AMBIENTI

Blog di Resistenza Ambientale

A PORTE APERTE?

Posted by ambienti su gennaio 13, 2008

dov’è il capannone, clicca per ingrandire →  exucar3.jpg

Le porte dei “palazzi” restano chiuse ^, in compenso sono spalancate le porte del capannone ex Ucar ^. La nuova piccola discarica “provvisoria” di Caserta, o sito di stoccaggio o di trasferenza che dir si voglia. Sempre una trafficata montagna di fetenzia a marcire a due passi dalle case è. Quelli che abitano di fronte, a meno di 300 metri, possono godersi lo spettacolo mentre prendono una boccata d’aria fetida. Tra loro ci sono gli abitanti del Villaggio Saint Gobain che con il Comitato Emergenza Rifiuti hanno promosso e vinto l’azione legale contro la discarica criminale a Lo Uttaro. Si sentono beffati. Un giudice ha dato loro ragione e un sindaco è tornato a stivare rifiuti ancora più vicino alle loro case.

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Siamo seri. Può ritenersi una soluzione questa? Qualche giorno è già un’esagerazione. Sei mesi – com’è previsto nell’ordinanza del sindaco Nicodemo Petteruti ^ – sarebbero un’allucinazione. Ve le immaginate le dolci serate di aprile e maggio quando comincia a diventare “piacevole” cenare a finestre aperte e magari su terrazzino? Che devono fare gli abitanti della zona, tra Caserta e San Nicola La Strada? Evacuare? E un po’ più in là non si corre il rischio che arrivi una nuova Grande Puzza asfissiante come quella che da Lo Uttaro si propagava terribile per tutta la città? E quelli che lavorano negli stabilimenti adiacenti, molto più vicini delle case, che respireranno? Assisteremo all’esodo di qualche altra impresa, con relative tribolazioni dei lavoratori, com’è avvenuto per la EDS Informatica costretta a trasferirsi ^ per quel che avveniva a Lo Uttaro? E il grande albergo Crowne Plaza, 5-600 metri di distanza, cosa proporrà nei suoi depliant? Splendide camere da lezzo ^ com’è successo fino a novembre o ancora passeggiate in giardino e tuffi in piscina per un relax al profumo di marcio?

Le analogie con la “soluzione panettone” a Lo Uttaro ^ sono impressionanti. Anche lì doveva essere tutto “provvisorio” e “sotto controllo”. Il monumento è ancora in piedi dopo anni e a quanto si è saputo la bonifica sarà – quando e se ci sarà – un’operazione complicata, ulteriormente rischiosa per chi la dovrà fare e per chi sta lì intorno, cioè per gli stessi che, differenza di poche centinaia di metri, abitano di fronte al capannone ex Ucar.
Il Comune ha fatto sapere che qui sarà tutto diverso. Il sindaco Petteruti ha tentato di minimizzare dicendo che è solo una “scatoletta”, senza considerare quanto gli abitanti della zona ne hanno le scatolette piene delle promesse e rassicurazioni che da oltre un anno a questa parte per la questione rifiuti si sono rivelate tutte infondate. L’assessore all’ecologia Del Rosso ha assicurato l’efficienza delle contromisure per la deodorazione . Ma erano state fatte anche per i vari pasticci a Lo Uttaro, di cui l’ex Ucar può considerarsi una graziosa dépendance, e sono state travolte da venti di puzza.
E se è così facile tenere “sotto controllo” certe situazioni, perché a Lo Uttaro sono così sfuggite a ogni controllo da renderci impossibile la vita e da provocare gravi interventi della magistratura penale? E quando si tratterà di fare la bonifica chi pagherà e per che cosa esattamente in un’area in cui l’inquinamento da rifiuti urbani va ad aggiungersi a una privata provvista di rifiuti industriali che al privato toccherebbe eliminare, con ingenti spese, se volesse riutilizzare il terreno o venderlo rivalutato? È stato specificato negli accordi? O è stato lasciato un po’ tutto al caso? Sarebbe pretendere troppo chiedere al Comune, alla Regione (che ha competenze per le bonifiche), e al Commissariato (che ha ormai poteri d’intervento assoluti su tutti i problemi dei rifiuti) chiarimenti?

Una Risposta to “A PORTE APERTE?”

  1. […] l’immondizia: la soluzione trovata nel sito di stoccaggio temporaneo (?) Ex Ucar, che è a pochi passi dalle abitazioni e dall’hotel Crowne Plaza, è quanto meno imbarazzante per non dire assurda. Nel mentre Bassolino e la giunta regionale pare […]

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