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Blog di Resistenza Ambientale

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UN AEROSOL DI VELENI

Posted by ambienti su settembre 3, 2007

Fa male la puzza che sta perseguitando gli abitanti di Caserta e degli adiacenti comuni di San Nicola La Strada, Maddaloni, San Marco Evangelista? Questa potrebbe sembrare una domanda incongrua, visto che il mal di puzza lo stiamo soffrendo in molti. Sono intuitivi e indubbi gli immediati effetti nocivi del fetore in arrivo da Lo Uttaro, in particolare su persone soggette a disturbi della respirazione, su anziani, bambini. Per non parlare dei malanni dell’umore e del sonno di chiunque sia da mesi sottoposto a questa ripugnante tortura. Però, purtroppo, c’è ancora chi sottovaluta, o finge interessatamente di sottovalutare, danni e pericoli della “nostra” Grande Puzza ^. Che in realtà non è “solo puzza” ma l’effetto di un cocktail di puzzolenti sostanze inquinanti e intossicanti. Di fronte al quale le autorità dovrebbero intervenire d’ufficio per non rendersi responsabili di gravi omissioni perseguibili per legge.
Sulla puzza de Lo Uttaro può essere utile uno scritto di Giuseppe Messina che chiarisce qualche aspetto tecnico-scientifico della questione. Ne pubblichiamo di seguito alcuni brani essenziali. Altre considerazioni, più tecniche, sono
nella versione completa che si può scaricare in formato PDF cliccando qui ^.

SULLA PUZZA

intervento del dottor Giuseppe Messina, del Comitato Scientifico di Legambiente

Caserta e l’intera conurbazione è invasa da una puzza o, più correttamente, da un puzzo tremendo che ci accompagna 24 ore al giorno ormai da mesi. La causa è la discarica illegale e pericolosa di Lo Uttaro. Se tale problema fosse un fatto fisiologico alla vita e alla gestione di una discarica, potremmo sostenere, per l’ennesima volta, che la scelta è stata sbagliata. Se invece le cose non stessero così dovremmo allora affermare che la gestione dell’impianto è a dir poco carente. Non si scappa, delle due l’una. Il punto è: che cos’è la puzza? c’è da preoccuparsi? fa male?

Tralasciando per benevolenza il rumore, il traffico, i parassiti e gli uccelli, cose queste sotto gli occhi di tutti e attenendoci al tema parliamo di aerosol. Che cos’è? Sono “particelle finissime di polveri o goccioline originate dalla combustione di combustibili fossili, foreste e biomasse, e dall’inquinamento industriale”. Le particelle liberate dai materiali e dalle reazioni in una discarica sono rapportabili a quelle di un impianto industriale. Sollevate dall’aria, sono trasportate e diffuse nell’ambiente originando autentico pericolo per la salute pubblica, gli animali e l’ambiente in generale. Hanno dimensioni di 1–100 micron. Si formano per fenomeni di condensazione o per atomizzazione. Il fenomeno è amplificato dalla componente acqua che interagisce con alcuni inquinanti formandone altri (attività sinergica).
Siamo quindi di fronte ad un vero e proprio inquinamento atmosferico in quanto, di fatto, è stata modificata la normale composizione o stato fisico dell’aria atmosferica. Nell’aria sono state immesse una o più sostanze in quantità e con caratteristiche tali da alterare le sue normali condizioni ambientali e di salubrità e da costituire pericolo, ovvero pregiudizio diretto o indiretto per la salute dell’uomo, compromettere le attività ricreative e gli altri usi legittimi dell’ambiente, alterare le risorse biologiche, gli ecosistemi e i beni materiali pubblici e privati.

È’ necessario che le autorità sanitarie locali promuovano anche con il concorso del CNR o di altra autorità scientifica riconosciuta campagne di indagine per la determinazione delle sostanze odorigene e per la valutazione del livello di inquinamento da microinquinanti inorganici (metalli pesanti e particolato) ed organici (sostanze organiche volatili, idrocarburi policiclici aromatici, diossine ecc.) nella conurbazione casertana dove è stata realizzata la discarica di Lo Uttaro e dove si è diffuso il puzzo generato dalla cattiva gestione della discarica.
Con i numeri sconcertanti del disastro ambientale e sanitario (il 45% almeno del territorio campano inquinato, malformazioni infantili dell’84% sopra la media nazionale e aumenti della mortalità tumorale del 12%, secondo i dati dell’OMS) generato principalmente dal settore dei rifiuti, l’aver scelto Lo Uttaro, area indicata nello studio dell’OMS, quale sito per realizzare un’ennesima discarica per rifiuti e assistere ad una gestione a dir poco carente, di fatto dimostra come la questione prescinde dal bene comune e da una sana gestione della cosa pubblica per trasformarsi in affari sulla pelle della gente.
A proposito. Quando il privato (v. Mastropietro) chiederà i danni per inquinamento?
Caro Presidente A.P. di Caserta, sei riuscito con un protocollo burla (grazie ai tuoi onestissimi tecnici) a vanificare il lavoro prefettizio che, pur alle prese nel 1994 con un’effettiva e devastante emergenza, innanzitutto ambientale-affaristica, era riuscito per 7 anni ad impedire la commistione rifiuti pubblico-privata, tenendo ben separati i rifiuti privati. Dal tuo Ente ancora non c’è risposta sullo smaltimento del percolato prodotto dall’Ecologica Meridionale negli anni 80 fino a inizio 1994.
Caserta, 3 settembre 2007

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