AMBIENTI

Blog di Resistenza Ambientale

Archive for 11 dicembre 2007

IL TERZO MONDO DIETRO L’ANGOLO

Posted by ambienti su dicembre 11, 2007

Ci ha scritto un’altra volta lo studente Domenico Letizia di Maddaloni che già era intervenuto qui ^. Per dire:

A Maddaloni la Cucciarella non nè può più! Noi cittadini della Cucciarella non nè possiamo più!
La Cucciarella è una zona periferica di Maddaloni che è sempre stata disagiata. Chi la vive la considera sempre di più un vero e proprio ghetto senza nessun luogo di aggregazione e senza nessuna sicurezza per gli abitanti.
Con la questione rifiuti questa zona è divenuta ancora di più uno squallore. Chi viene la considera una discarica a cielo aperto, perchè l’immondizia è ovunque, a volte anche sulla strada, ostacolando la circolazione. Il problema dell’immondizia da noi è doppio, non solo perchè viviamo in una discarica a cielo aperto ma anche perchè l’immondizia di notte viene incendiata e brucia fino alla mattina.
Lucia, una studente liceale che ogni mattina percorre questa strada per andare al ”Don Gnocchi”, dice che deve correre perchè la puzza dell’immondizia putrida e anche dell’immondizia bruciata è troppo forte e lei ogni volta che arriva a scuola ha i vestiti impregnati di puzza.
Davide, altro studente della zona, si unisce a questa lamentela aggiungendo il problema dei trasporti pubblici, in particolare della Laudato L.T.P che rende il viaggio agli studenti sgradevolissimo nonostante tutti paghino un costoso abbonamento.
Io, Domenico Letizia del Comitato No Uttaro, che anche abito in questa zona, dico che la situazione nelle periferie è gravissima, non solo per la povertà diffusa che costringe la gente a girovagare tra i rifiuti per trovare qualcosa. Per i giovani non c’è nulla e l’immondizia è ovunque. Queste zone sembrano davvero luoghi malfamati da terzo mondo, senza prospettiva. Il problema dei rifiuti nel casertano viaggia in parallelo con quello del Macrico. Le città hanno bisogno sia di riciclaggio che di verde e le istituzioni non vogliono risolvere nessuno di questi problemi.
Noi delle periferie siamo stanchi, vogliamo risposte, ma soprattutto fatti.
Aspettando risposte, saluti
Domenico Letizia per i cittadini della Cucciarella

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QUISQUILIE E PINZILLACCHERE 2

Posted by ambienti su dicembre 11, 2007

Il mondo delle idee è una gran bella cosa. Che il presidente della Provincia di Caserta abbia concepito ben sei idee per affrontare l’emergenza rifiuti non potrebbe che rallegrarci ^ . Se l’allegria non si mischiasse con la perplessità per il fatto che le sei idee sono state agitate in riunioni del PD e poi proclamate attraverso un sito di propaganda personale. Se si tratta di idee che De Franciscis intende proporre nella sua funzione istituzionale di presidente della Provincia, perché non le ha manifestate innanzitutto in una sede istituzionale o, meglio ancora, in un confronto pubblico? E poi perché continua a parlare a nome della Campania, visto che nel già circoscritto campo dei cittadini simpatizzanti del PD lui può appena considerarsi, e risicatamente, il rappresentante di una provincia?
In fondo, però, queste e altre quisquilie e pinzillacchere ^ non avrebbero frenato il nostro festoso applauso, visto che i propositi di De Franciscis sono ora in apparenza energici e riguardano la soluzione di un problema che ci tocca drammaticamente. Se non fosse che – stringi stringi – nessuna delle sei “proposte” sembra concepita in una prospettiva di immediata operatività, come invece ci saremmo aspettati dopo oltre un anno di inutile attesa del piano rifiuti provinciale.
Ci saranno pure le pastoie legislative, ma intanto perché non entrare nel merito del piano Pansa e spiegarci come il presidente della Provincia, per giunta subcommissario per l’emergenza rifiuti, vorrebbe affrontare strategicamente il problema, al di là della distribuzione del bottino d’affari dei rifiuti a “imprese specializzate”? Imprese che, peraltro, se fossero quelle già note nel territorio sarebbero specializzate in tutt’altro che nel garantire un servizio regolare ed efficiente.
Arrivati qui, ogni rallegramento è svanito e abbiamo invece la raggelante sensazione che, se dipendesse solo dal presidente, noi cittadini potremmo restare intrappolati in una caverna piena di rifiuti, impossibilitati persino a volgere lo sguardo verso il meraviglioso mondo delle idee in cui lui continua compiaciuto a svolazzare autoconvincendosi che a fare grande un politico bastino le chiacchiere. Come quelle con cui ci deliziò quando proclamò: “Caserta mai più terra dei rifiuti!”, facendo annunciare in un suo comunicato ufficiale che la Provincia avrebbe esercitato “una rinnovata e più ferrea azione di controllo su ogni tipo di attività, specie di stoccaggio di rifiuti e di produzioni di industrie inquinanti, che si intendono realizzare e delocalizzare sul territorio”. Quando lo proclamò? Era il 23 febbraio del 2006, come fino al momento in cui scriviamo si può ancora verificare sul sito della Provincia ^ (altrimenti si può andare in coda alla pagina con le sei idee linkata quassù). E all’incirca nove mesi dopo venne partorito il famoso Protocollo d’intesa con cui, su indicazione della Provincia e con la firma di De Franciscis, si stabili la riapertura de Lo Uttaro.

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