AMBIENTI

Blog di Resistenza Ambientale

DOVE FINISCONO LE PISTE?

Posted by ambienti su dicembre 4, 2007

Vorremmo capirlo meglio anche noi perché si interrompono all’improvviso le celebrate, costose e pressoché inutilizzabili piste ciclabili a Caserta, come vorrebbe capirlo lo studente Domenico che ci ha mandato una lettera sui disastri vari della città con l’appello a non diventare indifferenti e a non accettare quello che ci sta intorno. Chi ha seguito Ambienti sa che è proprio questo il principio che ha ispirato il blog e, ancor prima, l’attività de Comitato Emergenza Rifiuti e le molte migliaia di cittadini che per mesi hanno protestato contro la discarica a Lo Uttaro fino a ottenerne la chiusura.
In definitiva, a protestare qualcosa si ottiene. Significa che quando le cose vanno storte dipende anche da chi mugugna ma non prende iniziative e pensa di doversi subito arrendere ad andazzi inevitabili. Per lo Uttaro i cittadini più attivi sono riusciti ad ottenere una vittoria importante, sia pure non definitiva.
Purtroppo la discarica fa ancora danni e dovrebbe essere bonificata senza indugio, mentre il drammatico problema dei rifiuti è lontano da una soluzione. Ma ormai i termini della questione sono emersi, sono chiare molte gravi responsabilità. Nessuno si azzarda più a negare i misfatti a Lo Uttaro, come invece avveniva quando abbiamo avviato questo blog. Se ne parla sui giornali e in dibattiti pubblici. Chi è interessato ha la possibilità di informarsi, di farsi una sua idea, di intervenire. Dovrà solo badare a non farsi fregare dalle facce di bronzo che fino a ieri hanno contribuito al disastro e pretendono ancora di impartirci prediche e lezioni.
La vittoria ottenuta potrebbe essere istruttiva e utile per il futuro di questa città: quando qualcosa funziona proprio male dobbiamo protestare, gridare, manifestare in strada, se è necessario denunciare alle autorità competenti e alla magistratura. Anche questo è democrazia. Dobbiamo ricordare sempre di essere cittadini e non sudditi.
Un sindaco, un presidente della Provincia un assessore – per fare qualche esempio a caso – se non si comportano come dovrebbero, o se contribuiscono a catastrofi, valgono meno di zero. Sarebbe giusto se, come tutti i lavoratori dipendenti (paghiamo loro e ogni costo della politica con i soldi delle nostre tasse), ricevessero note di richiamo e lettere di licenziamento quando si comportano male e provocano danni. Mandiamoglieli questi messaggi. Attraverso la rete, attraverso i giornali e, quando sarà il momento, attraverso le schede elettorali.
Nella lettera che pubblichiamo qui di seguito, lo studente Domenico esprime alcune opinioni politiche che sono sue personali. Né Ambienti né il Comitato Emergenza Rifiuti – lo ripetiamo – sono partiti politici. Anche se , ovviamente, l’idea di preferire l’ambiente e la salute delle persone rispetto ad altri interessi presenti nella società – in generale e qui e ora in Campania e a Caserta – ha indubbie implicazioni politiche.
Uno dei nostri obiettivi è sempre stato, dalla parte dei cittadini, di criticare e stimolare le forze politiche, indistintamente, perché assumano posizioni e compiano azioni funzionali al bene pubblico, che dovrebbe essere il fine della politica. Se in questa prospettiva i lettori del blog vogliono esprimere qui le loro personali opinioni o aprire dibattiti, in particolare riguardo ai problemi dell’ambiente nel territorio casertano e campano, li ospitiamo volentieri.

Scrive Domenico Letizia:
Cari cittadini di Caserta e provincia,
sono uno studente della provincia di Maddaloni e ho deciso di pubblicare questa lettera perché oggi la provincia di Caserta è divenuta invivibile. Invito tutti a riflettere e ad osservare …
Caserta è una città completamente da rifare, è da paura ed è anche comico quello che accade. Basta guardare le piste ciclabili; non si sa dove iniziano, dove finiscono e s´interrompono bruscamente sulla strada. Vogliamo parlare dell´Iperion? I nostri furbi governanti dov´è che vanno a costruire? Ovviamente in una zona non edificabile.
Continuiamo con il Macrico, una zona bellissima e abbandonata: se le istituzioni volessero potrebbe diventare un bellissimo parco pubblico invece, nonostante la continua battaglia della cittadinanza, stanno cercando di farla diventare un´altra zona da consegnare a palazzinari e imprenditori senza scrupoli. E la discarica Lo Uttaro? La morte di Caserta. Una discarica costruita a 30 metri dal mattatoio, a 400 da uffici pubblici e a 700 dal nascente policlinico SUN (Seconda Università di Napoli).
I governanti di Caserta non ascoltano per nulla la cittadinanza e la gente deve fare attenzione a non diventare indifferente e a non accettare tutto quello che accade, come camminare per strada con cumuli di immondizia, con conseguenze che stiamo pagando ogni giorno. Siamo la regione con la più alta percentuale di tumori! La politica oggi è divenuta non voglio dire corrotta, ma peggio: clientelismo, i voti si comprano come alle aste e i compagni di Maddaloni sanno bene come avvengono le votazioni in questa città, regalando…
Lancio anche una dura critica al Partito della Rifondazione Comunista, partito che una volta diceva di essere il partito degli oppressi e che oggi in piazza e tra la folla è dalla nostra parte e poi nei gabinetti politici è dall´altra: penso al Macrico e allo Uttaro a Caserta, ma anche alla base militare a Vicenza.
Cari studenti, noi dobbiamo diventare protagonisti; iniziamo dall´interno delle nostre scuole a creare OPPOSIZIONE SOCIALE, ad unirci in Movimenti per contrastare questa politica non politica. Svegliamoci e riappropriamoci delle nostre città. Facciamo capire ai nostri governanti che non siamo stupidi!
Sperando in qualche risposta.
Saluti libertari,
Domenico Letizia (un anarchico che oggi parla da cittadino)
email: anarhkydom(@)hotmail.it (per usare l’indirizzo togliere dalla chiocciola le parentesi antispam)

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7 Risposte to “DOVE FINISCONO LE PISTE?”

  1. domenico said

    ritengo sia importande continuare apubblicare tutte le proteste delle persone ormai stanche delle istituzioni che non ci sono.

  2. federica said

    quanta gente, quanti nostri parenti, quanti nostri amici devono morire di tumore prima di renderci conto che questa città è invivibile??? sperando sempre che i primi a pagare le conseguenze siano quelli ke rendono possibile tutto ciò … coloro che permettono una discarica a pochi metri dalle abitazioni ed hanno il coraggio di negare la sua pericolosità … chissà se vedendo morire un loro figlio potrebbero capire il dolore di chi ha perso un proprio caro e dietro quelle maschere che indossano e che portano il nome di “legalità” potrebbero finalmente ammettere le loro colpe … e noi cittadini camminando x le strade non rassegniamoci, non guardiamo queste strade piene di immondizia con gli occhi dell’abitudine perchè l’abitudine è il miglior alleato di questo schifo di città!!!!! ricordiamoci ke non è normale una discarica confinante con tanti paesi, non è normale una strada in cui non si può circolare per via dell’immondizia, non è normale che siamo il paese con più morti per tumore, non è normale che solo la campania abbia questi problemi!!! corruzione, incapacità, indifferenza questa è ormai la normalità x noi??? purtroppo sappiamo tutti che la risposta è un triste sì!

  3. ambienti said

    X Federica
    Non scoraggiarti. Contare su possibili sciagure ad altri innocenti non ci sembra un buon rimedio. Anche se comprendiamo l’amarezza e la rabbia. Nel Comitato molti si sono impegnati perché erano stati colpiti, loro o loro familiari, da gravi problemi di salute provocati quasi certamente da cause ambientali. Alcuni parroci si sono mobilitati anche perché nelle loro comunità hanno visto crescere molto, negli ultimi anni, il numero di morti precoci per tumore. Che ne diresti, invece, di augurare un bel po’ di anni di galera a chi è responsabile di questo schifo? E di fare in modo che chi ha contribuito a malefatte o errori così grandi non possa più ottenere posti di responsabilità negli affari pubblici? Questo potrebbe forse servire. Punirebbe i malfattori e scoraggerebbe i prossimi dal comportarsi allo stesso modo. Metti un post-it sulla scheda elettorale.

  4. domenico said

    ciao fede,
    ormai quello che fa parlare noi di maddaloni è soltanto la rabbia, non solo perchè alcune strade come via cucciarella sono discariche a cielo aperto dove l’immondizia viene anche bruciata, ma anche perchè in questa città non viene creato nulla per i giovani, niente per aggregare, basti pensare alla fine che hanno fatto fare al centro di aggregazione giovanile.
    Io leggo diversamente il messaggio di federica pensando che in una zona ricca di tumori, sarebbe giustizia se qualche malattia colpisse i colpevoli e non coloro che non c’entrano.
    semplice giustizia.
    capisco perchè federica parla così, anche la sua strada e il percorso che fa ogni mattina è pieno di morte è pieno di puzza, di immondizia.

  5. Alain said

    Caro Domenico, per quanto riguarda lo Uttaro, io posso condividere tutte quelle che sono le tue critiche; il sito scelto è assolutamente sbagliato e, più in generale, è errata quella corrente di pensiero (largamente diffusa dalle nostre parti) che pensa di “risolvere” il problema dell’immondizia per le strade con l’apertura di nuove discariche. L’unica scelta sensata da intraprendere sarebbe quella del riciclaggio. Per realizzarla c’è bisogno non solo delle attrezzature e dei luoghi adatti, ma anche e soprattutto di una nuova cultura ambientalista da inculcare nella testa degli abitanti di Terra di lavoro. C’è bisogno di tempo e naturalmente della volontà politica. Nel frattempo io credo che l’unica soluzione, temporanea, da adottare sia quella di continuare a sversare l’immondizia a lo Uttaro, quanto meno per evitare di vedere continuamente quei cumuli di spazzatura aumentare di giorno in giorno, assieme alle loro malsane esalazioni.

  6. ambienti said

    X Alain
    Per lo Uttaro credi male. Forse non hai seguito tutta la vicenda. Quella discarica lì non è mai stata e non può essere una soluzione. La magistratura penale e quella civile hanno accertato, basandosi su un’ampia documentazione tecnica, che è un impianto irregolare e pericoloso. L’OMS ci dice che accanto alle discariche irregolari e pericolose aumentano le malattie gravi e mortali. vedi a https://ambienti.wordpress.com/2007/07/19/la-lotteria-della-morte/
    Per lo Uttaro ora si pone solo l’esigenza urgente della bonifica. Altrimenti il veleno ce lo ritroveremo nell’acqua e nel cibo per generazioni.
    Rifletti anche un po’ sui tempi. Oltre un anno fa si era deciso sconsideratamente di riaprire la discarica, che poi è stata aperta il 22 aprile, sapendo benissimo che poteva essere solo un rimedio “temporaneo” . Per mettere a regime un sistema di differenziata ci vuole un anno, per approntare alternative come quella proposta il 29 novembre alle Assise della Città di Napoli e del Mezzogiorno ci vogliono 30/40 giorni. vedi a https://ambienti.wordpress.com/2007/11/30/vizi-e-virtu-del-piano-pansa/
    Perché in tanto tempo non si è fatto ancora niente se non pensare di replicare altrove i disastri de Lo Uttaro? Pensare che Lo Uttaro possa essere una soluzione, sia pure provvisoria, è sbagliato e significa fare il gioco di chi vuole illuderci con soluzioni false e intossicanti. In ogni caso la discarica era quasi piena quando è stata sequestrata. Si sapeva benissimo che sarebbe stato così già da luglio. Ed egualmente non si è fatto niente.
    Chi si vede rifiuti davanti a casa può credere che l’attuale situazione sia senza via d’uscita e può avere la tentazione di accettare il ricatto di “rimedi” folli. Perciò sarebbe bene fare al più presto pulizia delle strategie fasulle, delle false soluzioni e dentro gli apparati che ci hanno portato a questa situazione. Altrimenti andremo incontro a catastrofi sempre peggiori.

    P.S. Ma abiti tra Caserta e comuni vicini? Non ti sei accorto che anche quando la discarica era aperta spesso i rifiuti si accumulavao in strada per molti giorni di fila? La discarica per tutta l’estate è servita a tenere pulito il salotto buono di Napoli. Dove certo hanno il dritto a stare puliti. Ma perché avvelenando i cittadini di altre zone? Tanto più che esisterebbero soluzioni per non danneggiare nessuno. Insomma, per noi a Caserta e paraggi Lo Uttaro era un doppio micidiale danno, una doppia presa in giro.
    https://ambienti.wordpress.com/2007/10/20/gesu-fate-pulizia/

  7. domenico said

    Ricordo soltanto che a 30km da caserta ma stesso nel casertano esistono delle struttore create appositamente per il recuperare il materiale riciclato e sono costrette a prelevare spazzatura da altre regioni perchè nelle nostre zone non avviene il riciclaggio.
    solo questo credo che basti per far riflettere.

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