AMBIENTI

Blog di Resistenza Ambientale

Archive for 12 gennaio 2008

IL SABATO DEI NOSTRI SCONTENTI

Posted by ambienti su gennaio 12, 2008

Il panorama di Caserta vi sembra un po’ cambiato? Non vi piace vedere dalla finestra le montagne di rifiuti? Preferite lo Chanel nº 5 ai profumi che da aprile vi stanno regalando gli amministratori locali? Continuate a chiedervi perché il sindaco Petteruti non abbia avviato la raccolta differenziata? Volete sapere perché non è ancora pronto il piano provinciale dei rifiuti che il presidente della Provincia De Franciscis ha avuto oltre un anno di tempo per preparare? Vorreste restituire in fabbrica ^ chi amministra questa città perché pensate che non funzioni bene? Ritenete che chi inquina l’ambiente con un pessimo ciclo di smaltimento dei rifiuti stia minacciando danni alla vostra salute?

APPUNTAMENTO AL MONUMENTO AI CADUTI OGGI SABATO 12 GENNAIO ALLE 10

Poi il solito giro: Prefettura e Comune. Si protesta, si contesta, si manifesta

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CASSONI E CAPANNONE CHE OSSESSIONE

Posted by ambienti su gennaio 12, 2008

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La decisione del Comune di Caserta di portare i rifiuti nel capannone ex Ucar ^ ha arrecato poco sollievo alla città. Molte strade sono sempre più piene di cumuli di rifiuti mentre restano al loro posto i raggruppamenti di cassoni “scarrabili”, in pratica discariche senza alcun controllo. Ce ne sono state segnalate in particolare nel quartiere Acquaviva, limitrofo proprio alla zona Saint Gobain dove si trova il nuovo “panettone” ^, questa volta in scatola, deciso dal sindaco Petteruti.
Laddove i cittadini si sono ripetutamente lamentati per la puzza ormai asfissiante dei cassoni collocati sotto le loro finestre, sono stati posti sugli stessi teli di plastica. Vuol dire probabilmente che non si conta di poter rimuovere i cassoni tanto presto, neanche con lo stoccaggio all’ex Ucar. Accanto ad essi si sono già formati nuovi cumuli di sacchetti e di sacconi.
Insistendo con lo stoccaggio nella stessa zona della città in cui è stata installata la maggior parte degli scarrabili si sta realizzando un’incredibile concentrazione di disagi immediati e di rischi sanitari per la popolazione residente lì. Ieri mattina da quelle parti l’aria già puzzava parecchio. Per non parlare del comune confinante di San Nicola La Strada, anch’esso con popolosi quartieri a due passi dall’ex Ucar, la cui situazione rifiuti è allarmante almeno quanto quella casertana.
Alcune strade di Caserta sono state “liberate”, ma secondo un programma che si sta dimostrando di cortissimo respiro, che sta già aggravando i problemi e i rischi per molti cittadini, che tra poco – non appena il capannone sarà pieno, se non lo è già – potrà lasciare l’intera città in una condizione peggiore che mai. Quando in un’emergenza vengono fatte scelte palesemente sbagliate, che risolvono malissino i problemi e ne creano di supplementari, si sprecano tempo e risorse umane ed economiche che potevano essere impiegate in modo migliore.
Ci risulta che altre ipotesi erano state prese in considerazione prima di scegliere l’ex Ucar. Una riguardava probabilmente un terreno di proprietà comunale, senza abitazioni prossime, che avrebbe potuto essere una soluzione sempre provvisoria ma meno inadeguata di quella che si sta rivelando il capannone. Comunque, ai cittadini non è stato detto quali erano le possibilità e perché le altre sono state scartate. Dopo l’intrigo nero della discarica a Lo Uttaro, in questa città continuano i misteri su problemi della massima gravità che riguardano l’intera popolazione. La comunicazione è giocoforza basata su “voci”. Dal palazzo comunale arrivano solo sgangherati proclami e invettive contro “soliti” e non identificati nemici, sfoghi sconclusionati che sembrano sempre di più i sintomi di una tortuosa mania di persecuzione.
È logico che verso un politico si levino voci critiche, altrimenti non saremmo in democrazia, ma è compito del politico rispondere con argomenti persuasivi e possibilmente con scelte meno criticabili. Oggi il principale solito nemico di Petteruti è Petteruti stesso: per quello che riguardo ai rifiuti non ha fatto – a partire dal mancato avvio della raccolta differenziata, che certamente gli competeva e che in questo momento avrebbe drasticamente ridotto il problema – e per quello che ha fatto e sta facendo di sbagliato. Oggi è un’intera città che protesta e l’intera città tirerebbe un sospiro di sollievo se intravedesse nell’operato dell’amministrazione qualche rimedio sensato per la questione che la assilla.

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EX UCAR, UN’ORDINANZA PIUTTOSTO DISORDINANTE

Posted by ambienti su gennaio 12, 2008

banditore120.jpgL’ordinanza sull’utilizzo del capannone ex Ucar per creare uno stoccaggio di rifiuti si trova nel sito del Comune^ o anche qui ^. Ecco alcune osservazioni su aspetti discutibili del testo.

In merito all’ordinanza del sindaco di Caserta con cui è stata disposta la rimozione dei rifiuti dalle strade e il trasferimento “provvisorio” presso l’area Saint Gobain, in un capannone ex Ucar (o ex Graftech) è possibile esprimere qualche perplessità di ordine giuridico ed amministrativo suscitata da una prima veloce lettura.

a) In primo luogo già la premessa è contraddittoria e ambigua in quanto vorrebbe scaricare la situazione emergenziale esistente sul commissario di governo (o sul subcommissario De Franciscis?), mentre è ovvio che gran parte delle colpe ricade innanzitutto sull’amministrazione comunale per la mancata raccolta differenziata. Gli amministratori locali sono obbligati dalla legge a fare raccolta differenziata, non è una facoltà. Perchè Petteruti non lo ricorda a se stesso ed agli altri suoi amici assessori, in primis Del Rosso?
b) In seguito si giustifica l’intervento sulla base dei roghi e dei “miasmi” (= puzze nauseabonde), ma tali miasmi sono dovuti alla inefficienza della politica ambientale del Comune e non a cause contingenti o improvvise. Fra l’altro da parte di comitati e associazioni per l’ambiente vi era stata la richiesta di sorveglianza attenta affinché si evitassero gli incendi dell’immondizia (bastava un sistema di videosorveglianza che scoraggiasse i delinquenti).
 c) Altro punto dell’ordinanza controverso è quando la stessa diventa praticamente un auspicio piuttosto che una determinazione o un provvedimento amministrativo (“ci si augura … le prospettive non sono incoraggianti …”), come se gli stessi autori non avessero troppa fiducia nell’efficacia della loro azione.
d) È contraddittorio anche il punto in cui si rivendicano i poteri “contingibili ed urgenti” per poter emanare l’ordinanza, ma subito dopo si afferma che i comuni sono privi di poteri emergenziali (ma i poteri “contingibili ed urgenti” non sono forse poteri emergenziali?). Ancora si ripete “i sindaci non possono adottare misure contingibili e urgenti strumentali a garantire il ciclo di rifiuti” però nello stesso tempo si emette l’ordinanza sulla base degli stessi poteri “contingibili ed urgenti”.
e) L’ordinanza sembra, comunque, eccessivamente prolissa e piena di giri di parole (dice ma non dice, il sindaco ha i poteri ma non ha poteri …). Anche in questo caso gli autori non sembrano molto convinti di quanto “ordinato” e disposto.
f) L’ordinanza richiama infine il parere dell’ARPAC con le prescrizioni ma non dice quali erano le prescrizioni. Come è possibile che le prescrizioni di cui al parere “favorevole” dell’ARPAC del 4 gennaio già in data 6 gennaio (Epifania!) siano state superate, in modo che la giunta abbia potuto il 7 gennaio anche preparare la delibera, approvarla e pubblicarla per renderla efficace? Evidentemente tali prescrizioni o non sono state osservate o sono state prese in esame solo dopo l’intervento del sindaco.
g) Nell’impianto generale del documento va rilevata LA PIU’ GRANDE CONTRADDITORIETA’ : l’ordinanza viene emanata solo con i poteri di urgenza per salvaguardare l’igiene pubblica e la salute della collettività, ma in questo modo non si tiene conto che vengono messe in pericolo l’igiene pubblica e la salute di parte della stessa collettività. O dobbiamo pensare che a Caserta ci sono una collettività di serie A ed una di serie B e che “ovviamente” rione Acquaviva e zone limitrofe, per non parlare di San Nicola La Strada, sono zone di serie B?

Ne riparleremo dopo aver sentito i pareri degli studi legali che per incarico dei cittadini interessati stanno verificando la legittimità dell’ordinanza.

Franco

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