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Blog di Resistenza Ambientale

UNA PUZZA DI BARBARIE

Posted by ambienti su febbraio 12, 2008

La magistratura penale e quella civile, con due diversi provvedimenti, e in base a lunghe ed accurate perizie, hanno stabilito la stessa cosa: la discarica a Lo Uttaro è un pericolo per l’ambiente e per la salute dei cittadini. E poi sappiamo praticamente come fa stare male perché quell’aria fetida siamo stati costretti a respirarla per mesi.
La Commissione Parlamentare sul ciclo dei rifiuti e sulle attività illecite ad esso connesse ha denunciato la gravità del caso Lo Uttaro in diversi punti della sua ultima Relazione ^. Ha scritto:

La storia del Commissariamento, inoltre, ha registrato numerose ed allarmanti vicende criminose che hanno visto come protagonisti rappresentanti anche apicali dell’apparato burocratico commissariale, tanto da contribuire a radicare nei cittadini campani una percezione di sostanziale inaffidabilità, se non proprio di collusione con la criminalità di impresa e di tipo mafioso, delle istituzioni preposte alla soluzione dell’emergenza-rifiuti.
Da ultimo, la vicenda relativa alla discarica sita in località Lo Uttaro del comune di Caserta è tristemente emblematica di tale inefficienza collusiva. La circostanza, infatti, che l’Autorità Giudiziaria abbia, sulla base degli stessi atti giacenti presso gli uffici del Commissariato, ricostruito ed accertato l’inadeguatezza ambientale del sito, è sintomo desolante quanto in equivoco –se non del pieno e diretto coinvolgimento nell’attività di precostituzione della falsa rappresentazione della realtà, cosa che spetterà alla magistratura accertare- quanto meno dell’incapacità della struttura commissariale a leggere le proprie stesse carte.
Per la verità, il quadro delle inefficienze deve registrare anche l’inescusabile ritardo con cui l’ARPA Campania –secondo quanto emerso nel corso della medesima indagine- è intervenuta a segnalare le criticità ambientali legate all’utilizzo del sito, con ciò venendo meno alla propria funzione di controllo tecnico neutrale, indispensabile presidio di trasparenza per le scelte della pubblica amministrazione.
La vicenda di Lo Uttaro pone, inoltre, un’ulteriore questione, che attiene alla dinamica dei rapporti fra organi che, pur appartenendo a poteri diversi, devono ritenersi accomunati dalla medesima superiore finalità, la tutela del bene comune.


L’apertura di nuove discariche, in particolare, non deve essere più avvertita come il frutto di scelte poco trasparenti e sprovviste dei necessari studi tecnici. Il caso Lo Uttaro induce questa Commissione a suggerire la necessità di prevedere l’intervento di un organo di valutazione tecnica esterno e distinto rispetto all’amministrazione attiva, in grado di compiere, entro tempi predefiniti, una valutazione di adeguatezza ambientale del sito, di imporre le necessarie prescrizioni per l’utilizzazione e, soprattutto, di vigilarne tempestivamente il puntuale adempimento.
In tale prospettiva, potrebbe apparire utile il coinvolgimento di strutture già ampiamente affidabili, che abbiano davvero caratteristiche di terzietà, con il supporto scientifico di qualificati rappresentanti della migliore ricerca tecnologica ed universitaria.

Ora, contro la legge civile, contro la legge penale, contro i moniti della Commissione Parlamentare, sembra che si stiano facendo “accertamenti” mettendo in conto la possibilità di riaprire Lo Uttaro ^ . Tra i candidati a tornare ad operare lì c’è probabilmente anche qualcuno di quelli che dovevano essere incriminati per attentato alla salute pubblica. Cos’altro resterà in questa terra dopo la distruzione dell’ambiente, della salute e della legge?
Dov’è il sindaco di questa città trasformata in un cesso? Lui che fino a pochi mesi fa di differenziata non ha voluto sentir parlare? Dov’è il presidente della Provincia che in un anno non è stato in grado di preparare un piano vero per lo smaltimento dei rifiuti? Dove sono i politici di qui? E quelli “di lì”? Stanno già tutti pensando al totoelezioni in corso? A come sistemarsi nel meccanismo elettorale blindato concepito per neutralizzare la volontà dei cittadini?
Il dottor Donato Greco, consulente “sanitario” del commissario De Gennaro, verrà di nuovo a raccontarci che lui la sa più lunga di documentati studi scientifici e che non abbiamo di che preoccuparci?  Non lo riteniamo degno di occuparsi della nostra salute, nella migliore delle ipotesi non ha capito niente. Non ha capito, o fa finta di non capire, che qui in Campania la maggior parte di discariche e stoccaggi non sono stati a norma ma gestiti secondo arbitrarie “deroghe”. Riguardo ai rischi statisticamente probabilili per il futuro, prima di imbonirci da Porta a Porta farebbe meglio a leggersi tutta la documentazione elaborata da équipe scientifiche internazionali, che in sede scientifica non risulta smentita da nessuno. Ma dovrebbe soprattutto sforzarsi di capire che,  per esempio, a pochi passi da Lo Uttaro e nel raggio di un chilometro – dove ci sono migliaia di case – siamo già stati male per gli effetti della discarica, che ancora stiamo male per gli strascichi: per mesi siamo rimasti nauseati e storditi dai fetori che arrivavano da quell’impianto FUORI NORMA, non abbiamo respirato regolarmente, in molti giorni abbiamo dovuto usare continuamente le mascherine, la puzza filtrava attraverso le finestre chiuse, c’è chi non è riuscito a mangiare, chi non è riuscito a dormire, chi è stato angosciato per i disturbi manifestati da un figlio piccolo o da un genitore anziano.
Il nostro non è un timore “fantasioso”. Il nostro è terrore e avvilimento per sofferenze già provate e delle quali temiamo ragionevolmente conseguenze cumulative. Proveremo odio per chi ci vorrà ancora sottoporre a simili sofferenze. Si, odio, usiamola questa parola che non ci piace ma che in certi casi definisce realisticamente l’inevitabile reazione ad azioni odiose. Ed è un barbaro incosciente chi scardina una società civile compiendo atti tali da innescare l’odio.

Ora i tecnici del commissariato fanno sbrigativi accertamenti (per la perizia CTU del tribunale ci sono voluti mesi) e potrebbero decidere che avremo altra monnezza nella discarica avvelenata, oltre che nelle strade, oltre che nell’altro immondo affare che è lo stoccaggio al capannone ex Ucar, di scarsissima utiltà, per il quale dovremo per giunta pagare a  un privato imprevedibili costi di bonifica per un’area che era già gravemente inquinata.
Se li lasciamo fare t
ra poco la monnezza ce la porteranno dentro casa da ogni luogo. Già la Grande Puzza torna a invadere le nostre abitazioni e i nostri polmoni.

PARLIAMONE STASERA MARTEDÌ 12 FEBBRAIO, ALLE 19, NEL SALONE DELLA CHIESA DEL SS. NOME DI MARIA A PUCCIANIELLO, NELL’INCONTRO ORGANIZZATO DAL COMITATO CIVICO CITTADINI CASERTANI.

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2 Risposte to “UNA PUZZA DI BARBARIE”

  1. Lav said

    Andiamo a questa assemblea, speriamo di riuscire ad opporci alla barbarie. Ci sarà pure un giudice a Berlino!

  2. Hulk said

    La furbata dell’ultimora: che ne dite, o casertani fessi, se vi ripuliamo la città in quattro e quattr’otto, con giganteschi camion spuntati da chissà dove, proprio quando si dice che riapre Lo Uttaro, così poi voi fate due+due e dite Lo Uttaro aperta=città pulita? I casertani non fessi rispondono che una discarica pericolosa, fuorilegge, puzzolente che ci appesterà per mesi e forse anni, i furbi malfattori se la possono scordare. Così vogliono risolvere il dramma- rifiuti-sotto-casa? Propinandoci veleni per il futuro e soprattutto fregandoci con la pulizia di qualche giorno per poi abbandonarci di nuovo nella merda quando a Lo Uttato verrà a sversare tutta la Campania?

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