AMBIENTI

Blog di Resistenza Ambientale

UN ALTRO TRADIMENTO

Posted by ambienti su gennaio 28, 2008

bags.jpgDella riunione di vertice con il commissario De Gennaro tenuta stamattina alla Provincia di Caserta si è saputo che a Ferrandelle-Santa Maria La Fossa arriveranno rifiuti soprattutto da Napoli e probabilmente non ci sarà abbastanza spazio per gli sversamenti dalla provincia casertana. Perciò si faranno altre due piazzole di raccolta, ma non si sa dove e questo lascia presagire altri “disagi” per la popolazione. Quando i Cdr ritorneranno a funzionare occorrerà individuare in provincia più di un sito per le ecoballe. L’indicazione dovrebbe arrivare dal tavolo tecnico costituito dall’amministrazione provinciale insieme ai sindaci. Per giunta il supercommissario De Gennaro si sarebbe detto disponibile a promuovere proposte locali di ogni tipo, comprese, per la gioia del sindaco di Caserta Nicodemo Petteruti, quelle di “piccoli termovalorizzatori” ^… Al momento  il pezzo on line più articolato e dettagliato è quello di Gianluigi Guarino su Caserta c’è ^.
A noi tocca osservare che, con l’avallo del presidente della Provincia Sandro De Franciscis ^, il territorio casertano conferma in pieno la sua vocazione di pattumiera di Napoli e di cesso ambientale ^. Senza che questo escluda il perdurare della crisi attuale e il suo rinnovarsi periodico per almeno un altr’anno. Con il rischio concretissimo che qui l’ennesima finta soluzione dell’emergenza rifiuti diventi la via per una multicatastrofe definitiva. Sembra del tutto accantonato l’unico progetto disponibile – quello de’ Medici promosso dalle Assise di Napoli e dal Comitato Emergenza Rifiuti ^ – che avrebbe potuto darci anni di tregua, e permetterci di arrivare a soluzioni stabili razionali senza gravi ulteriori danni per l’ambiente e la popolazione.
Da notare che in questo quadro la cosiddetta “provincializzazione” a venire del ciclo di smaltimento, di cui anche nella riunione si è parlato, sembra significare solo che gli amministratori locali saranno più liberi da vincoli e controlli per organizzare personali affari di monnezza. Qui per alcuni di loro, lo abbiamo visto già, la tutela dei cittadini è l’ultima delle preoccupazioni.
A questo punto mettono malinconia i cittadini giudiziosamente allineati per autogestire con l’aiuto dei parroci “ribelli e degli ambientalisti “fondamentalisti” la differenziata di cui certi amministratori non hanno mai voluto sapere.
Se le cose stanno così, chi può se ne fugga.

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