AMBIENTI

Blog di Resistenza Ambientale

IL PIANO DEL CAOS

Posted by ambienti su dicembre 27, 2007

A Giugliano – Taverna del Re hanno ricominciato ad arrivare “ecoballe” la sera del 25. La chiusura promessa e annunciata è durata solo cinque giorni. Sono ripresi i presìdi degli abitanti e le cariche della polizia. La zona è di nuovo militarizzata. Nel pomeriggio di ieri, mercoledì, la gente ha fermato i camion. Dopo una prima carica delle forze dell’ordine i cittadini si sono stesi sotto i Tir impedendone il passaggio. Ad Aversa i manifestanti contro i rifiuti di cui trabocca la città hanno occupato i binari della stazione ferroviaria: “Voi che partite, raccontatelo fuori che situazione c’è qui”, dicevano i dimostranti ai viaggiatori. Poi hanno bloccato una strada di collegamento extracomunale e hanno fatto un sit-in davanti al Municipio.
I comuni della Campania sono pieni di montagne di rifiuti, in particolare nelle province di Napoli e Caserta. Si salvano un po’ solo i centri-vetrina dei capoluoghi. I cittadini si sentono abbandonati completamente dallo stato. I comitati campani si sono dati appuntamento oggi alle 12 a Giugliano.
Tutti si guardano intorno e si allarmano. Si moltiplicano i folli e criminali incendi di rifiuti. Qualcuno non sa ancora che sui luoghi di questi incendi si producono sostanze tossiche con effetti gravi nell’immediato e per decine di anni?
La tv lascia circolare la solita formula: l’emergenza non si è risolta perchè le popolazioni si sono opposte all’allestimento dei nuovi siti di stoccaggio e di discarica. Il che non è vero per almeno due motivi. Uno è che un problema non si risolve provocando catastrofi, come è successo con Lo Uttaro e come si è deciso che avverrà a Carinola, a Pignataro e in tutti gli altri luoghi condannati. Due perché, se anche le soluzioni del Commissariato fossero state accettabili, non ci sarebbero stati i tempi tecnici per allestire i nuovi siti e liberare dall’incubo Taverna del Re.
Altro che piano. Il Commissariato e il governo stanno procedendo a tentoni per una situazione di cui dall’inizio dell’estate era facile prevedere i termini quasi precisi. Il mago commissario-prefetto Alessandro Pansa ha fatto fiasco, com’era inevitabile che avvenisse se si voleva mantenere una logica che da 14 anni gira a vuoto, che non porta da nessuna parte se non a un crescente caos di fetenzia.
Il piano Pansa – con la retorica dei suoi proclami e del sistema di obiezioni e “condivisione” – resta solo un malloppo di carta preparato probabilmente per provare a sventare la minaccia delle sanzioni europee. Non è stata data alcuna risposta alla principale controproposta che espone una soluzione reale. Il progetto – partito dalle Assise di Palazzo Marigliano a Napoli e dal Comitato Emergenza Rifiuti casertano ^, sulla base di uno studio e delle precise indicazioni tecniche del professor Giovan Battista de’ Medici, idrogeologo dell’università Federico II – continua a non avere alcun riscontro. Alla vigilia di Natale è stato consegnato anche al ministro Pecoraro Scanio ^. Ci sono fondati motivi per non prendere in considerazione questo progetto? Allora diteceli. Le Assise di Napoli hanno anche realizzato  una pubblicazione che prova a spiegare articolatamente perché la cosiddetta emergenza rfiuti è diventata una storìa infinita ^.
Intanto si rincorrono voci bizzarre. Si è parlato di intervento di militari spazzini e di aree militari da utilizzare per lo stoccaggio, sempre “provvisorio”. Per ora sembrano diversivi di poca consistenza.
I sindaci sono stati invitati a individuare siti per collocare i rifiuti nei loro territori. A Maddaloni il consiglio comunale, convocato in seduta straordinaria il 25 dicembre, ha deciso di creare un nuovo stoccaggio per i rifiuti urbani nei pressi dell’interporto. Anche qui i cittadini protestano ^. A Maddaloni ancora sono in autocombustione i rifiuti del Foro Boario sotto lo strato di terra che ci è stato piazzato per frenare i fumi ma non certo con un effetto di risolutiva bonifica. La discarica a Lo Uttaro chiusa e in attesa di bonifica continua a fare scorrere percolato chimicamente arricchito con rifiuti speciali e pericolosi, il Foro Boario emette diossina. Sono questi gli impianti modello con cui il Commissariato  intende risolvere il problema? E’ sempre più evidende che di questo Commissariato sono sbagliati il concetto, la struttura organizzativa, la responsabilità politica governativa dell’averlo tenuto in piedi. Per giunta tuttora non è chiaro se il Commissariato chiuderà, se sarà sdoppiato, se Pansa manterrà l’incarico o arriverà qualcun altro. È stato fatto persino il nome di Pecoraro Scanio.

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