AMBIENTI

Blog di Resistenza Ambientale

GLI IMPEGNI SMARRITI DI PETTERUTI

Posted by ambienti su agosto 5, 2007

PRIMA A CASERTA HANNO FATTO UN DESERTO
ORA LO CHIAMANO COMPETENZA E SERIETÀ

Per il commento del sindaco di Caserta Nicodemo Petteruti alla sospensione, fino al 22 agosto, della sentenza che ha disposto la chiusura de Lo Uttaro, c’è un’articolata risposta in 8 punti di Giuseppe Messina, rappresentante del Comitato Emergenza Rifiuti e in passato assessore alla trasparenza e all’ambiente della città di Caserta.
Qui c’è il testo completo delle dichiarazioni di Petteruti nel comunicato dell’ufficio stampa del Comune ^.

di Giuseppe Messina

Le parole del sig. Petteruti in ordine allo “scampato pericolo” sulla discarica abusiva, illegale e pericolosa di Lo Uttaro che altri giudici napoletani hanno consentito di far riaprire, derivano dalla sua legittimazione in quanto sindaco. Ma la legittimazione di un rappresentante istituzionale è tale se svolge il suo ruolo nel rispetto della legge e degli impegni assunti di fronte a quegli elettori che lo hanno votato.
Nel nostro caso il sig. Petteruti potrebbe avere tutte le sue ragioni e dichiararsi in pace con la sua coscienza e con la città se dopo oltre un anno dalla sua elezione, per soffermarci solamente al comparto dei servizi di igiene urbana:

  1. Avesse permesso la realizzazione di una discarica in un sito lecito e ambientalmente e territorialmente corretto in modo tale da non esporre la popolazione a rischio sanitario e disastro ambientale come invece ha fatto consentendo la realizzazione della discarica abusiva, illegale e pericolosa a Lo Uttaro, così come ha rilevato e confermato la magistratura;
  2. Se avesse innalzato la percentuale di raccolta differenziata e non farla, invece, sparire quasi del tutto;
  3. Se avesse dato trasparenza e ordine ai rapporti societari con i soggetti che gestiscono l’appalto di igiene urbana;
  4. Se non avesse consentito che la SACE utilizzasse illecitamente un sito come area di stoccaggio dei rifiuti, bloccato solo dopo l’intervento della “jihad” ambientalista (mi vergogno a leggere certe espressioni);
  5. Se avesse fatto il nuovo appalto del servizio di igiene urbana;
  6. Se avesse fatto passare la città dalla tassa sui rifiuti alla tariffa e non aumentare, invece, la TARSU, già la più alta d’Italia di un altro 10% a fronte di servizi zero;
  7. Se avesse ascoltato quanti, nella società civile, hanno inutilmente proposto azioni alternative e strategie diverse per superare l’attuale crisi e impedire così l’annunciato disastro sanitario e ambientale prodotto da Lo Uttaro;
  8. Se dimostrasse onestà intellettuale e avesse un atteggiamento non arrogante, ma di autentico servizio nei confronti di una città che si aspettava trasparenza, partecipazione, stile e umiltà dopo il deserto generato dalla precedente amministrazione.

Ma, come diceva, Gramsci la politica non si fa con i se e la realtà, come possiamo tutti accertare, è cosa assai diversa dalle declamazioni, quelle sì, linguisticamente ineccepibili.
In questo senso la delegittimazione di Petteruti è nei fatti.
 dr. Giuseppe Messina          Caserta, 5 agosto 2007

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