AMBIENTI

Blog di Resistenza Ambientale

Archive for marzo 2008

PER PASTORANO IL TAR DICE NO AI RIFIUTI TOSSICI

Posted by ambienti su marzo 21, 2008

di Giuseppe Messina – Legambiente

Pastorano come Lo Uttaro. Ancora una volta la Magistratura ferma il tentativo di disastro ambientale e la distruzione dell’agricoltura e della zootecnia casertana. Con una fulminea sentenza il TAR Campania, prima sezione, presidente Antonio Guida, ha accolto il ricorso presentato da numerosi coltivatori e allevatori bufalini di Pastorano difesi dall’avvocato Pietro Romano di Caserta, e ha annullato ogni atto che avrebbe trasformato una fondamentale area vocata all’agricoltura e alla zootecnia in una zona per la lavorazione di rifiuti tossici e nocivi. Addirittura la costituzione in giudizio della Regione Campania non è stata ammessa dai giudici napoletani.
I fatti. La ditta Esogest Ambiente S.r.l. con una serie di atti “miracolosi” del comune, della Provincia e della Regione aveva ottenuto l’autorizzazione per realizzare su un terreno della curia di Capua, e da una precedente autorizzazione per un’industria che avrebbe dovuto fabbricare pannelli fotovoltaici, un impianto complesso per lo stoccaggio e trattamento di rifiuti speciali. Ancora una volta responsabili le istituzioni locali – comune di Pastorano, Provincia di Caserta e Regione Campania – per gli atti, pareri e valutazioni ritenuti illegittimi dal TAR e quindi nulli. L’impianto della Esogest che avrebbe lavorato i rifiuti industriali, provenienti da ogni parte, non si farà.
L’agricoltura e la zootecnia, prime vittime delle attività illecite, degli inquinamenti diffusi, della mancata programmazione o di scelte sbagliate, questa volta, insieme alla società civile, agli ambientalisti e a tutti quelli che vogliono il bene comune di questa povera terra, possono gioire e sperare. Gioire perché un danno si è evitato. Sperare perché le istituzioni, ma anche gli imprenditori, capiscano che la società civile non è più disposta a tollerare abusi, illegalità e violenze all’ambiente e alle risorse.
Chi sbaglia dovrà pagare ed ora sulla vicenda Esogest si aprirà l’accertamento sulle responsabilità penali, su omissioni abusi e quant’altro avevano consentito di passare, senza colpo ferire, da un’industria a nullo impatto ambientale (costruzione di pannelli fotovoltaici) a un’industria per rifiuti tossici e nocivi.

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A CASERTA IL PIANO È TUTTO UN BLUFF

Posted by ambienti su marzo 17, 2008

nanopuzza2.jpgNon è altro che un bluff il piano per la raccolta differenziata a Caserta di cui sindaco e Comune continuano a riempirsi la bocca. Siamo andati a vedere e tra i documenti ufficiali dell’amministrazione: il piano non c’è. A meno che un documento simile, del massimo interesse per tutta la popolazione, per il quale sarebbe prevista la massima pubblicità, non venga per qualche motivo tenuto segreto. Ma pensiamo proprio di no. Ciò che si vuol far passare per “piano” è un’accozzaglia di previsioni e disposizioni contraddittorie che non ha niente a che fare con l’avvio di una vera differenziata. In retroscena ci sono le mire di altri “affari” privati che l’amministrazione tenta di far passare per progetti imprenditoriali buoni a risolvere il problema dei rifiuti. Affari che verrebbero fatti con i soldi nostri: con finanziamenti pubblici e con le entrate di una tassa o tariffa per i rifiuti che è la più alta d’Italia e che, visto il programma sballato, è destinata a crescere insieme al caos gestionale e all’inquinamento di questa città.
Il seguente commento di Francesco Silvestre al cosiddetto piano rifiuti di Caserta illustra punto per punto la questione.
Delibera Comune Caserta n.70 del 14/02/2008^    Documento allegato alla delibera^

clicca per la rassegna stampa sul bando per la differenziataAnche il Comune di Caserta avrebbe elaborato infine il “suo” nuovo piano per la raccolta differenziata, come previsto dall’art. 3 dell’Ordinanza di Prodi dell’11 gennaio 2008. Infatti con Delibera n. 70, adottata nella seduta del 14 febbraio 2008, la Giunta ha approvato il “Piano comunale delle misure necessarie per la raccolta differenziata”. Dalla lettura della delibera, che comunque nel nuovo sito del Comune non viene ancora visualizzata, emergono però diverse perplessità sulla “novità” del piano, che in effetti sembra una sintesi di tutte le iniziative poste in essere dal Comune già da novembre in poi, quindi ben prima dell’adozione dell’ordinanza dell’11 gennaio.
Stranamente il cosiddetto piano approvato con la Delibera n. 70 non risulta allegato alla delibera stessa, che richiama invece e rinvia ad una “relazione tecnica”, che riassume tutte le iniziative prese dal Comune, in tempi diversi e comunque scoordinati tra di loro. Basta pensare che la relazione apre con quanto deliberato dal Consiglio Comunale di Caserta in data 6 novembre 2007, sulla base dell’art. 4 della L. 87/2007, con cui venivano prorogati i contratti per la gestione del servizio di igiene già in corso, continua con il rifiuto del Consorzio ACSA CE3 di sottoscrivere le convenzioni per lo svolgimento anche della raccolta differenziata, arriva alla nuova gara del servizio, già in corso e il cui bando di gara scadrà il 27 marzo prossimo, e termina con le ultime determinazioni di acquisto di 50 container scarrabili (quegli enormi orribili cassoni che vediamo da qualche giorno).
Se questo è un “piano” (cioè qualcosa che deve pianificare e programmare il futuro, e non un semplice riassunto delle puntate precedenti), allora si possono ben capire le difficoltà organizzative e programmatorie di questa amministrazione, che mira soprattutto a prendere tempo ed a rinviare i problemi.

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FACCIO PIÙ PRESTO E SCAPPO

Posted by ambienti su marzo 16, 2008

A SAN NICOLA IL CONSIGLIO COMUNALE DI MARTEDÌ 18 ANTICIPATO ALLE 10
LA MANIFESTAZIONE SI FA LO STESSO, ORA È IL MOMENTO DI FARSI SENTIRE
CHI PUÒ SI TROVI AL MUNICIPIO E IN CONSIGLIO ANCHE NELLA MATTINATA

L’amministrazione comunale di San Nicola la Strada, Caserta, deve essersi allarmata per la manifestazione che da qualche giorno i cittadini stanno organizzando per il problema dei rifiuti dandosi appuntamento davanti al Comune martedì prossimo, 18 marzo, alle 17.30, in coincidenza con l’orario di un consiglio comunale. È difficile spiegare in altro modo la decisione, presa ieri, di anticipare il consiglio comunale alle 10 di mattina dello stesso giorno. Così parecchi cittadini, trovandosi al lavoro e avendo già programmato diversamente la giornata, non potranno né manifestare a quell’ora né assistere alla seduta de consiglio in cui si affronterà il tema scottante del bilancio.
Questa anticipazione di orario sembra proprio una fuga, nonostante le scuse addotte. È un atto di disprezzo nei confronti dei cittadini che avrebbero diritto ad essere amministrati con spirito di servizio e con ben altri risultati che quelli rilevabili nello scempio a cui l’amministrazione ha condotto la città.
Centinaia di persone sono state già informate della manifestazione alle 17.30 che comunque si farà, considerando che il martedì a quell’ora il Comune è in genere aperto. Sarà un’occasione per farsi sentire e protestare contro il progetto di trasformare la raccolta differenziata nell’ennesima presa in giro della popolazione, contro il tentativo di lasciare il problema dei rifiuti non risolto davvero e di mantenere alto il suo costo per i cittadini. Si potrà inoltre contestare la presenza sempre più puzzolente e minacciosa – con l’avanzare delle stagioni calde – del sito di stoccaggio nel capannone ex Ucar addosso alle case di San Nicola.
Tutti i cittadini che potranno farlo sono invitati a trovarsi davanti al Comune anche la mattina di martedì: perché questi amministratori sappiano che ormai per loro tentare di sfuggire allo sdegno di chi chiede correttezza e trasparenza di scelte è inutile e ridicolo.

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A SAN NICOLA IL 18 MARZO

Posted by ambienti su marzo 14, 2008

Com.E.R. – Comitato Emergenza Rifiuti

marcia.jpg

SAN NICOLA LA STRADA, CASERTA
MARTEDI 18 MARZO 2008 ALLE ORE 17.30
IN OCCASIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE
APPUNTAMENTO PER TUTTI I CITTADINI
DAVANTI AL MUNICIPIO
PER CHIEDERE ALL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE:
LA RACCOLTA DIFFERENZIATA PORTA A PORTA
L’ISOLA ECOLOGICA
PULIZIA NELLE STRADE E TRASPARENZA NELL’AMMINISTRAZIONE

scarica il volantino ^

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AVERSA IN 30 GIORNI

Posted by ambienti su marzo 13, 2008

aversa02.jpgDi contro agli equivoci di Caserta, l’amministrazione comunale ad Aversa, e in molti altri comuni della provincia, ha chiaramente annunciato un piano di raccolta dei rifiuti subito orientato alla differenziata vera. Lunedì 10 marzo, un giorno d’anticipo rispetto alla scadenza prevista, con un’ordinanza sindacale è stato siglato il piano di raccolta. “Si tratta di una differenziata spinta porta a porta – ha spiegato il sindaco Domenico Ciaramella – Il piano prevede la divisione del territorio in venti piccole zone. Ciascuna sarà servita da due operatori che raccoglieranno, nei diversi giorni della settimana, sia i rifiuti riciclabili che la frazione organica. Ogni condominio avrà i suoi bidoncini carrellati. Dove sarà possibile, saranno collocati all’interno dei condomini, altrimenti si ricorrerà all’uso di bidoni chiusi con chiavi, distribuite ai residenti. Per le strade i cassonetti spariranno”. Sarà allestita anche una piattaforma ecologica su uno standard comunale nei pressi di viale Europa alle spalle dell’ex Inam.

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DIFFERENZIATA AL BANDO

Posted by ambienti su marzo 12, 2008

ANCORA SUGLI EQUIVOCI PER LA RACCOLTA DIFFERENZIATA A CASERTA 

C’è o non c’è a Caserta questo piano per la differenziata? Un articolo apparso oggi sul Mattino sulla scadenza dei termini – che era fissata per ieri – curiosamente non lo dice. Probabilmente non è colpa del Mattino, che ci fornisce comunque un’indicazione segnalando un’ambiguità dell’ordinanza n. 3639 dell’11 gennaio 2008 ^ relativa al piano. Non sarebbe chiaro se i comuni che hanno già avviato la differenziata lo dovevano comunque presentare.
Della presentazione di un piano specifico da parte del Comune di Caserta non si ha finora notizia. Però per l’assegnazione del servizio di igiene urbana, comprensivo di raccolta differenziata, il Comune aveva avviato una procedura con un bando di gara ^ e annessi disciplinare ^ e  capitolato ^  che delinea modi, tempi e obiettivi del servizio da affidare. Si può considerare questo un avviamento della differenziata o un piano? A noi sembra di no. Vista la situazione estremamente critica, sarebbe stato opportuno presentare in ogni caso al commissariato e alla cittadinanza un programma preciso e pienamente conforme ai tempi previsti nell’ordinanza, che stabilisce all’articolo 3.1: “I comuni campani provvedono ad elaborare entro sessanta giorni, anche in forma associata, un piano delle misure necessarie per la raccolta differenziata, e ad avviarne la realizzazione nei successivi trenta. In caso di inadempimento, il commissario delegato nomina un commissario ad acta, che provvede entro centoventi giorni dalla presente ordinanza”. Viene così chiaramente prescritto l’avvio della raccolta differenziata entro l’11 aprile 2008. Nel capitolato annesso al bando del Comune di Caserta si legge che: “La durata dell’appalto è prevista in sessanta mesi (60 mesi) ed avrà inizio inderogabilmente il 1° maggio 2008 indipendentemente dalla formalizzazione dei rapporti contrattuali”. Evidentemente con i termini non ci siamo.

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SCHIZOFRENETICI PER UNA DIFFERENZIATA MOLTO FRENATA

Posted by ambienti su marzo 11, 2008

“Visto che dovremo parlare di differenziata sarò meglio differenziarci”, avranno pesato gli organizzatori dei due incontri che si tengono mercoledì 12 marzo a Caserta. Uno è il seminario in Provincia, dalle 9 a oltre le 16 (inizio ultimo intervento), organizzato dall’Assessorato all’ambiente e con la partecipazione di esperti provenienti da varie regioni d’Italia e dell’ideologo della “vita sobria” Guido Viale ^. “L’incontro è finalizzato ad un confronto operativo tra i Comuni della Provincia ed i protagonisti istituzionali delle esperienze di successo verificatesi in molte realtà italiane, nell’ambito della raccolta differenziata domiciliarizzata, con particolare riguardo agli aspetti tecnico-economici, giuridici, tariffari e comunicazionali”. Così spiega il comunicato invito che si trova qui ^.
L’altro appuntamento è un convegno che si svolgerà dalle 15.30 nell’aula magna del Polo scientifico della Sun, in via Vivaldi. Come ha annunciato il Mattino ^, è organizzato dalla Facoltà di Scienze Ambientali. Il taglio sembrerebbe più divulgativo, visto che si parla di vademecum. Anche qui è prevista, ovviamente, la partecipazione di esperti.
Qualche dubbio è legittimo. Ma quanti esperti abbiamo disponibili, locali o da importare, per la differenziata? Come faranno i docenti della facoltà di Scienze Ambientali, anche invitati dalla Provincia, a trovarsi in due luoghi contemporaneamente? Faranno corse tra via Vivaldi e corso Trieste? E se la Provincia e la Facoltà di Scienze Ambentali non riescono a mettersi d’accordo per evitare gli accavallamenti di orario, potranno mai collaborare in futuro? E che ci fa il professor Umberto Arena – uno di quelli che vorrebbero incenerire tutto – a un convegno sulla differenziata? Ah già, ma a via Vivaldi arriverà anche il sindaco Petteluttaro “per un saluto”, lui che, tra tanti bugiardi proclami di soluzion,i chissà come mai l’11 marzo ha trascurato di presentare il piano per la differenziata vera che era previsto per legge? O lo ha presentato e non ha detto niente a nessuno per modestia? Chissà se qualcuno domani glielo chiederà.

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PETTELUTTARO NON RIESCE A FREGARE IL COMMISSARIO

Posted by ambienti su marzo 11, 2008

CLICCAIl sindaco di Caserta Petteluttaro insiste. Vuole l’impianto per la soluzione finale dei rifiuti a Caserta. Oggi sul Mattino Daniela Volpecina ci racconta ^ che però il commissario De Gennaro gli ha risposto picche perché non competente a decidere. De Gennaro si sta rivelando più accorto del previsto. Meno male. Conoscendo le imprese di Petteluttaro, la sua idea di soluzione finale ci fa venire i brividi. Già ha partecipato al tentativo di sterminio della popolazione con i miasmi e il percolato in falda della discarica a Lo Uttaro – che è un riconosciuto crimine ambientale – e ora di straforo è riuscito a impiantare un sito di stoccaggio alla ex Ucar, in un’area che andava invece bonificata da rifiuti pericolosi industriali. Cos’altro potrebbe combinare? Perché non comincia a impegnarsi seriamente per la differenziata vera, invece di continuare a promettere gli “scarrabili” per una differenziata-truffa che peraltro, annunciata da oltre due mesi, ancora non si è vista?
E’ da più di un anno che le associazioni per l’ambiente casertane stanno chiedendo con insistenza all’amministrazione comunale di risolvere davvero il problema dei rifiuti con un piano per la differenziata vera. Ma il sindaco, anziché confrontarsi con i cittadini, preferisce covare altre strambe e pericolose avventure con un ristretto comitato di affari ansioso di mettere le mani sul denaro pubblico. Non lo sa che per progetti del genere la normativa europea prevede un confronto con tutti i cittadini, primi e principali interessati ai servizi, ai corrispondenti pagamenti e alla situazione della salute? Intanto Petteluttaro mette le mani avanti e dice che se la città in futuro si troverà in altre emergenze rifiuti dipenderà dal fatto che gli hanno negato il suo giocattolo per la soluzione finale. I casertani ci ricascheranno come allocchi? O gli chiederanno perché, mentre molti comuni stanno presentando piani per la raccolta differenziata vera, quella porta a porta, lui e la sua giunta continuano a eludere la questione e a rinviare?

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PUZZOLENTI TRAME

Posted by ambienti su marzo 11, 2008

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All’ex Ucar è stata abbattuto una porzione del recinto in muratura e lunedì mattina è stato installato un nuovo cancello su viale dell’Industria. Si stanno sradicando alberi, probabilmente per costruire una nuova strada interna. Grandi manovre in corso. Al solito senza che nessuno sappia perché. Certo non per fare la differenziata che è l’obiettivo prioritario per andare oltre l’emergenza ora indicato anche dal commissariato e dal governo, oltre che dalle leggi europee e dal buon senso. Mentre la popolazione è bombardata da una campagna elettorale che spesso rivela spudoratamente il carattere di casta del potere politico e tenta di farci chiudere gli occhi sulle responsabilità di oggi e di ieri per lo schifo in cui ci troviamo.
Se va avanti così a Caserta avremo altre stagioni all’inferno con la puzza dei rifiuti. La “scatoletta” alla ex Ucar del sindaco Petteruti – ma c’è già chi lo chiama Pettelucaro dopo averlo chiamato Petteluttaro – comincia a vomitare i suoi miasmi peggiori. Il fetore lunedì 10 marzo è stato insopportabile, soprattutto nella mattinata al quartiere Acquaviva e nell’adiacente zona di San Nicola. Arriva dall’anomalo sito di stoccaggio collocato in un capannone a pochi passi dalle abitazioni, a pochissimi metri da dove c’è gente che tutti i giorni lavora. Il capannone è stato concesso in comodato d’uso al Comune “gratuitamente” da un privato. In realtà le spese per l’allestimento sono già state ingenti e l’aggiunta, a stoccaggio già avviato da un pezzo, di una conduttura per gas e/o percolato è un altro segno di un progetto arrabattato che va ad aggiungersi agli altri disastri voluti dall’amministrazione e subiti da casertani con chissà che speranza.
Ormai è chiaro che in questa regione rifiuti chiamano rifiuti, tanto più dove sono deboli o inesistenti le tutele e i controlli degli amministratori. Figuriamoci poi dove addirittura gli amministratori, come a Caserta, sono i primi ad accettare con entusiasmo i crimini ambientali o a escogitare soluzioni incuranti della popolazione.

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A SAN NICOLA DIFFERENZIATA IN RETROMARCIA

Posted by ambienti su marzo 11, 2008

A San Nicola La Strada, Caserta, gli operatori dell’isola ecologica in via Fermi lunedì 10 marzo hanno cominciato a dire ai cittadini non portare più i rifiuti lì ma di metterli nei cassonetti in strada. L’amministrazione comunale sta tentando di far fallire la breve esperienza delle stazioni ecologiche, prova evidente della disponibilità dei cittadini ad avviare la differenziata e della cattiva volontà dell’amministrazione stessa. Da domani il sindaco vuole ripristinare il servizio stradale. I sannicolesi saranno ancora vittime del contratto capestro con la Jacta-Iacorossi che ha gestito la raccolta con gli effetti che tutti i sannicolesi conoscono? E non c’è da illudersi che il sindaco faccia partire la differenziata porta a porta. Non non gliene frega niente. Altrimenti qualche segno si sarebbe già visto.
I sannicolesi possono aspettarsi un’altra estate con le discariche in strada e con l’arrivo di nuove ondate di puzza dallo stoccaggio casertano ex Ucar, vicinissimo anche a molte case di San Nicola. Per provare a evitare il peggio bisognerà farsi sentire forte. Il COMER, Comitato Emergenza Rifiuti, sta raccogliendo le firme per la differenziata porta a porta e per l’isola ecologica. E’ necessario un impegno di tutti per raccogliere quante più firme è possibile entro la fine della settimana. Già parecchie centinaia di cittadini hanno firmato, ma il COMER punta a qualche migliaio. Si sa che la maggioranza dei cittadini è d’accordo a non passare altri mesi d’inferno, ci mancherebbe, ma per le firme c’è un problema di tempo e di organizzazione. Si può leggere la lettera qui e andare a firmare agli appuntamenti che presto indicheremo.
E’ anche necessario raccogliersi a protestare davanti al Comune. Ci stiamo organizzando. Altre ntizie in questo blog, nei volantini e nei manifesti che il COMER sta preparando.

la lettera da firmare lettera75.jpg

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REPORT NELLA CAMPANIA AVVELENATA

Posted by ambienti su marzo 7, 2008

terrabruciata.jpgTorna su Raitre Report ^ condotto da Milena Gabanelli. Domenica 9 marzo, alle 21.30, propone TERRA BRUCIATA di Bernardo Iovene.
Il servizio riguarda in particolare lo sversamento abusivo di rifiuti tossici e le mancate bonifiche, un affare intrecciato a quello dei rifiuti urbani o anche, come dice Iovene: “Un disastro costruito da imprenditori criminali, politici incapaci o corrotti, pubblici funzionari fannulloni, con la complicità di contadini sprovveduti e cittadini omertosi”.
In esclusiva, Iovene ha intervistato i titolari della ditta accusati di aver sversato nelle campagne e nei canali centinaia di tonnellate di rifiuti tossici
In Campania ci sono 2.551 siti potenzialmente contaminati, il doppio della Lombardia che ne ha 1.300, la maggior parte sono concentrati tra le province di Napoli e Caserta, nella piana campana, dove le falde acquifere, sia quella superficiale che quella profonda, sono inquinate da sversamenti di liquidi pericolosi e cancerogeni. I comuni coinvolti sono 80, sui terreni agricoli sono stati spalmati i fanghi industriali venduti come compost.
Ad occuparsi della bonifica è il Commissario per l’Emergenza delle Bonifiche che dal 2000 al 31 gennaio 2008 è stato il presidente della regione: Bassolino. Fino ad oggi non è stato bonificato nulla. Le ditte incaricate hanno assunto centinaia di Lavoratori Socialmente Utili, ma per 5 anni sono stati inutilizzati. I pochi lavori eseguiti di rimozione di rifiuti, sono stati assegnati a ditte esterne. Lavori pagati 3 volte.
Intanto nelle zone contaminate aumenta la mortalità e il rischio di malformazioni congenite, ma studi sul territorio non sono mai stati fatti.
Parla anche di rifiuti la Goodnews della settimana intitolata RIGENERIAMOCI e firmata da Giuliano Marrucci. Se per smaltire i rifiuti solidi urbani dobbiamo andare a lezione dai tedeschi, c’è invece un rifiuto altamente inquinante che solo noi italiani siamo riusciti a trattare come si deve l’olio lubrificante usato. Se raccolto adeguatamente può essere rigenerato e tornare sul mercato.
Per la puntata di Report sono previste repliche su Raisat Extra canale 120, piattaforma Sky, lunedì 10 marzo alle 10 e alle 21.

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CASERTA TOXIC WORLD

Posted by ambienti su marzo 6, 2008

reggiat200.jpgEccone un’altra. Il video su una discarica illegale di rifiuti tossici a pochi passi dalle case a Casapulla, Caserta, in onda ieri 5 marzo a Striscia la notizia.
La discarica, in via Musone, confina con l’autostrada A1, all’altezza dell’uscita Caserta Nord, è adiacente a un parco giochi per bambini, sta alle spalle di un nuovo centro commerciale.

I cittadini della zona hanno dichiarato di essersi inutilmente rivolti da tempo al Comune e alle forze dell’ordine prima di chiamare la tv.

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DIFFIDA PER LA BONIFICA A LO UTTARO

Posted by ambienti su marzo 6, 2008

La discarica lo UttaroLa discarica a Lo Uttaro è chiusa ma continuerà a fare danno finché non verrà bonificata. Perciò è partita una diffida al Commissario per le bonifiche ^ da parte del Comitato Cittadini Casertani assistito dall’avvocato Luigi Adinolfi. Lo annuncia un comunicato firmato da Giovanna Maietta, presidente del Comitato.
Il danno provocato dalla discarica è certo, ma per il momento nessuno dei nostri amministratori politici si preoccupa di rimediare. I nostri amministratori sono intenti a tessere altri strani affari e alle loro beghe pre-elettorali. Che Caserta venga investita dall’esplosione lenta ma inesorabile di una bomba ecologica ormai da tutti certificata a loro non importa. Per loro siamo solo casertani a perdere ^ , come avevamo già capito quando Lo Uttaro si riempiva a pieno ritmo e loro – indubbiamente informati delle sofferenze e del pericolo per la popolazione – continuavano a raccontarci le fregnacce del “basso impatto ambientale”. E poi qualcuno di questi personaggi si meraviglia se non trova ascolto e sostegno a Roma per le candidature in lista o quando si rivolge a qualche autorità dello Stato. Non viene in mente a nessuno che dopo i fatti de Lo Uttaro ormai qui, tra Comune e Provincia, abbiamo una rappresentanza politica troppo palesemente screditata e impresentabile?

Così annuncia la diffida il comunicato firmato da Giovanna Maietta per il Comitato Cittadini Casertani:
La chiusura di Lo Uttaro non può bastare. È necessario per la tutela della salute pubblica svuotare quel sito dai rifiuti pericolosi sversati a qualche centimetro dalla falda d’acqua. Il professor De Rosa con la Ctu, la magistratura penale con il sequestro e il giudice civile di Napoli hanno confermato che la discarica a Lo Uttaro è pericolosa. Il commissario De Gennaro, al quale abbiamo chiesto di avere i risultati relativi alle ultime verifiche effettuate nel sito, ha confermato con monitoraggi che Lo Uttaro è una bomba ecologica. In questi casi l’esplosione può essere lenta, ma significa solo che resteremo progressivamente avvelenati, giorno per giorno.
Nelle ultime settimane abbiamo preso contatto con il professor Ortolani e il professor Buondonno e se ci sarà la necessità chiederemo loro di fare uno studio di caratterizzazione per verificare l’entità del danno. Un danno che almeno si dovrebbe riparare visto che è accertato.
Il disastro ha dei responsabili i quali, nonostante colpiti da avvisi di garanzia, continuano a svolgere funzioni nella gestione dei rifiuti. L’inchiesta della magistratura non può fermarsi. Esistono altre parti coinvolti nella cattiva gestione della discarica che hanno deliberatamente fatto finta di non vedere e di non udire. A questa diffida faremo seguire altre azioni legali per pretendere lo svuotamento.

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ECOBALLE DA BRUCIARE, UN ALTRO SCIPPO PER LA SALUTE

Posted by ambienti su marzo 5, 2008

ecoballe10.jpgPRIMA DI SQUAGLIARSELA PRODI CI FA UNA SOPRESA
OFFRE UNA VIA D’USCITA ALLA FIBE E A BASSOLINO,
I MAGGIORI IMPUTATI PER LA CATASTROFE DEI RIFIUTI,
E AI CITTADINI CAMPANI LA MINACCIA DI ALTRI VELENI

Le ecoballe si potranno tutte incenerire. L’ordinanza di Prodi che lo ha stabilito ^, firmata il 20 febbraio e apparsa sulla Gazzetta Ufficiale il 29 febbraio, ha creato parecchio sconcerto. Ma come, l’impossibilità di bruciare nell’impianto di Acerra, ora e in futuro, le ecoballe fasulle prodotte dalla FIBE non era uno dei nodi principali della crisi dei rifiuti in Campania? E non era anche un cardine dell’azione che sta conducendo la magistratura contro la FIBE-IMPREGILO ed altri responsabili, tra cui il governatore della Regione Campania Antonio Bassolino? Certo che è così. Ma ora, con una firma sotto un paio di paginette un presidente del consiglio uscente – dello stesso governo che attraverso i suoi commissari ha saputo solo aggravare negli ultimi due anni la situazione rifiuti in Campania – ha disposto diversamente.
A Napoli la firma apposta a un documento si definisce a volte, in linguaggio informale, “scippo”. “Metti uno scippo qui”, per dire fai un graffio di penna con la tua firma sul foglio. Nel nostro caso è un po’ difficile distinguere tra questo e un altro significato, molto più noto, della parola “scippo”. Com’è difficile distinguere per la precedente ordinanza del 6 febbraio ^, che attaverso il meccanismo del CIP 6, e in deroga a varie leggi, trasforma in oro la monnezza per chi gestirà gli inceneritori finora previsti in Campania.
Un post inviato ad Ambienti da Gerardo D’Amore, della redazione di a margine, spiega punto per punto i termini del fattaccio. In rete e sulla stampa si trovano già molte reazioni significative, dalle contestazioni del senatore Tommaso Sodano, presidente della commissione ambiente del senato, all’annuncio d’impugnazione dell’ordinanza da parte della giunta comunale di Acerra ^.


di Gerardo D’Amore

Venerdì 29 febbraio scorso sono stati rinviati a giudizio il presidente della Giunta regionale della Campania ed ex Commissario straordinario per l’emergenza rifiuti, Antonio Bassolino, e altri 27 (vertici Impregilo, funzionari delle aziende del gruppo imprenditoriale, subcommissari e tecnici dell’emergenza.), imputati nel procedimento per le presunte irregolarità nella gestione del ciclo dei rifiuti commesse fino al dicembre 2005, quando fu rescisso il contratto con la Fibe, azienda del gruppo Impregilo che se ne occupava dal 1998.
Lo ha deciso il giudice per le udienze preliminari Marcello Piscopo. Il processo comincerà il 14 maggio davanti alla quinta sezione del Tribunale di Napoli.
La richiesta di rinvio a giudizio era stata depositata il 31 luglio scorso dai pm Paolo Sirleo e Giuseppe Noviello dopo una indagine partita nel 2003 sulla base di numerosi esposti. Nel 2004, su una ipotesi di frode in pubbliche forniture, il gip partenopeo dispose il sequestro di tutti gli impianti di combustibile da rifiuti, successivamente dissequestrati. Lo scorso 26 giugno, inoltre, il gip Rossana Saraceno firmò il sequestro preventivo cautelare di somme per 750 milioni alle società dell’Impregilo, sequestro confermato dal Riesame il 25 luglio. Il dibattimento davanti al gup era iniziato lo scorso novembre.
A distanza di una settimana dagli eventi giudiziari sopra descritti sono gia’ iniziate le grandi manovre di salvataggio di Bassolino e Impregilo.
1. Contestualmente al rinvio a giudizio è stata depositata un’istanza di circa 200 pagine per chiedere il sequestro conservativo dei beni degli imputati coinvolti nel processo. La parte civile di Palazzo Santa Lucia aveva chiesto di individuare e congelare i beni delle persone coinvolte nel procedimento. Le visure catastali presentate in giudizio hanno, però, dato un esito negativo. Bassolino non risulta intestatario di alcun bene immobile. E’ stato evidentemente previdente verso il rischio di vedere minacciato da azioni giudiziarie un patrimonio personale. In mancanza di beni intestati, il giudice potrebbe solo disporre la richiesta di pignoramento di un quinto dello stipendio dello stesso governatore.
2. Un’ordinanza recente firmata il 20 febbraio scorso dal Governo uscente di Romano Prodi, stabilisce, in contrasto con le decisioni espresse due anni fa dal Ministero dell’Ambiente, che i 7 milioni di tonnellate di cosiddette “ecoballe” (prodotte dai 7 impianti per Cdr della Regione e composte invece da spazzatura indifferenziata) contraddistinte dai codici Cer 191212- ( balle simili al “tal quale”) e nr. 190501 e 190503 (frazione umida e compost fuori parametro), possono essere bruciate nel termodistruttore di Acerra. Per questa via sono state legalizzate balle di rifiuti non a norma e potrebbe cadere l’accusa più grave nei confronti di Bassolino e della Impregilo, quella di truffa aggravata e continuata ai danni dello Stato per aver prodotto falso Cdr .
Nella richiesta di rinvio a giudizio si legge, infatti: «Bassolino (in concorso con altri imputati) ha provocato un danno ambientale con la creazione di discariche composte da balle di rifiuto secco, falsamente qualificato come Cdr con deterioramento di risorse naturali». Duri anche i passaggi successivi: «C’è stata una falsa rappresentazione dell’obbligo di assicurare il recupero energetico e una falsa rappresentazione della corretta attività di gestione degli impianti». La forza della condotta del commissario in questi anni – scrivono i pm – sta «nell’apparenza e nel silenzio»: «Mediante il silenzio, è stata coperta la inidoneità tecnica degli impianti e la disorganizzazione gestionale di un corretto e regolare adempimento, inducendo in errore la presidenza del Consiglio dei ministri». L’ordinanza di Prodi viene – solo per caso, s’intende – pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale nr. 51 l’ultimo fine settimana di febbraio e arriva nello stesso venerdì in cui si decide il rinvio a giudizio di Bassolino. E’ un assist offerto alla difesa di Bassolino perché rende legittimo ciò che fino a ieri non lo era . Trattasi di una depenalizzazione nascosta.
Le balle prodotte prima della rescissione del contratto con Fibe 31/12/2005 proprietà di Impregilo (circa 5 milioni), che avrebbe, come da contratto dovuto smaltire a sue spese saranno anch’esse bruciate ad Acerra a spese dello Stato? Ci sarà, quindi, questo ulteriore regalo a Fibe dopo quello dello smaltimento giacenze causate dalle varie emergenze, sempre effettuato con il bilancio del Commissario straordinario mentre da contratto, avrebbe dovuto essere regolarizzato dalle ditte interessate (Impregilo)?
Per giunta bruciare ad Acerra le balle in deroga alla Legge significa aumentare tutti i composti nocivi aggravando una situazione forse già compromessa delle acque, del suolo e dell’aria che la gente respira.
3. L’ordinanza di Prodi, infine, declassa l’impianto di Acerra definendolo “termodistruttore” e non più “termovalorizzatore”. Ciò stante non potrebbe più produrre l’energia richiesta per aggiudicarsi i contributi del Cip 6 (tra i 95 e i 106 megawatt) previsti per la produzione di fonti di energia rinnovabili. Si rammenta che finora questo finanziamento veniva elargito ai soli impianti “già realizzati ed operativi”, ma si è pensato bene di estenderlo, con altra ordinanza governativa (risalente alla fine Dicembre 2007) , anche a quelli in via di realizzazione (Acerra e Santa Maria La Fossa). Il costo presunto dell’intervento statale è di circa 105 milioni di euro per ognuno degli 8 anni della durata del contratto tra la società che gestirà l’inceneritore e la Regione. L’erogazione del contributo va in questo caso moltiplicato per due, perché due sono gli impianti previsti, ad Acerra e a Santa Maria La Fossa).
4. Riferendosi al rinvio a giudizio di Bassolino, uno dei suoi avvocati difensori, Massimo Krogh commenta: “Era una decisione già annunciata” lasciando intendere che si tratta di una decisione politica adottata contro il suo assistito “perseguitato” dalla giustizia per il ruolo amministrativo rivestito (siamo alle solite – lo dice da anni anche Berlusconi).
Da tenere presente che un’eventuale assoluzione di Bassolino e Impregilo potrebbe pregiudicare qualsiasi azione di risarcimento danni per disastro ambientale intentata dai cittadini. È il caso che i cittadini vigilino affinché nessun altro salvagente politico venga gettato da Prodi e da Veltroni agli inquisiti.

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RIFIUTI A CASERTA, UNA TORTUOSA INCONCLUDENZA

Posted by ambienti su marzo 4, 2008

escher_encounter.jpgLe notizie che arrivano da fonti ufficiali sull’effettiva situazione dei rifiuti a Caserta, e sulle prospettive di soluzione, continuano ad essere tortuose, poco significative rispetto all’esperienza quotidiana dei cittadini che vedono ancora le strade invase di cumuli maleodoranti e si chiedono quando tutto questo finirà o se hanno da aspettarsi ancora il peggio. Mentre continuano le difficoltà di sversamento ora all’impianto CDR di Santa Maria Capua Vetere, ora allo stoccaggio di Parco Saurino – segno che il piano De Gennaro perde colpi – i minacciati cassoni per la “quasi differenziata” nelle vie ancora non si vedono.
Intanto di piano provinciale dei rifiuti – essenziale per uscire in modo duratura dalla crisi – non si sente più parlare. Il presidente della Provincia Sandro De Franciscis è stato in tutt’altre faccende elettorali affaccendato e ha fallito anche in quelle: se aveva sperato che i suoi meriti monnezzari – l’accordo per l’apertura della discarica maledetta de Lo Uttaro ^ – gli avrebbe reso in termini di carriera politica personale o di potere d’influenza è rimasto fortemente deluso.
A Lo Uttaro il panettone ^ di cui si è lacerato l’incarto riprende a vomitare sostanze tossiche e nell’area Saint Gobain il Crowne Plaza per monnezza e topi realizzato all’ex Ucar ^ fa già sentire nelle case vicine il fetore che secondo i programmi dell’amministrazione dovrebbe accompagnarci almeno fino all’estate. Mentre si blatera di progetti per impianti comunali che potrebbero sostanziarsi per qualcuno in nuovi lucrosi affari, per la maggioranza dei cittadini – che non sono stati in alcun modo consultati – in nuove minacce all’olfatto e alla salute. Restano vaghe e contraddittorie le notizie sull’unica iniziativa che potrebbe portarci fuori dall’incubo: un rapido incremento della raccolta differenziata vera.
L’ art. 3 dell’Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3639 dell’11 gennaio prevede che: “I comuni campani provvedono ad elaborare entro sessanta giorni, anche in forma associata, un piano delle misure necessarie per la raccolta differenziata, e ad avviarne la realizzazione nei successivi trenta. In caso d’inadempimento, il Commissario delegato nomina un commissario ad acta che provvede entro centoventi giorni dalla presente ordinanza”. Quindi entro l’11 marzo i Comuni devono elaborare i piani per la raccolta differenziata ed entro l’11 aprile deve esserne avviata la realizzazione. Oramai sono passati cinquantuno giorni, ma oltre ad annunci trionfalistici non si vede come il Comune di Caserta si sia preparato a rispettare i termini dell’ordinanza.
Dalla lettura di varie interviste al sindaco Nicodemo Petteruti e all’assessore Luigi Del Rosso, sembra che solo da maggio partirà la raccolta differenziata “porta a porta”. Del Rosso ha detto testualmente: “(l’acquisto di cassoni) … per noi è il passo precedente al “porta a porta” che partirà da maggio, non appena conclusa, nel mese precedente, la gara che abbiamo bandito”. Se ne ricava che il Comune di Caserta solo da maggio prevede di far partire la raccolta differenziata e quindi non rispetterà i tempi previsti dall’Ordinanza. Forse inconsciamente si spera che l’arrivo del Commissario ad acta sollevi l’amministrazione da fastidiose perdite di tempo e difficili(!) scelte gestionali. E a proposito: da chi sarà pagato eventualmente il Commissario ad acta, dal Sindaco, dalla Giunta, dall’assessore Del Rosso o, ancora una volta, dalla popolazione?
In tutto questo, altra trovata sciagurata, perché tardiva ed onerosa, è la decisione di collocare in varie zone di Caserta 50 cassoni che ad ieri, 3 marzo, non erano stati ancora sistemati. Dal momento che costano ben 1250 euro al giorno, e già sono stati noleggiati da metà gennaio, si vede chiaramente che anche questo è un affare a perdere (almeno per la cittadinanza). Perché non realizzare invece altre isole ecologiche, sotto controllo e con orari definiti di raccolta? Nei cassoni incertamente custoditi – almeno secondo gli annunci – ognuno potrà, per ignoranza o per strafottenza, lanciare rifiuti indifferenziati. Che andranno a fare compagnia agli altri rifiuti di cui è ancora piena Caserta.
Sembra proprio impossibile interloquire con questi nostri amministratori sordi e inetti. Di fronte a ogni civile protesta non fanno altro che continuare a dichiararsi vittime e a censurare tutto e tutti, come al solito senza dare risposte serie alle aspettative dei cittadini. Qualche settimana fa tacciavano di “terrorismo” chi cercava di contrastare l’azione scellerata dell’amministrazione per il capannone ex Ucar, poi sono passati al silenzio e all’atteggiamento omissivo ed omertoso quando si parlava della possibile riapertura della discarica a Lo Uttaro (fermata solo grazie all’onestà di De Gennaro, non certo per l’intervento silente del Comune). Infine hanno espresso solidarietà al sindaco per qualche candela lasciata sotto la sua abitazione al termine di un corteo di protesta del tutto civile e pacifico. Quando capiranno che i cittadini sono stufi delle non scelte e delle non decisioni degli amministratori di oggi e di ieri?

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EX UCAR, NEL RAGGIO DELLA NAUSEA

Posted by ambienti su marzo 4, 2008

nanopuzza1.jpgDal capannone ex Ucar sciaguratamente trasformato dall’amministrazione comunale di Caserta in uno stoccaggio rifiuti ^ è cominciata ad arrivare negli ultimi giorni una puzza nauseabonda nelle case vicine. L’ARPAC ha dichiarato che non esistono abitazioni nel raggio di 200 metri nel concedere al Comune di Caserta l’autorizzazione a trasformare il capannone in disuso, collocato in un’area già inquinata da rifiuti industriali, in un sito “provvisorio” di stoccaggio. I funzionari ARPAC – che dovrebbero vigilare su questioni spesso essenziali per la nostra salute – farebbero bene a sottoporsi a una buona visita oculistica. Infatti non hanno notato che le case si trovano poco oltre i 200 metri, ben a portata della puzza e dei rischi per la salute derivanti dall’impianto. Per giunta quest’invenzione del sindaco Nicodemo Petteruti e dell’assessore Luigi Del Rosso poco sollievo ha apportato alla città. Si è perso tempo con un rimedio inefficace che ha impegnato ingenti risorse economiche ed umane, quando sarebbero state possibili soluzioni più razionali. E se proprio capannone doveva essere, ne esistono intorno a Caserta di abbandonati ben più lontani dalle case.
Da dove lo avrà tirato fuori l’Arpac questo criterio dei “200 metri”? Ricordiamo che il rapporto OMS-CNR stabilisce in un chilometro la distanza depositi di rifiuti non controllati entro la quale le malattie anche gravi crescono notevolmente. Il principio di cautela e la puzza prevedibile avrebbero dovuto sconsigliare il fetido pasticcio.

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VERDE SOTTOBOSCO

Posted by ambienti su marzo 3, 2008

sottobosco.jpgSorprendenti le dichiarazioni oggi a Bruxelles di Alfonso Pecoraro Scanio. Il ministro dell’ambiente ancora in carica – sia pure in uscita per una crisi di governo certo non provocata da lui – ha detto: “Non a caso ci sono dei processi e io sono denunciante di quei processi. E mi sembra che questo la dica lunga su chi per anni ha detto che quel piano di rifiuti non andava bene e che l’Impregilo non andava bene a vincere quell’appalto. Le inchieste dimostrano che quelle grandi aziende che dovevano risolvere i problemi li hanno aumentati … Ma il tempo è galantuomo e dimostrerà che la Campania è stata vittima di una grande truffa in questo paese”.
Il problema non è solo che Pecoraro Scanio, come ministro dell’ambiente, ha avallato tutto l’ultimo e più che mai catastrofico tratto dell’emergenza rifiuti campana, ma che assessori verdi in Regione e altre amministrazioni locali hanno tenuto un comportamento simile al suo o peggiore. A parte la “battaglia di Serre”, c’è stato da parte dei verdi uno sconcertante silenzio-assenso sulla maggior parte delle porcate – compresa quella enorme de Lo Uttaro a Caserta, accertata persino dal commissario De Gennaro – con tentativo parallelo di qualificarsi a chiacchiere come antagonisti paladini dell’ambiente.
È talmente contraddittoria la posizione dei verdi che ormai non provano neanche a spiegarla. Si limitano a proclamare incredibili bugie con la speranza che qualcuno ci caschi ancora. L’obiettivo sembra solo quello di continuare ad occupare ad ogni costo qualche più meno gratificante ruolo di potere. Per farne che? Se una volta i verdi nutrivano l’ambizione di tutelare tra l’altro il patrimonio di boschi del nostro paese, ora sembrano determinati soprattutto a gestire i sottoboschi della politica.

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ARTICOLI SPORTIVI

Posted by ambienti su marzo 3, 2008

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