AMBIENTI

Blog di Resistenza Ambientale

Archive for 5 febbraio 2008

IL SITO REALE DENTRO L’INCUBO REALE

Posted by ambienti su febbraio 5, 2008

DA SCHÖNBRUNN A CARDITELLO E A FERRANDELLE

A Schönbrunn era tutto perfettamente pulito, c’erano le visite guidate nelle stanze e perfino concerti serali di musica classica. Il tutto porta fama e ricchezza agli abitanti della città … Ho incontrato all’aeroporto di Vienna degli studenti peruviani, di Lima, i quali, sentendo che venivo dalla Campania, mi hanno detto: “Ah, venite da Napoli, dove c’è il problema della spazzature per strada!” … Al Real Sito di Carditello ammassi di rifiuti speciali, guaine di cavi di rame evidentemente di provenienza illegale, residui di vernici e materiale da costruzione, parti di carrozzeria di auto abbandonate, copertoni di auto e camion … a Ferrandelle mi è sembrato di vivere in un incubo ambientale: ogni tanto nelle campagne si scorgevano ammassi di rifiuti, intervallati da allevamenti di bufale.

Schonbrunn-Vienna             Carditello-Caserta

di Antonio Roano 

Non ero mai stato dalle parti di Ferrandelle. Ho colto l’occasione domenica 3 febbraio per fare una visita, portare la solidarietà e dichiarare la disponibilità del Comitato Emergenza Rifiuti della conurbazione casertana a supportare le iniziative legali degli abitanti di Santa Maria la Fossa e dei comuni limitrofi.
Siamo partiti da San Nicola la Strada, Caserta, e ci siamo diretti verso Santa Maria la Fossa. Siamo passati accanto al Real Sito borbonico di Carditello, che io non avevo mai visto da vicino. Sono reduce da un viaggio a Vienna di pochi giorni, durante il quale ho visitato la famosa reggia estiva di Schönbrunn. Ebbene, trovandomi al cospetto della reggia di Carditello ho avuto l’impressione, come a Vienna, di fare un tuffo nel passato. Ma quanta differenza!
In Austria era tenuto tutto perfettamente pulito, c’erano le visite guidate nelle stanze e perfino concerti serali di musica classica. Il tutto porta fama e ricchezza agli abitanti della città. Qui, in provincia di Caserta, lo stato di abbandono totale era evidente. Nella parte posteriore dell’edificio, immediatamente al di fuori del muro di cinta, c’erano ammassi di rifiuti speciali, guaine di cavi di rame evidentemente di provenienza illegale, residui di vernici e materiale da costruzione, parti di carrozzeria di auto abbandonate, copertoni di auto e camion. Sullo sfondo la Reggia di Carditello. Nei boschetti adiacenti altri accumuli di rifiuti.

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ESULI

Posted by ambienti su febbraio 5, 2008

L’ASILO POLITICO PER PROTEGGERSI DAI RIFIUTI
Una coppia di giovani napoletani ha chiesto asilo politico alla Svizzera per tutelare la propria salute in seguito all’emergenza rifiuti in Campania. Nostro reportage.
Un gesto che per Giusi e Sergio non è solo simbolico: la coppia, che vive in una zona dove il rischio tumori è molto elevato, vuole proteggere anche il loro futuro bambino.
“Da Berna, dall’Ufficio per gli stranieri, mi hanno risposto che dobbiamo presentare la nostra richiesta in ambasciata o presso un vostro consolato. Ed è quello che intendo fare nei prossimi giorni”.

Leggi tutto su Swissinfo ^

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SU DIFFERENZIATA E TERMOVALORIZZAZIONE

Posted by ambienti su febbraio 5, 2008

In questo dialoghetto della questione si parla in termini concreti, tra persone che hanno a cuore la soluzione di un problema, hanno punti di vista diversi, ma non fanno prevalere né l’affarismo di rapina né astratte ideologie. Lo scenario è il Trentino, ma il discorso può benissimo servire a capire perché in Campania si è frenata la differenziata e siamo nell’attuale catastrofica situazione: il modello del grande termovalorizzatore – ad Acerra sarebbe addrittura da 700 mila tonnellate – è in contrasto con quello della differenziata, e perciò siamo rimasti per anni ad accumulare montagne di ecoballe: perché qualcuno ci speculasse e perché non ci venisse l’idea che un altro ciclo dei rifiuti è possibile. Ora tra chi in Campania proclama la raccolta differenziata c’è chi lo fa solo per provare a discolparsi dalla follia. Domani chissà.

Emergenza-rifiuti: inceneritore necessario?
di Marco Niro
da Megachip ^ 5/02/08

racc_diff.jpgLa raccolta differenziata serve per far funzionare meglio il termovalorizzatore. Buona questa! Peccato che chi l’ha detta non pensava di fare una battuta. Il sottoscritto ricorda di averla sentita pronunciare con estrema serietà dagli affermati giornalisti Luca Floris e Aldo Forbice, durante le loro seguitissime trasmissioni in onda su RaiDue e RadioUno.
L’emergenza-rifiuti di Napoli, in queste settimane, ha consentito a politici e, cosa ancor più grave, a giornalisti di tutte le taglie e di tutti i colori di improvvisarsi esperti della gestione dei rifiuti, senza avere le conoscenze minime necessarie anche solo a dichiararsi informati sulla materia, e di scatenarsi conseguentemente in una sequela di analisi più o meno imprecise quando non addirittura strampalate, annegando il pubblico in un mare di disinformazione maleodorante (in tutti i sensi).
Dalla nuvola di nebbia alzata dagli operatori dell’informazione, l’unico elemento che è riuscito a svettare senza farsene avvolgere è stato il camino dell’inceneritore. Anzi, termovalorizzatore, come in questi giorni lo hanno sempre definito, con instancabile sistematicità, coloro che si sono prodigati a presentarlo come il deus ex machina, o, potremmo dire, la machina ex deo: la macchina della Provvidenza, quella che salverà tutti noi dalla montagna di rifiuti sotto la quale saremmo altrimenti condannati a soffocare.
In estrema sintesi: i rifiuti o li si porta in discarica o li si brucia. E siccome le discariche si esauriscono, e bruciarli produce energia oltre che farli sparire (quasi una magia!), allora è chiaro che debba essere quella dell’incenerimento la strada da percorrere per forza di cose, superando finalmente le ottuse resistenze dei radicali dell’ambientalismo e dell’allarmismo sanitario. Peccato che le cose non siano affatto così semplici come sembrano ascoltando questa semplicistica ricetta confezionata in quattro e quattr’otto dai fan del camino.
Anche in Trentino, dove è prevista da tempo la costruzione di un inceneritore da 100.000 tonnellate, l’emergenza-rifiuti di Napoli ha dato nuovo fiato alle trombe della “termovalorizzazione”.
Per fare un minimo di chiarezza in merito, abbiamo deciso di intervistare insieme Paolo Mayr, della sezione trentina di Italia Nostra, e Nicola Salvati, consigliere del Comune di Trento, i quali, in materia, la pensano sì diversamente, ma hanno in comune le competenze e la preparazione necessarie per discutere della questione senza cadere vittime del semplicismo.

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