AMBIENTI

Blog di Resistenza Ambientale

UNA SPIRALE DI FETENZIA

Posted by ambienti su settembre 26, 2007

Ieri al consiglio comunale di Caserta si è affrontato di nuovo l’argomento discarica a Lo Uttaro. L’occasione è stata un ordine del giorno dell’opposizione, proposto da Pio Del Gaudio di AN, che chiedeva un’immediata chiusura della discarica. Sotto accusa il sindaco Nicodemo Petteruti, firmatario a novembre scorso, con il presidente della Provincia Sandro De Franciscis e con l’allora commissario governativo Guido Bertolaso, del Protocollo d’intesa che ha trasformato Caserta in un puzzolente immondezzaio. Petteruti ha parlato con la mano sul cuore e ha affermato tra l’altro: “Se dovessi ricominciare daccapo rifarei le stesse cose” e “La discarica è buona. Io continuo su questa linea e pretendo che tutti i punti del Protocollo siano rispettati”. Ha ripetuto le solite chiacchiere su Caserta che senza la discarica sarebbe stata invasa dai rifiuti ecc …
Ma Caserta non è stata invasa dai rifiuti nonostante Lo Uttaro? E non abbiamo già punti essenziali del Protocollo non rispettati? E per quando la discarica sarà esaurita – entro novembre, sembra – dove sono le altre soluzioni? In pratica siamo al punto di partenza. O abbiamo fatto parecchi passi indietro.
Checché ne dica Petteruti, il fatto che il periodo di “sacrificio” per Lo Uttaro non sia servito – al contrario di quanto promesso – a elaborare e ad avviare un piano razionale per lo smaltimento dei rifiuti è l’ulteriore dimostrazione che si è trattato di un nauseante pasticcio escogitato al fine di provare a coprire la totale incapacità dei responsabili ad ogni livello della gestione dei rifiuti, o forse con obiettivi peggiori. Quali altri disastri dobbiamo aspettarci? Per porre fine a questa spirale di fetenzia è necessario che i cittadini facciano sentire forte la loro voce, la loro protesta.
In consiglio comunale si è capito che è inutile continuare ad aspettarsi che dica qualcosa di costruttivo il nostro sindaco. Sotto la spinta delle manifestazioni dei cittadini e delle contestazioni dell’opposizione è uscito dal letargo solo per fare una gita in comitiva, a Napoli da Pansa, che si sta rivelando poco gloriosa. Eppure sproloquia ancora: “C’è chi non ha gli attributi. Io ce li ho gli attributi. Io gli attributi li metto sul tavolo”. Un modo di esprimersi intelligente e fine, da autorevole e lungimirante rappresentante di un civile consesso democratico, di fronte al quale viene naturale pensare che parte della puzza arrivi da lì.


Il sindaco ha anche assicurato che lui è stato un quarto d’ora dentro la discarica e la puzza non c’era, perché arriverebbe solo dal sito di trasferenza in smobilitazione e dal panettone. Con ciò ha dimostrato di non essersi minimamente informato sui problemi seri di cui parla. Com’è ben segnalato dai documenti tecnici e dagli studi sull’argomento, le discariche puzzano molto. La discarica a Lo Uttaro puzza a seconda del tipo di operazioni in corso, come possono intuire facilmente i cittadini che a volte sentono fluire e defluire la puzza lungo tutta la giornata. Se si arriva in discarica quando è stata effetuata la copertura con terreno del materiale sversato, ovviamente di puzza ce n’è di meno. Se invece si arriva lì, nell’epicentro della Grande Puzza, mentre sono in corso le lunghe e furiose operazioni di sversamento, lacrimano gli occhi e si rischia lo svenimento. Come potrebbero testimoniare gli addetti all’impianto che nelle fasi di sversamento cercano di tenersi ben alla larga dal “fosso”.
Di fronte ad altre contestazioni dell’opposizione, il sindaco con gli attributi non ha saputo far altro che dare pubblica lettura (c’era anche la tv, Teleluna ha trasmesso in diretta la seduta) della lettera-dossier consegnata lunedì mattina a Pansa. Lettera per la quale finora sono stati ottenuti in risposta solo cenni di comprensione molto generici, senza alcun atto concreto o impegno formale. Come ha notato persino il consigliere di maggioranza Di Palo, diessino fedelissimo di Petteruti per la questione discarica.
A dicembre il prefetto-commissario Pansa dovrebbe lasciare l’incarico ed è probabile che finisca tutto con un chi s’è visto s’è visto. Quante volte Petteruti tornerà a mettere i suoi attributi sul tavolo? Di fronte a chi? E, soprattutto, a che servirà? Questo sindaco sembra sempre più l’arrogante Ubu Roi di uno spettacolo grottesco, che potrebbe far ridere se non ne stessero facendo le spese i cittadini perseguitati dalla Grande Puzza e minacciati nella loro salute.
Il sindaco Petteruti non si è ancora reso conto che aver accettato per una volta l’inaccettabile, e ostinarsi a difenderlo, ha aperto la via a una disfatta per la città di cui non è facile intravedere la fine. Ora ci sarebbero i tempi per approntare soluzioni alternative a Lo Uttaro, scrive Petteruti nella sua lettera a Pansa. Ma allora non ci sarebbero stati anche l’anno scorso a ottobre, quando si decise di riaprire la discarica ad aprile? E perché abbiamo aperto lo Uttaro? È stato per ottenere le bonifiche che ora forse si faranno, e comunque in tempi molto più lunghi di quelli indicati nel Protocollo? Ma le bonifiche erano già previste per legge e dovevano essere finanziate con fondi statali e regionali.
La discarica a Lo Uttaro è stata un “affare” per ottenere i “ristori” in termini economici per un bilancio comunale in dissesto? E ha il diritto il sindaco di vendersi l’aria e la salute dei cittadini senza neanche consultarli, insultandoli se protestano? Che affare possono essere le notti di insonnia e di puzza che abbiamo vissuto quest’estate? Quanti euro vale per il sindaco ogni boccata di fetore che può provocare in ognuno nel tempo danni imprevedibili e in un bambino, in un anziano, in chi soffre di allergie, traumi immediati? Senza contare la beffa del fatto che, nonostante la ripetuta esibizione dei suoi attributi, i soldi Petteruti non è riuscito ad averli e lunedì Pansa non ha accennato a tirar fuori il libretto degli assegni governativi.
Alla fine del consiglio la maggioranza ha dichiarato e votato un no compatto alla proposta dell’opposizione di chiedere l’immediata chiusura della discarica. Sentendo i discorsi in difesa dell’operato del sindaco degli esponenti della maggioranza sembrava di stare sulla luna rispetto alla realtà quotidiana di un territorio che vive nel tormento che sappiamo. Questi signori si parlano addosso e sembrano non capire né di che parlano né di chi parlano. Decidono, purtroppo, di noi che li abbiamo eletti. I cittadini-elettori oppressi dalla Grande Puzza dovrebbero segnarsi i loro nomi uno per uno, come promemoria accanto alla scheda elettorale, e fare in modo che in futuro nessuno di loro possa più decidere niente per la comunità.

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7 Risposte to “UNA SPIRALE DI FETENZIA”

  1. gaetano said

    Licenziamoli sin da subito.
    Inviamo, ognuno di noi, al presidente della provincia e al sindaco di Caserta una lettera di licenziamento in tronco per inadempienza agli incarichi affidati.

  2. francesco said

    CHE SCHIFO……

  3. luigino said

    alla fine, sabato notte cantera’ solo daniele silvestri.
    il duo famoso e ganzo non vuole venire. troppi imitatori.

  4. ambienti said

    x Gaetano
    Hai visto la sottoscrizione per la denuncia alla procura? A San Nicola ci sono già migliaia di firme. E’ in fase di avvio a Caserta. Daremo presto notizie. C’è anche il risarcimento TARSU, che non è solo una questione strettamente economica: se il giudice li condanna a pagare dovranno stare più attenti alle scelte che faranno per i servizi.

  5. mymind said

    Tra le motivazioni di Petteruti e di De Franciscis c’è stata anche l’appartenenza a una formazione-corrente dalla quale si ripromettono vantaggi di sostegno nell’attività amministrativa e nella carriera politica. Dovevano stare “allineati”. Vedi la candidatura di De Franciscis per le primarie come rappresentante in Campania del nascente Pd e l’appoggio che gli sta fornendo Rutelli. Ma quali meriti politici ha questo De Franciscis? Sarebbe lui l’uomo nuovo? Di che? La maggiore novità che ci ha portato è la puzza.
    L’attuale sistema elettorale ha anche l’effetto di scoraggiare le possibilità di confronto tra amministrazioni locali e governo centrale. Quanti sono gli amministratori locali che vogliono mettersi contro un ministro o un deputato il quale, essendo anche un notabile di partito, potrà influire sul loro inserimento e sul possibile sostegno nelle liste delle prossime elezioni?

  6. gaetano said

    x Ambienti
    Dopo tutto quello che ho visto ma soprattutto sentito non credo più a nessuno tantomeno nella Giustizia

  7. ambienti said

    X Gaetano
    Il problema, ad affrontarlo giorno dopo giorno, come qualcuno fa da mesi, è un po’ più complicato. La giustizia fa quello che può e il suo compito non è quello di rimediare sistematicamente ai gravi errori della politica. Altrimenti potremmo affidare il governo direttamente ai magistrati e saremmo a posto. Una società democratica si basa sugli equilibri di poteri e sul rispetto di norme condivise, norme giuridiche ma anche norme non scritte di correttezza politica. Ora abbiamo in Italia, e in Campania in particolare, una classe politica che in buona parte di equilibri e di norme non vuole saperne proprio.
    Si tratta, per noi cittadini, di provare a reagire con ogni mezzo a questa malattia sociale che ci coinvolge tutti. Perché se i politici si comportano così la colpa è anche nostra: gli abbiamo dato la convinzione che si potesse fare come vogliono loro, non abbiamo reagito. Anche per questo è importante ora, per la questione dei rifiuti, fare tante azioni in tante direzioni. Devono capire bene che non ci stiamo a questo schifo.
    Voglio anche dire che se da aprile fossimo stati in piazza in parecchie migliaia forse la puzza l’avremmo già fermata. Insomma, non ci possiamo lamentare troppo dei politici e dei loro misfatti se poi gli diamo la possibilità di continuare a pensare che siamo il popolo bue capace solo di lanciare di tanto in tanto in tanto un mugugno-muggito.

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