AMBIENTI

Blog di Resistenza Ambientale

CHI È SVEGLIO E CHI DORME

Posted by ambienti su febbraio 16, 2008

 di Pasquale Costagliola – Terra Nostra ^

sleep02.jpgMentre ci stavamo mobilitando per opporci all’ennesimo scempio di sversamenti selvaggi a Caserta, che sembrava inevitabile, ecco la notizia del secolo: De Gennaro rinuncia al piano discariche in ragione della pericolosità dei siti in questione. Da rilevare che per Lo Uttaro si parla di veleni, mentre per gli altri luoghi sono in causa frane, problemi di terreno, geologia. Per Caserta l’indicazione è di veleni nel terreno. È sintomatica questa definizione, abbiamo dovuto aspettare questo superpoliziotto prestato all’emergenza per vedere conclamato quanto andiamo predicando da più di un anno.
Tutti i discorsi fatti a Petteruti, De Franciscis, Bertolaso, Pansa sono impalliditi di fronte alla decisione del nuovo commissario che – diciamocela francamente – ha avuto più buon senso dei nostri amministratori i quali non hanno battuto ciglio a venderci per un mucchio di euro che nemmeno hanno raccolto. Ricordiamo i santoni della politica casertana, austeri catoni delle istituzioni, sensibili al richiamo del dovere seduti intorno a Bertolaso, fieri delle loro scelte salvifiche. Stavano offrendo in olocausto Caserta e la conurbazione in nome della sindrome del ynby ovvero yes in my back yard. Si perché solo a Caserta in controtendenza si accettava tutto nel nostro giardino.
Il consolare Petteruti da autentico e fiero uomo di stato non poteva opporsi allo Stato con la s maiuscola. E certamente non si sarebbe opposto ad una riedizione di scelte scellerate, defilandosi come s’è defilato in questi giorni di tensione. Mentre si armeggiava sulla nostra terra i nostri amministratori erano già fuggiti, con la mente e con il corpo scappavano ai nostri appelli. Hanno declinato ogni invito alla resistenza, affermando da lontano che non sapevano, non c’erano e se c’erano dormivano. Forse a pensar male si fa peccato ma, come dice il vecchio Andreotti, che se ne intende, s’azzecca. Addirittura avevano dato qualche carta non tanto chiara. Le stesse forse che erano girate al tempo di Bertolaso con alcuni funzionari del commissario avvisati dalla magistratura. De Gennaro probabilmente avrà preferito non sporcare il suo nome con queste sporche vicende, visto che qualche predecessore lo zampino l’ha lasciato. Lo Uttaro in questa vicenda di febbraio ne esce come il sancta sanctorum dell’inquinamento.
Il bollino blu di De Gennaro vale infine più della menzione di SIN sito di interesse nazionale da bonificare, più degli interventi della magistratura civile e penale. Forse il superpoliziotto ha capito più di molti nostri politici nazionali la situazione de Lo Uttaro.

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