AMBIENTI

Blog di Resistenza Ambientale

COMUNICAZIONI INCROCIATE IN PROVINCIA

Posted by ambienti su gennaio 30, 2008

Manifestazione del 6 gennaio davanti al palazzo della Provincia - Clicca per vedere il servizio

Stamattina a Caserta c’è in prima convocazione, alle 9.30, un’attesissima seduta pubblica del consiglio provinciale che ha all’ordine del giorno un unico punto: le comunicazioni del presidente della Provincia, Sandro De Franciscis, in merito all’emergenza rifiuti. Com’è previsto dal regolamento, se non si raggiungerà il numero legale di consiglieri presenti il consiglio si terrà domani, 31 gennaio, alla stessa ora.
Comitati e associazioni per l’ambiente di Caserta hano inviato al Consiglio il documento che segue sottoscritto finora da: Consiglio Pastorale, Medici per l’ambiente, AGESCI, Pax Christi Caserta, SVG, Comitato Caserta città di pace, Ufficio ambiente della Caritas diocesana, Italia Nostra, WWF Caserta, Legambiente, Terra Nostra.

Al presidente dell’amministrazione provinciale di Caserta
Al Consiglio Provinciale
e per conoscenza alla stampa

Oggetto: Crisi ambientale e ruolo e responsabilità della Provincia

Le associazioni ambientaliste e i movimenti presenti sul territorio, impegnati da tempo per contribuire a superare l’attuale crisi definita “emergenza rifiuti”, pongono all’attenzione dell’Amministrazione Provinciale e di tutto il Consiglio, nonché della cittadinanza di Terra di lavoro e della stampa il presente documento, elaborato dai firmatari quale concreto contributo della comunità, nelle sue varie articolazioni per superare la grave crisi e riavvicinare la cittadinanza alle istituzioni democratiche e alla politica attiva.
PREMESSO
Che la cosiddetta “emergenza rifiuti” in Campania non solo ha segnalato al biasimo i responsabili istituzionali e tecnici preposti all’annosa questione che da oltre 14 anni ha intrappolato la Campania in un circuito di spesa, di illegalità e di inefficienze ma ha esposto l’intera popolazione alla mortificazione della propria dignità di uomini e cittadini minacciati da un autentico pericolo sanitario e disastro ambientale; pericolo sanitario già dimostrato, peraltro, dall’Organizzazione Mondiale della Sanità che ha rilevato la relazione che passa tra diverse patologie tumorali e la presenza di rifiuti e discarica abusive o non sul territorio regionale e, più segnatamente, nella provincia di Caserta;
Che l’attuale situazione ha messo seriamente in discussione la credibilità di un intero settore produttivo, quello dell’agricoltura generando una preoccupazione, spesso strumentale, che sta gravemente segnando l’economia agricola della Campania e di tutti i settori dei servizi ad incominciare dal turismo.

CONSIDERATO
Che la strategia in corso, ormai da anni, difficilmente potrà determinare un avvio di soluzione duratura se non si provvede a creare gli strumenti per superare con efficacia la grave crisi in corso e coinvolgere in questa fase i decisori politici che devono recuperare il loro ruolo e la loro missione nell’ambito di una programmazione del futuro, utile per superare l’attuale fase;
Che occorre che in questa grave situazione ciascuna delle componenti delle istituzioni e della società civile svolgano responsabilmente e appieno il proprio compito e che, soprattutto, l’ente di programmazione territoriale trasmetta a tutti la percezione della strada da percorrere e gli obiettivi a breve da raggiungere in considerazione della fine della fase commissariale e dell’imminente passaggio dei poteri agli enti locali;
Che è necessario capire che il futuro della nostra terra è legata alla capacità di programmare e decidere in rapporto ai suoi problemi ma anche alle sue risorse locali che vanno difese e valorizzate, a cominciare dal patrimonio agricolo-zootecnico che fa di Terra di Lavoro un raro esempio di laboriosità, competenze, occupazione e reddito;
Che sul territorio del comune di Santa Maria La Fossa, dove è stata individuata in località Ferrandelle un sito ove stoccare rifiuti, già in località Parco Saurino e località Pozzo Bianco insistono due mega discariche, un sito di stoccaggio di rifiuti imballati, mentre ad appena 400 mt dal confine comunale (il cui territorio è di soli 29 Km2) nella stessa zona, esiste la discarica Maruzzella del comune di San Tammaro, mentre dal 1996 quella comunità ha contribuito e contribuisce significativamente a fronteggiare l’emergenza rifiuti in Campania;
Che l’economia comunale si caratterizza essenzialmente per l’attività zootecnica con oltre 70 importanti aziende bufaline con oltre 20.000 capi allevati si sviluppa su una S.A.U. (Superficie Agraria Utilizzata) in poco meno di 2000 ettari;
Che è urgente porre in essere, invece, politiche che salvaguardino le risorse e che i rifiuti di fatto costituiscono materie che devono essere recuperate e riciclate.
Che in questa direzione assume un significato strategico impostare un piano rifiuti che vada nella direzione del recupero delle risorse (plastiche, vetro, alluminio, carta, ecc.) e non del loro incenerimento, ma anche della diminuzione della loro proliferazione, del recupero della frazione organica putrescibile da restituire al terreno agricolo, sotto forma di compost, con varie tecnologie a partire dall’abitazione di ciascun cittadino.
Che le proposte immediate e il piano provinciale dei rifiuti della Provincia di Caserta avranno come prima ripercussione il superamento diretto delle difficoltà in corso presso il comune capoluogo, come nei tanti grossi e piccoli centri della provincia assai in ritardo sulla raccolta differenziata e sulla costruzione delle isole ecologiche, le cui conseguenze gravano sulla popolazione e sull’ambiente;
Che è assolutamente necessario che gli amministratori pubblici recuperino la loro missione senza svicolare in suggestive proposte tecnologiche, spesso di dubbia fattibilità o addirittura assolutamente incompatibili con il territorio, le sue risorse, le sue esigenze e lo stesso futuro come gli inceneritori, occupando ruoli tecnici impropri;
Quanto già indicato e sancito dal Gruppo di Diagnostica del Prefetto Delegato già nel 1995 sull’impossibilità per il territorio comunale di Caserta di allocare discariche o impianti definitivi per il trattamento dei rifiuti (impianti di compostaggio, inceneritori, discariche, ecc.); incompatibilità peraltro confermata dalla vigente legislazione.
PRESO ATTO
Che i ritardi accumulati, la mancata individuazione di siti per realizzare nuove discariche, siti di stoccaggio, ecc. impediscono a breve la possibilità di risolvere nell’ambito del territorio provinciale la crisi in corso e che la soluzione proposta dal Commissario di governo per smaltire 350 mila tonnellate a Santa Maria La Fossa è assolutamente inammissibile sia per motivi idraulico-agrari, sia ambientali, sia economici, sia perché in netta contraddizione con scelte pregresse già in corso di realizzazione di opere (fattoria didattica, fattoria dei prodotti tipici) su una vasta area confiscata alla camorra e i cui lavori sono in avanzato stato di esecuzione;
Che, in particolare, sono stati finanziati e utilizzati circa 512.000,00 euro erogati dal Ministero dell’Interno con uno specifico PON Sicurezza, di concerto con il Consorzio Agrorinasce; mentre sono previsti ulteriori notevoli finanziamenti per l’avvio della gestione della fattoria, prevedendo 12 U.L.U. e che costituirà un punto di riferimento per la filiera agro-zootecnica-alimentare dell’intera provincia e per tutte le scuole di Terra di Lavoro quale fattoria didattica;
Che occorre proporre al Commissario di Governo, dr. De Gennaro, le molte soluzioni già positivamente individuate sul territorio regionale, come la proposta dell’Università Federico II di Napoli, sin dal febbraio 2007 e giacenti al commissariato di governo da troppo tempo e da troppi silenzi coperte;
Che spetta all’Amministrazione provinciale, quale organo di programmazione territoriale, fare adeguate proposte allo scopo di evitare e prevenire errori ed orrori di cui si è caratterizzata l’attività della struttura tecnica del commissario di governo in questi ultimi 8 mesi in modo particolare;
Che la credibilità delle istituzioni locali sarà tanto più forte e legittimata quanto più condivise saranno le scelte di piano di cui la Provincia di Caserta non può più sfuggire

Per questi motivi

CHIEDONO ALL’AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE
Di lasciare in pace il Volturno, cambiare gli strumenti di decisione, ridare la giusta gerarchia e importanza all’agricoltura casertana (vero motore della ricchezza del territorio), e di bonificare il territorio inquinato;
Di prospettare al Commissario di Governo De Gennaro:
1)La sospensione dell’esecutività dell’atto con cui il Commissariato di governo ha identificato nella località Ferrandelle, in agro di Santa Maria La Fossa, un sito provvisorio di rifiuti imballati e/o tal quali;
2)Di utilizzare, invece, l’impianto di compostaggio quasi ultimato del consorzio CE2 sito nel Comune di San Tammaro, presso località Maruzzella, dove è possibile lo stoccaggio di oltre 350.000 tonnellate di rifiuti provenienti dal territorio provinciale tenendo conto che nel sito in parola insiste:
a)Un’area di trasferenza di circa 1 ettaro;
b)Un’area di circa 6 ettari già attrezzata (con platea di cemento, celle per l’impianto di compostaggio, ecc.) per ricevere i rifiuti.
3)In virtù dei specifici poteri straordinari conferiti dal Governo, di revocare la delibera dell’assessore regionale all’ecologia sul finanziamento delle isole ecologiche nella regione Campania perché onerosa e tecnicamente sbagliata e di stabilire che siano realizzate almeno un’isola ecologica ogni 25.000 abitanti, finanziandole sin da ora attraverso una progettazione tipo che potrebbe fornire lo stesso Commissario di Governo in ragione del tipo di comune (piccolo, medio, grande). Si vuole precisare che solo attraverso questo strumento sarà possibile organizzare seriamente la R.D. e attrezzando il servizio con adeguate isole ecologiche sarà anche possibile attivare un bonus per i cittadini virtuosi da scalare dalla TARSU o, meglio ancora dalla Tariffa.

ALLA PROVINCIA IN QUANTO ENTE DI PROGRAMMAZIONE SI CHIEDE
1)Di elaborare con la necessità e l’urgenza che la questione impone il Piano provinciale R.U., così come da impegno sottoscritto, al Commissario di Governo dr. Bertolaso, con il protocollo d’intesa dell’11 novembre 2006 e lo sottoponga a breve al confronto delle istituzioni locali, della società civile e delle associazioni ambientaliste e costituendo allo scopo uno specifico gruppo di lavoro e uno staff;
2)Di dare contenuto al “garbo istituzionale” e alla dichiarata disponibilità di collaborazione con il Commissario di Governo (che dovrebbe confrontarsi direttamente con la Provincia), indicando ad horas un sito credibile per una discarica provinciale o di far propria la proposta del prof. Dé Medici circa i comprensori dove individuare un sito dove realizzare una discarica regionale per almeno 36 mesi e trasmettere tale indicazione al commissario di governo;
3)Di attivare tutti gli strumenti previsti dalle normative vigenti, nonché dalla struttura commissariale, per effettuare un’immediata messa in sicurezza e la successiva bonifica dei siti identificati nella provincia di Caserta dal Commissariato di Governo e pubblicato nel Piano Regionale di Bonifica delle Aree Inquinate (Settembre 2005);
4)Formulare un quadro chiaro e definitivo di strategie a medio e lungo termine per il risanamento di situazioni ambientali che segnano da anni l’intero territorio provinciale offendendo il comune sentire dei cittadini e attivare strategie di intervento immediato;
5)Di realizzare un adeguato numero di centri di compostaggio della frazione umida in provincia di Caserta;
6)Di predisporre, con ogni consentita urgenza, un piano “Isole ecologiche” almeno una per ogni comune e ogni 25.000 abitanti fornendo modelli tipo ai comuni allo scopo di accelerare i procedimenti amministrativi e diminuire la quantità di rifiuti da destinare a trattamento finale e recuperare quanto più materiale da avviare a recupero, fino a raggiungere, almeno in questa fase i limiti di legge del 35%;
7)Di avviare un piano-programma che indichi alle amministrazioni locali come avviare la separazione secco-umido e l’allontanamento dell’umido;
8)Di dare specifiche indicazioni affinché i sindaci emanino ordinanze sindacali che vadano nel senso della riduzione dei rifiuti (es. vuoti a rendere, divieto di usare buste di plastica per un determinato periodo, divieto di usare contenitori di plastica almeno per l’acqua, ecc);
9)Di elaborare per fasce di comuni (piccoli, medio, grandi) esemplificazioni di regolamenti per il passaggio rapido dalla TA.R.S.U. alla Tariffa;
10)Di favorire da subito la massima circolazione delle informazioni attivando l’immediato coinvolgimento di tutte le categorie (organismi professionali, commercianti, imprese, amministratori di condominio, ecc…) e le associazioni che da anni operano sul territorio.

I SOTTOSCRITTORI DEL PRESENTE DOCUMENTO ASSICURANO
All’Amministrazione Provinciale la propria massima disponibilità a contribuire all’opera di sensibilizzazione dei cittadini alla partecipazione più corretta ed intensa alle attività sopra descritte ed in tal senso chiede di avere a disposizione i materiali informativi di cui sopra, mettendo a disposizione propri locali per l’illustrazione ai cittadini e la fornitura di chiarimenti;
Caserta, 29 gennaio 2008

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2 Risposte to “COMUNICAZIONI INCROCIATE IN PROVINCIA”

  1. rita said

    In via Ferrarecce quasi ogni sera sta ricominciando a diffondersi, come in estate, una grande puzza di bruciato (talvolta acre e talvolta come se provenisse da gomma. I vigili del fuoco, interpellati, non denunciano chiamate ricevute in zona. Di mattina nei paraggi non si vedono cumuli di spazzatura bruciati. Ho letto che ad Orta d’Atella i cittadini hanno fatto degli esposti per una situazione analoga e la puzza di bruciato proveniva, in quel caso, da un’industria. Avete notizia di cosa potrebbe essere? Grazie fin d’ora!

  2. Luigino said

    Stasera, due ore fa, si sentiva anche in via Roma. Anche in via Unità. Sembrava qualcosa di meno e qualcosa di più del bruciato. Era irreale, con tutta quella “nevicata” di contorno, su migliaia di sacchetti ancora per strada. Una cosa che non dice nulla di buono, la “nevicata”. Significa che verranno giorni ancora più brutti di questi. Significa – lo scrivo a mezzanotte quasi del 30 gennaio, Ambienti se lo segnerà… – che forse De Gennaro lascerà prima della scadenza del suo mandato a termine. Brutta cosa buttare a indovinare….o credere di sapere anzitempo …

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