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Blog di Resistenza Ambientale

SU RAITRE IN ONDA LA DIFFERENZIATA

Posted by ambienti su febbraio 2, 2008

ambienteitalia.pngIl settimanale del TGR Ambiente Italia ^ nel nuovo numero in onda oggi, sabato, su Raitre alle 14.50, parlerà ancora dei rifiuti in Campania.
In diretta da Melito, Napoli – un epicentro dell’emergenza – Beppe Rovera farà il punto della situazione con ospiti ed esperti: tra loro anche Walter Ganapini, presidente di Greenpeace Italia, e Daniele Fortini, presidente di Federambiente. Igor Staglianò sarà in collegamento da Pianura con un servizio sui problemi dell’agricoltura e sui terreni che dovranno essere bonificati. Drammatici problemi che hanno radici anche nella mancata raccolta differenziata, come nel caso di Napoli raccontato da Claudia Apostolo.
Ma la questione rifiuti, in Italia, non ha solo ombre: nei servizi di Maurizio Crovato e di Nelson Bova i casi di Cormons, in Friuli, e di Monte San Pietro, in provincia di Bologna. Qui la raccolta differenziata è una realtà quotidiana, fatta porta a porta. Nel caso di Cormons, arriva a superare il 70 per cento. Nel corso della puntata anche il collegamento con Milena Boccadoro e Giulia Baldi dalla redazione e il ”Filo verde”, la rubrica di Carlo Cerrato – che cura la trasmissione con Beppe Rovera – per le risposte alle mail dei telespettatori.

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2 Risposte to “SU RAITRE IN ONDA LA DIFFERENZIATA”

  1. Eddi said

    Buon giorno
    Mi chiamo Eddi, friulano, nel 1971 ho vissuto 4 mesi a San Giorgio a Cremano (Napoli) per motivi di servizio militare. Già allora i rifiuti venivano versati in canaloni tipo fogne aperte e in pochi giorni si accumulavano montagne di rifiuti, anche allora c’erano dei grossi topi che rovistavano tra le immondizie. A distanza di 27 anni credo ci sia stato il tempo necessario per insegnare anche a scuola, ai bambini di allora e adulti di oggi, che le buste con i rifiuti non si buttano fuori dagli appositi contenitori. Oggi in Friuli se butti una busta fuori dal cassonetto ti becchi una sontuosa ammenda.

  2. mymind said

    x Eddi
    Senza dubbio in Campania si è innescato un circolo vizioso tra l’inettitudine e il malcostume degli amministratori e l’ignoranza (a volte giustificabile) e l’inciviltà (sempre ingiustificabile) di parte della popolazione. Un po’ di “terroni” però stanno cercando di rimediare. Guarda che sono tanti. Non si dedicano solo a sacrosante proteste ma anche a proposte costruttive e ad avviare concrete soluzioni. A gennaio per cominciare con l’esperimento della differenziata autogestita, tra associazioni e parrocchie, a Caserta è stato necessario supplicare l’amministrazione comunale affinché rilasciasse la necessaria autorizzazione (sennò si rischiava l’arresto per traffico non autorizzato di rifiuti) e poi è stata una sorpresa la gran quantità di gente che si è messa ordinatamente in fila per depositare plastica, carta eccetera. Sembrava che non aspettassero altro.
    Dove in Campania i cittadini sono riusciti a trovarsi buoni amministratori, ci sono comuni che battono molti record di differenziata e non hanno nelle strade né cumuli di immondizie né topi ( http://www.comuniricicloni.org ). D’altra parte l’attuale disastro dei rifiuti potrebbe derivare in larga misura – lo ha detto la magistratura – da una certa società Fibe le cui teste principali provengono dal cortese Piemonte, ma non per questo qui pensiamo che i piemontesi siano tutti intrallazzatori.
    Ridurre certi problemi quasi a una questione “genetica” – come mi sembra di capire dalle tue osservazioni – non solo è inutile, ma rischia di non farci comprendere che in Italia ormai ci sono sfaceli interregionali che provocano danni maggiori, e in anticipo, dove c’è minore possibilità di resistenza sociale (meno reddito e meno istruzione). Poi arrivano anche altrove. È uno stato di cose che in molti casi fa comodo trasversalmente a tutta la classe politica nazionale che ha nel Sud serbatoi di voti variamente clientelari. Se ne avvantaggia indirettamente persino la Lega quando va in coalizione. Sono voti che la classe politica utilizza per sopravvivere senza dare seriamente conto a nessuno di quello che combina. Se ci convincessimo tutti di questo, invece di perderci ogni tanto in sterili contrapposizioni “geografiche”, forse sarebbe meno difficile trovare vie d’uscita.

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