AMBIENTI

Blog di Resistenza Ambientale

MONNEZZA INTERPLANETARIA

Posted by ambienti su gennaio 28, 2008

melies1b.jpgCi sono rifiuti anche nel nostro futuro. Se riusciremo ad avere un futuro. L’articolo che segue, trovato su Megachip ^, mi ha stuzzicato alcune riflessioni. Appena stuzzicate però, vista l’ora tarda e una mattinata di lunedì prevista complicata, nella quale avrei in programma persino una capatina a corso Trieste per cercare di capire qualcosa dell’incontro al vertice casertano del supercommissario monnezzaro De Gennaro. Di tentare ora un commento all’articolo neanche a parlarne, perciò ve lo giro così com’è, tanto è copyleft ^.
Solo un’ideuzza annoto, l’ultima che spunta adesso adesso: l’articolo domani me lo stampo e tento di consegnarlo a De Gennaro. Chissà che non gli suggerisca qualche buon rimedio fantascientifico, visto che al momento per le normali vie terrene dice più o meno di non poter fare altro che riaprire vecchie discariche e che le vie del signore – la differenziata in parrocchia ^ – certo incoraggiano a civili e utilissimi atti di buona volontà ma non potranno da sole risolvere la mostruosità dell’attuale assedio dei rifiuti.
Mentre leggevo mi è venuto in mente che il fantascientifico Stanislaw Lem aveva raccontato-anticipato qualcosa a proposito di rifiuti, pianeti e civiltà. Semmai ci tornerò sopra a mente fresca. Penso che intanto i lettori di questo blog potranno essere interessati a riflettere sull’articolo per conto loro.
Carlo Terzo

da Megachip 28-1-08
Assediati dai rifiuti (anche nello spazio) ^
di Davide Pelanda
Attualmente ciascuno di noi produce almeno 1,5 kg di rifiuti al giorno. Andando avanti così, a breve l’ambiente sarà saturo e, come dice qualcuno, dovremmo avere un altro pianeta solo per metterci le immondizie perchè il nostro non basterà più! Se tutti noi provassimo a ridurre i chili di immondizia che facciamo sarebbe già un passo avanti…
Invece gira e rigira i rifiuti sono il frutto dell’estenuante consumismo che ci martella in continuazione e il 90% per cento viene prodotto dai super-iper-maxi-mercati che pullulano nelle nostre metropoli.
Per come stanno andando le cose oggi sappiamo che i rifiuti viaggiano da nord a sud dell’Italia ma anche da nord al sud del mondo. Soprattutto tutta la monnezza converge sempre o quasi dall’Occidente ricco in quella che noi consideriamo la pattumiera mondiale, e cioè il cosiddetto Terzo Mondo.

I rifiuti dei sommergibili nucleari russi dismessi
Rimanendo solo nella nostra Europa, ci sono anche altri Paesi che non se la passano bene e sono un po’ la pattumiera del nostro continente: ad esempio alcuni Paesi poveri dell’Est europeo, tipo la Polonia o la Romania, ma anche alcune ex Repubbliche socialiste sovietiche. Prendiamo come esempio i sommergibili nucleari che esistevano all’epoca della Guerra Fredda e che oggi sono stati dimessi: che fine hanno fatto? Provate a chiederlo agli abitanti di Mayak, una piccola cittadina russa negli Urali dove vivono 90 mila civili. Là c’è uno dei più grandi depositi di rifiuti nucleari europei, dove tutti lavorano a mani nude questo tipo di materiale molto pericoloso, con tecnologie obsolete e dove questa micidiale mondezza arriva anche da altri paesi del mondo. E lì la gente continua a morire di tumori… E proprio lì è stato calcolato che occorreranno 240 mila anni affinché decada il potenziale radioattivo del plutonio accumulato in quei depositi, una cosa paragonabile a 12 mila bombe sganciate su Hiroshima. In quel paesino è anche prevista la costruzione di un nuovo deposito dove verranno conservate 50 tonnellate di plutonio estratte dalle testate nucleari russe.
Ma non basta. Tra l’Atlantico e il Pacifico c’è un altro deposito di rottami di sommergibili nucleari dismessi, se ne contano circa 160. Il tutto per una grande speculazione sulla pelle della gente che sembra frutterà alla Russia – sulla base di accordi tra l’industria nucleare europea, americana e di altri paesi – 45 mila miliardi solo nella fase iniziale. Altro che rifiuti della Campania.
L’immondizia spaziale: fantascienza?
Non basta riempire dei nostri rifiuti i mari italiani, gli oceani del mondo. Ora rendiamo saturo anche lo spazio. Sì, avete capito bene, lo spazio! E non è fantascienza! Perché quando gli astronauti vanno in orbita per installare nuove apparecchiature e satelliti vari, non riportano sulla terra quelli vecchi e rotti: li lasciano in orbita sperando che si disintegrino da soli! Il risultato, detto anche da esperti della NASA, è che anche lo spazio, grande e illimitato, è quasi saturo di immondizia spaziale. Chissà quante tonnellate ce ne saranno!!

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