AMBIENTI

Blog di Resistenza Ambientale

Archive for novembre 2007

IL RISVEGLIO DEI VALORI

Posted by ambienti su novembre 30, 2007

Convegno sabato 1 dicembre a Caserta sul tema Caserta, la Reggia dei Rifiuti? Mai Più!. Dalle 16.30 nella Sala Convegni del Centro Sociale Sant’Antonio al Parco Gabriella. Il convegno è organizzato dall’onorevole Americo Porfidia, deputato dell’Italia dei Valori, e il programma annuncia che interverranno il senatore Nello Formisano (IDV), l’onorevole Aurelio Salvatore Misiti (IDV), della Commissione Parlamentare d’Inchiesta sul Ciclo dei Rifiuti, Raffaele Numeroso, presidente della Corte d’Appello di Napoli, Nicola Melone, preside della Facoltà di Scienze SUN (Seconda Università di Napoli), Giovanni Del Rio, preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia SUN, Umberto Arena, ordinario di Impianti Chimici alla SUN, Donato Ceglie, magistrato e componente dell’ Osservatorio Nazionale sui Crimini Ambientali, Roberto Massi, presidente della Commissione Ambiente della Provincia di Caserta. A moderare l’incontro sarà Francesca Nardi, giornalista di TV Luna e del Giornale di Caserta.

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VIZI E VIRTÙ DEL PIANO PANSA

Posted by ambienti su novembre 30, 2007

(più vizi che virtù)

ecoballe.jpgGiovedì 29 novembre si è svolto a Napoli, a Palazzo Serra di Cassano, un incontro-conferenza stampa organizzato dalle Assise della Città di Napoli e del Mezzogiorno d’Italia per discutere del nuovo Piano rifiuti del commissariato per l’emergenza rifiuti in Campania. Nel corso dell’incontro il dottor Giuseppe Messina, che è tra i principali animatori del Comitato Emergenza Rifiuti di Caserta, e che fa parte del comitato scientifico di Legambiente, ha presentato le linee di un piano alternativo a quello del commissario delegato Pansa.
La proposta di Messina è stata elaborata sulla base delle indagini e delle indicazioni dell’Università Federico II di Napoli, in particolare del geologo professor Giovan Battista de’ Medici ^ . Le indicazioni operative essenziali le avevamo già anticipate qui ^ . La novità sono le articolate contestazioni al “piano Pansa” che, in forma di Elementi costitutivi per le osservazioni al piano rifiuti da presentare entro il 15 dicembre, ribadiscono la sostanziale continuità della visione commissariale, causa dei problemi attuali, e ben motivano l’esigenza di puntare ad alternative.
Qui il testo completo del “contropiano”, 7 pagine in PDF ^ 
Di seguito un paio di brevi estratti:

Se si leggono le 277 pagine di questa proposta di piano con lo scopo di avanzare osservazioni e miglioramenti, ci si accorge che si sta facendo fatica sprecata.
Perché le basi su cui esso è fondato sono dichiaratamente indiscutibili, come è detto testualmente a pag 191: “Il sistema campano è condizionato da un duplice ordine di fattori che il sistema di pretrattamento previsto dal Piano considera imprescindibili per la sua realizzazione: i connotati delle strategie già impostate nel passato per il pretrattamento ed il recupero energetico dal RUR, per i quali sono già codificati, in sede di definizione di obblighi contrattuali, atti autorizzativi e impegni programmatici….”.
Quindi tutto si può proporre, purché non si cambino “i connotati delle strategie già imposte nel passato ed il recupero energetico dal RUR (Rifiuti Urbani Residuali)”
.

Per chi non avesse capito, si ribadisce a pag. 195 “L’obiettivo precipuo del piano, per quanto riguarda gli impianti, è di assicurare con continuità e regolarità il trattamento del flusso dei rifiuti attuale ed in evoluzione, rispettando il ciclo integrale dei rifiuti col massimo recupero di materiali ed energia e con la minimizzazione dei quantitativi da inviare in discarica conseguendo obiettivi ecologici ed economici.”
E, finalmente, a pag. 196 la confessione che tra gli obiettivi specifici perseguiti dal Piano sono rilevanti per la compatibilità ecoambientale dell’intero ciclo dei rifiuti i seguenti punti: “….L’obiettivo di massimizzare il recupero energetico e di ridurre il flusso di materiali in discarica, anche per le nuove fasi di termovalorizzazione, ancora in fase di definizione finale dal punto di vista tecnicofunzionale….”
E’ fin troppo chiaro che si intende massimizzare il recupero energetico che è stato l’asse portante del fallimento del piano dal 1997 ad oggi.
Ciò che ci si ostina a sostenere è che bruciare plastica rappresenta un modo di ottenere energia. Energia che il governo Berlusconi dichiarò addirittura come rinnovabile, giocando sull’equivoco che i rifiuti si rinnovano. Con l’effetto perverso di assorbire quasi la totalità degli incentivi da dedicare a quelle fonti energetiche che rinnovabili lo sono per davvero. L’Unione Europea ha bocciato tale visione del problema che è sbagliata, sia per quanto concerne la rinnovabilità (la plastica si fa col petrolio che rinnovabile non è) sia per quanto riguarda il guadagno energetico (perché, bruciando plastica senza riciclarla, si dovrà consumare poi altro petrolio per produrne di nuova).
E c’è un altro aspetto perverso che occorre ancora sottolineare: la determinazione a voler massimizzare il recupero energetico richiede la costruzione del secondo inceneritore di S. Maria La Fossa; il quale oggi si trova solo sulla carta e che non sarà pronto prima di quattro o cinque anni. Fino ad allora continueremo a produrre ecoballe da sistemare nei campi? Saremo ancora sotto la spada di Damocle dell’emergenza?

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QUISQUILIE E PINZILLACCHERE

Posted by ambienti su novembre 29, 2007

Nuova clamorosa (quasi) svolta su Lo Uttaro. Il presidente della Provincia di Caserta Sandro De Franciscis ora condivide in buona parte le ragioni del Comitato Emergenza Rifiuti che per oltre un anno si è battuto contro la scelta di aprire una discarica a due passi da interi quartieri abitati e di farla funzionare ignorando le norme, l’evidente disastro ambientale, i danni e le minacce alla salute dei cittadini.
Questo sembra anche il senso di un comunicato diffuso ieri sera dall’amministrazione provinciale che qui riproduciamo (link ^) mettendo in evidenza i punti di accordo tra il presidente e il Comitato.
Non possiamo che essere contenti della svolta. La funzione e il valore di un amministratore politico consistono anche, in maniera decisiva, nella sua capacità di percepire e rappresentare le giuste ragioni dei cittadini. Forse De Franciscis non è stato molto tempestivo. Per mesi ha preferito negare l’evidenza e rivolgere insulti a chi protestava perché aveva la vita rovinata e rischiava la salute respirando aria puzzolente e avvelenata. Ma abbiamo un presidente della Provincia che è ambizioso, presenzialista – con appena qualche défaillance negli ultimi tempi – e amico di Rutelli ^. Possiamo pretendere che sia anche un tipo svelto a capire e ad agire? Non esageriamo.
Si potrebbe osservare che De Franciscis della discarica riaperta a Lo Uttaro avrebbe dovuto conoscere gli aspetti perversi, innanzitutto come primo responsabile dell’amministrazione da cui era partita, sia pure tra altre, la proposta di riaprire la discarica, poi come firmatario del Protocollo d’intesa e come commissario, fino al 10 luglio scorso, del consorzio nella bufera ACSA CE3 che ha gestito l’impianto.
Si potrebbe ricordare che il punto 5 del Protocollo d’intesa dell’11 novembre 2006, che ha permesso la riapertura della discarica, prescriveva: “la Provincia di Caserta si impegna a predisporre, entro il 31 dicembre 2007, un piano provinciale in materia di rifiuti, che preveda, tra l’altro, la compiuta realizzazione dell’impiantistica al servizio della raccolta differenziata tale da garantire il conseguimento dei risultati previsti dalla vigente normativa in materia in ogni comune della provincia”. Si potrebbe chiedere come mai in oltre un anno non sia stato elaborato questo piano che sarebbe stato prezioso per proporre alternative quando è emersa con evidenza la pericolosità della discarica, oltre che per affrontare in generale la sempre più drammatica situazione attuale.
E resterebbe una piccola questione terminologica da chiarire. De Franciscis insiste a dire che l’assenso a Lo Uttaro è stato “un’ assunzione di responsabilità”. Il Comitato Emergenza Rifiuti continua a sostenere che si è trattato di un atto del tutto irresponsabile, se non di un deliberato crimine, come sta accertando la magistratura che ha disposto il sequestro e indaga sul disastro ambientale.
Ma vogliamo sottilizzare sui dettagli? Non si tratterà soltanto – come direbbe Totò – di quisquilie e pinzillacchere?
L’importante è che ora sappiamo che dopo aver compiuto una scelta catastrofica il nostro presidente è perfettamente in grado a distanza di oltre un anno – con molti danni già fatti e con l’incoraggiamento di avvisi di garanzia che gli fischiano intorno – di rivedere un po’ la propria posizione. Ci sentiamo rassicurati. O no?

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RAGIONANDOCI

Posted by ambienti su novembre 29, 2007

I rifiuti per la Campania sono un dramma. Questo è fuori di dubbio, lo vediamo tutti. Ma qual è la causa di questo dramma? La causa sono i rifiuti stessi? Certamente no, visto che rifiuti simili a quelli della Campania se ne producono in molti luoghi del mondo civilizzato senza che si scatenino drammi. La colpa è dei cittadini che rifiutano di essere oppressi da concentrazioni di velenose ecoballe o da discariche piazzate al primo fosso che càpita? Di chi è terrorizzato e disperato e si ribella per gli effetti gravi che queste false soluzioni hanno sulla qualità della propria vita quotidiana e sulla propria salute? Certamente no, visto che nessuna popolazione del mondo civilizzato, e probabilmente di buona parte del mondo non civilizzato, sopporterebbe simili angherie senza reagire.
La causa del dramma sta allora sicuramente in una scorretta gestione del ciclo di smaltimeto dei rifiuti, ovvero nei piani della Fibe e del Commissariato. Complice un’ampia fascia della classe dirigente e politica di questa regione e di questo paese.
Da 14 anni si fabbricano finte ecoballe per progetti del tutto sballati e si continuano a riempire fossi pericolosi. Insistere in questi progetti, come per molti versi fa il “nuovo piano” proposto dal commissario delegato Pansa, significa persistere in un comportamento di prepotenza cieca e in qualche caso – come segnalano le indagini della magistratura penale di Santa Maria Capua Vetere su Lo Uttaro – può significare partecipare ad azioni criminali.

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PER FINIRLA CON L’EMERGENZA

Posted by ambienti su novembre 28, 2007

Conferenza stampa delle Assise sul Piano Rifiuti giovedì 29 novembre 2007, alle 11, a Palazzo Serra di Cassano, via Monte di Dio 14, Napoli (Istituto Italiano per gli Studi Filosofici)

Le Assise della Città di Napoli e del Mezzogiorno d’Italia
discutono
del Nuovo Piano Rifiuti presentato dal Commissario per l’emergenza rifiuti in Campania

Interventi di:
Giambattista de’ Medici (geologo applicato e idrogeologo Università Federico II)
Raffaele Raimondi (Presidente emerito della Suprema Corte di Cassazione)
Giuseppe Messina (Agronomo, Comitato Scientifico di Legambiente)
Bruno Orrico (ingegnere chimico)

Presenti i testimoni del disastro ambientale in corso a Lo Uttaro (Ce), alla piana del Sele (Sa) e a Giugliano Taverna del re

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UN ALTRO PIANO RIFIUTI È POSSIBILE

Posted by ambienti su novembre 27, 2007

L’attività del Comitato Emergenza Rifiuti continua. La discarica e tutta l’area Lo Uttaro sono da bonificare. I rifiuti si accumulano nelle vie, nella provincia di Caserta nessuna autorità sembra preoccuparsi seriamente di un piano per lo smaltimento dei rifiuti, cosa ben diversa dall’aprire depositi di finte ecoballe o discariche dove càpita. Non dimentichiamo che per lunghi periodi abbiamo avuto le strade piene di immondizia anche con la discarica a Lo Uttaro aperta, che la discarica era quasi colma alla vigilia del sequestro e che in ogni caso sarebbe stato necessario interrompere gli sversamenti entro qualche giorno. La vittoria ottenuta dai cittadini resta importante perché si sono ristabiliti principi di giustizia e perché ora è evidente che per la tutela della salute pubblica è indispensabile procedere al più presto alla bonifica.
Per mettere a punto nuove inziative del Comitato si stanno tenendo riunioni e assemblee nei comuni interessati. In quella di lunedì a San Nicola La Strada, con la partecipazione di circa 300 persone, hanno preso la parola Antonio Roano, Nicola Tiscione e Massimo De Gregorio per il Comitato Emergenza Rifiuti e il dottor Nicola Santagata, del Comitato dei Garanti, che ha illustrato i risultati delle ispezioni nella discarica ^ , risultati che sono stati alla base delle sentenze del Tribunale di Napoli e degli avvisi di garanzia spediti ai 12 indagati dalla magistratura di Santa Maria Capua Vetere. Nel corso della discussione si è tra l’altro deciso di organizzare per i prossimi giorni una manifestazione pubblica a Caserta.
Si manifesterà per la bonifica e per affermare ancora che un altro ciclo di smaltimento dei rifiuti è possibile rispetto al disastro che si è realizzato e si tenta di continuare a estendere nella provincia di Caserta e in Campania. Disastro in cui si persevera con la solita tecnica della cosiddetta “emergenza rifiuti” che ormai, dopo quasi 14 anni, conosciamo bene: indugiare tra calcoli di oscure convenienze, opportunismi e inettitudine, giocare un po’ allo scaricabarile, fino a creare problemi all’apparenza insolubili, in modo da avere poi mano libera, in piena crisi, nell’imporre alle popolazioni qualunque intollerabile, falsa e dispotica soluzione.
Chi guadagna in tutto questo? Non certo i cittadini che hanno le strade invase di sporcizia, pagano tasse o tariffe per i rifiuti tra le più alte d’Italia (le cifre più alte in assoluto a Caserta), che sono continuamente minacciati nei loro spazi vitali e nella salute. Chi è responsabile di questo vogliamo saperlo fino in fondo. Anche perché venga impedito ai colpevoli di commettere gli stessi errori, di macchiarsi di altre colpe. Lo Uttaro di Caserta è stato una sciagura, ma può trasformarsi in una buona occasione per capire e per reagire all’andazzo. Il Comitato ringrazia la magistratura e le forze dell’ordine confermando loro il sostegno per un’opera di bonifica integrale del territorio.
Per i rifiuti in Campania è possibile un piano alternativo a quello di recente proposto dal commissario–prefetto Pansa. È realizzabile seguendo le indicazioni fornite già da tempo da esperti dell’università Federico II di Napoli, innanzitutto dal professor Giovan Battista de’ Medici ^ , che nei mesi passati ha reso note le sue proposte al Commissariato e alla Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti. Non gli sono mai state fornite risposte.
Il Comitato sta esaminando e divulgando uno schema di piano ora elaborato dall’esperto del settore Giuseppe Messina di Legambiente (associazione partecipante al Comitato), che tiene conto delle indicazioni di de’ Medici. Intanto il Comitato ha rivolto alle istituzioni alcune richieste precise. Alla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere ha chiesto di affidare la discarica a Lo Uttaro al genio militare, per la messa in sicurezza. Al commissario delegato Pansa ha chiesto lo svuotamento dai rifiuti e la bonifica di tutta l’area Lo Uttaro e l’ascolto di istituzioni scientifiche, comitati, associazioni, per il superamento dell’emergenza rifiuti. Al ministro degli Interni il Comitato ha chiesto che accerti presto, tramite un’apposita commissione, le responsabilità di amministratori e funzionari pubblici per il disastro a Lo Uttaro. Alla Corte dei conti che indaghi su attrezzature per il compostaggio sparite dai magazzini del Commissariato.
Un riepilogo degli intrighi intorno a Lo Uttaro e dettagli sulle richieste avanzate si trovano in un documento, già inviato alle autorità competenti, che si può leggere cliccando qui ^.

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RADIO ANCHE NOI

Posted by ambienti su novembre 26, 2007

Si è parlato di “emergenza rifiuti” a Radio anch’io su Raiuno, dalle 9 alle 10 di martedì 27 novembre. Con l’attenzione rivolta anche alla discarica a Lo Uttaro e al suo sequestro. L’inviato a Caserta è stato Giancarlo Rossi,  che ha parlato con il Comitato Emergenza Rifiuti inquadrando bene la nostra situazione. Anche se poi nel programma c’è stata una certa prevaricazione del senatore Roberto Barbieri, presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti e sulle attività illecite ad esso connesse, che è un fan degli inceneritori e non si capisce come possa ostinarsi a difendere un ciclo di smaltimento dei rifiuti, tutto ancora ipotetico, che ci ha portati alla catastrofe attuale. Le puntate trasmesse di Radio anch’io sono ascoltabili in Real audio e scaricabili in mp3 ^.
Ora speriamo che tutta la “grande informazione” si occupi meglio de Lo Uttaro. Qualcuno si è accorto che i giornali nazionali hanno riferito poco o niente del sequestro della discarica e di ciò che significa? Eppure sarebbe stata una notizia insolita e importante. Non è frequente che nello stesso giorno due autorità giudiziarie contemporaneamente dispongano la chiusura di un impianto per i rifiuti e riconoscano un disastro ambientale. È afferrando il bandolo da qui che si potrebbe avere un’idea più precisa degli imbrogliacci impastati nella cosiddetta “emergenza rifiuti” in Campania.
La nostra era stata propagandata come una “discarica modello”, tutta “a norma”, con il beneplacito degli amministratori locali. Però sappiamo quanto ci ha tormentati e ora c’è una pioggia di avvisi di garanzia per chi ha scelto il sito e lo ha gestito. Evidentemente il marcio non sta solo dentro la discarica ma nel sistema che ha potuto partorire un simile incubo ancora in corso, mettendoci sopra persino un bizzarro “marchio di qualità”. Sempre senza badare alle voci dei cittadini interessati.
A qualcuno in zona potrà essere capitato di ascoltare Radio anch’io che parlava di rifiuti in Campania sentendo ancora nell’aria la Grande Puzza. Al momento del sequestro nell’impianto si stava procedendo, come al solito, a furiosi sversamenti e per tre quarti i rifiuti sono rimasti allo scoperto anziché ricoperti di terreno, come sarebbe stato necessario per frenare le esalazioni, prima dell’indispensabile bonifica.  Il sequestro giudiziario pone problemi complicati quando si tratta di un organismo “vivo” come una discarica, in cui sono in atto processi fisico-chimici. Se si blocca semplicemene tutto c’è il rischio di ulteriori danni, se si lascia agire ancora chi ha gestito l’impianto c’è un rischio di occultamento di prove. Perciò il Comitato Emergenza Rifiuti sta proponendo di affidare immediatamente la discarica al genio militare, che ha la capacità e le competenze tecniche per tenere sotto controllo il mostro e per procedere poi alla definitiva chiusura e messa in sicurezza.

* aggiornato il 27 novembre dopo la trasmissione

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SVUOTIAMO LO UTTARO

Posted by ambienti su novembre 23, 2007

ABBIAMO VINTO UNA BATTAGLIA, NON ANCORA LA GUERRA

LUNEDÌ 26 NOVEMBRE, ALLE 19, NELLA SALA PARROCCHIALE DELLA CHIESA DI SANTA MARIA DELLA PIETÀ ALLA ROTONDA DI SAN NICOLA LA STRADA. APPUNTAMENTO CON I CITTADINI, LE ASSOCIAZIONI, I RAPPRESENTANTI POLITICI PER INFORMARSI SULLA DISCARICA E PER PROMUOVERE AZIONI DI DIFESA CIVILE NON VIOLENTA. A ULTERIORE TUTELA DELLA NOSTRA SALUTE.

per leggere, scaricare e diffondere il volantino clicca qui ^

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MA MI FACCIA IL PIACERE

Posted by ambienti su novembre 23, 2007

*

A dire la verità su Lo Uttaro Sandro De Franciscis, il nostro presidente della Provincia, proprio non ci riesce, neanche una volta, neanche quando tutto sommato non gli costerebbe tanto, visto che ormai in molti abbiamo capito quante ce ne ha raccontate di bugie sulla discarica. Oggi De Franciscis è stato in Commissione Ambiente regionale e poi ha fatto diffondere, anche attraverso il sito ufficiale della Provincia, il seguente comunicato:

Rifiuti, audizione in Commissione Ambiente regionale
De Franciscis: “Le istituzioni sono state lasciate sole”
Il presidente della Provincia, Sandro De Franciscis, ha ribadito la contrarietà a ogni ipotesi di delocalizzazione di ulteriori quantitativi di ecoballe sul territorio di Terra di Lavoro, nel corso dell’audizione di oggi pomeriggio alla Commissione Ambiente della Regione Campania, presieduta da Michele Ragosta. Alla presenza dei consiglieri regionali casertani, dell’assessore provinciale all’Ambiente, Maria Carmela Caiola, e di alcuni sindaci, tra cui quello di Carinola (Di Biasio), De Franciscis ha denunciato la solitudine istituzionale: “Siamo stati lasciati soli – ha detto – privi di poteri, senza alcuna possibilità di incidere nei processi. Una solitudine che ci rende incapaci di dare la benché minima risposta alle nostre comunità e che mi porta oggi a solidarizzare con i sedici sindaci del mio territorio, i quali, di fronte alla nuova ondata di emergenza, hanno rimesso il mandato nelle mani del prefetto”.
De Franciscis aveva esordito ricordando ai componenti della Commissione di essere “il presidente della Provincia in cui la metà dei Comuni sono inseriti nel Sito d’interesse nazionale per le bonifiche, ma dove nessuna bonifica è partita concretamente; il presidente della Provincia in cui è stato scelto un sito per le ecoballe senza alcuna concertazione con il territorio. Un territorio che ospita il numero più alto di ecoballe stoccate attualmente in regione, circa 3milioni e mezzo, sul cui destino non si sa nulla. Di fronte a tutto questo, affermare che chi ha già collaborato non può essere ulteriormente gravato non è un segnale di mancata solidarietà. Io non posso fare mediazioni, devo dare risposte”.
Il presidente De Franciscis è tornato ad esprimere un giudizio negativo sulla lunga gestione commissariale del ciclo dei rifiuti in Campania, “che non solo non ha dato frutti, ma ha lasciato sul campo solo macerie: inchieste giudiziarie, milioni di debiti, assenza di impianti, nessuna prospettiva di programmazione. Chiedo da mesi che il Parlamento torni ad assumersi la responsabilità di dare risposte vere a questo dramma, modificando la legge del luglio scorso , che non ha sciolto i veri nodi dell’emergenza”. De Franciscis ha poi aggiunto: “Vi sono oggi procedimenti giudiziari incrociati che hanno alzato un forte sospetto anche sulla realizzazione della discarica provinciale di Lo Uttaro, un sito indicato dal Commissariato di Governo di fronte a cinque diverse alternative; realizzato da un’impresa individuata dallo stesso Commissariato, che lo ha fatto pertanto allestire e infine collaudare”. Al termine dei lavori, il presidente della Commissione, Ragosta, ha annunciato che la stessa Commissione comunicherà al commissario per l’emergenza rifiuti Pansa, il dissenso del territorio casertano ad ospitare un nuovo sito per le ecoballe sia a Carinola sia altrove.

Naturalmente qui sappiamo tutti che pensare delle affermazioni di De Franciscis. È chiarissimo che una discarica a Lo Uttaro non avrebbe dovuto neanche essere presa in considerazione nella “rosa” da proporre a Bertolaso. Ammettiamo pure che De Franciscis di rose non se ne intenda molto, visto che lo specialista in materia è il sindaco Petteruti ^. Ma perché di fronte alle forti contestazioni dei cittadini, già supportate da molti dei documenti che poi hanno esaminato i magistrati, De Franciscis ha sempre fatto finta di non capire? Gli sarebbe bastato annusare l’aria in certi giorni d’estate, o seguire il tour suggeritoci dalle sue rassicurazioni ^, per farsi venire qualche dubbio serio su quel che era successo e stava succedendo a Lo Uttaro. Senza contare che fino al 10 luglio di quest’anno De Franciscis è stato commissario del consorzio pubblico ACSA CE3, che ha gestito la discarica, perciò è stato ancor più diretto responsabile, con pieni poteri per ogni tipo di verifica. Verificando avrebbe potuto cominciare a rimediare approntando il piano dei rifiuti regionali che gli competeva e che adesso è drammaticamente a zero.
A De Franciscis piace fare l’anima candida, sempre trombonegggiando almeno un po’, perciò ci ha fatto venire in mente l’onorevole Trombetta, che però al cospetto del nostro presidente della Provincia, e di molti politici attuali, abituati a ben altri tipi di viaggi, fa ormai tenerezza. E ha almeno il merito storico di aver ispirato un celebre sberleffo di Totò che potete ritrovare qui ^.

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DOCUMENTI ALLEGATI AL PIANO RIFIUTI

Posted by ambienti su novembre 23, 2007

Da oggi è disponibile ufficialmente in rete, nel sito del Commissariato di Governo Emergenza Rifiuti ^ , la proposta di Piano elaborata per la Campania. Noi il Piano lo avevamo già diffuso qui ^ . Ma ora ci sono anche tre documenti allegati che potranno aiutare qualcuno a districarsi tra le 275 pagine di tabelle e notizie di un malloppo che finora è apparso più che altro un inventario con novità strategiche scarse, incerte e inaffidabili, soprattutto in riferimento a un quadro in cui sembra scarsa la volontà politica di prendere in considerazione alternative ragionevoli e di comunicare con i cittadini interessati. In ogni caso da oggi, tramite il sito del Commissariato, ognuno può inviare osservazioni sul Piano. Speriamo che qualcuno risponda e che serva a qualcosa.

Qui c’è un Rapporto Ambientale (PDF 1.4 MB) ^ xpdf.gif

con annnessa Cartografia (PDF 19 MB) ^ xpdf.gif
e qui c’è una Sintesi non Tecnica del Rapporto Ambientale (PDF 540 KB) ^ xpdf.gif             mandrake_abc.jpg

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E ORA SOLUZIONI, NON ALTRI VELENI

Posted by ambienti su novembre 20, 2007

È stata una duplice vittoria a favore dell’ambiente e della salute dei cittadini quella ottenuta oggi dal Comitato Emergenza Rifiuti, dopo un anno di impegno contro la discarica puzzolente e velenosa che si trova non vagamente “nel casertano” – come continua a ripetere qualche giornalista sconsiderato – ma a poche centinaia di metri da quartieri densamente abitati di quattro comuni: Caserta, San Nicola La Strada, Maddaloni, San Marco Evangelista. Il sequestro della discarica per disposizione della magistratura, nell’ambito di un’inchiesta penale, e, contemporaneamente, la notizia del pieno accoglimento delle tesi sulla pericolosità della discarica da parte del tribunale civile di Napoli segnano una svolta. Gli eventi di oggi sono stati riepilogati e commentati in una conferenza stampa al Circolo Nazionale di Caserta a cui hanno partecipato l’avvocato Luigi Adinolfi, che ha condotto l’azione giudiziaria ex art. 700 c.p.c. presso il Tribunale di Napoli, e rappresentanti del Comitato. Nel corso della conferenza il dott. Giuseppe Messina – uno dei principali animatori del Comitato Emergenza Rifiuti e membro del Comitato Scientifico di Legambiente – ha proposto una  una bozza di “contropiano” per lo smaltimento dei rifiuti in tutta la Campania ^.
Nessuno si illuda che la persecuzione sia finita. Quando cominceranno a venire fuori le registrazioni effettuate dalla magistratura delle telefonate tra i responsabili del “fosso” casertano ne sentiremo delle belle su quello che è sepolto lì dentro. Finché la discarica non sarà bonificata non potremo considerarci liberati dalla puzza e dai veleni che di lì si spargono per aria, terra e acqua. I danni all’ambiente e alla popolazione potranno continuare a tempo indeterminato se non si rimedierà ai colpevoli errori, agli equivoci e all’inerzia che hanno caratterizzato l’apertura e il funzionamento dell’impianto. E resta da risolvere il problema dei nuovi rifiuti. Non certo ammucchiandoli in luoghi scelti a caso, accanto a popolazioni altrettanto a caso condannate a sopravvivere uno schifo e a cominciare a contare prossimamente i morti da inquinamento.
C’è il disastro ambientale tra i reati sui quali la Procura di Santa Maria Capua Vetere sta indagando per Lo Uttaro (con almeno 12 avvisi di garanzia). Disastro ambientale significa esattamente quello che intuitivamente si può capire: rischio concreto e serio per la salute.
Chi vuole approfondire quel che significa vivere accanto a una discarica fuori norma, nella quale si sono effettuati, per giunta, sversamenti di rifiuti pericolosi – come per Lo Uttaro sta accertando la magistratura – può andarsi a leggere il rapporto dedicato dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), che parla di incrementi statisticamente significativi di malattie terribili ^.

Leggi il seguito di questo post »

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GREENREPORT SU LO UTTARO

Posted by ambienti su novembre 20, 2007

Il sequestro della discarica a Lo Uttaro in un articolo di Greeenreport, con una dichiarazione del tenente colonnello Roberto Masi, comandante del reparto operativo tutela ambiente dei carabinieri.

«Il fatto che vi fossero stati conferimenti illeciti di rifiuti industriali negli anni precedenti – ci ha detto al telefono il Tenente colonnello Roberto Masi, comandante del reparto operativo tutela ambiente dei Carabinieri – fa parte sicuramente delle concause della situazione in cui versa l’area». Ed ha aggiunto che «sicuramente gli sversamenti attuali non aiutano a migliorare la situazione».
In particolare, secondo gli accertamenti dell’arma, la profondità dell’invaso aveva raggiunto i 30 metri (contro i 15 previsti nell’autorizzazione regionale) in una zona nella quale la falda acquifera scorre a 27/28 metri rispetto al piano di campagna. Le successive opere di adeguamento sono state realizzate in fretta, in modo approssimativo e comunque non idoneo a garantire la risoluzione dei problemi creatisi nel corso degli anni.

Qui l’articolo completo di Greenreport: Campania, il Noe mette i sigilli alla discarica di Lo Uttaro ^

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LO UTTARO STORY

Posted by ambienti su novembre 20, 2007

chiusura.jpgAGGIORNAMENTO fino agli ultimi avvenimenti di ottobre-novembre ^

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DOPPIA CHIUSURA PER LO UTTARO

Posted by ambienti su novembre 20, 2007


CONFERENZA STAMPA A CASERTA
OGGI 20 NOVEMBRE ALLE 16.30
AL CIRCOLO NAZIONALE IN PIAZZA DANTE 1

Doppia chiusura disposta per la discarica lo Uttaro a Caserta. Per fornire dettagli e commenti il Comitato Emergenza Rifiuti ha indetto per oggi, alle 16.15, una conferenza stampa a Caserta, al Circolo Nazionale in piazza Dante 1. Saranno presenti l’avvocato Luigi Adinolfi e rappresentanti del Comitato.
Stamattina i carabinieri del NOE hanno posto sotto sequestro la discarica per disposizione del GIP presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere Raffaele Piccirillo, su richiesta del sostituto procuratore Silvio Marco Guarriello nell’ambito dell’indagine penale sulle gravi irregolarità dell’impianto. Sempre in mattinata è stata resa nota la nuova sentenza contro la discarica emessa dal Tribunale di Napoli per il procedimento ex art. 700 c.p.c. condotto dall’avvocato Luigi Adinolfi per conto di cittadini casertani rappresentativi del Comitato Emergenza Rifiuti. Si tratta, in questo caso, di dense pagine che accolgono pienamente le tesi di Adinolfi e rigettano il reclamo presentato dal commissario delegato Alessandro Pansa che si era opposto a una prima sentenza per la chiusura emessa a luglio.
Nei giorni scorsi Pansa si era anche opposto all’ordinanza del sindaco di Caserta, Nicodemo Petteruti, che aveva disposto la chiusura della discarica dopo aver esaminato la relazione presentata dal CTU professor Salvatore De Rosa ^ per il procedimento in corso a Napoli.
Oggi Pansa è a Bruxelles per rispondere davanti alla Commissione Europea dell’emergenza rifiuti in Campania. Dubitiamo che si ricorderà di citare le sue imprese per Lo Uttaro: l’opposizione prima a una sentenza del Tribunale, poi a un’ordinanza comunale, che avevano già riconosciuto la pericolosità della discarica.
I provvedimenti di oggi confermano che – come ha sempre sostenuto il Comitato Emergenza Rifiuti – per Lo Uttaro non si tratta di rischi ipotetici, ma di oppressione verificata per la popolazione, attraverso l’emissione nell’ambiente di sostanze puzzolenti e tossiche che si spandono in quantità enormi in un’area densamente abitata. Per capire la gravità della situazione e degli abusi si possono leggere la relazione del CTU De Rosa e la relazione riepilogativa dei sopralluoghi da maggio a settembre compiuti dai dottori Giuseppe Lembo e Nicola Santagata ^, referenti del Comitato Emergenza Rifiuti nel “Comitato dei garanti” per la discarica, organo ufficiale previsto dal Commissariato per l’emergenza rifiuti in Campania, che però non aveva mai tenuto conto delle sue allarmanti risultanze.

scarica la sentenza el Tribunale di Napoli in formato PDF immagine ^ 
vedi anche
SIGILLI A DISCARICA LO UTTARO – L’OPERAZIONE DEI CARABINIERI DEL NOE ^
su La Nuova Ecologia, quotidiano di Legambiente

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UN VUOTO DI PAROLE

Posted by ambienti su novembre 17, 2007

Commissione parlamentare di inchiesta sul ciclo dei rifiuti e sulle attività illecite ad esso connesse
Parlamento, 13 novembre 2007

Audizione del commissario delegato per l’emergenza rifiuti in Campania, dottor Alessandro Pansa

Ascolta o scarica il file audio mp3 da Radio Radicale 

Nella registrazione c’è qualcosa di strano. Si interrompe per qualche minuto l’audio – mentre il lettore continua a girare – proprio quando si parla di discariche. Così Pansa passa da Macchia Soprana a una “grande discarica”, non meglio identificata, da realizzarsi non si sa dove, e a Terzigno. Non si sente quello che dice della discarica a Lo Uttaro, Caserta, che, secondo alcune fonti, è stata citata.
Riascolteremo con attenzione. Se qualcuno ne viene a capo lo faccia sapere. Sarebbe interessante individuare, verso la fine, il parlamentare che commenta: “Sono qui perché la situazione in Campania è peggio di quella dell’Afghanistan”.
Pansa entra in contraddizione con se stesso. Sembra non capire che la logica del “grande inceneritore” va in senso contrario a quello della differenziata che pure auspica. E i soldi? Se bisogna fare subito gli investimenti sulla differenziata perché continuare a puntare al sempre più problematico megainceneritore? Per non far perdere definitivamente l’affare o la faccia a qualcuno? Il piano è evidentemente tutto rattoppato per rispondere ad esigenze divergenti. È confermato che la faccenda delle ecobale cementificate – su cui è nata una polemica ^ – Pansa la dava per scontata davanti alla Commissione. A parte i giudizi sulle specifiche scelte, Pansa annaspa e sembra avere una visione superficiale, o elusiva, dei problemi. Non appare assolutamente all’altezza della situazione. Stiamo inguaiati.

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ASSEMBLEA PER IL FORO BOARIO

Posted by ambienti su novembre 17, 2007

Assemblea cittadina per la bonifica dell’ex foro boario di Maddaloni. Appuntamento domenica 18 novembre alle 9,30, a Maddaloni, sull’incrocio tra via Napoli e via Antonio De Curtis.

Il Comitato Foro Boario annuncia: “Siamo profondamente intenzionati a pretendere un chiarimento in merito a più dichiarazioni fatte dal sindaco nelle sedi ufficiali dove garantiva che nella seconda settimana di novembre sarebbe iniziato il trasferimento dei rifiuti. Le affermazioni oggi risultate disattese, confermano invece tutti i nostri sospetti sul fatto che possano saltare le scadenze programmate”.

IL VOLANTINO^      IL BLOG PER GLI APPROFONDIMENTI^

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QUANTE BALLE SULLE ECOBALLE

Posted by ambienti su novembre 16, 2007

Certo non è facile il compito del commissario-prefetto Pansa, incaricato dallo scorso luglio di affrontare il disastro in cui culminano i quasi 14 anni della cosiddetta emergenza rifiuti in Campania. Però non lo aiuterà a risolvere il problema il metodo di proporre finte soluzioni magiche, prima con presuntuoso tono sorridente – durante una lunga estate che a Caserta e dintorni è stata un tormento di puzza da lui approvato e difeso – ora con toni stizziti e minacciosi contro questi incoscienti di cittadini campani che non vogliono essere avvelenati da finte ecoballe e da discariche sballate, in molti casi con la sola prospettiva di essere in futuro ulteriormente avvelenati dai fumi di un inceneritore. Ciò che Pansa ha proposto finora è in realtà uno slittamento di luoghi e di tempi del problema. Solo ipoteticamente poi risolto dalla scommessa sull’inceneritore di Acerra, che non si sa da chi, come e quando sarà completato, che è ferocemente avversato da molti, innanzitutto, e con buone ragioni, dai cittadini che dovrebbero vivere alla sua ombra.
È un ragionamento ben strano quello di Pansa secondo il quale gli abitanti di Carinola o di Morcone dovrebbero accettare di buon grado ciò che ha portato a una giustificata rivolta i cittadini intorno a Taverna del Re. Ma Pansa non sembra rendersene conto e in una serie di dichiarazioni rilasciate ieri ai TG e all’ANSA, oggi riprese un po’ da tutti i giornali, afferma: «io andrò avanti anche con la forza». Per quanto riguarda il suo proposito di accettare le proteste a condizione che siano fondate, sappiamo già cosa pensarne qui a Caserta dove fino allo stremo Pansa ha contestato – ricorrendo contro una sentenza di tribunale – una marea di documenti che segnalavano l’avvelenamento dell’ambiente e gli effetti immediati evidentissimi della puzza schifosa e pericolosa che proviene da Lo Uttaro e che per mesi ci ha torturati.
Cliccando qui si possono leggere due articoli: un resoconto delle dichiarazioni di Pansa subito messo in rete da La nuova ecologia (il quotidiano di Legambiente) e un’intervista in cui il professor Franco Ortolani, ordinario di Geologia e direttore del dipartimento Pianificazione e Scienze del territorio alla Federico II, dice quel che pensa dell’idea di cementificare le ecoballe e collocarle nelle cave ^ . L’intervista, firmata da Franco Mancusi, è apparsa sul Mattino di ieri, ma non nell’edizione casertana dove ce n’erano solo alcuni brani incorporati in un diverso articolo. A Pansa l’intervista non deve essere piaciuta per niente. Ora è costretto ad ammettere che sulla bizzarra idea della cementificazione, lasciata circolare per qualche giorno come brillante “soluzione”, gli esperti non gli hanno ancora dato una risposta. Strano, perché l’esperto Ortolani una risposta persuasiva è stato in grado di darla in fretta. Ma Pansa che esperti usa?
Pansa, nelle dichiarazioni di ieri, ha tenuto a distinguere tra valore tecnico e politico delle proteste. Anche qui dimostra di non essersi reso conto di aspetti essenziali della questione rifiuti in Campania. In realtà ci vorrebbe un grande coraggio politico a dire chiaro – come sarebbe necessario per passare ad altre possibili soluzioni – che 14 anni di emergenza rifiuti sono l’effetto di scelte tecnologiche interessate e sconsiderate avallate colpevolmente dalla politica. E che finora si è a lungo andato avanti alla cieca cercando solo le soluzioni “tecniche” che potessero in qualche modo confermare quanto era stato già deciso per motivi certamente non tecnici: dagli affari della FIBE per il termovalorizzatore agli affari spesso ancora più intricati e oscuri per l’uso delle cave dismesse. Quel che è successo con Lo Uttaro a Caserta ne è una prova.
Il coraggio politico necessario per una vera svolta Pansa può non averlo, il suo incarico di superfunzionario non lo prevede. Però se il suo compito è sostanzialmente quello di riempirci di altre ecoballe e di altri sversatoi a due passi da dove abita la gente, almeno non venga a raccontarci altre balle.

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LA PAROLA AI GARANTI

Posted by ambienti su novembre 15, 2007

CONFERENZA STAMPA SABATO 17 NOVEMBRE A CASERTA-PUCCIANIELLO

I controlli effettuati nella discarica a Lo Uttaro e l’accertata gravità degli effetti provocati nell’ambiente dalla discarica saranno il tema di una conferenza stampa organizzata per sabato 17 novembre, alle 10.30, nella la sala multimediale della parrocchia Santissimo Nome di Maria – Centro Comunità Caserta Città di Pace di Puccianiello. Parleranno il dottor Nicola Santagata e il dottor Giuseppe Lembo, componenti tecnici del Comitato dei garanti per Lo Uttaro e referenti del Comitato Emergenza Rifiuti. I due tecnici, che dal momento della loro nomina hanno effettuato undici sopralluoghi nella discarica, informeranno sull’esito dei controlli, sullo stato attuale del sito e sulle prospettive per il suo futuro. I risultati dei controlli sono anche riferiti in un documento sottoposto dai due tecnici agli altri componenti del comitato dei garanti nelle persone dei sindaci di Caserta, San Nicola la Strada, Maddaloni, San Marco e del presidente della Provincia. Lembo e Santagata hanno assolto il loro compito spinti dal senso civico e con un impegno di completa imparzialità.

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