AMBIENTI

Blog di Resistenza Ambientale

RIFIUTI PER 100 MILIARDI DI EURO

Posted by ambienti su gennaio 27, 2008

100euross.jpgChi getta qualcosa nel sacchetto dei rifiuti il più delle volte non ha un’idea precisa dell’affare che sta contribuendo ad alimentare. Di più si può capire quando arrivano le bollette per pagare la TARSU o TIA che sia. Si può provare a moltiplicare la cifra per il numero dei nostri concittadini, dei nostri connazionali, di tutti gli europei … È un sistema molto approssimativo, giusto per avere un’idea delle dimensioni colossali del movimento di denaro che ci sarà intorno al nostro sacchetto. A fare i conti con metodi più attendibili ha provveduto nel 2007 la Frost & Sullivan ^ apprezzata “società globale di consulenza per lo sviluppo economico di impresa” che ha calcolato in circa 100 miliardi di euro gli introiti annuali del mercato europeo del riciclaggio e smaltimento dei rifiuti.
Si tratta un settore di affari che può fare gola a molti. In Italia in particolare, dov’è diventato chiaro, attraverso il caso Campania, che i controlli di qualità per il servizio non è che siano tanto precisi. Perché – per chi non lo sapesse – le aziende private in genere funzionano così: investono in un prodotto o in un servizio, lo mettono sul mercato e il gradimento del prodotto, se i clienti lo richiedono o no, decide del successo o del fallimento dell’azienda. Insomma se la Fibe–Impregilo fosse andata su un mercato vero, visto che ha prodotto in cambio di soldi non un ciclo vero di smaltimento ma solo immonde e catastrofiche ecoballe, o avrebbe dovuto cambiare sistemi o avrebbe dovuto chiudere in fretta baracca.
L’infimo grado di qualità variamente dimostrato del personale politico italiano – che sia o no sanzionabile per via giudiziaria – rende estremamente problematici i controlli sul ciclo di smaltimento dei rifiuti che dovrebbero essere effettuati dall’ente pubblico pagatore in nome e per conto dei cittadini che usufruiscono del servizio. Ed è ovvio che in una situazione del genere ogni azienda privata – in quanto tale votata essenzialmente al profitto economico – tenda a sguazzarci. Per non dire di quando poi certi andazzi diventano occasioni per un più o meno diretto e personale “finanziamento della politica”.

Antonio Bassolino ^ ha un bel ripetere che lui ha “solo” responsabilità politiche. In casi come quello dei rifiuti il decisore e controllore politico ha il massimo della responsabilità. Ha lui in mano la formula magica che può persuadere qualunque azienda a desistere o a mettere giudizio: “Il tuo prodotto è pessimo. Non hai rispettato il contratto. Non ti pago”.
In altri paesi europei la qualità dei controlli sui servizi pubblici, che siano affidati ad aziende pubbliche o private, viene incrementata attraverso il coinvolgimento dei cittadini, rendendoli destinatari di un’ampia comunicazione e permettendo loro di intervenire realmente attraverso associazioni e comitati. In Italia, e in particolare in Campania, i cittadini che contestano le scelte evidentemente sconsiderate o scellerate dei loro politici nel campo dei rifiuti si trovano spesso davanti la forza pubblica e si argomenta addirittura che si tratta di “sovversivi”. Quando è evidente che a sovvertire ogni regola del vivere civile e della democrazia sono quelli che per interesse privato o inettitudine – a volte per un intreccio di interesse e di inettitudine – provocano disastri infischiandosene degli effetti sui cittadini.
La citata ricerca della Frost & Sullivan ci dice anche qualcosa di molto interessante su come in Europa si considera il futuro dello smaltimento dei rifiuti. Un comunicato sintetico diffuso dalla società di consulenza nel giugno scorso ^, chiarisce che:
“L’obiettivo della legislazione (europea) è attualmente quello di prevenire e minimizzare la produzione di rifiuti. Questo cambiamento di mentalità si riflette in un nuovo approccio rispetto ai temi dello smaltimento dei rifiuti che fa ora parte della revisione della Direttiva Generale sui Rifiuti 75/442/EEC. L’obiettivo e’ ridurre l’impatto ambientale diminuendo l’uso di risorse naturali e promuovendo un uso piu’ efficiente delle risorse. Questa nuova proposta per la gestione dello smaltimento dei rifiuti ha attirato l’attenzione di quegli industriali che in passato non si erano mostrati molto interessati alle politiche ambientali.
Con il lento smantellamento e/o attento monitoraggio delle discariche, oltre che con l’avvio della normativa sull’incenerimento, l’industria del riciclaggio dovrebbe aumentare in modo costante, visto che l’Unione Europea sta diventando una società che ricicla”.

L’analisi della Frost & Sullivan probabilmente non ha considerato che in Italia qualunque sindaco può svegliarsi una mattina e proporre di costruire un nuovo inceneritore ^, senza minimamente tenere conto delle controindicazioni che anche in termini economici per il periodo medio-lungo stanno emergendo in tutta Europa. Bruciare i rifiuti negli inceneritori non solo fa danno alla salute ^ , ma può provocare problemi e costi supplementari molto ingenti, soprattutto se si pensa di bruciare senza differenziazione, riciclo e revisione mirata all’origine dei sistemi di produzione, confezionamento e commercializzazione di ogni merce. L’Europa diventerà una società che ricicla, noi continueremo a sorbirci tutta la fetenzia delle discariche fuori controllo e di nuovi inceneritori. Ma tanto l’Italia è il paese dove i cittadini continuano a pagare e se fiatano vengono definiti “antipolitici” o peggio.

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Una Risposta to “RIFIUTI PER 100 MILIARDI DI EURO”

  1. Grr said

    Caro Ambienti, sono stanca di sentire opinioni assurde su rifiuti, discariche, inceneritori. Tutti aprono bocca su argomenti dei quali non sanno o non capiscono un beneamato c… Sono nata cresciuta e vissuta in grandi città, mi ritengo di normale intelligenza, in grado di apprendere argomenti anche complessi, ho un alto livello di istruzione, svolgo un lavoro intellettuale. Non sono una scienziata, ma riesco a seguire qualche ragionamento di fisica e di chimica. Dopo aver accumulato per mesi e mesi informazioni attraverso letture, ricerche, discussioni, incontri con esperti, credo di avere le idee abbastanza chiare su alcune questioni che mi interessavano. Non credo che si tratti di argomenti facili di cui parlare, c’è l’intreccio di problemi tecnico-scientifici con quelli ambientali, economici e politici. Non è bene ridurli a chiacchiere da cortile, bisogna parlare di fatti ed essere onesti. Insomma, non è possibile che si ascoltino frasi del tipo “opponendovi agli inceneritori avete provocato questo disastro dei rifiuti” o, ancora, “la causa della mondezza in mezzo alle strade è la
    chiusura della discarica” (quella di Lo Uttaro, in questo caso) pronunciate da gente per strada ai margini di una manifestazione o nel corso di un dialogo. Ma che ne sanno costoro di quello che c’è da sapere sul ciclo dei rifiuti, sugli inceneritori, sulle discariche, sulle loro vicende , sulle norme, le leggi, le direttive nazionali, europee, mondiali,sugli studi scientifici ed economici che li riguardano? E che ne sanno di come andrebbero organizzati, costruiti e di come invece vengono organizzati e costruiti, di come dovrebbero funzionare e di come invece li fanno funzionare. Che ne sanno di intrecci politici, di affari e malaffari che ci sono dietro?
    Leggete, informatevi, studiate, seguite le cronache di attualità, di politica, quelle giudiziarie. Comprate quotidiani, riviste, libri, usate il web. Cercate e ricercate notizie su questi argomenti. Ragionateci, comprendeteli, assimilateli. Se avete senso della giustizia, sensibilità verso la natura e gli uomini, se siete onesti, parlate pure, forse direte meno fesserie.

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