AMBIENTI

Blog di Resistenza Ambientale

Archive for 3 gennaio 2008

FILM DI PAURA

Posted by ambienti su gennaio 3, 2008

CLICCAMIA proposito del monito rinnovato dall’Unione Europea Napoli per i rifiuti in Campania, il Prefetto di Napoli, Alessandro Pansa, commenta: “Bruxelles è spaventata per le immagini che continuamente girano sulle emittenti televisive, ma non ci sono critiche per il nostro programma che non è saltato e va avanti”.
Pansa, nella sua qualità di commissario governativo per l’emergenza rifiuti, era stato a Bruxelles il mese scorso per illustrare alla Commissione Europea il piano messo a punto per affrontare la crisi. Il prefetto si dice certo che la Campania saprà dimostrare la sua capacità di attivarsi e di risolvere la situazione, “ma ci sono momenti in cui ho avuto le mani legate – afferma – e ciò che me le ha legate maggiormente è stata la mancanza di fiducia dei cittadini nelle istituzioni, perché sono esasperati e subiscono soprusi e sono ingannati da anni”.
Chissà da dove arriva questa sfiducia dei cittadini. Chissà chi è il regista dei “film di paura” che girano nelle tv. Non ritiene il mago Pansa di avere anche le sue colpe, visto che da luglio a dicembre – i mesi del suo incarico al Commissariato – si è limitato a giochetti illusionistici tendenti essenzialmente a far apparire pulito il centro di Napoli e così ”risolta” l’emergenza rifiuti? Ne sappiamo qualcosa intorno a Lo Uttaro, Caserta, dove i mesi di Pansa sono stati uno dei peggiori inferni di questo territorio: giorni in cui non era possibile più vivere in casa propria. E non è finita: non potremo vivere un po’ più tranquilli finché non saranno effettuale le bonifiche dell’area, per le quali al momento ci sono scarse tracce e sempre più evanescenti promesse. Che fiducia vorrebbe uno che ha fatto ricorso contro una sentenza di tribunale nel tentativo di far continuare a tempo indeterminato questo inferno?

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IL LUOGO DEL DELITTO

Posted by ambienti su gennaio 3, 2008

Il presidente della Provincia di Caserta Sandro De Franciscis stamattina starebbe effettuando un sopralluogo all’interno della discarica Lo Uttaro per verificare la possibilità di realizzarvi un sito di trasferenza per i rifiuti giacenti nelle strade della città.

Ce ne ha informato il rappresentante della Commissione dei garanti per Lo Uttaro Nicola Santagata. Significa che i nostri amministratori sono ben lontani da qualsiasi soluzione del problema. Si ritorna su Lo Uttaro (sotto sequestro della magistratura) e nel frattempo non si fa nulla per far partire un minimo di ciclo dei rifiuti. Da quanto tempo gli errori e l’inerzia dei nostri amministratori ci stanno spingendo a situazioni di emergenza sempre più grave per poter infine imporre il ricatto di soluzioni inaccettabili?

aggiornamento ore 16:
L’ipotesi di organizzare altri pasticci a Lo Uttaro sembra di nuovo sfumata, Ma finora l’unità di crisi del Comune non sa trovare altra soluzione che lasciare i rifiuti nelle strade dove si stanno formando vere e proprie discariche illegali e pericolose. Ci giungono senalazioni di alcuni luoghi della città dove la strategia degli scarrabili ha favorito la formazione di depositi di rifiuti non solo dei residenti ma di gente “di passaggio”, proveniente probabilmente anche da comuni vicini. Si assiste a scarichi di grossi sacchi da mezzi pesanti – non si tratta certo di rifiuti domestici – e negozianti di pesce sversano, a dispetto delle norme, tutti i puzzolenti residui della loro attività. Stiamo preparando una documentazione fotografica.
I cassoni “scarrabili” ormai sono nuovi mostri. Arrrivano ai balconi delle case e cominciano a puzzare di brutto. E diventano sempre di più un pericolo. Avrebbero bisogno almeno di sorveglianza.

aggiornamento ore 18:
Da Napoli Pansa & Cimmino insistono ancora per sversare da Caserta in zona Lo Uttaro. Conoscono la strada e basterà che gli aministratori locali diano l’assenso per avere un altro sfogo a tutta la crisi regionale. È già successo.

Il Comitato Emergenza Rifiuti è di nuovo in piena mobilitazione.

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COME SI SCEGLIE UNA DISCARICA

Posted by ambienti su gennaio 3, 2008

trecarte.jpgSempre più persone si incuriosiscono sul metodo per scegliere le discariche e i siti di stoccaggio in Campania. Ma non pagava fior di stipendi e consulenze questo Commissariato proprio per programmare? Com’è che si riduce sempre a combinare pasticci all’ultimo minuto? E com’è che per Lo Uttaro non si erano accorti di una catastrofe da almeno 12 indagati per reati penali? Com’è che, gira e rigira, si prendono sempre decisioni così impopolari che non piacciono né ai cafoni allevatori di bufale né al Parlamento di Bruxelles? Non eravamo una democrazia dove decide il popolo sovrano? L’Europa non era una vittoria della civiltà? Perché ora ci dicono che per la faccenda dei rifiuti in Campania stiamo cercando di fregarla? I nostri governanti vogliono fregare il popolo sovrano e la civiltà? Non è che avrà sbagliato qualcuno prima e perciò ora ci vuole costringere a ingoiare le scelte impopolari? E non è che quelli che hanno sbagliato prima sono gli stessi che ora fanno altri errori?
Com’è come non è, per provare a capire e a spiegare il metodo campano per scegliere le discariche abbiamo rispolverato una relazione proposta dal professor Gian Battista de’ Medici ^ durante la conferenza stampa sui siti alternativi a Serre organizzata dall’Assise della Città di Napoli e del Mezzogiorno d’Italia, il 12 maggio dell’anno passato, nella sede dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici. Allora si parlava di Serre e il professor de’ Medici non si capacitava che qualcuno avesse deciso di costruire una discarica proprio addosso a un’oasi naturale, a poca distanza dal fiume Sele e in avverse condizioni geologiche. Ora non si parla più di Serre ma di altre località per le quali i ragionevoli dubbi si moltiplicano. Non avranno usato lo stesso metodo a mosca cieca che avevano usato per Serre? Rileggere qualche passo della relazione di de’ Medici può ancora riuscire istruttivo.

L’11 gennaio, esattamente alle ore 14.45, io insieme ad altri delegati delle Assise di Palazzo Marigliano e del Comitato allarmi rifiuti tossici, tra cui padre Alex Zanotelli, fummo ricevuti in Prefettura a Napoli e avemmo una lunga discussione con il dott. Bertolaso e con il suo vice la dott.sa Marta Di Gennaro. Ricevemmo una buona accoglienza anzi quasi una testimonianza di affetto e ci fu chiesto di dare un contributo alla risoluzione dell’emergenza rifiuti. Qualche giorno dopo fui chiamato dalla dott.sa Di Gennaro e mi fu chiesto di collaborare per la ricerca di siti.
Per due mesi io ho collaborato con la struttura commissariale guidata da Bertolaso, partecipando a tutte le riunioni: in Prefettura a Napoli, presso la Protezione civile a Roma e in tutti i luoghi che erano in discussione in quel momento. Si trattava di vere e proprie conferenze di servizio, che venivano quindi tutte registrate. Erano presenti a tali incontri i rappresentanti del ministero dell’Ambiente, cioè i capi di gabinetto e i vicecapi di gabinetto, i rappresentanti di Legambiente, i rappresentanti dell’Apat, l’agenzia nazionale che comprende anche il vecchio servizio geologico di Stato; inizialmente c’era anche il wwf, e in alcune riunioni, anche i delegati della provincia di Salerno.
Fin dall’inizio io posi due questioni alle quali sino ad oggi non sono riuscito ad ottenere risposta, la qual cosa mi indigna ulteriormente. La prima domanda che posi alla struttura di Bertolaso e che pongo ancora oggi è questa: perché tale struttura ha agito fin dall’inizio esclusivamente su cave dismesse?

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UNA BEFFA A RETI UNIFICATE

Posted by ambienti su gennaio 3, 2008

di Pasquale Costagliola ^

Le esternazioni di fine anno del presidente della Repubblica hanno riproposto uno schema consueto, per non dire ovvio, nelle linee generali del discorso alla nazione. Nello specifico argomento della condizione di emergenza della Campania vi è stato un brevissimo accenno all’insegna della disinformazione prevalente operata dagli ambienti ufficiali. Napolitano si è fatto in effetti portavoce delle teorie nichiliste asserite da Bassolino, Iervolino e da tutto il più fedele entourage del governatore.
A quanto pare, ascoltando il messaggio pronunciato a reti televisive unificate dalla prima carica istituzionale, la colpa della crisi epocale che sta distruggendo il nostro territorio è derivata da particolarismi e paure insensate della gente.
Parole in sintonia con le affermazioni stizzite dell’assessore al turismo della Regione Campania Marco Di Lello che ha invocato, a proposito di Carabottoli e della resistenza degli abitanti alla discarica, l’intervento dell’esercito. L’esponente della giunta si è mostrato preoccupato per le sorti di una improbabile Napoli da bere che trova la sua espressione nelle feste di piazza Plebiscito .
Esiste una vulgata che riesce a penetrare in una parte dell’opinione pubblica anche nazionale, con la quale si addossa alla popolazione campana la mancata soluzione del problema rifiuti. Nel blog di Bassolino si può leggere in un passo ^, a commento dell’articolo recente di Gian Antonio Stella sul Corriere della Sera ^, che esistono paure irrazionali che pervadono i campani rispetto alle discariche. Un discorso condotto su un sottile filo che va dal demenziale alla malafede.

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TI MISURO LA DIOSSINA

Posted by ambienti su gennaio 3, 2008

“Purtroppo nel campo sanitario ambientale ci sono posizioni che tendono a minimizzare i rischi ambientali, ma anche che esagerano i danni sanitari in assenza di dati certi, alimentando le paure della popolazione già preoccupata”. Lo dice Fabrizio Bianchi, dirigente di ricerca dell’IFC-CNR di Pisa, nel seguente comunicato ufficiale del CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) che annuncia l’avvio dello studio SEBIOREC (Studio Epidemiologico Biomonitoraggio Regione Campania). Il professor Bianchi chiarisce, comunque, che alla luce di indagini precedenti in Campania “interventi di riqualificazione e protezione ambientale, come le bonifiche, e di prevenzione di malattie, a questo punto si rendono urgenti” e auspica una comunicazione onesta e chiara sul problema.
Da ricordare che in caso di fonti di diossina accertate, tipo cumuli di rifiuti bruciati o discariche fuori controllo, non c’è bisogno di biomonitoraggio per sapere che nelle aree interessate i rischi per la salute aumentano vertiginosamente. Gli esami possono servire solo a conferme quantitave per i micidiali veleni certamente immagazzinati da chi ha respirato “quell’aria”, da chi ha mangiato “quel cibo”. Ben venga il monitoraggio, ma speriamo che non serva a prendere burocraticamente tempo per rinviare un maggiore impegno nei controlli ambientali e nei rimedi per i disastri evidenti.

IL COMUNICATO CNR

Diossina e salute in Campania: parte un nuovo studio

Per dare la giusta dimensione al problema, avviata dalla Regione un’indagine di biomonitoraggio umano che non ha precedenti in Italia per dimensione del campione e che si colloca tra le più ampie condotte a livello internazionale. Sebiorec sarà condotto, tra gli altri, dall’Istituto di fisiologia clinica del CNR

La Regione Campania ha promosso lo studio Sebiorec, che prevede il prelievo di campioni di sangue di 780 persone e del latte materno di 50 donne, in 13 Comuni delle province di Napoli e Caserta, per analizzare il contenuto di diossine e di metalli pesanti.
La lista delle persone coinvolte sarà composta casualmente, in modo proporzionale alla popolazione locale, in una fascia di età che va dai 20 ai 64 anni e in Comuni scelti per diverso livello di rischio ambientale.

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AZIONI PER IL RISARCIMENTO

Posted by ambienti su gennaio 3, 2008

Ci giungono numerose richieste su come ottenere il risarcimento dei danni derivanti dal mancato o inadeguato servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti. Il Comitato Emergenza Rifiuti ha già condotto una campagna sulla questione (vedi qui https://ambienti.wordpress.com/2007/09/18/risarcimento-danni/ ). Abbiamo raccolto molte adesioni e siamo in attesa dell’avvio delle prime cause. Non si tratta di azioni per un vero e proprio “rimborso Tarsu”, ma per la quantificazione dei danni subiti si fa innanzitutto riferimento agli importi pagati a fronte di un servizio carente o inesistente. Il team di Giuriservice ^ impegnato nell’iniziativa ha garantito la gratuità dell’azione anche nell’eventualità di una sconfitta in giudizio.
Per le cartelle che continuano ad arrivare in questi giorni si potrebbe pensare a un ricorso alla Commissione Tributaria, ma è una via più complicata e che presenta qualche rischio. In pratica, per essere al sicuro da complicazioni e spese, finora i nostri avvocati hanno consigliato di pagare e poi chiedere il risarcimento dei danni. Tuttavia gli avvocati stanno riesaminando la questione alla luce degli eventi più recenti, ovvero degli alti cumuli di rifiuti abbandonati a lungo in moltissime strade.
Stiamo organizzando una nuova serie di appuntamenti per spiegare le azioni che andiamo ad intraprendere, fornire chiarimenti, firmare i mandati agli avvocati. È un po’ complicato come organizzazione perché, per attenerci alla legge, facciamo firmare i mandati nelle mani di un legale disponibile a fornire personalmente i chiarimenti a ogni interessato. Nelle riunioni ognuno fa le sue domande e alla fine si firmano i mandati. Appena pronta la nuova campagna – speriamo nei prossimi giorni – lo comunicheremo attraverso il blog.

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