AMBIENTI

Blog di Resistenza Ambientale

Archive for novembre 2007

FINESTRA SU LO UTTARO 14/11/2007

Posted by ambienti su novembre 14, 2007

Le bonifiche previste per i siti inquinati non sono un optional. Sono indispensabili per porre un limite ai danni all’ambiente e per provare a riportare le aree interessate in condizioni di vivibilità. Senza bonifiche i danni si estendono: aria, terra, acqua, persone continuano a riempirsi di veleni. Nonostante questo, nonostante i molteplici impegni assunti nel tempo da chi dovrebbe operare, nonostante le recenti e ripetute promesse, nei siti di trasferenza e di stoccaggio a Lo Uttaro – la cui bonifica era stata garantita in tempi brevi nel Protocollo con cui si è decisa la riapertura della discarica – i lavori vanno a rilento, se non sono del tutto fermi.
È una situazione che mette in questione la credibilità di ogni prossimo piano per i rifiuti. Se non si riesce a smuovere qualche collina, pur micidiale, di rifiuti, come si farà a smuovere chilometri e chilometri di ecoballe a Giugliano, o a Villa Literno, o in uno qualunque dei siti ora designati come depositi “provvisori”?
Che le bonifiche a Lo Uttaro procedano poco – nella migliore delle ipotesi – lo documentano le foto scattate stamattina intorno alle 8.35. Che le operazioni di rimozione si sono fermate è confermato dal verbale del sopralluogo compiuto il 9 novembre scorso dai dottori Giuseppe Lembo e Nicola Santagata del “Comitato dei garanti” per Lo Uttaro ^. Nel sito di trasferenza c’erano complessivamente, prima dell’avvio della bonifica, 40 mila tonnellate di rifiuti, ora ne appaiono tritovagliate 7 mila in attesa di essere portate, secondo l’ACSA, in Sicilia.
Sopralluogo e foto di The Boss

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CASERTA S‘È DESTA?

Posted by ambienti su novembre 13, 2007

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Stasera il Consiglio comunale di Caserta ha approvato all’unanimità, maggioranza e opposizione, un ordine del giorno ^ che chiede all’amministrazione comunale “di impugnare in tutte le sedi opportune” l’ordinanza commissariale che decide la riapertura de Lo Uttaro dopo aver espresso “ferma protesta nei confronti dell’ordinanza del Commissario sia per le forme che per i contenuti”. Il sindaco Petteruti non c’era (trattenuto a Bologna da seri problemi di salute di un figlio), ma l’assessore all’ecologia Del Rosso lo ha tenuto al corrente degli sviluppi. La decisione di approvare il documento, elaborato dai capigruppo di entrambi gli schieramenti, è giunta alla fine di una giornata concitata.
Stamattina c’era stata nel palazzo della Provincia la riunione del presidente De Franciscis con 90 sindaci dei comuni del territorio. Riunione molto verbosa, sintomatica dello stato di grave disagio giunto a un grado estremo come conseguenza della sostanziale inerzia, fin qui, dell’amministrazione provinciale nell’elaborare un piano per lo smaltimento dei rifiuti. Inerzia che ora rischiamo di pagare molto cara, con la minaccia di dover di subire le autoritarie decisioni commissariali anche per la riapertura della discarica a Lo Uttaro che il consulente tecnico nominato dal tribunale di Napoli, il professor Salvatore De Rosa, ha ritenuto pericolosa per la salute della popolazione.

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DEL PIANO PROVINCIALE NEANCHE L’OMBRA

Posted by ambienti su novembre 13, 2007

di Giuseppe Messina – Comitato Scientifico di Legambiente

Stamattina si è svolta una riunione tra il presidente della Provincia di Caserta e i sindaci del territorio. Il presidente della Provincia, signor De Franciscis, avrebbe dovuto dire all’assise: “La Provincia di Caserta rivendica l’applicazione del proprio piano del ciclo dei rifiuti poiché lo ha adottato così come da incarico del Commissario di Governo per l’emergenza rifiuti. Le scelte, quindi sul territorio spettano a noi e soltanto a noi”. Ma non l’ha potuto dire per sua precisa responsabilità.
Il punto 5 del protocollo d’intesa, firmato l’11 novembre 2006 dal sindaco di Caserta, dal Presidente della Provincia e dal Commissario di governo per l’emergenza rifiuti recita testualmente: “5. la Provincia di Caserta si impegna a predisporre, entro il 31 dicembre 2007, un piano provinciale in materia di rifiuti, che preveda, tra l’altro, la compiuta realizzazione dell’impiantistica al servizio della raccolta differenziata tale da garantire il conseguimento dei risultati previsti dalla vigente normativa in materia in ogni comune della provincia”.
La Provincia in realtà non ha elaborato alcun piano, rendendosi inadempiente ed ha, nei fatti, legittimato, sotto ogni profilo, il Prefetto Pansa a decidere al posto dell’ente locale che aveva ricevuto un compito fondamentale per il futuro del territorio provinciale ma che non ha saputo e voluto porre in essere.
Adesso il presidente della Provincia, come un vero fariseo, da una parte dispensa ridicoli consigli su come si dovrebbe fare per affrontare l’emergenza e, dall’altra, si strappa le vesti per contestare le decisioni del commissario di governo che cerca di risolvere come può, e come sanno fare i suoi scarsi collaboratori di Napoli, l’emergenza sul nostro territorio (piano regionale, impianti a Carinola, ecc.).
La delegittimazione dell’ente è nei fatti e la riunione di tutti i sindaci per rivendicare la fine della gestione commissariale e l’autonomia gestionale in materia del ciclo dei rifiuti su base provinciale, appare per quello che è: il teatrino di una politica che ha affossato nello spirito e nel corpo questa disgraziata terra senza una classe dirigente degna di questo nome, senza una prospettiva se non quella di affermare con ogni mezzo una cultura della furbizia, dell’arroganza, in un contesto di illegalità diffusa ad ogni livello della sua espressione civile ed istituzionale.
Caserta, 13 novembre 2007

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FESTA DOLCE E AMARA

Posted by ambienti su novembre 12, 2007

Il Comitato Emergenza Rifiuti non è riuscito a trovarla una torta di compleanno orrida e schifosa come quella che avrebbe meritato l’anniversario dalla firma del Protocollo d’intesa ^ per la riapertura della discarica pericolosa a Lo Uttaro. E allora ieri ha ripiegato su una classica buona torta, tenendola, naturalmente, a distanza di sicurezza dalla discarica, luogo abominevole intorno al quale non è consigliabile mangiare o bere niente (esistono norme in proposito, benché lì intorno non sia mai stata installata l’opportuna segnaletica).
Prima c’è stata una riunione di fronte alla discarica, a via Edison, sullo sfondo del sito di stoccaggio detto “panettone” ^ . Di domenica camion in arrivo, com’era prevedibile, non ce n’erano. In compenso su un lato della strada era in parcheggio una lunga fila di veicoli per il prelievo dei rifiuti urbani. Perché non erano nell’autoparco dove dovrebbero stazionare? Lasciare simili mezzi all’aperto su una pubblica via non sarebbe regolare. E al loro posto, nell’autoparco, che cosa c’è?
Dopo qualche foto ricordo, la comitiva della festa si è trasferita alla Rotonda di San Nicola La strada, davanti alla Chiesa di Santa Maria della Pietà, la parrocchia di don Oreste Farina, punto di ritrovo abituale per il Comitato. All’accensione della candelina ha partecipato una piccola e attenta folla di cittadini.
Il sindaco di Caserta Petteruti, il presidente della Provincia De Franciscis, l’ex commissario Bertolaso – i firmatari del Protocollo – non sono arrivati. A un anno dagli annunci trionfalistici di una “discarica modello” che avrebbe dovuto risolvere per un po’ i problemi dei rifiuti in provincia, preferirebbero far dimenticare di essere gli artefici di una simile mostruosità. I cittadini invece non possono fare a meno di ricordare chi sono i responsabili, giorno per giorno, soffio per soffio di puzza avvelenata proveniente da Lo Uttaro, sacchetto per sacchetto traboccante dai cassonetti di Caserta e dintorni, anche – chissà come mai – a discarica funzionante. Non è arrivato neanche il commissario-mago Pansa, che alla discarica sembra fatalmente affezionato e che per tenerla aperta continua a trincerarsi dietro lo stato di “emergenza dell’emergenza” di cui ora, essendo al suo posto già da oltre quattro mesi, può considerarsi uno dei complici.
Alla fine la torta qualcuno l’ha mangiata. Lei delle amarezze per Lo Uttaro non aveva proprio nessuna colpa. E un po’ di zucchero energetico non guasta, visto che il Comitato Emergenza Rifiuti ha in programma un’altra settimana molto intensa contro la discarica e in difesa della salute dei cittadini.

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BUON COMPLEANNO

Posted by ambienti su novembre 10, 2007

FESTA DOMENICA ALLE 16 DAVANTI ALLA DISCARICA

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Domani farà un anno dalla sottoscrizione del Protocollo d’intesa ^ con cui tra molti equivoci e bugie fu decisa la riapertura della discarica maledetta a Lo Uttaro. Per celebrare la Grande Puzza ^ , il percolato, le insonnie, le nausee , le allergie, l’avvelenamento di aria terra e acqua, le minacce alla salute ^ regalate con la discarica a Caserta e ai comuni limitrofi, il Comitato Emergenza Rifiuti per domani, domenica 11 novembre, alle 16, ha in programma una festicciola simbolica davanti al cancello della discarica.

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L’INCIVILTÀ DEI RIFIUTI

Posted by ambienti su novembre 10, 2007

Oltre 13 anni di cosiddetta emergenza, 6 milioni di ingestibili finte ecoballe, fetenzia dappertutto, dentro e fuori le discariche, sprechi mostruosi di denaro pubblico per non risolvere il problema, truffe e frodi ora svelate dalla magistratura, bollette TARSU le più alte d’Italia, ampia partecipazione della criminalità organizzata all’affare rifiuti, ricorso autoritario all’illegalità da parte degli apparati pubblici, continue vessazioni alla popolazione minacciata gravemente nella salute. È inutile farsi illusioni. Questa regione fa schifo perché rischia di non poter essere più altro che una pattumiera velenosa, la sua classe dirigente politica fa schifo, fanno anche abbastanza schifo i cittadini che si adattano a un simile andazzo senza informarsi e senza ribellarsi.
È questo che in pratica argomenta Alberto Corbino, geografo, esperto di politica dell’ambiente, consulente del Formez, nel suo report Tropppo lontani da Bruxelles, analisi dell’Europa che non c’è nella Campania dell’emergenza rifiuti, pubblicato in rete dall’Osservatorio campano sulle politiche pubbliche nel sito http://www.capitalesociale.org/present.htm .
Può valere la pena di riflettere su questo recente scritto ora che la situazione è di nuovo estremamente critica e che i nuovi piccoli e grandi piani dei rifiuti continuano a non prendere neanche lontanamente in considerazione esigenze che nell’attuale civiltà europea sono considerate essenziali: l’informazione ai cittadini, la partecipazione dei cittadini alle scelte sui servizi pubblici, il dialogo tra comunità amministrate e oligarchia amministrante.
Di seguito alcuni brevi estratti dal report,
che si può scaricare in versione integrale formato PDF cliccando sull’icona qui a fianco >

Bombardati dalle notizie sull’emergenza rifiuti, si corre il rischio di sottovalutare la sua reale portata, abituandosi alla tragica dimensione che va assumendo. Per uscire dalla cronaca e per recuperare la memoria delle politiche pubbliche, il report ricostruisce la situazione campana, a partire dai primi anni Novanta fino agli argomenti più recenti. Emerge un sistema illogico di gestione del ciclo dei rifiuti, capace di auto-riprodursi con straordinaria efficacia ma allo stesso tempo in grado di creare inefficienze sistemiche e sistematiche che incidono inesorabilmente sulla qualità della vita dei cittadini campani.

Nessun dato vale a sintetizzare ciò che è accaduto in 13 anni, quanto la decisione del prefetto Pansa (che di lì a breve sarà nominato a capo della struttura commissariale) allorquando, il 23 giugno 2007, ordinò “che i rifiuti debbono essere conferiti direttamente in discarica”, per scongiurare la situazione di emergenza ambientale. Tredici anni, 780 milioni di euro all’anno negli ultimi dieci anni. Il costo totale ammonterebbe a 1,8 mld di euro, il 21% dei quali per stipendi, sedi, auto blu, elicotteri e bollette telefoniche; sei milioni di ecoballe (non idonee) accumulate per (7,2 milioni di tonnellate di peso); 1.600.000 tonnellate di rifiuti smaltite fuori regione tra il 2001 e il 2005, di cui 600.000 tonnellate in Germania, presso inceneritori (spesa: 80 milioni di euro) e il resto in varie regioni italiane. Per cosa? Per ritornare al sistema della discarica, che Bruxelles aveva “bandito” nel 1991.

Perché gli elettori non hanno percepito questo dato come un fallimento e di conseguenza non hanno richiesto le dimissioni della classe dirigente? Qual è il rapporto tra cittadini e classe politica in Campania e che percezione hanno i cittadini campani dell’Unione Europea, qualora ne abbiano una? Qual è la percezione della cosa pubblica nelle regioni periferiche? In Campania è la stessa che in un länd tedesco? Da che cosa è determinata questa eventuale differenza? Qual è il dato culturale che emerge da queste differenze, se differenze ci sono? In cosa consiste essere cittadini in regioni come la Campania? Come sono percepiti i diritti/doveri di ognuno di noi? E come questo senso di cittadinanza viene costruito dalle comunità locali? Perché, ancora oggi, è possibile che alcune comunità locali subiscano vessazioni come quella dell’emergenza rifiuti e ad essa adattino perfettamente la loro quotidianità, mentre altrove in Europa anche un solo giorno di questa vita risulterebbe assolutamente inconcepibile e inaccettabile?

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E ORA È PROPRIO IL COLMO

Posted by ambienti su novembre 10, 2007

di Giuseppe Messina – Legambiente

Questa volta a Lo Uttaro ci vada il sindaco con la fascia tricolore per far rispettare la legge e la sua ordinanza che dispone la chiusura della discarica illegale e pericolosa, fatta riaprire con un ennesimo atto di indecenza istituzionale dal prefetto-commissario Pansa. Noi lo seguiremo così come tutti i comitati, le associazioni e quanti, fra i cittadini onesti ed esasperati, chiedono semplicemente normalità. In questo modo sgombrerebbe il campo da ogni insinuazione di quanti leggono in quell’ordinanza un’orchestrata operazione politica per recuperare il recuperabile del disastro politico realizzato in pochi mesi dal sindaco Petteruti e dal presidente della Provincia De Franciscis a Caserta al governo della cosa pubblica. Tutti sanno che la discarica Lo Uttaro è praticamente colma, potrà accogliere rifiuti forse una quindicina di giorni, massimo venti, ma Pansa non ha pensato nei mesi scorsi ad una discarica alternativa e oggi siamo al caos. De Franciscis, che come un grande saggio dispensa consigli su come si dovrebbe fare, si porta la più grande responsabilità che pagheremo cara per i prossimi vent’anni: non aver elaborato il piano rifiuti per la provincia che oggi si vede costretta a subire quello del Prefetto Pansa. Piano che non vale molto sul piano industriale ma che lascerà una scia di drammi a livello ambientale e sanitario.
Caserta, 10 novembre 2007

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CI RISIAMO CON LO UTTARO

Posted by ambienti su novembre 10, 2007

biorisk01.gifIL PREFETTO-COMISSARIO PANSA HA DISPOSTO LA RIAPERTURA DELLA DISCARICA A LO UTTARO. PER EVITARE L’INTASAMENTO DELL’IMPIANTO DI SANTA MARIA CAPUA VETERE, QUESTA È LA SPIEGAZIONE UFFICIALE.
IN REALTÀ SI SAPEVA BENISSIMO DA MESI CHE LA DISCARICA A LO UTTARO POTEVA ESSERE CHIUSA DA UN MOMENTO ALL’ALTRO, PER L’AZIONE GIUDIZIARIA NEL CORSO DELLA QUALE ERA STATA DOCUMENTATA UFFICIALMENTE LA SUA PERICOLOSITA’ PER LA POPOLAZIONE. EPPURE PANSA NON AVEVA CONSIDERATO ALCUNA ALTERNATIVA.
CHE SUCCEDERÀ QUANDO LA DISCARICA, ENTRO POCHE SETTIMANE, SARÀ COMUNQUE PIENA?
NOI CHE ABITIAMO ACCANTO ALLA DISCARICA, CHE ALTERNATIVE ABBIAMO?

MENTRE LA PUZZA RICRESCE TERRIBILE ….

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LE ECOBALLE IN CONTO A CHI?

Posted by ambienti su novembre 9, 2007

Il conflitto già in corso per la localizzazione dei siti di stoccaggio delle ecoballe in Campania ha fatto passare in secondo piano, per il momento, una questione di non poco conto. Chi paga per l’eventuale “inertizzazione” (tutta da sperimentare) e per la ricollocazione nelle cave delle montagne di ecoballe che in realtà non sono ecoballe? I malumori trapelanti dal governo sull’”emergenza rifiuti” in Campania derivano anche da questa domanda. Addossare il costo ai cittadini campani, che della follia delle ecoballe sono stati e continuano ad essere vittime, sarebbe una beffa crudele, tale da far crescere vertiginosamente la già diffusa sfiducia nelle istituzioni.
In dichiarazioni riportate riportate dal quotidiano in rete di Legambiente La nuova ecologia ^ , il senatore Tommaso Sodano, presidente della Commissione Ambiente del Senato, ricorda che il conto toccherebbe pagarlo alla FIBE. Ma chi avrà il coraggio di presentarglielo?

Sodano: «Agire in danno contro Fibe»
Per il presidente della commissione Ambiente del Senato se le ecoballe non sono a norma e l’impiantistica rimane inadeguata, ci sono precise responsabilità dell’azienda
«Se il vertice di palazzo Chigi sull’emergenza rifiuti in Campania va nel senso auspicato da tempo, cioè quello di utilizzare le cave per lo smaltimento delle cosiddette ecoballe, rimane irrisolto il rapporto con Fibe: non sfugga che se continuiamo ad avere ecoballe non a norma, se l’impiantistica rimane inadeguata, ci sono precise responsabilità di questa azienda, nei confronti della quale bisognerebbe avere il coraggio di agire in danno».
Il presidente della commissione Ambiente del Senato, Tommaso Sodano, chiede: «Che senso ha, continuare a produrre ecoballe, se non sono a norma? Cosa che tra l’altro riconosce anche il Governo». Sodano sollecita anche le province campane – a cui è stato chiesto di dare una risposta su alcuni cave individuate dal commissariato di governo per smaltire le ecoballe, a fare la loro parte.
«Le Province hanno un ruolo importante – spiega – i presidenti in qualità di subcommisari devono assicurare piena collaborazione per superare la crisi. A partire – osserva Sodano – dall’individuazione delle cave e dal rispetto della direttiva indicata dal Governo: cioè bisogna essere sicuri che lo smaltimento delle eco-balle avvenga effettivamente nelle cave e non su altri suoli agricoli, creando ulteriori danni all’ambiente e all’economia campane».
8 novembre 2007

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48 ORE PER INGOIARE I ROSPI

Posted by ambienti su novembre 8, 2007

48-ore.jpgDopo gli scarni comunicati di ieri, a leggere oggi sui giornali le lenzuolate di articoli ^ sull’incontro a Palazzo Chigi per l’emergenza rifiuti in Campania, si capisce che il mago Pansa ha tutt’altro che risolto il problema con la sua proposta di nove siti, compiuta con scarse o nulle consultazioni dei possibili interessati. Ai quali sono state concesse 48 ore per eventuali obiezioni e, in pratica, per ingoiare i rospi. Che facciamo? Proviamo a chiamare Eddie Murphy e Nick Nolte ^?
Significativo il commento rilasciato ad Antonio Corbo di Repubblica dal sindaco di Giugliano Francesco Taglialatela: “Le ecoballe ci sono (a Taverna del Re), ma saranno davvero portate via? La ribellione dei siti nuovi non mi fa dormire. Si spegne un fuoco e se ne accendono nove? I cittadini sono stremati e il presidio non si smonta”.
“Dobbiamo agire in fretta, in fretta, e non si può fare altrimenti …” sembra di continuare a sentire come motivo conduttore delle decisioni commissariali. Si, ma questa fretta c’era anche quando Pansa si è insediato, all’inizio dello scorso luglio, e non ha pensato subito ad avviare verifiche e formulare ipotesi in alternativa a metodi che non hanno funzionato. Anzi ora continua a far sostenere in tribunale ai suo avvocati che a Lo Uttaro sarebbe tutto in regola. Quando – perizie tecniche a parte – sarebbe bastato venire qui in certi giorni di discarica aperta per capire che l’esistenza di un impianto del genere a due passi dalle case è incompatibile con la salute, con la vita dei cittadini, con qualunque forma di civiltà.
Naturalmente le proposte del professor de’ Medici ^ , o altre utili a cominciare a spezzare i circuiti viziosi della logica dell’emergenza che produce altra e peggiore emergenza – ne sappiamo qualcosa qui a Caserta – non sono state neanche prese in considerazione.
È sbagliato il metodo ed è sbagliato Pansa. Lo smaltimento dei rifiuti non si può decidere con logiche militari. È un problema che riguarda quotidianamente tutti i cittadini e deve essere perciò affrontato con confronti ampi. È un problema politico che richiede il massimo di trasparenza. E arrivano borbottii anche dal governo – Prodi, Letta – contro i cittadini campani riluttanti a ingoiare monnezza, o contro i loro rappresentanti che li difendono (oddio! ora sembra persino il nostro cavaliere già paladino dello Uttaro Sandro De Franciscis!). Ma di fronte alla follia delle ecoballe nessun governante ha il coraggio di dire apertamente che i cittadini hanno ragione e che il torto è nel percorso seguito finora, utile soprattutto a tutelare gli affaracci della FIBE, un sistema che – come ha rilevato la magistratura – non poteva portare da nessuna parte se non a disastri.

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BUGIE A PIENO VOLUME

Posted by ambienti su novembre 7, 2007

di Giuseppe Messina – Comitato Scientifico Legambiente

CASERTA, 7 NOV – Ora è emergenza vera e per i rifiuti in mezzo alle strade Lo Uttaro non c’entra niente. Il prefetto Pansa lo ha ricordato qualche giorno fa agli amministratori locali, ma già oggi qualcuno vuole attribuire la causa del disastro alla chiusura della discarica illegale e pericolosa di Lo Uttaro. Al consiglio comunale del 6 novembre il signor Capobianco, consigliere al comune, assessore alla provincia, e non so che altro nel suo partito, ha esplicitamente detto che la maggioranza si assumerà tutte le responsabilità, fino in fondo, per affrontare i problemi dell’emergenza rifiuti. In considerazione del fatto che problemi fondamentali li hanno generati alcuni funzionari della provincia che, dichiarando il falso, ci hanno appioppato un sito per discarica a Lo Uttaro che ha una volumetria meno della metà di quella richiesta (appena 200.000 mc a fronte dei 450.000 mc richiesti da Bertolaso), ci aspettiamo che l’amministrazione provinciale prenda i primi provvedimenti cautelativi nei confronti di tali funzionari. Che li sospenda dal loro incarico e da ogni funzione, poiché hanno creato loro questi problemi che conosciamo, aggravati da una scarsa e inefficiente gestione in capo al consorzio Acsa CE3.
Se il sito di discarica fosse stato scelto tra quelli indicati dal Comitato e/o dall’Università di Napoli con la volumetria indicata, la cui durata prevista era di almeno 18 mesi (tempo utile per costruire gli impianti definitivi), oggi non avremmo lo spettro di una crisi acutissima che il Prefetto Pansa vorrebbe affrontare almeno con la realizzazione di siti di trasferenza in ogni provincia. Questi sono errori tecnici, politici, amministrativi e denunciano una mancanza assoluta di capacità pianificatoria e di ascolto, nonché di rispetto, per la gente e l’ambiente.
Se oggi, poi, avessimo uno straccio di piano provinciale per lo smaltimento dei rifiuti, condiviso e progettato con i protagonisti del territorio, così come si era impegnato a fare il signor De Franciscis firmando quel protocollo d’intesa di un anno fa, oggi tutti potremmo avere la percezione che si sta uscendo dal tunnel della cosiddetta emergenza, non subire un piano regionale che non vale niente e l’arroganza di amministratori pubblici che ritengono che una battuta spiritosa o un sguardo truce possano risolvere le questioni e rassicurare la gente.

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CHE CI SIA CIASCUN LO DICE

Posted by ambienti su novembre 7, 2007

DOVE SIA NESSUN LO SA

Dopo la riunione di stamattina a Palazzo Chigi sull’ “emergenza rifiuti” in Campania, si sono inncrociate in rete varie notizie sule decisioni prese. Ma notizie tutte al condizionale, in particolare sulla localizzazione dei siti per stoccaggio e discariche richiesti dal commissario Pansa.
Di seguito due comunicati ANSA:

RIFIUTI: PALAZZO CHIGI, NORME PER CHIUDERE VICENDE PREGRESSE
ROMA, 7 NOV – Per uscire dell’emergenza rifiuti in Campania si sta lavorando ad ”un’ipotesi normativa che consenta di chiudere le vicende pregresse che tutt’ora incidono negativamente sulla questione”. E’ quanto afferma una nota di palazzo Chigi al termine dell’incontro presieduto dal premier Romano Prodi per trovare una soluzione alle vicende campane. All’incontro hanno partecipato anche il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Enrico Letta, il ministro dell’Interno Giuliano Amato, il commissario straordinario per l’emergenza, prefetto Alessandro Pansa, il direttore generale dell’Agenzia per la protezione dell’ambiente Giancarlo Viglione, il capo dipartimento per lo sviluppo delle economie territoriali Francesco Boccia. Presenti anche il presidente della Campania Antonio Bassolino, i presidenti delle province di Napoli, Benevento e Caserta e il sindaco di Napoli Rosa Russo Jervolino. ”Al termine di una discussione ampia e approfondita – afferma Palazzo Chigi – si e’ stabilito di lavorare alla definizione di un’ipotesi normativa atta a chiudere le vicende pregresse che tuttora incidono negativamente sulla questione rifiuti”. Contemporaneamente, ”il prefetto Pansa completera’ rapidamente il piano per l’uscita dell’emergenza, prevista per la fine dell’anno”.(ANSA)
RIFIUTI: INDIVIDUATI 9 SITI PER STOCCAGGIO PROVVISORIO
ROMA, 7 NOV – L’individuazione di nove siti di stoccaggio provvisorio da cui verranno scelti quelli che entreranno in funzione il 20 dicembre dopo la chiusura di Taverna del Re, norme che consentano di trasformare gli oltre sei milioni di ecoballe (che sono eco solo sulla carta) attualmente presenti in Campania in balle, in modo cosi’ da poterle utilizzare nella ricostituzione morfologica delle cave e la conferma della fine dello stato di emergenza il 31 dicembre. Sono questi i tre punti principali di cui si e’ discusso, secondo quanto si e’ appreso, nel corso della riunione tenutasi a palazzo Chigi sull’emergenza rifiuti nella regione. Per quanto riguarda i siti, il commissario straordinario Pansa ha presentato a palazzo Chigi una lista gia’ sottoposta alle autorita’ locali. Ai presidenti delle province pero’ sono state concesse ulteriori 24-48 ore per informare i cittadini e condividere con il commissario le scelte. Pansa avrebbe indicato come siti Casamarciano e Chiaiano in provincia di Napoli, Buccino e Baronissi in provincia di Salerno, Morcone e Casalduni in provincia di Benevento, Cava di Carinola in provincia di Caserta, Petrulo Irpino e Lioni in provincia di Avellino. Tra i siti che verranno scelti, cinque dovranno essere attrezzati per poter diventare discariche, perche’ resta confermato – come tra l’altro gia’ stabilito dalla legge – che ogni provincia dovra’ avere una discarica. Quanto all’ipotesi normativa su cui si sta lavorando, l’obiettivo e’ quello di ‘trasformare’, almeno sulla carta, le ecoballe – di proprieta’ della Fibe ma poste sotto sequestro dalla magistratura – in balle in modo da poterle inertizzare e utilizzarle, ad esempio, per ricostituire morfologicamente le cave.(ANSA)
07/11/2007 18:35

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UN GIUDIZIO COMPLICATO

Posted by ambienti su novembre 7, 2007

Stamattina si è svolta presso il Tribunale civile di Napoli l’udienza per l’azione ex art. 700 c.p.c. per la chiusura della discarica a Lo Uttaro, Caserta, condotta dal’avvocato Luigi Adinolfi per conto di cittadini casertani rappresentativi del Comitato Emergenza Rifiuti. Stamattina si è saputo che il collegio giudicante è stato sostituito. Quello nuovo ha preso dieci giorni di tempo per decidere. Nel corso del’udienza i legali dell’ACSA CE3, responsabile gestionale della discarica, e l’avvocatura dello stato, per conto del Comissariato per l’emergenza rifiuti, hanno fortemente contestato – com’era abbastanza prevedibile – la relazione tecnica del CTU professor Salvatore De Rosa che ha rilevato gravi irregolarità nella discarica e l’ha ritenuta dannosa per l’ambiente e la popolazione.
Va ricordato che le ragioni per la richiesta di chiusura erano state in un primo momento accolte dal Tribunale di Napoli (luogo del giudizio in quanto sede del Commissariato che ha la responsabilità principale della discarica), portando all’interruzione dell’attività dell’impianto, il 3 agosto scorso, a tutela della salute dei cittadini. Ma il il prefetto-commissario Alessandro Pansa contro la salute dei cittadini aveva presentato ricorso e aveva ottenuto la sospensione della chiusura, ovvero la riapertura, dopo poco più di 24 ore. In pratica una proroga di avvelenamento per gli abitanti dell’area che hanno trascorso un’estate d’inferno. Per riesaminare la questione il Tribunale aveva scelto come Consulente Tecnico d’Ufficio il professor De Rosa.

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FINESTRA SU LO UTTARO 7/11/2007

Posted by ambienti su novembre 7, 2007

Il sopralluogo è di stamattina intorno alle 8.30. La bonifica procede evidentemente molto a rilento. Per quanto tempo ancora ci ritroveremo intorno queste montagne di fetenzia che avrebbero dovuto stare in zona solo per pochi mesi? E come si fa a credere alle nuove promesse del commissariato? Va a finire che tra i due litiganti, nel nostro caso il sindaco di Caserta Petteruti e il commissario straordinario Pansa, il terzo, cioè il cittadino, soffre. E a proposito … dov’è finito negli ultimi giorni il presidente della Provincia, De Franciscis, che si era riempito la bocca, anche lui, con le bonifiche veloci?
Il sito di stoccaggio, ovvero il “panettone” è sempre al suo posto (foto 1). Nel sito di trasferenza la collinetta di destra (foto 2) è sempre uguale, quella a sinistra (foto3) appare ulteriormente ridotta. Ma ancora più a sinistra (foto 4), dietro il depuratore, si vede molto bene un nuovo cumulo. Che si rivela meglio nella successiva immagine (foto 5) ripresa dopo uno spostamento a sinistra di una quarantina di metri.

Sopralluogo e foto di The Boss

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Per la discarica, che nelle foto non c’è, perché è dietro un cancello e resta invisibile, in mattinata è stata notificata l’ordinanza di chiusura del sindaco di Caserta Petteruti ^ . Nelle prime ore del giorno sembrava già che alcuni camion tornassero senza avere sversato. Si è poi saputo che era in corso un’assemblea dei dipendenti. Più tardi il flusso degli ingressi è stato interrotto per effetto dell’ordinanza.

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L’ORDINANZA DELLE BEFFE

Posted by ambienti su novembre 7, 2007

Il sindaco di Caserta Nicodemo Petteruti ha disposto la chiusura della discarica a Lo Uttaro. Chiusura provvisoria, dice l’ordinanza ^, fino alla decisione del Tribunale di Napoli, dove per l’azione in corso sulla discarica è prevista udienza oggi ma non si sa come va a finire, causa sciopero di avvocati e, comunque, probabile differimento di qualche giorno della sentenza.
Ieri già circolavano voci sull’iniziativa del sindaco, che sarebbe conseguente alla lettura, un tantino lenta, dell’allarmante relazione presentata al tribunale dal CTU De Rosa ^ . Ne aveva scritto il Corriere di Caserta. Oggi la notizia è sui giornali, speriamo non solo casertani. Già ieri sera l’ordinanza era stata diffusa in rete e durante la seduta fiume del consiglio comunale ne erano state distribuite copie (senza data di compilazione, solo con quella “6 novembre” del protocollo). In assenza di Petteruti, trattenuto altrove da seri problemi di salute di un familiare.
Ora si aspetta la notifica dell’ordinanza all’ACSA CE 3, ente di gestione, e al Commissariato per l’emergenza rifiuti a Napoli. Per capire che succederà e se potranno esserci, come a Giugliano dopo l’ordinanza del sindaco Taglialatela, contromosse di Pansa. Con lui i rapporti di Petteruti si sono ormai deteriorati: risulta non solo dalle accuse di Pansa sul Mattino di domenica scorsa ^ , ma anche dalla notizia di una lettera di risposta alle invocazioni e alle intimazioni di Petteruti in cui Pansa ha detto, in pratica, che la monnezza casertana non gli compete più di tanto e che gli amministratori responsabili si arrangino. Un bello smacco per un sindaco che pretendeva di avere acconsentito a riaprire Lo Uttaro per “responsabilità istituzionale”.

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REGALO DI NATALE, FORSE

Posted by ambienti su novembre 5, 2007

Taverna del Re, Giugliano, chiude il 20 dicembre. Però potrebbe restare in attività, non oltre il 31 dicembre, per “eventuali emergenze”. Entro il 20 novembre dovrebbero esserci la copertura delle cosiddette ecoballe con teli di plastica e l’applicazione di altri rimedi per tentare di frenare ulteriori danni all’ambiente e alle persone. Rimedi tutti molto discutibili, perché la verità è che la materializzazione di un incubo quale è Taverna del Re non dovrebbe proprio esistere e nessuno può sapere come contrastare con sicurezza l’inconcepibile.
Considerando che la cosiddetta “emergenza rifiuti” continua in questi giorni a crescere e che il Piano Pansa ^ prevede obiettivi controversi, è in attesa di approvazione e non potrà essere di immediata esecuzione, una chiusura di Taverna del Re sembra tutt’altro che una promessa sicura. Tanto più che stasera, lunedì 5 novembre, non sono stati ancora indicati i siti di stoccaggio alternativi in regione. Molta amarezza, perciò, nella delegazione di sindaci e altri rappresentanti alla fine dell’udienza da Pansa. I cittadini dell’area interessata, in folto gruppo ad aspettare davanti alla prefettura di Napoli, in piazza Plebiscito, con cartelli sui quali era scritto “E ADESSO AVVELENATECI TUTTI”, non erano neanche loro contenti e hanno preannunciato altre forme di lotta a tutela della propria salute.
Dalla nomina di Guido Bertolaso alla gestione del mago Pansa ^, il problema dei rifiuti campani si è trascinato ancora per oltre un anno, solo aggravandosi. Sarebbe il caso che intervenisse più direttamente ed esplicitamente il governo, giocandosi la faccia, come toccherebbe a un governo in situazioni di tanta gravità.
Per chi vuole dare un’occhiata al paesaggio-delirio di Taverna del Re, c’è di seguito il filmato di un breve tour realizzato da INMEDIA al cui sito rinviamo per uno specifico commento ^ .

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UN CONSIGLIO MOLTO ATTESO

Posted by ambienti su novembre 5, 2007

A Caserta una sessione straordinaria del Consiglio Comunale è in programma per domani, martedì 6 novembre, a partire dalle 16. Tra gli argomenti all’ordine del giorno anche ed essenzialmente: “Sospensione dell’attività della discarica in località Lo Uttaro (relatore consigliere Giuseppe Greco); “Costituzione parte civile nel processo per richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di Impregilo, Fisia Italimpianti, Fibe e Fibe Campania e del Presidente della Giunta Regionale della Campania Antonio Bassolino” (relatore consigliere Pierpaolo Puoti); “Affidamento della gestione rifiuti – Provvedimenti” (relatore assessore Luigi Del Rosso). Il Comitato Emergenza Rifiuti sarà probabilmente ammesso a leggere un documento. Intanto c’è chi affila le armi, come confermano i comunicati spuntati in rete nelle ultime ore.

AMBIENTE, RIFIUTI. DEL GAUDIO (AN), «CONSIGLIO COMUNALE NON PERDA
CasertaSette.com – 1 ora fa
per contribuire ad arricchire il dibattito che oramai si sviluppa da mesi in merito alla vicenda Lo UTTARO , ritiene necessario approfondire alcune

AMBIENTE, CASO LO UTTARO: PETTERUTI A COSENTINO: ‘SEI PATETICO’
CasertaSette.com – 1 ora fa
Lo afferma il sindaco di Caserta, Nicodemo Petteruti, in relazione alle affermazioni rese dal deputato oggi sulla vicenda Lo Uttaro.

CASERTA, DISCARICA ‘LO UTTARO‘ BOMBA A OROLOGERIA: COSENTINO
CasertaSette.com – 5 ore fa
“Caserta è infatti sommersa di rifiuti, la discarica Lo Uttaro è quasi colma ec’é il rischio che, con la chiusura di Giugliano, tutti i rifiuti della

Per eventuali ulteriori aggiornamenti in rete nelle prossime ore consultare direttamente Lo Uttaro Google News in alto nella colonna qui a destra.

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TRASPARENZA ZERO

Posted by ambienti su novembre 5, 2007

Oggi pomeriggio a Napoli era fissata una riunione per decidere sui siti nelle varie province campane in cui stoccare le ecoballe, secondo richiesta del commissario-prefetto Alessandro Pansa. Domani Pansa va a Roma per essere ascoltato dalla commissione bicamerale su rifiuti ed ecomafie presieduta da Roberto Barbieri (già destinatario, a maggio scorso, di una lettera dal Comitato Emergenza Rifiuti rimasta senza risposta) ^ . Sembra un momento decisivo, ma a parte l’evidente maggiore gravità di alcune situazioni – Taverna del Re, Lo Uttaro e dintorni casertani – che Pansa ha preferito finora non prendere nella dovuta considerazione, sordo tanto alle fondate e legittime proteste popolari quanto alle ingiunzioni di organismi di controllo e magistratura, le notizie trapelate negli ultimi giorni sono ambigue e contraddittorie.
Per chi conosce da vicino e “a naso” lo scenario, sarebbe tutta da ridere l’intervista soddisfatta rilasciata da Pansa a Carlo Puca e apparsa sull’ultimo numero di Panorama. Se non fosse allarmante l’incongruenza tra il trionfalismo del commissario-prefetto, la drammaticità dei problemi, l’inadeguatezza delle soluzioni che sono state finora prospettate. E se non fosse per tutta una serie di segnali lanciati contro gli amministratori locali non disposti a collaborare secondo quanto disposto dal Piano. È solo uno scaricabarile preventivo e intimidatorio? O Pansa ha accertato fatti specifici che potrebbero prossimamente provocare scompigli?
Cos’ha in mente lui e cosa hanno in mente gli altri – a Caserta, in particolare, gli amministratori con i quali Pansa ha avviato una polemica – non ci è dato saperlo.
L’opzione “rifiuti zero”, ovvero un riciclo-smaltimento dei rifiuti senza danni per l’ambiente e per le persone, sarà pure un’utopia se presa alla lettera, ma potrebbe funzionare come stimolo alla speranza e alla ricerca di soluzioni migliori. L’opzione “trasparenza zero”, che i nostri amministratori e governanti sembrano preferire per la cosiddetta “emergenza rifiuti”, non ci lascia molte speranze.

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Clicca qui per leggere l’intervista di Carlo Puleo a Pansa su Panorama, l’articolo di Ottavio Lucarelli  su La Repubblica Napoli  di oggi, l’articolo di Antonio Pisani su “paradosso” di Caserta apparso sul Mattino Caserta di ieri ^.

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