AMBIENTI

Blog di Resistenza Ambientale

UN AGOSTO D’INFERNO

Posted by ambienti su agosto 18, 2007

AMBIENTI riprende gli aggiornamenti perché con Lo Uttaro va sempre peggio. Le autorità locali stanno permettendo che si approfitti della cosiddetta emergenza rifiuti e di un po’ di distrazione estiva per regalare ai cittadini di Caserta, San Nicola La Strada, Maddaloni, San Marco Evangelista, un agosto d’inferno. Tra pochi giorni la magistratura di Napoli deciderà sul reclamo del prefetto-commissario Alessandro Pansa – con piena delega dell’attuale presidente del consiglio Romano Prodi – contro la chiusura della discarica già decisa dalla magistratura e poi sospesa con procedura d’urgenza. Con la complicità di amministrazioni locali che hanno favorito la realizzazione di questa situazione infame, lo stato è in guerra anche giudiziaria contro i diritti dei cittadini sanciti dalla Costituzione, innanzitutto contro il diritto alla salute previsto dall’articolo 32 ^ . Intanto i vertici provinciali dei verdi, anche loro complici del disastro in corso, si trastullano con varie fumisterie dopo aver condannato per eresia, alla vigilia di Ferragosto, Antonio Roano, il loro rappresentante che più si sta impegnando contro la discarica velenosa. Ne hanno dato notizia la stampa locale e alcuni siti WEB. Per chi avesse perso qualche puntata della sceneggiata proveremo prossimamente a ricostruire. Una piccola premessa l’avevamo già fornita qui ^.Un comunicato dal Comitato Emergenza Rifiuti

PER LA DISCARICA A LO UTTARO
INFURIANO PUZZA E SCARICABARILE.
CHIUDETE PORTE E FINESTRE,
DIFENDETE LA VOSTRA SALUTE
Come dentro una nube tossica Caserta e il suo hinterland sono avvolti da un olezzo che comincia a manifestarsi ogni giorno dopo le 23 per attenuarsi e confondersi con gli scarichi del traffico automobilistico e delle attività umane dopo le 5 del mattino. Molti cittadini continuano a lamentarsi del persistente tanfo emanato dalla discarica Lo Uttaro voluta e sostenuta dal sindaco Nicodemo Petteruti. Il cattivo odore si espande con l’aumentare dello sversamento, accresciuto durante le ore notturne. C’è un gran da fare per riempire quanto più è possibile la discarica illegale prima che i giudici, il 22 agosto prossimo, si pronuncino. Come dire: “Voi chiudete, ma noi l’abbiamo già riempita”. Un andamento che ricorda i primi venti giorni dall’apertura, quando Lo Uttaro, accoglieva circa 80 Tir di immondizia al giorno per ripulire, così dicevano, i depositi dell’ex Cdr di Santa Maria Capua Vetere e forse anche qualche città fuori provincia (es. Pompei) dai rifiuti per strada. Forse c’erano anche i fanghi di qualche impianto di depurazione. Così, magari per risparmiare (chi?).
Dal rilascio della sospensiva richiesta dal Commissario di Governo, nell’ex sito Mastropietro circolano più di 150 camion al giorno. Contemporaneamente all’abbancamento di rifiuti, nelle more si attrezza il successivo anello pronto ad essere colmato in deroga ^ al collaudo. Si può derogare da una formalità burocratica, ma da una strutturale? E se il quarto anello e poi il quinto, ecc. non sono realizzati correttamente, chi rimedierà alle conseguenze tossiche? Un decreto del Prefetto Pansa?.
Tutto si svolge a ritmi frenetici nel timore che il 22 agosto potrebbe segnare la fine di un conferimento autorizzato ma illegale. Fra tre giorni si terrà l’udienza per confermare o meno l’ordinanza di chiusura della discarica. Ma intanto si sversa e tutto ciò che arriva è esclusivamente rimesso al controllo di un consorzio che, pur offrendo un servizio pubblico, se ne va in ferie serrando gli uffici già normalmente blindati. Chi controlla un transito di 150 camion al giorno? Nessuno!
L’aumento della puzza, segnalata ora dagli abitanti fino al centro di Caserta, ha spinto il Comitato Emergenza Rifiuti a scrivere anche a tutte le forze dell’ordine, con la speranza che si attivassero interventi per imporre il rispetto della normativa di transito che proibisce di spargere rifiuti e percolato durante il trasporto, e all’ARPAC, per i controlli interni alla discarica. Il Comitato si è rivolto a tutte le autorità locali e territoriali, ma senza alcun riscontro.


Lo sport nazionale, lo scaricabarile, è in pieno svolgimento: le istanze dei cittadini, anziché produrre una naturale azione di verifica e salvaguardia del territorio e della salute pubblica da parte degli organi dello Stato a ciò preposti, vengono trasmesse alla Procura della Repubblica, peraltro già informata dal Comitato. Tutto ciò – pare – perché è in corso un procedimento su Lo Uttaro. Un modo di procedere che lascia perplessi. Un’inchiesta in atto che richiede tempo e approfondimento non dovrebbe limitare il potere di azione delle autorità che sembrano essere degradate, in questa vicenda, ad organo di trasmissione di atti del Comitato Emergenza Rifiuti, che appaiono impedite a far rispettare leggi la cui osservanza deve prescindere da direttive contingenti. Lo Stato è contro lo Stato.
Il Comitato ha provato a fare dei presidi, ma ha desistito di fronte all’indifferenza di chi avrebbe dovuto, in piena imparzialità, intervenire per far rispettare il codice della strada o le leggi ambientali e sanitarie. La polizia di Stato sembra essersi piegata dinanzi a direttive di organi superiori, dimenticando forse il suo ruolo naturale e principale, cioè quello di difendere il cittadino e la sua incolumità. Nonostante le denunce e le moltissime segnalazioni si tollera l’infrangere delle regole del codice della strada, di quelle sanitarie e ambientali, in nome di un’emergenza finalizzata a giustificare qualsiasi omissione. L’obiettivo essenziale sembra non rallentare minimamente lo sversamento nella nostra città di rifiuti di cui nessuno conosce la natura e la provenienza.
Anche sulle cave di Centurano ci fu, prima del sequestro, un’inchiesta della procura della Repubblica. Tale inchiesta non precluse l’intervento delle autorità locali sul transito dei Tir che trasportavano brecciame. Persino il sindaco potrebbe intervenire come responsabile della salute pubblica, “ma non si può chiedere a Lucrezia Borgia se nel vino c’è del veleno”.
Nella vicenda Uttaro si stanno scaricando tutte le responsabilità su un magistrato che, meticolosamente e con i tempi propri della giustizia italiana, che tutti conosciamo, sta facendo il proprio dovere, ma che certamente non può andare a elevare contravvenzioni. Per quale motivo questa grave distorsione? Sarà il timore di contrariare il Commissario di governo a limitare l’azione dei controllori testimoni delle nostre denunce? Il Comitato Emergenza Rifiuti prende atto dello stato di vuoto legale che di fatto si è creato e invita i cittadini a chiudere porte e finestre al sopraggiungere del pericoloso olezzo. Le prossime istanze o denunce che inoltreremo saranno indirizzate alle forze dell’ordine locale solamente per conoscenza
Caserta, 18 agosto 2007
Comitato Emergenza Rifiuti

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