AMBIENTI

Blog di Resistenza Ambientale

GLI ADORATORI DELL’INCENERITORE

Posted by ambienti su gennaio 23, 2008

lettera.jpgUna lettera aperta del professor Francesco Bernieri, stimato cittadino casertano che si definisce “libero da condizionamenti politici e da ogni interesse che non riguardi la salvaguardia dell’ambiente e la salute dei cittadini”. Bernieri in oltre un anno di impegno civico nel Comitato Emergenza Rifiuti, di cui è stato uno dei fondatori e il portavoce, ha raccolto numerose testimonianze e documenti su quello che non si dice, non si vuol far sapere e non si vuol dire sulla questione rifiuti. Ora che a Caserta il sindaco Nicodemo Petteruti, dopo aver colpevolmente trascurato a lungo l’avvio della raccolta differenziata, ha lanciato l’idea di un termodistruttore “urbano” ^, Bernieri ha voluto esporre qui alcuni concetti utili e abbastanza semplici ma che difficilmente circolano per motivi che diventeranno chiari a chi leggerà la lettera.

Che multinazionali ed industriali italiani abbiano finanziato i principali partiti di centro-destra e di centro-sinistra è per molti ben più di una certezza (questo spiegherebbe perché le cose non cambiano indipendentemente da chi sta al governo). Hanno puntato così a ottenere l’approvazione di leggi che prevedono la concessione di finanziamenti pubblici agli impianti di incenerimento dei rifiuti (CIP 6 nel 92 e certif.verdi nel 2003), facendoli assimilare alle fonti rinnovabili (idroelettrico, eolico, solare …) ed orientando di fatto la soluzione dello smaltimento dei rifiuti verso l’incenerimento anzichè verso la riduzione, il recupero ed il riciclo, molto più rispettosi dell’ambiente e della salute dei cittadini e più convenienti sul piano economico. Eccetto rare eccezioni, infatti, la media nazionale di raccolta differenziata, anche al Nord, non supera il 35/40 %, quota che sostanzialmente rappresenta la frazione umida, la quale non può essere bruciata perché ridurrebbe l’efficienza degli inceneritori. Che il sistema dell’incenerimento non abbia futuro è facile da capire. Come si può pensare di preservare il nostro pianeta per le future generazioni se ci disfiamo di materie prime trasformandole, tra l’altro, in sostanze tossiche? Non essendo le risorse della terra infinite, lascio a voi valutare le conseguenze di tale scelta. Soprattutto chi ha dei figli dovrebbe capirlo.

La verità viene fuori solo in parte, quella più conveniente per alcuni. Dicendo che gli inceneritori producono energia che ritorna in parte ai cittadini che vivono nei pressi dell’impianto in termini di risparmi (vedi Brescia, ma non Acerra), si dice forse l’unica cosa positiva dell’incenerimento di rifiuti. Ma questo minimo vantaggio a quale costo per la nostra salute ed il futuro delle nostre terre?
Non si dice che i costi elevati di questa energia sono sostenuti da tutti i cittadini italiani (vedi voce A3 della bolletta dell’ENEL); se alcuni risparmiano perché vicini agli impianti, siamo comunque tutti a pagare per questo. Non si dice che l’Italia è l’unico paese al mondo che sovvenziona gli inceneritori. Non si dice che la Commissione Europea ha avviato per questo una procedura di infrazione contro l’Italia, in quanto le industrie insalubri non possono godere di stanziamenti pubblici. Non si dice che negli USA ed in molti altri paesi d’Europa e del mondo stanno sostituendo l’incenerimento dei rifiuti con soluzioni alternative molto meno inquinanti (vedi trattamento biologico a freddo) ma soprattutto incentivando l’industria a produrre meno rifiuti. Non si dice che, nonostante le rassicurazioni che vengono date sulle emissioni di sostanze nocive dai camini, non esistono filtri capaci di trattenere le particelle più piccole di 2,5 micron le quali, oltre ad essere le più nocive, si disperdono nell’aria con effetti difficilmente quantificabili per la grande volatilità di queste polveri (nanoparticelle) che possono percorrere centinaia di chilometri prima di posarsi sui terreni ed entrare così anche nella catena alimentare ed arrivare sulle nostre tavole.
Non si dice che gli inceneritori non risolvono il problema delle discariche perché il 30% di ciò che viene bruciato è costituito da ceneri tossiche che vanno smaltite in discariche speciali. Non si dice che l’interesse a incenerire di fatto non incentiva il sistema di recupero e riciclo dei materiali. E se si pensa che una raccolta differenziata. spinta può arrivare al 75/80%, si capisce l’assurdita’ della scelta condizionata unicamente dai grossi interessi economici che passano colpevolmente al di sopra della salute di milioni di persone.
In Campania, poi, certa politica ha fatto sì che nel 97 vincesse la gara d’appalto per la gestione del ciclo integrato dei rifiuti la FIBE/IMPREGILO (leggi Romiti, con collegamenti alla FIAT) che ponendosi come obiettivo principale la costruzione del termovalorizzatore di Acerra ha pensato bene di accumulare i famosi 5/6 milioni di ecoballe come combustibile anzichè preoccuparsi di incentivare la raccolta differenziata che pure faceva parte del contratto. Risulta evidente come lo stesso soggetto che aveva interesse ad accumulare “munnezza”, per poi bruciarla, non poteva avere interesse a differenziarla e riciclarla. Così il termovalorizzatore di Acerra, che doveva essere la soluzione del problema “emergenza rifiuti” in Campania, ne è diventato la causa principale.
Se vogliamo parlare dell’emergenza sanitaria causata dalla frazione umida nelle strade, ci vorrebbe poco, anzi pochissimo, per scongiurarla. Basterebbe avviare subito la separazione umido/secco inviando (come fanno già alcuni comuni) temporaneamente la parte putrescibile agli impianti di compostaggio esistenti nelle regioni vicine, e, contemporaneamente, organizzare gli stessi impianti anche da noi. Orbene, se è la frazione umida a creare il problema principale, frazione che non può essere bruciata, come può l’inceneritore di Acerra essere la soluzione dell’emergenza? Se poi la frazione secca venisse recuperata e riciclata quanto resterebbe da “bruciare”? Ben poco.
Eppure si continua ad affermare che l’unica soluzione al problema dell’emergenza rifiuti è l’incenerimento. E non basta. Si vuol far credere che la questione sia solo campana, attribuendo alla camorra tutte le colpe. Neanche ora che è scoppiato l’inevitabile si vuole ammettere che le scelte fatte sono sbagliate. Permettetemi allora un accorato invito ai nostri rappresentanti istituzionali: prima che sia troppo tardi, ascoltate i suggerimenti che autorevoli esperti hanno messo al servizio della collettività per contribuire alla soluzione del problema rifiuti e che finora sono rimasti inascoltati ed agite secondo il bene comune.
Molto altro ci sarebbe ancora da dire, ma spero che questa mia testimonianza contribuisca a fare chiarezza ed a farci riflettere sul difficile compito che aspetta tutti, nessuno escluso, se vogliamo uscire da una situazione che sta seriamente minando la nostra sopravvivenza e soprattutto quella delle future generazioni.
Francesco Bernieri, Caserta 21/01/08

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: