AMBIENTI

Blog di Resistenza Ambientale

RIFIUTI ALLA PERIFERIA DEL CENTROSINISTRA

Posted by ambienti su aprile 8, 2008

CLICCA QUIA NAPOLI BASSOLINO HA PROMESSO CHE SI DIMETTERÀ
A CASERTA DE FRANCISCIS PROMETTE SOLO ALTRI GUAI

La cambiale di dimissioni firmata lunedì scorso pubblicamente da Bassolino ^ (“tra un anno mi dimetterò”) e il parziale sollievo con cui l’annuncio è stato accolto ai vertici del PD, da Veltroni a Follini, dimostrano che nel nuovo partito è chiara la consapevolezza che la questione dei rifiuti campani peserà sull’esito elettorale più fortemente di quanto non si voglia ammettere. Il disastro dei rifiuti, le tortuose dinamiche che sono state infine svelate nei suoi retroscena ^, hanno segnato una delle più clamorose serie di autogoal realizzati da una dirigenza politica in una moderna democrazia. Eventuali responsabilità penali a parte, si tratta di una perfetta dimostrazione di ottusità e di arroganza. Questa classe dirigente ha tradito senza ritegno i propri elettori, in particolare quelli che esprimono un voto di opinione, ovvero di ragionamento sulla società e sulla civiltà, non determinato da interessi corporativi o clientelari.
Verso questi elettori la chiamata al voto “contro” Berlusconi potrà servire a poco. Berlusconi non è rientrato in campo per caso, ma perché gli è stata spianata la strada dall’incongruenza infine fallimentare di un governo che era stato eletto sull’onda di una speranza. Nell’attuale situazione italiana, e meridionale in particolare, questa speranza è stata resa vana dalle evidenti analogie che caratterizzano spesso la gestione del potere per il potere, e per gli “affari”, da parte di forze politiche nominalmente contrapposte e anche da parte di chi era stato delegato ad esprimere una concezione diversa del bene pubblico, per il quale appaiono sempre più decisive le questioni ambientali.
Prima o poi certi errori si pagano. Ma se a livello nazionale alcuni rappresentanti illustri del centrosinistra e della sinistra hanno una chiara percezione del prezzo che ora si rischia di pagare, negli ambiti del potere periferico locale, nel Sud e nella Campania in particolare, i piccoli satrapi della politica si arroccano nelle loro bugie e nella loro arroganza contro i cittadini più consapevoli e contro i loro stessi elettori, che vengono così ulteriormente spinti a trasformarsi in ex elettori. Un buon esempio è il comportamento del presidente della Provincia di Caserta Sandro De Franciscis, uno dei maggiori responsabili della tormentata vicenda dei rifiuti in un territorio ripetutamente condannato a subire i danni peggiori della crisi tuttora in corso.

De Franciscis è stato uno dei maggiori promotori dello sciagurato Protocollo d’intesa ^ firmato nel novembre 2006 che permise l’anno scorso di riaprire la discarica a Lo Uttaro, destinata alla provincia ma poi in realtà utilizzata per sversare i rifiuti regionali, in particolare quelli provenienti da Napoli. Lo Uttaro per mesi, con la Grande Puzza che invadeva continuamente migliaia di case, ha tormentato la popolazione della conurbazione casertana, con accrescimento nell’immediato e sul lungo periodo di gravi rischi sanitari. Quando era quasi satura, la discarica è stata messa sotto sequestro dalla magistratura che ne ha accertato il carattere pericoloso e criminale, accertamento poi confermato dai rilievi eseguiti dal genio militare su incarico del commissario De Gennaro, il quale aveva preso in considerazione la possibilità di riaprire l’impianto.
Nel Protocollo era stato anche previsto che De Franciscis elaborasse un piano per fissare la strategia provinciale per la gestione de rifiuti dopo l’inevitabile esaurimento della discarica. Questo piano non esiste ancora e De Franciscis ha badato bene a lavarsene le mani ogni volta che negli ultimi mesi si sono dovute affrontare nel settore altre scelte preoccupanti che riguardavano la città e la provincia di Caserta. Ci troviamo così in una situazione in cui alla grave sofferenza di alcune aree, come quella di Ferrandelle, trasformate in pattumiere regionali, si aggiunge la totale assenza di ogni programma strutturale che potrebbe consentirci di uscire dalla crisi e di non dover temere il suo riacutizzarsi da un momento all’altro. Per giunta l’amministrazione comunale di Caserta – anch’essa di centrosinistra, guidata dal sindaco Nicodemo Petteruti ^, complice di De Franciscis come sottoscrittore del Protocollo – sta tentando di eludere, o si dimostra incapace di applicare, le più recenti e tassative disposizioni governative sull’avvio della raccolta differenziata spinta, che ridurrebbe certamente il rischio di nuove crisi.
Tra tutto questo si è saputo – lo ha scritto ieri il giornale on line casertanews ^ – che De Franciscis, nell’introdurre un intervento del vice segretario nazionale del Pd Dario Franceschini nella sua tappa casertana, ha affermato: “È in atto una precisa strategia che tende, in questa settimana, ad acuire l’emergenza rifiuti per fare andare i cittadini a votare con la spazzatura per le strade. Me lo fanno pensare strani movimenti di sigle sindacali non confederali che in questi giorni stanno creando disagio nella raccolta dei rifiuti”.
Ma ci fa o ci è? Non possiamo escludere che profittatori o delinquenti tentino oggi, domani o tra una settimana di utilizzare la crisi dei rifiuti per raggiungere propri obiettivi. Probabilmente è già accaduto, soprattutto per iniziativa di chi ha interessi economici nei traffici di monnezza. Ma evidentemente è il mare di errori derivanti dalle scelte, e dalle mancate scelte, di chi è ai vertici delle amministrazioni politiche che permette a questi pesci di sguazzare a loro piacimento. E sono già comunque alte – anche senza l’intervento di profittatori – le possibilità di improvviso inceppamento del fragile sistema provvisorio attuale per lo smaltimento dei rifiuti nella provincia e nella regione. A Caserta, come a Napoli, tra domenica e martedì hanno cominciato a riaccumularsi rifiuti nelle strade per le difficoltà tecniche abbastanza prevedibili sorte a Ferrandelle.
De Franciscis parlava nella sede del suo partito, in corso Trieste. Per chi erano le sue parole? Per Franceschini? Per compagni di partito casertani che dovrebbero sapere bene come stanno in realtà le cose? Per l’addetto stampa? Quel che è certo che non saranno simili bugie di un fantasma del centrosinistra a portare più voti al PD.

6 Risposte to “RIFIUTI ALLA PERIFERIA DEL CENTROSINISTRA”

  1. Luigino said

    Scansiamo sempre gli altri assessori, però, pure quelli che sono competenti nelle materie, che non farebbero male ad andarsene a piangere a casa.

  2. Zagor said

    “La banderuola sul campanile, sebbene fatta di ferro, sarebbe presto infranta dal vento di tempesta se non comprendesse la nobile arte di volgersi ad ogni vento”

    Heinrich Heine

  3. antony said

    Siamo stufi di ascoltare questi pseudopolitici di tutte le razze. Siamo nella merda e diciamo di navigare nell’ oro? Ma la rabbia è che i Cittadini ancora non se ne rendono conto.
    Caserta è la peggiore provincia d’Italia. Ma non ci rendiamo conto che hanno distrutto l’economia di tutta la regione.
    Bisogna solo pretendere che la provincia di Caserta venga bonificata e non accettare più neanche un grammo di “spazzatura”, rifiutare gli inceneritori e fare una seria raccolta differenziata. Abbiamo dato più di quanto potevamo dare. Adesso chi ha portato nella nostra provincia di tutto e di più prenderà i nostri rifiuti e chi ha portato la Campania in questo stato prima deve provvedere a sue spese a bonificare tutto e poi deve essere messo in galera a vita per i danni provocati.

  4. Luigino said

    Passata la buriana dei numeri, che tutti leggono molto semplicisticamente gloriandosi anche che il voto al Pdl sia solo per l’emergenza rifiuti, sarà interessante leggere su Ambienti cosa dire a:
    1) assessori verdi e “”antagonisti”” che non hanno più rappresentanza tra gli elettori ma restano ancora lì nei loro uffici
    2) dirigenti verdi dimessi già dalla gente nelle urne che sperano forse di entrare nelle stanze del partito casertano di Veltroni dalla porta di servizio, visto che i loro vertici nazionali già questo sperano di fare a Roma.

  5. mymind said

    X Luigino
    Non complichiamoci la vita più del necessario. In fondo stiamo parlando di fantasmi. Avrebbero fatto meglio a dissociarsi prima dalle infami scelte amministrative, per difendere le loro bandiere e i loro elettori, figuriamoci adesso che bandiere ed elettori non ne hanno più. Facessero un po’ quel che diavolo vogliono. Certo in una visione strategica di lungo periodo sarebbe meglio se tirassero le somme e cercassero di riprendere il contatto con i loro potenziali elettori e con le loro smarrite idee ispiratrici. Attraverso la scelta di tornarsene a casa. Ma, francamente, dubito che i personaggi attualmente sulla scena locale siano capaci di qualcosa di diverso da un opportunismo tattico. E il trasformismo e il suicidio politico non sono vietati per legge.

  6. Luigino said

    Fantasmi? Forse i dirigenti (e nemmeno tanto: mi piacerebbe sapere quanti di loro sono interessati a lavori di consulenza nei parchi).
    Gli assessori, se li chiami fantasmi, gli fai un complimento. Se “spariscono” e riappaiono come i fantasmi, possono continuare a fare i loro comodi indisturbati ….

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