AMBIENTI

Blog di Resistenza Ambientale

ECOBALLE DA BRUCIARE, UN ALTRO SCIPPO PER LA SALUTE

Posted by ambienti su marzo 5, 2008

ecoballe10.jpgPRIMA DI SQUAGLIARSELA PRODI CI FA UNA SOPRESA
OFFRE UNA VIA D’USCITA ALLA FIBE E A BASSOLINO,
I MAGGIORI IMPUTATI PER LA CATASTROFE DEI RIFIUTI,
E AI CITTADINI CAMPANI LA MINACCIA DI ALTRI VELENI

Le ecoballe si potranno tutte incenerire. L’ordinanza di Prodi che lo ha stabilito ^, firmata il 20 febbraio e apparsa sulla Gazzetta Ufficiale il 29 febbraio, ha creato parecchio sconcerto. Ma come, l’impossibilità di bruciare nell’impianto di Acerra, ora e in futuro, le ecoballe fasulle prodotte dalla FIBE non era uno dei nodi principali della crisi dei rifiuti in Campania? E non era anche un cardine dell’azione che sta conducendo la magistratura contro la FIBE-IMPREGILO ed altri responsabili, tra cui il governatore della Regione Campania Antonio Bassolino? Certo che è così. Ma ora, con una firma sotto un paio di paginette un presidente del consiglio uscente – dello stesso governo che attraverso i suoi commissari ha saputo solo aggravare negli ultimi due anni la situazione rifiuti in Campania – ha disposto diversamente.
A Napoli la firma apposta a un documento si definisce a volte, in linguaggio informale, “scippo”. “Metti uno scippo qui”, per dire fai un graffio di penna con la tua firma sul foglio. Nel nostro caso è un po’ difficile distinguere tra questo e un altro significato, molto più noto, della parola “scippo”. Com’è difficile distinguere per la precedente ordinanza del 6 febbraio ^, che attaverso il meccanismo del CIP 6, e in deroga a varie leggi, trasforma in oro la monnezza per chi gestirà gli inceneritori finora previsti in Campania.
Un post inviato ad Ambienti da Gerardo D’Amore, della redazione di a margine, spiega punto per punto i termini del fattaccio. In rete e sulla stampa si trovano già molte reazioni significative, dalle contestazioni del senatore Tommaso Sodano, presidente della commissione ambiente del senato, all’annuncio d’impugnazione dell’ordinanza da parte della giunta comunale di Acerra ^.


di Gerardo D’Amore

Venerdì 29 febbraio scorso sono stati rinviati a giudizio il presidente della Giunta regionale della Campania ed ex Commissario straordinario per l’emergenza rifiuti, Antonio Bassolino, e altri 27 (vertici Impregilo, funzionari delle aziende del gruppo imprenditoriale, subcommissari e tecnici dell’emergenza.), imputati nel procedimento per le presunte irregolarità nella gestione del ciclo dei rifiuti commesse fino al dicembre 2005, quando fu rescisso il contratto con la Fibe, azienda del gruppo Impregilo che se ne occupava dal 1998.
Lo ha deciso il giudice per le udienze preliminari Marcello Piscopo. Il processo comincerà il 14 maggio davanti alla quinta sezione del Tribunale di Napoli.
La richiesta di rinvio a giudizio era stata depositata il 31 luglio scorso dai pm Paolo Sirleo e Giuseppe Noviello dopo una indagine partita nel 2003 sulla base di numerosi esposti. Nel 2004, su una ipotesi di frode in pubbliche forniture, il gip partenopeo dispose il sequestro di tutti gli impianti di combustibile da rifiuti, successivamente dissequestrati. Lo scorso 26 giugno, inoltre, il gip Rossana Saraceno firmò il sequestro preventivo cautelare di somme per 750 milioni alle società dell’Impregilo, sequestro confermato dal Riesame il 25 luglio. Il dibattimento davanti al gup era iniziato lo scorso novembre.
A distanza di una settimana dagli eventi giudiziari sopra descritti sono gia’ iniziate le grandi manovre di salvataggio di Bassolino e Impregilo.
1. Contestualmente al rinvio a giudizio è stata depositata un’istanza di circa 200 pagine per chiedere il sequestro conservativo dei beni degli imputati coinvolti nel processo. La parte civile di Palazzo Santa Lucia aveva chiesto di individuare e congelare i beni delle persone coinvolte nel procedimento. Le visure catastali presentate in giudizio hanno, però, dato un esito negativo. Bassolino non risulta intestatario di alcun bene immobile. E’ stato evidentemente previdente verso il rischio di vedere minacciato da azioni giudiziarie un patrimonio personale. In mancanza di beni intestati, il giudice potrebbe solo disporre la richiesta di pignoramento di un quinto dello stipendio dello stesso governatore.
2. Un’ordinanza recente firmata il 20 febbraio scorso dal Governo uscente di Romano Prodi, stabilisce, in contrasto con le decisioni espresse due anni fa dal Ministero dell’Ambiente, che i 7 milioni di tonnellate di cosiddette “ecoballe” (prodotte dai 7 impianti per Cdr della Regione e composte invece da spazzatura indifferenziata) contraddistinte dai codici Cer 191212- ( balle simili al “tal quale”) e nr. 190501 e 190503 (frazione umida e compost fuori parametro), possono essere bruciate nel termodistruttore di Acerra. Per questa via sono state legalizzate balle di rifiuti non a norma e potrebbe cadere l’accusa più grave nei confronti di Bassolino e della Impregilo, quella di truffa aggravata e continuata ai danni dello Stato per aver prodotto falso Cdr .
Nella richiesta di rinvio a giudizio si legge, infatti: «Bassolino (in concorso con altri imputati) ha provocato un danno ambientale con la creazione di discariche composte da balle di rifiuto secco, falsamente qualificato come Cdr con deterioramento di risorse naturali». Duri anche i passaggi successivi: «C’è stata una falsa rappresentazione dell’obbligo di assicurare il recupero energetico e una falsa rappresentazione della corretta attività di gestione degli impianti». La forza della condotta del commissario in questi anni – scrivono i pm – sta «nell’apparenza e nel silenzio»: «Mediante il silenzio, è stata coperta la inidoneità tecnica degli impianti e la disorganizzazione gestionale di un corretto e regolare adempimento, inducendo in errore la presidenza del Consiglio dei ministri». L’ordinanza di Prodi viene – solo per caso, s’intende – pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale nr. 51 l’ultimo fine settimana di febbraio e arriva nello stesso venerdì in cui si decide il rinvio a giudizio di Bassolino. E’ un assist offerto alla difesa di Bassolino perché rende legittimo ciò che fino a ieri non lo era . Trattasi di una depenalizzazione nascosta.
Le balle prodotte prima della rescissione del contratto con Fibe 31/12/2005 proprietà di Impregilo (circa 5 milioni), che avrebbe, come da contratto dovuto smaltire a sue spese saranno anch’esse bruciate ad Acerra a spese dello Stato? Ci sarà, quindi, questo ulteriore regalo a Fibe dopo quello dello smaltimento giacenze causate dalle varie emergenze, sempre effettuato con il bilancio del Commissario straordinario mentre da contratto, avrebbe dovuto essere regolarizzato dalle ditte interessate (Impregilo)?
Per giunta bruciare ad Acerra le balle in deroga alla Legge significa aumentare tutti i composti nocivi aggravando una situazione forse già compromessa delle acque, del suolo e dell’aria che la gente respira.
3. L’ordinanza di Prodi, infine, declassa l’impianto di Acerra definendolo “termodistruttore” e non più “termovalorizzatore”. Ciò stante non potrebbe più produrre l’energia richiesta per aggiudicarsi i contributi del Cip 6 (tra i 95 e i 106 megawatt) previsti per la produzione di fonti di energia rinnovabili. Si rammenta che finora questo finanziamento veniva elargito ai soli impianti “già realizzati ed operativi”, ma si è pensato bene di estenderlo, con altra ordinanza governativa (risalente alla fine Dicembre 2007) , anche a quelli in via di realizzazione (Acerra e Santa Maria La Fossa). Il costo presunto dell’intervento statale è di circa 105 milioni di euro per ognuno degli 8 anni della durata del contratto tra la società che gestirà l’inceneritore e la Regione. L’erogazione del contributo va in questo caso moltiplicato per due, perché due sono gli impianti previsti, ad Acerra e a Santa Maria La Fossa).
4. Riferendosi al rinvio a giudizio di Bassolino, uno dei suoi avvocati difensori, Massimo Krogh commenta: “Era una decisione già annunciata” lasciando intendere che si tratta di una decisione politica adottata contro il suo assistito “perseguitato” dalla giustizia per il ruolo amministrativo rivestito (siamo alle solite – lo dice da anni anche Berlusconi).
Da tenere presente che un’eventuale assoluzione di Bassolino e Impregilo potrebbe pregiudicare qualsiasi azione di risarcimento danni per disastro ambientale intentata dai cittadini. È il caso che i cittadini vigilino affinché nessun altro salvagente politico venga gettato da Prodi e da Veltroni agli inquisiti.

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Una Risposta to “ECOBALLE DA BRUCIARE, UN ALTRO SCIPPO PER LA SALUTE”

  1. Grr said

    Che orrore, questo maledetto imbroglio non deve passare!

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