AMBIENTI

Blog di Resistenza Ambientale

CHI VUOLE ESSERE INCENERITO VIVO?

Posted by ambienti su febbraio 2, 2008

noend.gifDa oggi per tre giorni sarà a Napoli e dintorni Paul Connett, il più noto rappresentante del fronte NO-INCENERITORI in ambito internazionale. Primo appuntamento oggi a Napoli a piazza del Gesù alle 17.30, domani, domenica, parlerà alle 10 a Pianura (scuola Falcone in via Torricelli) e alle 17 nell’aula magna del liceo classico Domenico Cirillo di Aversa, lunedì sarà all’Istituto Universitario Orientale di Napoli in orario da definire.

postitconnett.pngPaul Connett sostiene che gli inceneritori – detti anche termovalorizzatori o termodistruttori – sono inutili e dannosi e che esistono altri mezzi più convenienti per risolvere il problema dei rifiuti. In Italia, fuori dall’ambito di chi è particolarmente interessato ai problemi dell’ambiente, il nome di Connett non è molto noto. Non ha mai avuto l’onore di un’intervista in una tv nazionale. Proprio da noi, dove il problema dei rifiuti in Campania è un dramma che sta coinvolgendo l’intera nazione. Molto strano.
Ma chi è Connett? È un contestatore fuorviato da sventate chiacchiere ambientalistiche? Sembra di no. È invece un chimico ed esperto di scienze ambientali che insegna alla St. Lawrence University di Canton, New York. È un teorico che insegue utopie? Certamente no, visto che una grande città americana come San Francisco applicando le sue teorie per l’eliminazione dei rifiuti, essenzialmente attraverso differenziata e riciclo, e dicendo no agli inceneritori, è riuscita a risolvere il problema.
Connett ha il torto di essere uno spirito indipendente e di infischiarsene delle pressioni dei costruttori di inceneritori che qui in Italia riescono ancora a incantare gli amministratori e i politic ^i. Costruire e gestire un inceneritore è in genere un grosso affare. Grasso che cola può essercene per parecchi, anche se alla maggioranza dei cittadini non restano che le diossine e le nanopolveri tossiche che escono dal camino dell’impianto. Per giunta ci sono le ceneri (circa il 30% di peso del materiale bruciato) da smaltire … in discarica, addirittura in una discarica speciale, visto che si tratta di sostanze anch’esse pericolose e tossiche.
Questo in genere nessuno ve lo racconta quando cercano di farvi credere che bruciare i rifiuti è “la soluzione”. In realtà è solo una pericolosa illusione e quasi tutti i paesi che se ne sono lasciati tentare ora stanno facendo retromarcia. Solo in Italia si continuano a progettare e a costruire decine di inceneritori perché è potente la lobby di chi vuole costruirli-gestirli e per altri due essenziali motivi: appaiono come una semplificazione dei problemi gestionali a carico degli amministratori pubblici incapaci e indolenti (realizzo l’inceneritore e non ho bisogno di cambiare nulla nel sistema di raccolta dei rifiuti) e ottengono improprie sovvenzioni pubbliche attraverso il cosiddetto Cip 6, ovvero attraverso una quota delle bollette elettriche che tutti paghiamo, e costituiscono perciò affari particolarmente redditizi.
Per sapere meglio quali sono gli sporchi effetti del trucco degli inceneritori e come se ne può fare a meno, andate a sentire Paul Connett o cliccate sui link qui sotto.

Intervista a Paul Connett sul Manifesto 20/01/08 ^   
Relazione di Paul Connett su Rifiuti zero e sviluppo sostenibile, in formato PDF scaricabile ^  xpdf2.gif

Paul Connett in una miniconferenza video sui rifiuti ^ VIDEO

Una Risposta to “CHI VUOLE ESSERE INCENERITO VIVO?”

  1. maurizio said

    Perché non ci AUTOTASSIAMO (al posto della Tarsu) per mandare a smaltire i rifiuti in Germania (a Lipsia) dove li vogliono?
    E’ una proposta seria, forse chi conosce gli strumenti burocratici per farlo potrebbe farsene portavoce (sono sicuro che qualcuno nel comitato potrebbe valutare la proposta e trovare la strada per proporla nelle sedi idonee).

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