AMBIENTI

Blog di Resistenza Ambientale

QUANTO PUZZA QUESTO PIANO

Posted by ambienti su aprile 3, 2008

differenziata1.jpg“L’EX UCAR E IL PANETTONE VE LI DOVETE TENERE!”
A UN INCONTRO DI CITTADINI SULLA DIFFERENZIATA
L’ASSESSORE ALL’ECOLOGIA DEL ROSSO TENTA UNO SHOW
MA IL SUO SPROLOQUIO NON HA MOLTO SUCCESSO

Un vero piano operativo per la differenziata a Caserta non esiste ^. Lo ha confermato ieri l’assessore comunale all’ecologia Luigi Del Rosso, nel corso di un incontro alla parrocchia Nostra Signora di Lourdes, al rione Acquaviva, tra cittadini interessati a fare il punto sulla situazione rifiuti. Erano presenti diversi volontari del centro per la raccolta differenziata attivo presso la parrocchia ^. All’assessore la mancanza di un piano non sembra importante: “Le indicazioni sono nel bando di gara per l’appalto del servizio – ha dichiarato – e il piano completo lo farà la ditta vincitrice della gara, che avrà sicuramente competenza in materia”.
Non può non suonare strano un simile ragionamento ai cittadini preoccupati per il futuro dei rifiuti. Una logica normale – seguita in genere da altre amministrazioni – vorrebbe che il comune stabilisse obiettivi e modi ai quali poi la ditta incaricata dovrebbe adeguarsi. Ma qui siamo a Caserta, la città in cui il dirigente tecnicamente competente della materia presente in comune ha preferito – di fronte ai vaneggiamenti degli amministratori politici – fare le valige ed emigrare. Chi valuterà le proposte dei partecipanti alla gara? Con quali criteri? Su questo il mistero resta fitto. Come resta poco chiaro – niente ne dice il sito del Comune ^ – il motivo del rinvio di dieci giorni per l’avvio di esame delle proposte. Si sa solo che al momento ci sono in gara due ditte. Una è la Sa.Ba srl di Ercolano, l’altra, quella considerata più probabile vincitrice, è la Ati, associazione di imprese a cui aderisce la Sace, che attualmente ha, tra molte polemiche, la gestione in proroga del servizio raccolta rifiuti a Caserta e che fa capo all’imprenditore casertano Mario Pagano, arrestato proprio ieri (vedi articolo su Casertac’è ^) con l’accusa di truffa per finanziamenti pubblici ex 488 ottenuti dalla sua azienda per la lavorazione dei rifiuti Le Calorie ^, collocata in zona Lo Uttaro. Niente di rassicurante per i cittadini.

La riunione ieri a Nostra Signora di Lourdes era per valutare se l’esperienza pilota della raccolta in parrocchia potrà ancora svolgere la sua preziosa funzione per il quartiere a complemento dei servizi comunali. Con i nuovi 14 cassoni collocati dal Comune in città, in sostituzione degli ormai malfamati cassonetti, hanno problemi in particolare gli anziani che non dispongono di gambe robuste o di automezzi per portare lontano da casa i rifiuti domestici. Ad Acquaviva se chiudesse il centro parrocchiale sarebbe un bel problema per le centinaia di persone che ogni giorno arrivano lì a piedi.
Alla riunione l’assessore Del Rosso non era atteso. Vederlo spuntare insieme all’ispettore Enzo Cirillo dell’ufficio ambiente del Comune – che invece era stato invitato per discutere degli aspetti tecnici della collaborazione tra volontari e servizi comunali – all’inizio è stata una piacevole sorpresa. Vuoi vedere che finalmente questi “politici dei rifiuti” casertani si sono resi conto che è opportuno e utile il confronto con i cittadini? Macché. L’illusione è svanita presto, non appena Del Rosso ha preso la parola per primo – sempre senza invito – e si è lanciato in una delle sue prolisse esibizioni verbali, puntando ancora una volta a illustrare i prodigi dell’amministrazione comunale e, ovviamente, del proprio assessorato. Non ha esitato ad assumersi infondatamente il merito maggiore dell’iniziativa avviata già nello scorso gennaio della raccolta nelle parrocchie e a vantare i tempi “veloci” con cui il Comune si sarebbe mosso per la differenziata.
Gli ascoltatori, una trentina di persone, tutte ben informate sulla reale situazione del servizio rifiuti, hanno cominciato a dare segni d’impazienza. Frenare l’assessore e – visto che c’era – fargli qualche domanda precisa su ciò che per i rifiuti possiamo prossimamente aspettarci dal Comune, non è stato semplice. “Poi mi farete le domande!” ripeteva lui tentando di portare a termine il suo inutile show.
Infine l’assessore è stato bloccato e, prima di andarsene “richiamato da altri impegni”, qualche risposta l’ha dovuta dare. Lo stoccaggio di rifiuti al capannone ex Ucar^? “Quello e il panettone ^ ve li dovete tenere!”, ha affermato senza esitazioni Del Rosso. Anzi si è vantato perché qualche giorno fa i carabinieri del NOE in sopralluogo all’ex Ucar si sarebbero complimentati per come è “tutto in regola”. L’assessore ha finto di non capire che i cittadini sono soprattutto preoccupati dalla “regola” della micidiale puzza che dal capannone investe le loro case a distanza di pochi passi, che sono allarmati per il prevedibile peggioramento del fenomeno con l’arrivo della stagione calda, che ritengono sconsiderata la scelta di infliggere di nuovo alla popolazione circostante – tra Caserta e San Nicola La Strada – sofferenze analoghe a quelle già conosciute nella scorsa estate con la discarica a Lo Uttaro, giudicata infine criminale dalla magistratura e dall’ultimo commissario di governo. E della bonifica del “panettone”, vecchio sito di stoccaggio a Lo Uttaro che concorre alla puzza, Del Rosso non sembra preoccuparsi proprio.
Non sappiamo cosa abbiano verificato i carabinieri all’ex Ucar. Cercheremo di informarci. Probabilmente se – come afferma Del Rosso – hanno trovato l’impianto conforme a regole “internamente”, non hanno tenuto conto della breve distanza dalle case e dei conseguenti effetti dannosi delle esalazioni sulla vita quotidiana e sulla salute delle persone. Nel capannone finisce, quando necessario, la parte indifferenziata umida della raccolta attualmente in corso. Non c’è motivo per ritenere che la prolungata esposizione ai suoi miasmi sia meno dannosa per la salute dell’esposizione a discariche nel raggio di un chilometro considerata pericolosa dall’ormai noto rapporto OMS ^. E se non ci si vuole impelagare in discussioni su rischi statisticamente significativi, ai cittadini basta l’esperienza quotidiana per riscontrare immediati malanni, disturbi respiratori e stress ^, con caratteristiche e cause confermate dalla scienza medica.
Ma l’assessore Del Rosso ha provato a difendere le scelte dell’amministrazione comunale con toni addirittura trionfali. Inutile fargli notare che con idee tanto approssimative e contraddittorie per la raccolta differenziata difficilmente si potrà arrivare alla partenza l’1 maggio e a una messa a regime in tempi ragionevoli. E che senza la differenziata vera rischiamo di ritrovarci in un caos completo alle prime crisi dei siti di sversamento dell’indifferenziata. Del Rosso reagisce peggio ancora – si arrabbia e cambia discorso – se gli si osserva che le “veloci” iniziative comunali per la differenziata rispondono, eventualmente, solo all’ultimo richiamo per prescrizioni che esistono da molti anni e il cui rispetto è stato per anni inutilmente sollecitato dalle associazioni per l’ambiente a questa e alla precedente amministrazione casertana.

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Una Risposta to “QUANTO PUZZA QUESTO PIANO”

  1. Grr said

    Giggetto er Monnezzaro ha davvero un corto respiro, ma lui dove abita? Crede che Panettone ed ex Ucar siano lontani da casa sua? Che siano in una lontana periferia? Non l’ha capito che questa “città” è un mozzico? Che tutto si svolge in un’area di 2 o 3 km? Pensa che ce li dobbiamo tenere? Complimenti, ma davvero ‘ndòv’abbita?

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