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Blog di Resistenza Ambientale

Archive for 10 aprile 2008

PER LE DISCARICHE L’EUROPA CONDANNA ITALIA

Posted by ambienti su aprile 10, 2008

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La Corte europea di giustizia del Lussemburgo ha condannato l’Italia per la tardiva e non corretta applicazione della direttiva comunitaria del 1999 volta a prevenire le ripercussioni negative sull’ambiente derivanti dalle discariche di rifiuti. L’Italia era stata deferita ai giudici Ue dalla Commissione. Secondo l’esecutivo europeo, il decreto legislativo di applicazione della norma comunitaria, datato 2003, violava alcuni articoli della stessa direttiva che definisce la nozione di rifiuti e di discariche.
La direttiva di Bruxelles disciplina la messa in discarica dei rifiuti e specifica le diverse categorie di rifiuti, urbani, pericolosi, non pericolosi e inerti, e si applica a tutte le discariche, con l’obiettivo di tutelare la salute umana e l’ambiente, attraverso disposizioni finalizzate a ridurre al minimo i rischi e gli inconvenienti per l’ambiente prodotti dalle discariche: dai cattivi odori all’inquinamento delle acque e del suolo, fino alle emissioni di metano, per citarne alcuni.
La direttiva prevede che gli Stati elaborino una strategia nazionale per la riduzione dei rifiuti, stabilisce regole sui costi dello smaltimento, prevede la procedura di autorizzazione di nuove discariche e sottopone quelle preesistenti a misure particolari. La Commissione ha accusato l’Italia di aver applicato la direttiva tardivamente e così facendo di non averla applicata bene. Oggi la Corte ha riconosciuto valide le obiezioni sollevate dall’esecutivo europeo ed ha condannato l’Italia alle spese.
In alcuni dei primi commenti ufficiali italiani in rete c’è chi tende a minimizzare le connessioni del provvedimento con la questione dei rifiuti campani. Secondo Ambienti si tratta di gravi tentativi di censura. Se è vero che nella lettera del provvedimento non c’è un collegamento immediato con gli ultimi sviluppi della crisi in Campania, riguardo alla quale l’Italia potrebbe subire altre condanne, è evidente che i criteri di gestione delle discariche sono un nodo drammatico dell’emergenza campana. Da tener presente che in Italia c’è una campagna elettorale in corso e che la condanna della Corte europea si riferisce a un decreto del 2003, anno di governo Berlusconi. A conferma del fatto che per la catastrofe dei rifiuti c’è una corresponsabiltà diffusa nell’attuale classe dirigente politica italiana, indipendentemente dagli schieramenti di fronte e di partito.

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CONTRO UN’INDIFFERENZA TOSSICA E PERICOLOSA

Posted by ambienti su aprile 10, 2008

Deve restare lì il pozzo dei veleni? La discarica maledetta a Lo Uttaro, Caserta, è, grazie alla magistratura, chiusa da novembre, ma è un tale disastro – lo ha confermato il commissario in carica Gianni De Gennaro – che sarebbe indispensabile una veloce bonifica, invano promessa con lo stesso Protocollo d’intesa che permise, contro la logica e le leggi, di riaprire l’anno scorso il “fosso”. Perciò ora il Comitato Emergenza Rifiuti e il Comitato Cittadinicasertani hanno scritto una lettera-denuncia chiedendo interventi che per Lo Uttaro assolvano gli obblighi derivanti dalle leggi in materia ambientale e rispettino i precisi impegni assunti dallo stato e dalle amministrazioni. Destinatari della lettera il commissario governativo per l’emergenza rifiuti Gianni De Gennaro, il commissario per le bonifiche Massimo Menegozzo, il presidente della Provincia di Caserta Sandro De Franciscis, il sindaco di Caserta Nicodemo Petteruti. Le richieste riguardano, oltre che il fosso della discarica ultima, vecchie discariche adiacenti, il confinante sito di trasferenza, il vecchio sito di stoccaggio detto “panettone”, il nuovo sito di stoccaggio incredibilmente realizzato dal Comune nel capannone ex Ucar, ancora più vicino alle abitazioni delle schifezze in area Lo Uttaro.
Un altro nodo è quello della raccolta differenziata. Il Comune di Caserta sostiene di averla già in qualche modo avviata, benché con risultati non soddisfacenti, in parte – dice il Comune – per colpa dei cittadini. A maggio doveva arrivare il resto. In realtà quello che si sta facendo, con l’ammasso nei cassoni comunali plastica/carta e umido/indifferenziato, se poteva apparire un’utile soluzione tampone in un periodo di incalzante disastro non si può considerare né una reale raccolta differenziata né, di conseguenza, un modo per risolvere in città il problema dei rifiuti in maniera seria e duratura. Intanto intorno al bando per l’affidamento del nuovo appalto di raccolta rifiuti, che dovrebbe puntare alla differenziata vera ma in termini tuttora poco chiari, nascono complicazioni. Come avevamo in parte anticipato e come ha spiegato ieri il Mattino ^.
La differenziata a Caserta è, allo stato dei fatti, solo un maldestro tentativo, o un bluff col quale il Comune sta tentando di eludere le prescrizioni di legge. Perciò il Comitato Emergenza Rifiuti e il Comitato Cittadinicasertani hanno chiesto chiarimenti e interventi alle autorità competenti. Con un’altra lettera-denuncia indirizzata al commissario per l’emergenza rifiuti, al presidente della Provincia di Caserta, all’assessore regionale all’ambiente Walter Ganapini.

 La lettera-denuncia per le bonifiche ^            La lettera-denuncia per la differenziata ^

 L’articolo del Mattino sui ritardi per la differenziata a Caserta ^

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