AMBIENTI

Blog di Resistenza Ambientale

CHI HA PREFERITO IL CAOS DEI RIFIUTI?

Posted by ambienti su dicembre 20, 2007

di Giuseppe Messina

La situazione è ormai giunta al grottesco. Con la stessa velocità con la quale si sono scelti siti per mettere monnezza imbustata o monnezza tal quale, così in quel di Napoli cambiano idea, tornano sui loro passi, ecc. A parte il caos una cosa è certa: con Serre e Lo Uttaro bloccati dalla magistratura, con Carabottoli a Carinola e Cento Moggia a Pignataro Maggiore bloccati dal popolo, il cosiddetto pool di tecnici “esperti” del Commissario di governo per l’emergenza rifiuti ha contribuito in modo sostanziale ad allontanare la gente dalle istituzioni, a diffidare da scelte che sembrano solo interessate. Scelte che nulla hanno a che vedere con il bene comune e con il buon senso, in una situazione di disordine e di confusione mai vista nella storia recente di questo paese e che non fa immaginare alcuno sbocco.
È tempo di fare nomi e cognomi, di individuare i responsabili e denunciare chi gioca con due mazzi di carte. Occorre voltare pagina. E allora bisogna innanzitutto ricordare che l’11 novembre del 2006 l’allora Commissario di governo, Guido Bertolaso, sottoscrisse un protocollo d’intesa con il presidente della Provincia di Caserta e con il sindaco di Caserta per la realizzazione di una discarica (illegale e pericolosa) in località Lo Uttaro di Caserta. Sulla base di una precisa denuncia alla Procura da parte del Comitato Emergenza Rifiuti, il 20 novembre scorso il sito è stato sequestrato e sono partiti i primi avvisi di garanzia, 12, ove per i responsabili si ipotizzano i reati di falso in atto pubblico, turbativa d’asta, inquinamento della falda freatica.
Nel citato protocollo d’intesa all’art.5 si legge: “La Provincia di Caserta si impegna a predisporre, entro il 31 dicembre 2007, un piano provinciale in materia di rifiuti, che preveda, tra l’altro, la compiuta realizzazione dell’impiantistica al servizio della raccolta differenziata tale da garantire il conseguimento dei risultati previsti dalla vigente normativa in materia in ogni comune della provincia”. Qui sta il punto e la questione della crisi in questo territorio.

Si dice che la politica non si fa con i se. Tuttavia è necessario affermare, senza tema di essere smentiti, che se l’Amministrazione Provinciale avesse fatto il proprio dovere, ossia avesse elaborato il piano, condividendolo magari con le Amministrazioni locali e la società civile – ne avrebbe avuto tutto il tempo – e se avesse individuato i siti per le situazioni di crisi – ha avuto un anno di tempo – oggi non saremmo a questo e il commissario delegato Pansa non sarebbe costretto a scelte riguardo alle quali certamente non ha alcuna cognizione tecnica per poter contestare i suoi collaboratori.
Abbiamo appreso, invece, che il presidente della Provincia, in occasione della Conferenza Regionale del 30 ottobre 2007 a Napoli, convocata per l’individuazione dei siti di stoccaggio, “…afferma di non poter fornire alcuna indicazione su possibili siti di stoccaggio … rammenta ai presenti il recente impegno, in fase di formalizzazione, circa la collocazione della nuova discarica che sostituirà quella di Lo Uttaro…”.
Vale la pena ricordare che l’elaborazione del Piano rifiuti per la Provincia non rientrava tra le opzioni politiche, ma scaturiva da preciso incarico del Commissario di governo per l’emergenza rifiuti nell’ambito dei suoi poteri, accettato e sottoscritto dal presidente della Provincia. Ma se Carabottoli di Carinola non l’ha indicato De Franciscis, quale sito ha indicato la Provincia per la discarica? Ed è credibile il responsabile di un’istituzione locale che rivendicando l’autonomia decisionale in ordine al Piano rifiuti quando ne ha avuta la possibilità non ha fatto assolutamente nulla?
Circa il Commissario di governo, come mai lo studio del professor de’ Medici, noto geologo della Federico II, con siti individuati sin dal febbraio 2007 e proposta di una discarica regionale per almeno 36 mesi, è stato immotivatamente e misteriosamente accantonato?  Questo progetto, fatto proprio in un primo momento dal dottor Bertolaso, avrebbe consentito di affrontare tutte le problematiche connesse, a monte e a valle, dello smaltimento rifiuti, stoccaggio delle “ecoballe” comprese. E perché non è stata sviluppata alcuna alternativa credibile sul piano tecnico e della fattibilità temporale? I rifiuti in mezzo alle strade e la proposta di stoccare in ogni comune i rifiuti prodotti costituiscono una prova inconfutabile dell’ attuale assenza di un piano operativo affidabile nell’agire del Commissariato. Un sito di stoccaggio e una discarica anche di livello regionale avrebbero potuto supportare ogni decisione di chiusura o sospensione di attività dei cosiddetti ex CDR e di qualunque impiantistica scelta o in costruzione.
Caserta, 19 dicembre 2007

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