AMBIENTI

Blog di Resistenza Ambientale

CORNETTI COMUNALI

Posted by ambienti su gennaio 8, 2008

LO STOCCAGGIO DEI RIFIUTI TRA EX UCAR ED EX GRAFTECH
A CASERTA È TUTTO UNA BARZELLETTA, DA PIANGERE

cornetto1.jpgLe ultime scelte, o tentate scelte, dell’amministrazione comunale casertana per la destinazione dei rifiuti urbani fanno venire in mente la vecchia barzelletta che comincia col tizio che entra in un bar e chiede un cornetto e un caffè. Non è un granché come barzelletta. Ma che volete, difficilmente l’operato di questa amministrazione richiama ricordi brillanti. La storiella era nel repertorio di Walter Chiari, comico di successo della tv in bianco e nero che con la sua maschera da ebete surreale riusciva persino a raccontarla in modo da strappare un sorriso, se non proprio una risata. Qualcuno non la ricorda o non l’ha mai sentita? Dunque, il tizio chiede cornetto e caffè e il barista gli risponde: “Signore, i cornetti purtroppo sono finiti”. Il tizio ci riflette un po’ e dice: “Bene, mi dia un cornetto e un cappuccino”. Il barista: “Le ho detto che i cornetti sono finiti”. Il tizio: “Allora mi dia un cornetto e un te”. E così via.
Nella nostra realtà i cittadini di San Nicola La Strada, del quartiere Acquaviva e di popolose zone adiacenti dicono: “Non vorremmo crimini ambientali a due passi da casa”. Il Comune di Caserta risponde: “Bene. Allora vi ci metto una discarica aumm aumm, tutta in deroga”. “Ma abbiamo detto no bombe ecologiche!”. “Ah si! Allora vi ci metto un sito di trasferenza per i rifiuti tutto fuori norma”. “No disastri ambientali, please!”. “Ah già, allora trasformiamo l’autoparco dei mezzi di raccolta dei rifiuti che sta lì in un puzzolente deposito abusivo di monnezza”. E così via. Come nella barzelletta, a ogni giro di battute cambia l’inessenziale e viene ignorata la sostanza del problema: i cornetti sono finiti, qui non abbiamo né cornetti né polmoni né vite da “sacrificare” alla vostra incoscienza sui rifiuti.

Ora il Comune è arrivato a trucchetti ridicoli pur di insistere con la pretesa di avvelenarci. Nei giorni scorsi si era saputo della preparazione di un “sito di trasferenza” in un capannone della ex Ucar, nell’area Saint Gobain, ancor più vicino alle case di quanto non lo siano i vari schifi assassini de Lo Uttaro. Subito la popolazione si è mobilitata con denunce pubbliche, esposti, petizioni. E il Comune ha risposto. “La Ucar no? Allora il sito lo mettiamo in un capannone della ex Graftech”.
Peccato che la ex Ucar e la ex Graftech siano in pratica la stessa cosa, entrambe le ex aziende avendo abitato al n.1 di viale dell’Industria. Con un cambio di insegna dalla prima alla seconda. Rifiuti industriali sempre lì. Resterebbe da chiarire il piccolo mistero dell’indirizzo del capannone, indicato dal comunicato del Comune in via Appia anziché in viale dell’Industria. Un tentativo di depistaggio? O la Graftech disponeva di altri immobili sulla vicina via Appia? Vedremo. Comunque, sarebbe uguale ai fini degli effetti sulla popolazione dentro e intorno all’area Saint Gobain. Anche ai fini del pasticcio di sviluppo urbanistico con centro direzionale, edilizia residenziale, albergo di lusso, progetto di Policlinico, delirante immondezzaio. E sarà la stessa cosa ai fini delle proteste e delle denunce che sono già partite. Ai prossimi post ve ne proponiamo qualcuna.
Tornando alla barzelletta, perché poteva far sorridere? Perché è una piccola presa in giro dell’infinita stupidità umana. Il tizio che voleva il cornetto infine sbotta: “Poteva dirmelo prima che non ci sono cornetti. Proverò in un altro bar!”. A questo punto un altro avventore che ha assistito alla scena commenta amichevolmente col barista: “Certo hai avuto una bella pazienza. Io, fossi stato al tuo posto, avrei preso il vassoio con tutti i cornetti e glielo avrei sbattuto in faccia”. Una volta della stupidità si poteva anche sorridere. Ma ora che la stupidità è al potere c’è poco da divertirsi, è una sciagura.

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2 Risposte to “CORNETTI COMUNALI”

  1. lav said

    Vorrei non avere parole, ma oltre a tutto quel che di peggio si può dire degli eccelsi che ci amministrano, che sono dei vigliacchi mi viene proprio di ripeterlo.

  2. Sono incazzato, avvilito, stupito, amareggiato, indignato, quasi, ma dico solo quasi, rassegnato a vivere in uno Stato che ha dimostrato di non essere più Stato, in quanto abdica all’unica ragione seria che giustifica l’esistenza di un insieme di persone organizzato rispetto all’anarchia, ovvero il rispetto di diritti comuni come quello dela salute che nel nostro caso è sancito nell’art. 32 dela carta costituzonale.
    I nostri Padri Fondatori della Repubblica, pur se uscivano da una guerra sanguinosa che ci aveva prostrato, tuttavia ci facevano sperare che un mondo migliore era possibile.
    Questi nostri governanti, attuali e del recente passato, invece, ci fanno rendere conto che un mondo peggiore è sempre possibile e che il fondo non esiste.
    A Caserta siamo oggi costretti a occuparci di rifiuti a centinaia di tonnellate per le strade di tutta la Provincia, tralasciando la precedente questione della bonifica della discarica Lo Uttaro, la quale invece sta continuando a diffondere il velenoso percolato, che si produce continuamente, nelle nostre falde acquifere, senza che nessun Ente (Prefettura, Provincia, Commissariato, Comune di Caserta), anche se più volte sollecitato dal Comitato Emergenza Rifiuti, si prenda la briga di attivarsi per estrarre i milioni di veleno liquido che stanno sotto i rifiuti della discarica illegale.
    Qualcuno ha deciso che dobbiamo morire. Ieri a Porta a Porta, quando da Pianura una signora ha ribadito che il Prof. De Medici aveva da quasi un anno indicato a tutti, Commissariato, Ministero, Regione, un sito lontano da aree abitate dove trattare e stoccare i rifuti dell’intera Regione per un tempo sufficiente a ristrutturare gli ex CDR e a terminare gli altri impianti, il Ministro Pecoraro e il Presidente Bassolino si sono chiusi in un mutismo più forte di un urlo.
    E’ il segnale che le baronie non finiscono mai, che qualcuno è sempre più uguale di altri e che certi territori, per quanto idonei, non pericolosi e strutturalmente validi come quelli indicati dallo studioso che si trovano vicino alle pale eoliche di Vallata e potrebbero essere attrezzati in 30 giorni, sono sacri, anche se praticamente disabitati e non sfruttati.
    Altri territori, più sfortunati perchè non altrettanto politicamente protetti, come Lo Uttaro di Caserta, Pianura di Napoli, Acerra, Caivano, Serre, Villa Literno, Taverna del Re a Giugliano, Carinola, Colle Alto, Terzigno, possono invece essere impunemente martoriati e la gente quindi può anche perdere il diritto alla salute perchè qui, oltre alla camorra, anche lo Stato si impone con decisioni fuorilegge.
    E i ricorsi, anche quando vinti, lasciano in bocca un amaro sapore, perchè una vittoria non serve a nulla se il diritto non viene ripristinato e i colpevoli se la cavano per i tempi biblici della giustizia.
    Non si sa più cosa fare: è possibile che gente pacifica, già afflitta dai mille problemi che questa sfortunata regione le pone davanti tutti i giorni, debba essere costretta a fare resistenza civile e a subire cariche della Polizia come quelle viste nei luoghi suindicati perchè stia zitta e subisca inerte qualunque sopruso sia che venga dalla malavita organizzata o dallo Stato che contravviene alle sue stesse leggi?
    Cari amici, la notte è fonda e la lanterna di Diogene (ricordate disse:”Cerco l’Uomo”) è ormai spenta nell’incedere del tempo.

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