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Blog di Resistenza Ambientale

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QUANDO LA TRASPARENZA È IN VACANZA

Posted by ambienti su agosto 21, 2007

INACCESSIBILI LE ANALISI DEI MATERIALI SVERSATI.
QUELLE CARTE DICONO QUANTO CI AVVELENA LO UTTARO,
SONO DOCUMENTI IMPORTANTI PER L’UDIENZA DEL 22 AGOSTO.
IL COMITATO ANTIDISCARICA DENUNCIA AL MAGISTRATO.

dal Comitato Emergenza Rifiuti – Caserta
20 agosto 2007

Dopo tre tentativi andati a vuoto per visionare le analisi dei rifiuti e averne copia, il Comitato Emergenza Rifiuti è stato costretto a presentare un esposto al magistrato penale.
La storia inizia il 7 agosto scorso, quando i dottori Lembo e Santagata, membri del comitato dei garanti – nominati dal commissario di governo per l’emergenza rifiuti e indicati dal Comitato Emergenza Rifiuti – per il controllo della fase di gestione della discarica illegale e pericolosa di Lo Uttaro, nel corso di un’ispezione all’impianto, richiedono al dottor Vagliviello, direttore della discarica, di controllare ed esaminare le analisi e i relativi referti effettuati dal laboratorio Chelab sui rifiuti conferiti all’impianto. Il responsabile dichiara che gli atti richiesti si trovano presso la sede del consorzio ACSA (si ricorda che tali atti devono, invece, per legge essere conservati nell’impianto per metterli a disposizione immediatamente a chiunque, legittimato, ne chieda la visione) e lì potranno averne copia. Il 10 agosto al dr. Santagata è opposto un nuovo rifiuto. Gli dicono che l’addetta agli atti è partita per le ferie e, incredibilmente, si è portata via, senza lasciarne un duplicato, le chiavi del cassetto dove sono custoditi gli atti. Con questo pretesto il tecnico viene rinviato a presentarsi dopo 10 giorni.
In data odierna, 20 agosto 2007, allo scadere dei dieci giorni, su delega del dottor Santagata, Giovanna Maietta, recatasi al consorzio, ha richiesto gli atti ricordando che essi avrebbero avuto una particolare importanza per l’udienza del 22 agosto presso il tribunale di Napoli. Tutte le analisi della Chelab effettuate sui rifiuti, e in particolare sul percolato, sarebbero servite come prova inconfutabile che nella discarica si sversano rifiuti altamente pericolosi. Sarebbe bastato anche prendere solo visione dei risultati delle analisi. Ma gli addetti del consorzio Acsa CE3 hanno, per la terza volta, opposto un rifiuto con la stessa motivazione: l’assenza dell’impiegata. A questo punto è scattato l’esposto al magistrato penale.

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