caso di cominciare a censurare o meglio a cassare chi divulga notizie non false, ma beceri, quelle notizie che tentano di fomentare lo stato sociale.
    Ma perchè non sollecitate atteggiamenti contro la camorra???
    Perchè non fomentate la società contro i politici che hanno fatto strame dell’ambiente e delle tasche degli utenti???
    La TARSU ha dei costi esorbitanti e nessuno si lamente, per i termovalorizzatori tutti si adeperano e manifestano il loro dissenso immotivato.
    In più di qualche commento ho esposto delle visioni obiettive, ma sembra che la regia sia tale che meglio fomentare, invece che ragionare e valutara.
    saluti

  2. ambienti said

    È inutile che Kreo si sgoli e insulti, abbiamo capito benissimo da un pezzo che a lui piacciono gli inceneritori e abbiamo capito che è un esperto. Anche se, purtroppo, ci è sfuggita la relazione scientifica che probabilmente lui ha tenuto al recente convegno di Urbino, dove scienziati italiani, del CNR, e di ogni parte del mondo, tutti specializzati in problemi dell’atmosfera, hanno confermato, e anzi aggravato, le nostre preoccupazioni sulle polveri sottili e sulle loro fonti (ambienti.wordpress.com/2007/07/20/sottili-omicidi/). Comunque, bravo Kreo! Ha fatto bene a Urbino a cantargliene quattro a questi somari. E a tutti gli altri medici e scienziati di cui abbiamo inserito le considerazioni nelle sezioni TESTI e VIDEOLINK.
    Per piacere Kreo, ce la manda la sua relazione? Così la inseriamo tra i materiali informativi, abbiamo la possibilità di tranquillizzarci, ci prepariamo tutti a respirare e ad assaporare con entusiasmo diossina e polveri sottili che ci arriveranno da Acerra e, forse, da Santa Maria La Fossa. E la quarantina di “riserve” che sono nella pur favorevole VIA (Valutazione d’Impatto Ambientale) del Ministero per Santa Maria La Fossa, le cancelliamo con un tratto di penna, senza starci troppo a pensare.
    Inceneritori o termovalorizzatori a parte, a Kreo sembra sfuggire che questo blog è sempre impegnato per la legalità, contro la camorra, nel sostenere la lotta di magistratura e forze dell’ordine contro la criminalità dei rifiuti. Non per niente consigliamo nella sezione TESTI (ambienti.wordpress.com/testi/) il libro-denuncia di Alessandro Iacuelli su “Le vie infinite dei rifiuti”. Inoltre questo blog – come sanno i lettori abituali – contesta le scelte sbagliate dei responsabili delle catastrofi dell’ambiente e dei rifiuti campani senza fare sconti a nessuno, di nessuna parte politica. E sulla TARSU siamo intervenuti ampiamente (ambienti.wordpress.com/2007/07/05/la-tariffa-che-arraffa/). Questo è così chiaro a tutti che non riusciamo a capire come Kreo ritenga di poter sostenere qualcosa di diverso. Ma forse Kreo era troppo impegnato a preparare la sua relazione scientifica per rendersi conto.

  3. Kreo said

    E’ vero io ad Urbino non c’ero e non ci sarei mai andato, in quanto quelli che parlano con i numeri e con dati oggettivi vengono azzittiti.
    Ma giacchè, egregi signori, mi sollecitate nel confronto di fantasiose analisi, beh, cercerò un minimo di dialogo.
    Certo che lì non c’era il professore Renato Angelo RICCI e tantomeno il docente Franco BATTAGLIA, i quali hanno sbugiardato e reso ridicoli tutti quelli che inneggiano al catastrofismo ambientale.
    Io offendo, egregi signori, ma quando uno sostiene che l’incenerito e il termovalorizzatore è la stessa cosa come si vuol considerare la similitudine???
    Urbino, gli scienziati italiani quali sarebbero???
    Il CNR cosa dice???
    E poi prima di tutto di cosa parliamo???
    Signori, fatti e non parole, fino a prova contraria è una situazione catastrofica, ma a Brascia il termovalorizzatore funziona benissimo, come pure a Ferrara, Piacenza, nel bolognese, a Vienna, a Monaco – M.Carlo, insomma in tutta Europa e nel mondo i termovalorizzatori funzionano nella filiera dei rifiuti; invece per gli ambientalisti e gli “scienziati” tutto è tragico-comico.
    Grazie per la considerazione.
    Poi se volete dati, a josa ve li passo.
    Siate seri.

  4. ambienti said

    Kreo parte dall’idea che qui si vogliano difendere tesi preconcette. Ma non è così. Si vuole solo difendere il diritto a vivere in un ambiente che non danneggi gravemente la nostra salute. Il fatto che in campo scientifico ci siano posizioni in forte contrasto sui danni per la salute provocati dagli inceneritori, o termovalorizzatori, con ampissima maggioranza di posizioni allarmate tra i medici, dovrebbe bastarci, come cittadini, a considerare l’incenerimento dei rifiuti una soluzione tutt’altro che ideale. Dobbiamo ricordare a Kreo che anche nel “modello” Brescia non mancano i problemi seri? Che c’è stato il richiamo UE e che ci sono forti e argomentate contestazioni sui sistemi di campionamento dell’aria?
    Da notare che al citato convegno di Urbino partecipavano scienziati anche del campo medico, che pubblicano regolarmente su prestigiose riviste internazionali. Vedere il comunicato CNR. E nella sezione TESTI abbiamo inserito soprattutto pareri di esperti in campo medico.
    Per quanto riguarda le polveri sottili, Kreo dovrebbe sapere che i termovalorizzatori le producono in quantità e che al momento non è possibile “trattenerle” con filtri.
    Gli scienziati citati da Kreo, Franco Battaglia e Renato Angelo Ricci, sono un chimico e un fisico, che probabilmente non hanno una grande esperienza nel campo delle ricerche sulla salute. Per giunta i numerosi articoli che Kreo allega come “testimonianze”, loro e di altri, e che inseriamo in apposita pagina, per non appesantire i commenti, sembrano più che altro attacchi molto generali, e in qualche caso solo ideologici, contro l’ambientalismo. Di tipo che già conosciamo bene. Ma giudichi il lettore interessato.
    ARTICOLI RACCOLTI E INVIATI DA KREO ^
    Se Kreo troverà uno studio scritto da un esperto-ricercatore in campo medico che spieghi, in chiave divulgativa, perché è sbagliato affermare che gli inceneritori sono dannosi per la salute umana, lo metteremo nella sezione TESTI. Così ognuno dei nostri lettori potrà confrontare e farsi un’idea sua. Se il testo non dovesse essere disponibile in rete, Kreo dia almeno ai nostri lettori indicazioni precise per reperirlo.
    E chiariamo a Kreo che questa non vuole essere una “sfida” a un nemico. Visto che i termovalorizzatori si faranno – tra qualche mese dovrebbe essere attivo quello di Acerra – se lui ci darà qualche argomento per essere meno preoccupati per la nostra salute, ne saremo ben contenti.
    Da domani il blog resta in standby perché chi lo amministra va in vacanza. Però se arriverà la segnalazione di Kreo per il suddetto testo cercheremo di inserirlo prima della ripresa di settembre.

  5. Cari Signori,
    mi inserisco in una dura battaglia. La verità è che noi da 20 anni e piu ci troviamo nell’emergenza rifiuti. Ciò è ad dir poco ridicolo e scandaloso per un Paese sedicente civile!
    Ora, partiamo dallo stato delle cose: abbiamo rifiuti dappertutto, nelle strade, scuole e finanche ai margini di strutture ospedaliere. Si capisce bene che un sistema di trattamento dei rifiuti non produca essenze orientali e cioccolatini. Un sistema ci vuole! E uno efficace pure! Il gestire i rifiuti è come fare un cocktail: ci voglio piu ingredienti. Dapprima la riduzione dei rifiuti prodotti, poi il recupero dei materiali(per quelli per cui è possibile), e in ultimo il recupero di energia. Se agiamo molto bene sui primi due stadi, all’ultimo ne arriverà solo una porzione ridotta. Mi sembra stupido dire che quest’ultima opzione non debba esistere in assoluto. Le piu moderne tecnologie ci permettono oggigiorno di eliminare gli inquinanti piu tossioci e tuttavia non mi sembra che a Vienna, Parigi, e negli oltre 50 città italiane dove queste strutture si sono realizzate, si sia gridato allo scandalo o sia presente in incremento della incidenza delle patologie indicate.
    I medici sono medici. La loro preparazione è atta alla cura delle suddette. Quando parlano di realizzazione di checchesia impianti, capiamo bene che hanno la stassa autorevolezza che potrebbe avere un tecnico che si spende per una diagnosi medica.
    Questo è quanto,
    Cordialità

    Consolato N. Caccamo
    cnc@aiatcampania.it

  6. ambienti said

    X Consolato Caccamo
    Uno dei campi ritenuti più importanti della medicina moderna è la prevenzione. Per questo i ricercatori in medicina svolgono indagini di tipo sperimentale e di tipo statistico che sugli effetti dell’inquinamento, compreso quello da termovalorizzatori, ci dicono cose sempre più preoccupanti – vedi le insidie delle polveri sottili – di fronte alle quali bisogna prendere decisioni. Ridurre i medici a distributori di farmaci per i guai che combinano gli altri non ci sembra una soluzione razionale.
    Nel caso specifico della Campania sembra che l’emergenza abbia soprattutto – secondo un’ipotesi ora avvalorata dalla magistratura – cause politico-affaristiche. L’inceneritore di Acerra aprirà tra poco, ma – come lei saprà – le “ecoballe” finora prodotte non potranno andarci. Dovremmo fidarci dei signori che hanno combinato questo pasticcio per far funzionare inceneritori nelle condizioni di massima sicurezza?
    C’è da osservare che a fronte della sua articolata posizione ci sono – come lei sa – gli orgiasti dell’incenerimento, per i quali poter bruciare, e poter guadagnare bruciando, comprese le ingiustificate sovvenzioni statali, finisce con l’escludere parallele soluzioni di smaltimento che, se non altro, ridurrebbero il danno.
    Riguardo agli impianti “ideali” ci permettiamo di rinviarla alla visita al modello italiano di Brescia compiuta dal giornalista-fisico Alessandro Iacuelli ^. A noi ci spaventa abbastanza. E’ possibile smentire le osservazioni contenute in quella cronaca? Sinceramente la questione ci interessa. E visto che il suo tono non è da rissa – come ci è capitato con altri paladini dei “termovalorizzatori” – ma da persona preoccupata, come noi, dal problema dei rifiuti, leggeremo con piacere altre sue eventuali e pertinenti considerazioni.

  7. Caro Ambienti,
    colgo con altrettanto piacere i suoi spunti e la ringrazio dell’interesse per le mie righe.
    Cercherò d’essere breve, anche se l’argomento merita tutti gli onori per una migliore comprensione degli stesso e per il bene del nostro territorio regionale.
    Partirei però dal sottolineare la mia ferma stima e riguardi verso la scienza medica (ci mancherebbe altro!). Compito della stessa è sicuramente indicarci i migliori metodi preventivi verso talune patologie. Da queste indicazioni seguono dei valori di assimilabilità limite di certi contaminanti per il corpo umano. Nella scienza tecnica questi valori limite si traducono, secondo opportuni fattori, in valori limite di emissione per qualsiasi tipo di impianto/macchina (E’ cosi per l’industria chimica, gli aeroveivoli, le automobili etc.).
    Ora nel caso degli impianti di trattamento dei rifiuti, in Europa, tali limiti sono indicati nella direttiva comunitaria 2000/76/CE, che la invito a consultare al link:

    Fai clic per accedere a l_33220001228it00910111.pdf


    (se nel caso non riuscisse a leggerla sarà mia premura inviarle una copia).
    Questa è la legge! Ora, non essendo un ebete in ritiro al confino, mi rendo benissimo conto che la legge spesso e volentieri dalle nostre parti è un optional. Ma è li la battaglia, fare rispettare le leggi e pretendere garanzie. E come si evince la magistratura la sua parte la fa, è indubbio. L’Impianto di CDR (Combustibile da Rifiuto) di Giugliano è stato recentemente declassato appunto perché il suo prodotto non era a norma per la termovalorizzazione. In ogni modo Acerra comincerà a ricevere, entro fine anno, quello degli altri 6 impianti CDR presenti in Campania.
    Ora venendo al nocciolo, una chiosa “tecnica” sugli stessi impianti. Gli stessi non sono che impianti affiliabili ai processi chimico-industriali, dei quali tra l’altro non costituiscono nemmeno i più complicati. Essi però, attenzione, non sono impianti di produzione energetica, ma di smaltimento rifiuti “a recupero energetico”! Ciò significa che hanno ovviamente dei costi di gestione che superano i recuperi. Tale recupero però ci aiuta ad avere una tariffa di smaltimento rifiuti decisamente più bassa e incrementa le prestazioni “ambientali”.
    Di impianti appunto di “Termovalorizzazione” (e non incenerimento, dizione afferibile a tecnologie obsolete ai giorni nostri in disuso, tra l’altro appunto illegali) ne esistono oltre 600 in tutto il mondo civile. E non bisogna andare lontano per trovare i più alti usufruitori di tali tecnologie. Essi sono, nel mondo, i Danesi (che termovalorizzano oltre il 50% dei loro rifiuti) seguiti a ruota dai nostri confinanti Svizzeri e Francesi. E non mi sembra che tali siano stati tacciati mai come i popoli più “incivili” sul pianeta…
    Le dirò di più! Ci crederà o no, in Campania abbiamo già da diversi anni impianti del genere di tutto rispetto che lavorano impeccabili su addirittura su rifiuti speciali (che significa ospedalieri, industriali, etc.). Se ancora riserva qualche dubbio la rinvio ai links:
    http://www.paginegialle.it/tortorasrl
    http://www.tortoravittorio.it/index1.htm
    In ultimo non voglio glissare sul rivio alla “Logorrea partorita da: alex321 alle ore 09:53” del 15 Maggio scorso presente al link indicato. Anche se preferirei commentare referenze di letteratura ufficiale, non manco di fare qualche piccolo appunto allo stesso.
    1) Temperature: in merito alla discussione dei 850/1150 è assolutamente vero che in tali impianti la temperatura è controllata e tenuta sopra i limiti. Gli stessi limiti non essendo appunto un opinione personale o un punto di vista vengono indicati dalla legge di cui sopra. Per inciso, come indicato da questa: “Per garantire la combustione completa dei rifiuti, la direttiva stabilisce l’obbligo per tutti gli impianti di mantenere il gas derivante dall’incenerimento e dal coincenerimento ad una temperatura minima di 850 °C per almeno 2 secondi”. Obiettivo appunto raggiunto nell’impianto Bresciano, per il quale la temperatura a fondo griglia è addirittura 1150 per appunto ulteriore sicurezza.
    2) Polveri totali. Come sopra, l’impianto rientra nei limiti di legge. Ma anche qui le dirò di più. Dia un sguardo alle polveri che respira scendendo a fare una passeggiata salutare nel centro di Napoli. Per darle un idea, come riportato da Legambiente, il “Laboratorio mobile di RFI, posizionato in Piazza Museo Nazionale, angolo via S. M. di Costantinopoli, nei giorni 14, 15 e 16 marzo: il PM10, famigerate polveri sottili molto pericolose per la salute, fa registrare 104, 103 e 106 (mg/m³) nelle tre giornate di rilevamento, superando così il tetto giornaliero fissato dalla legge a 50 mg/m³”
    3) Tetraclorodibenzo-p-diossine, comunemente conosciute come Diossine e denominate dalla comunità scientifica internazionale (un po come succede senza commento con il DDT Dicloro-Difenile-Tricloroetano, il PVC polivinilcloruro, DNA acido deossiribonucleico, ecc. ecc.) con il loro acronimo TCDD. Anche qui i bresciani sono a norma. Il concetto a riguardo l’ho espresso prima. Ci sono sostanze che fanno male, ok. Ma lo sono a talune concentrazioni e valori superiori (questo lo dicono i medici!). Ora la stessa è rilevabile non solo presso numerosi impianti industriali (soprattutto acciaierie), ma anche e soprattutto nel fumo di sigaretta, nelle combustioni di legno e carbone (potature e barbecue). Con l’unica differenza che non aspiro direttamente i fumi di un camino industriale, come invece avviene nei secondi casi. Per non parlare poi della bella trovata dei miinceniritori stadali, soluzioni fai da te al problema rifiuti al quale non ho commento alcuno. La rinvio solo al seguente documento edito dal Consiglio Nazionale delle Ricerche. http://www.stampa.cnr.it/documenti/cnrWeb/2007/Mag/23_mag_07_14.pdf
    4) A Brescia rifiuti e derivati per strada non c è ne sono, nella nostra regione… “no comment”!
    Concludo esortando al termine della stagione alla caccia delle streghe. Ancora sono in attesa di qualcuno che mi spieghi come palesi problemi di estrema urgenza igenico-sanitaria che ci ritroviamo nelle nostre strade, scuole e ospedali passino in secondo piano alla contestazione di scelte che, accettando pure le loro possibili imperfezioni, vanno comunque nella misura di risolvere gli stessi!!!
    Con i miei cordiali riguardi,
    Consolato N. Caccamo
    cnc@aiatcampania.it

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