AMBIENTI

Blog di Resistenza Ambientale

PROTESTA ANTIDISCARICA A PIGNATARO

Posted by ambienti su dicembre 7, 2007

Contro l’apertura di una discarica a Pignataro Maggiore, Caserta, i cittadini dell’Agro caleno si sono dati appuntamento per stamattina alle 10 davanti al Russo Center, a pochi metri dal casello autostradale di Capua. Alla guida della manifestazione i sindaci dei 7 comuni interessati (Pignataro Maggiore, Camigliano, Grazzanise, Sparanise, Calvi Risorta, Giano Vetusto, Pastorano). Nel territorio scuole chiuse, fabbriche bloccate per uno sciopero indetto dai sindacati, negozi con le saracinesche abbassate. Partecipano alla protesta istituzioni civili e religiose, partiti politici, associazioni di operatori economici, agricoltori, allevatori.

aggiornamento:
La manifestazione antidiscarica è stata imponente, con una folla di oltre 6000 persone. Con striscioni e al ritmo di musica e tamburi i manifestanti sono entrati a piedi sull’autostrada Roma–Napoli e per circa tre ore l’hanno bloccata in entrambe le direzioni. Tutto si è svolto pacificamente. C’è stato solo qualche attrito verbale con alcuni degli automobilisti bloccati e con le forze dell’ordine. Il blocco è stato sospeso quando è arrivata la notizia che il commissario delegato per l’emergenza rifiuti in Campania, Alessandro Pansa, ha accettato di aprire un tavolo di trattativa sulla questione discarica, primo appuntamento lunedì prossimo.
Della vicenda si parlerà a Napoli domenica prossima 9 dicembre, dalle 10.30, in una riunione pubblica indetta dalle Assise della Città di Napoli e del Mezzogiorno d’Italia in Palazzo Marigliano, alla via S.Biagio dei Librai 39, nel Teatro Tinta di Rosso. Il tema sarà: Pignataro Maggiore: perché quel sito? Prevista una relazione dell’avvocato Roberto Auriemma, rappresentante legale degli allevatori, produttori agricoli, caseificatori.
Intanto si recitano novene e si celebrano messe a Carinola, per chiedere alla Madonna Immacolata di intercedere per evitare che a 150 metri dale case del paese venga installato il sito di stoccaggio per le false ecoballe previsto da Pansa.

2 Risposte to “PROTESTA ANTIDISCARICA A PIGNATARO”

  1. Gaetano said

    Era questa l’azione che avremmo dovuto fare anche noi, vittime de Lo Uttaro, e che il Comitato Emergenza Rifiuti non ha mai supportato.

  2. ambienti said

    X Gaetano
    Vuoi scherzare? Il Comitato Emergenza Rifiuti si è mosso su diversi piani, così è riuscito a ottenere risultati importanti e a ristabilire qualche principio per la tutela della salute dei cittadini. Princìpi che ora si sta impegnando a far valere anche per la bonifica de Lo Uttaro. È anche grazie alla lotta contro Lo Uttaro che altrove altri hanno capito e agiscono con maggiore consapevolezza e determinazione.
    Ti sfugge forse che per Caserta c’è stata una differenza fondamentale. Sindaco di Caserta e presidente della Provincia avevano firmato il famoso Protocollo e per molti mesi non hanno perso occasione per insultare il Comitato e per “rassicurare” la popolazione sul fatto che la discarica era “a basso impatto ambientale”. Mentre gli altri sindaci del territorio, a partire da San Nicola La Strada, cercavano di lavarsene le mani. Non erano certo in prima fila nell’organizzare e guidare manifestazioni, come invece è successo a Pignataro con le amministrazioni di ben 7 comuni che hanno invitato a chiudere uffici, scuole, negozi e con i sindacati che hanno proclamato uno sciopero. Per il Comitato di Caserta la posizione ostile degli amministratori ha determinato maggiori difficoltà di aggregazione, di comunicazione, di strategia. Quando il 22 aprile è stata aperta la discarica a presidiare non ci sono mai state più di 200 persone e quando la polizia è arrivata a sgombrare ne ha trovate solo una trentina. vedi a http://www.finotti.info/breve-resoconto-dei-tre-giorni-de-lo-uttaro
    Solo in seguito, per la messa di monsignor Nogaro (una celebrazione religiosa, non una manifestazione per fermare fisicamente la discarica) e infine per la marcia del 29 settembre, i cittadini hanno partecipato molto più massicciamente. Non è stato facile raggiungere questo coinvolgimento avendo contro tutte le istituzioni e la maggior parte dell’informazione.
    C’è anche da notare che, purtroppo, persino di una manifestazione imponente come quella di Pignataro ha dato notizia quasi esclusivamente l’informazione locale. Solo oggi, domenica, ne ha parlato un telegiornale nazionale, il TG4, segnalando appunto la sproporzione tra l’importanza del fatto e lo scarso risalto nei media.
    Bisogna comunque far valere le proprie ragioni su più fronti. Il problema è complesso. Non si tratta solo di difendere questo o quel luogo da una discarica, ma di dare una svolta al sistema e al progetto di smaltimento di rifiuti in Campania. Finché questo non si farà saremo tutti in pericolo di avere cumuli di rifiuti puzzolenti sotto casa o piazzati in fossi e colline di ecoballe pochi passi più in là.
    Se si avviasse concretamente dappertutto la raccolta differenziata, con le connesse filiere, sarebbe risolta una parte consistente della questione rifiuti urbani. Evidentemente è la parte umida che nei rifiuti marcisce e puzza; scartandola dall’origine diminuirebbero drasticamente gli effetti indesiderati. Questo è abbastanza facile da capire. Ma abbiamo troppo spesso amministratori e governanti che non sono in grado di capire neanche le cose facili, o che non sono in grado di agire adeguatamente, o che perseguono interessi diversi da quelli della maggioranza dei cittadini.

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