AMBIENTI

Blog di Resistenza Ambientale

Archive for 13 dicembre 2007

AVELENATI PER DISTRAZIONE

Posted by ambienti su dicembre 13, 2007

SEQUESTRATA A SAN FELICE A CANCELLO
UNA DISCARICA CLANDESTINA PERICOLOSA
UTILIZZATA “COSTANTEMENTE NEL TEMPO”.
COME MAI NESSUNO NE SAPEVA NIENTE?

Abbassare la guardia sulle questioni ambientali significa anche guardarsi intorno troppo distrattamente, quando non complicemente, e favorire così ogni genere di avvelenamento dei luoghi in cui viviamo, di distruzione dell’ambiente e delle nostre vite. Di fronte alla notizia odierna dell’ennesimo sequestro di una discarica abusiva nel casertano viene spontaneo chiedersi chi era stato finora “distratto”.
Chi vive qui non sa più bene se rallegrarsi perché le forze dell’ordine sono riuscite a bloccare un’altra fonte di avvelenamento, o se disperarsi perché finora nessun organo di controllo si era accorto di questo disastro vistosissimo – se solo lo si fosse voluto vedere – e perciò di chissà quanti altri crimini ambientali simili e ancora segreti.
A San Felice a Cancello la Guardia di Finanza, nel corso di un servizio finalizzato alla prevenzione ed alla repressione dei reati in materia ambientale, ha individuato in località Tavernole un’area di 32.900 metri quadri adibita a discarica abusiva di inerti, rifiuti catalogati speciali e pericolosi. Sul terreno, tra l’altro, rottami ferrosi, eternit, pneumatici di varie misure, carcasse di elettrodomestici, plastica e residui di attività di demolizione, quantificati in circa 2.000 metri cubi di materiale, frutto di ripetuti scarichi effettuati costantemente nel tempo.
L’area è per la maggior parte un’ex cava di tufo, della profondità di circa 20 metri, che in periodi invernali contiene notevoli quantita’ di acqua piovana; questa, prima di essere assorbita dal terreno, attraversa lo strato dei rifiuti presenti nella cava costituendo un grave pericolo di inquinamento delle falde acquifere sottostanti. L’area è stata sequestrata e 6 persone sono state denunciate.

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PROPOSTE IN PREFETTURA

Posted by ambienti su dicembre 13, 2007

DAL COMITATO EMERGENZA RIFIUTI
PER TUTELARE AMBIENTE E SALUTE
E PER USCIRE DALLA CRISI ATTUALE

SI ALL’IMMEDIATA BONIFICA PER LO UTTARO, NO ALLA DISCARICA A PIGNATARO MAGGIORE

Erano assenti e senza giustifica il Comune di Caserta e il commissario delegato Alessandro Pansa. Ma è stato egualmente denso di argomenti e di richieste per la tutela dell’ambiente e della salute della popolazione l’incontro che si è tenuto stamattina alla Prefettura di Caserta, su richiesta del Comitato Emergenza Rifiuti. Presenti Giuseppe Messina e Antonio Roano per il detto Comitato, gli amministratori comunali della conurbazione casertana (San Nicola, San Marco e Maddaloni), l’assessore provinciale all’ambiente, i rappresentanti tecnici del Comitato dei garanti (Lembo e Santagata), il commissario del consorzio Acsa CE3 Luigi Palmieri. La dottoressa Gerarda Basilicata della Prefettura ha coordinato l’incontro. Non c’erano né il prefetto Elena Stasi, perché fuori sede, né il viceprefetto vicario Francesco Provolo, assente per malattia. Ha partecipato all’incontro anche l’onorevole Giacomo De Angelis.
Il Comitato Emergenza Rifiuti ha posto sul tappeto due questioni che sono state oggetto della discussione: la messa in sicurezza e lo svuotamento della discarica illegale e pericolosa di Lo Uttaro e le proposte del comitato per superare l’attuale crisi.
I rappresentanti del Comitato hanno illustrato un articolato documento ^ e invitato il rappresentante della Prefettura a trasmetterlo al commissario delegato Pansa, con l’espresso invito ad accogliere la proposta di realizzare una discarica temporanea regionale nel territorio di uno dei cinque comuni dell’Alta Baronia, in provincia di Avellino, già individuati dal professor Giovan Battista de’ Medici dell’Università Federico II ^. Connessa la richiesta di rinunciare, in nome del principio di precauzione, al proposito di costruire una discarica provinciale a Pignataro Maggiore, per l’evidente inadeguatezza del territorio e per non ripetere gli errori di Serre e l’orrore di Lo Uttaro fermato infine solo grazie alla magistratura, con il sequestro e con i primi 12 avvisi di garanzia.
Se si realizzasse una discarica regionale sicura e funzionante per ameno 36 mesi – le condizioni tecniche ci sono tutte – si toglierebbe ogni alibi a tutti gli amministratori campani, si avrebbe la possibilità di elaborare e approvare in modo condiviso i piani provinciali, di procedere rapidamente a costruire gli impianti definitivi.

Circa la discarica illegale e pericolosa di Lo Uttaro il Comitato ha presentato le seguenti proposte:
Previa autorizzazione di dissequestro da parte della magistratura, il Comitato Emergenza Rifiuti propone la messa in sicurezza di emergenza (D.M. 471/99) della discarica illegale e pericolosa attraverso lo sviluppo di tre fasi:
a) Immediato allontanamento del percolato;
b) Eliminazione dei rifiuti freschi (svuotamento e allontanamento dei rifiuti conferiti dal 24 aprile scorso) prima che iniziano i processi di fermentazione anaerobica per la produzione di biogas;
c) In funzione del piano bonifiche approvato dalla Regione Campania nel 2005, che ha dichiarato l’area, e specificatamente il sito di Lo Uttaro, Sito di Interesse Nazionale, il Comitato Emergenza Rifiuti chiede l’immediata bonifica, affidando il progetto a tecnici della P.A. di chiara e riconosciuta fama, pretendendo tempi stretti per elaborare un piano di caratterizzazione nell’ambito delle azioni di messa in sicurezza di emergenza.

Allo scopo di rendere operative le proposte relative alla discarica di Lo Uttaro occorre che il Commissariato di governo garantisca un’adeguata copertura finanziaria e renda pubblico il piano finanziario della gestione post chiusura del Commissario Bertolaso approvato a seguito della sottoscrizione del protocollo d’intesa dell’11 novembre 2006.
Per la tutela e la salvaguardia del principio della trasparenza e della partecipazione, il Comitato Emergenza Rifiuti chiede che il Comitato dei Garanti, settore tecnico, costituito dal dottor Giuseppe Lembo e dal dottor Nicola Santagata, sia confermato nelle sue funzioni, operatività e autonomia, oltre la data fissata del 31 dicembre.

Tutti i presenti hanno discusso delle proposte del Comitato e sottolineato la preoccupazione per l’attuale crisi. L’assessore provinciale all’ambiente Maria Carmela Caiola Caiola ha voluto ricordare che la Provincia sta lavorando per sviluppare un piano dei rifiuti per Terra di Lavoro.

Comunicato del Comitato Emergenza Rifiuti, Caserta 13 dicembre 2007

Il documento presentato oggi dal Comitato in Prefettura, in formato PDF ^

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CONVOCATI IN PREFETTURA

Posted by ambienti su dicembre 13, 2007

foto-prefettura-caserta.jpg“Le problematiche conseguenti alla chiusura della discarica provinciale Lo Uttaro” sono il tema di una riunione che si tiene stamattina, giovedì 13 dicembre, dalle 9, alla Prefettura di Caserta. Per l’occasione il prefetto Elena Stasi ha convocato il commissario delegato Alessandro Pansa, il presidente della Provincia Sandro De Franciscis, i sindaci di Caserta, Maddaloni, San Nicola La Strada, San Marco Evangelista, il dottor Nicola Santagata e il dottor Giuseppe Lembo del Comitato dei garanti per lo Uttaro e una rappresentanza del Comitato Emergenza Rifiuti.
La convocazione fa riferimento a una nota del 22 novembre con cui il Comitato Emergenza Rifiuti ha chiesto alle autorità accertamenti e provvedimenti conseguenti all’accertata pericolosità della discarica posta sotto sequestro il 20 novembre per iniziativa della magistratura penale.
Il documento del Comitato riepilogava la vicenda della discarica e poneva alcune precise questioni. Alla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere il Comitato chiedeva di affidare la discarica al genio militare per la messa in sicurezza; al commissario delegato Pansa chiedeva lo svuotamento dai rifiuti, la bonifica di tutta l’area Lo Uttaro, l’ascolto di istituzioni scientifiche, comitati e associazioni per il superamento dell’emergenza rifiuti; al ministro degli Interni chiedeva che accertasse presto, tramite un’apposita commissione, le responsabilità di amministratori e funzionari pubblici per il disastro a Lo Uttaro; alla Corte dei conti che indagasse su attrezzature per il compostaggio sparite dai magazzini del Commissariato.

Cliccando qui si può leggere l’intero documento diffuso il 22 novembre dal Comitato Emergenza Rifiuti ^

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