AMBIENTI

Blog di Resistenza Ambientale

QUISQUILIE E PINZILLACCHERE

Posted by ambienti su novembre 29, 2007

Nuova clamorosa (quasi) svolta su Lo Uttaro. Il presidente della Provincia di Caserta Sandro De Franciscis ora condivide in buona parte le ragioni del Comitato Emergenza Rifiuti che per oltre un anno si è battuto contro la scelta di aprire una discarica a due passi da interi quartieri abitati e di farla funzionare ignorando le norme, l’evidente disastro ambientale, i danni e le minacce alla salute dei cittadini.
Questo sembra anche il senso di un comunicato diffuso ieri sera dall’amministrazione provinciale che qui riproduciamo (link ^) mettendo in evidenza i punti di accordo tra il presidente e il Comitato.
Non possiamo che essere contenti della svolta. La funzione e il valore di un amministratore politico consistono anche, in maniera decisiva, nella sua capacità di percepire e rappresentare le giuste ragioni dei cittadini. Forse De Franciscis non è stato molto tempestivo. Per mesi ha preferito negare l’evidenza e rivolgere insulti a chi protestava perché aveva la vita rovinata e rischiava la salute respirando aria puzzolente e avvelenata. Ma abbiamo un presidente della Provincia che è ambizioso, presenzialista – con appena qualche défaillance negli ultimi tempi – e amico di Rutelli ^. Possiamo pretendere che sia anche un tipo svelto a capire e ad agire? Non esageriamo.
Si potrebbe osservare che De Franciscis della discarica riaperta a Lo Uttaro avrebbe dovuto conoscere gli aspetti perversi, innanzitutto come primo responsabile dell’amministrazione da cui era partita, sia pure tra altre, la proposta di riaprire la discarica, poi come firmatario del Protocollo d’intesa e come commissario, fino al 10 luglio scorso, del consorzio nella bufera ACSA CE3 che ha gestito l’impianto.
Si potrebbe ricordare che il punto 5 del Protocollo d’intesa dell’11 novembre 2006, che ha permesso la riapertura della discarica, prescriveva: “la Provincia di Caserta si impegna a predisporre, entro il 31 dicembre 2007, un piano provinciale in materia di rifiuti, che preveda, tra l’altro, la compiuta realizzazione dell’impiantistica al servizio della raccolta differenziata tale da garantire il conseguimento dei risultati previsti dalla vigente normativa in materia in ogni comune della provincia”. Si potrebbe chiedere come mai in oltre un anno non sia stato elaborato questo piano che sarebbe stato prezioso per proporre alternative quando è emersa con evidenza la pericolosità della discarica, oltre che per affrontare in generale la sempre più drammatica situazione attuale.
E resterebbe una piccola questione terminologica da chiarire. De Franciscis insiste a dire che l’assenso a Lo Uttaro è stato “un’ assunzione di responsabilità”. Il Comitato Emergenza Rifiuti continua a sostenere che si è trattato di un atto del tutto irresponsabile, se non di un deliberato crimine, come sta accertando la magistratura che ha disposto il sequestro e indaga sul disastro ambientale.
Ma vogliamo sottilizzare sui dettagli? Non si tratterà soltanto – come direbbe Totò – di quisquilie e pinzillacchere?
L’importante è che ora sappiamo che dopo aver compiuto una scelta catastrofica il nostro presidente è perfettamente in grado a distanza di oltre un anno – con molti danni già fatti e con l’incoraggiamento di avvisi di garanzia che gli fischiano intorno – di rivedere un po’ la propria posizione. Ci sentiamo rassicurati. O no?

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2 Risposte to “QUISQUILIE E PINZILLACCHERE”

  1. Dalle considerazioni espresse nell’articolo vengono evidenziate le responsabilità almeno politiche del Presidente De Franciscis; non lascerei però fuori quelle del sindaco Petteruti, cofirmatario del maldestro accordo di un anno fa.
    Ad entrambi, infatti, il Comitato Emergenza Rifiuti si era premurato, come del resto a Bertolaso e a Pansa, di far pervenire tutti gli atti ufficiali che attestavano quanto poi avrebbe sancito la magistratura con i 12 avvisi di garanzia in merito alla scelta ed all’allestimento del sito Mastropietro.
    Nel mese di marzo la stessa documentazione era stata fornita a tutti i consiglieri comunali, come ricorderà chi ha partecipato alla drammatica seduta del 5 marzo nella quale fu respinta una richiesta del centrodestra di abbandono del protocollo o quantomeno di cambio nella scelta del sito.
    In quella seduta alle richieste e alle preoccupazioni degli abitanti, i consiglieri di maggioranza risposero con una cinica sicumera, nonostante qualcuno di loro avesse addirittura esposto ragioni aggiuntive che avallavano l’irregolarità della scelta (vero Melorio?).
    Speriamo che ora gli impegni di bonifica siano rispettati e che la giustizia faccia il suo corso, perchè nell’investitura politica sono insiti sia gli onori che le responsabilità.

    Antonio Roano

  2. Luigino said

    1) Che farete, poi? Traslocherete sul sito della Provincia?
    Scherzo….

    2) Assunzione di responsabilità. Stamattina un assessore provinciale, e pure sindaco, in tv diceva che ognuno lo deve fare.
    Come quando respiri, insomma. Centrosinistra e centrodestra.
    Ah, ha detto pure “basta con le polemiche”.

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